Intervista a Bill Volckening

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Intervista a Bill Volckening, collezionista di quilt, Portland,Oregon, USA.

Ciao Bill, molti di noi ti conoscono virtualmente grazie alla tua pagina facebook e al tuo blog “Wonkyworld”.

http://willywonkyquilts.blogspot.com

Il tuo lavoro di studio, raccolta e divulgazione di informazioni sulla storia del quilt in America è notevole e decisamente interessante.

L’ “Artemorbida”si occupa delle arti tessili, con particolare attenzione al mondo ricco e variegato dell’Art quilting internazionale.

Per il primo numero, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante iniziare con una panoramica sulla realtà del collezionismo americano e la sua storia.

Grazie! Prima d’ora, le attività quotidiane dei collezionisti non erano solitamente note al pubblico. Quando documento le mie attività di collezionista in un blog o scrivo un post su un social media, inizio a rivelare in cosa consiste il processo di raccolta – che è diverso nel 21 ° secolo rispetto al passato. Viviamo nell’era dell’informazione e io sono in un primo gruppo di collezionisti che utilizza attivamente Internet. Compro trapunte dalle aste online e uso i social media per condividerle. Racconto cosa vuol dire essere un collezionista oggi.

La prima domanda che ti faccio è d’obbligo, ma certamente un po’ scontata: quando hai iniziato a collezionare quilt e perchè?

Ho iniziato a collezionare quilt nel 1989, quando la mia fidanzata tedesca e io eravamo a New York City. Lei mi portò ad una mostra privata tenuta da  Shelly Zegart,in cui si vendevano anche antiche trapunte e mi sono innamorato di una meravigliosa trapunta.

Su questo ho scritto diffusamente in un post sul blog di “WhyQuiltsMatter, History, Art &Politics”

Link: http://www.whyquiltsmatter.org/welcome/guest-blogger-series/guest-blogger-eureka-moment-by-bill-volckening/

Qual è il primo quilt che hai acquistato?

“Era una trapunta del 1850, rossa, bianca e verde, proveniente dal Kentucky. Il modello è conosciuto oggi con il nome di New York Beauty, ma non sappiamo chi fosse il creatore o come lo chiamò. Il nome NYB venne dato a questo pattern  molto dopo, negli anni ’30, quando Mountain Mist pubblicò un pattern chiamato così. Da quel momento in poi, New York Beauty divenne il nome popolare del modello. New York Beauty è più di un nome moderno”.

Nota: La trapunta New York Beauty era conosciuta con molti nomi nel diciannovesimo secolo:” Rocky Mountain Road “,” Rocky Mountain “,” RailThrough The Mountains “,” Crown of Thorns “e” The Great Divide”, il titolo “New York Beauty” è stato adottato dalla società Stearns e Foster Mountain Mist® per un vecchio modello di trapunta da pubblicare come nuovo design”.

http://www.quiltindex.org/essay.php?kid=3-98-9

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Foto 1 – Pieced quilt, c. 1850, Kentucky.“La mia prima trapunta antica era molto grafica e moderna, ma anche finemente realizzata e in buone condizioni”.

Acquisti solo quilt tradizionali americani, oppure guardi anche ad altre manifatture come ad esempio quelle europee?

Ammiro le trapunte di altre tradizioni, ma mi concentro sulla raccolta di trapunte americane. La storia del quiltmaking in America fa parte della storia dell’arte americana, infatti i quilt della tradizione presentano stili diversi a seconda dell’epoca in cui sono stati creati. Molte delle trapunte sono sorprendentemente moderne per la loro epoca.Questi quilt sono molto originali e naturalmente rappresentano, con continuità, il modo in cui si è espressa la creatività delle donne americane nelle varie epoche.

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Foto 2 – Quilt in applique, c. 1850, Stati Uniti.“Questa trapunta include un insolito motivo a cardo e un sinuoso bordo floreale”.

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Foto 3 – Piecedquilt, c. 1900, in Pennsylvania.Una delle trapunte più insolite della collezione è questa trapunta pittorica della regione di Lancaster, in Pennsylvania.

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Foto 4–Pieced one-patch quilt, c. 1910, Stati Uniti. “Questa moderna variante comprende dieci tessuti abilmente assemblati a strisce in gradazione, sfalsati per creare un disegno a zigzag”.

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Foto 5 – Pieced and applique quilt, c. 1920, Wisconsin.“Audace e moderna, questa trapunta veniva venduta originariamente per essere tagliata e utilizzata per realizzare altri progetti, poiché era in pessime condizioni.I suoi difetti erano meno gravi del previsto, e soprattutto questo quiltsi rivelò chiaramente un capolavoro del modernismo del quilting americano. Sicuramente non verrà mai tagliata e ridotta in  pezze per altri progetti.

Puoi parlarci dei differenti tipi di stoffe che venivano usati nelle varie epoche per cucire quilt?

I Quiltmakers usano ciò che è disponibile, ma nelle varie epoche ci sono stati alcuni materiali più popolari e usati di altri.Una buona parte dei primi quiltcucini in America eradi lana e lino. Altri erano di cotone e il cotone è stato il tessuto più popolare nelle trapunte americane. Nel periodo vittoriano, la seta, il raso e il velluto erano i tessuti preferiti e negli anni ’70 era molto usato il poliestere. Oggi i quiltmaker usano tutti i tipi di tessuto, ma principalmente i cotoni.

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Foto 6 – GiantDahlia, cotone, c. 1935, Stati Uniti.”The GiantDahlia” è uno dei tanti grandi modelli di quilt medaglione progettati da Hubert ver Mehren di DesMoines, Iowa. Un produttore sconosciuto ha realizzato questa trapunta seguendo da vicino il modello.

Puoi parlarci dei quilt della tua collezione? Ce n’è uno a cui sei particolarmente legato e di cui ci vorresti raccontare la storia?

Ho trascorso molti anni a collezionare e ricercare il modello che oggi chiamiamo New York Beauty, e le informazioni sono state incluse nel mio primo libro, “New York Beauty, Quilts from the Volckening Collection”. Oggi preferisco concentrarmi maggiormente su come e quando le denominazioni dei pattern dei quilt hanno iniziato a far parte della tradizione.

Tra la metà e la fine dell’Ottocento, c’erano riviste come Godey’sLady’s Book, che presentavano alcuni patternsma non davano nomi ai modelli.

Le pubblicazioni successive, a partire dalla fine del XIX sec. (1890 e dopo) includevano invece i nomi dei modelli. Tali nomi a volte erano basati sulla tradizione, ma spesso rispondevano più a esigenze di marketing.

L’Encyclopedia of PiecedQuilt Pattern di Barbara Brackman include riferimenti a ciascun modello. Invito gli storici a fare attenzione a questi riferimenti, anche se  spessovengono ignorati. I riferimenti sono fondamentali per comprendere in che modo la denominazione di un pattern sia diventata parte integrante della tradizione americana. Il nome del modello, a volte racconta  il contesto storico e l’evoluzione di usi e costumi dell’epoca in cui la trapunta è stata realizzata.

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Foto 7 –Piecedquilt, c. 1870, Virginia.

Nel tuo libro  “New York Beauty”, presenti la collezione di quilts raccolti in venti anni di ricerchee ti soffermi in modo particolare sullastoria delpattern da cui il libro prende il nome.

Ci puoi anticipare qualche cosa?

Il modello apparve per la prima volta nella metà del XIX secolo, quando i quiltmaker in America sperimentarono progetti complessi e geometrici. Alcuni degli esempi più antichi sono stati trovati negli Stati Uniti sudorientali, in luoghi come il Kentucky, il Tennessee e la Carolina del Nord e del Sud.

Alcuni storici non amano il nome “New York Beauty” e propongono altri nomi come nomi “originali”, ma non ci sono davvero prove a sostegno di tali affermazioni.

Il nome “New York Beauty” apparve per la prima volta in una pubblicazione nel 1930, quando Mountain Mistlo usò per uno dei suoi modelli di trapunta. Si affermava che quello fosse il vecchio nome del pattern, ma non era così. Il pattern era stato ispirato da una trapunta più vecchia, ora parte della Collezione Mountain Mist presso l’International Quilt Study Center and Museum. La persona che originariamente possedeva quella trapunta,  la chiamò “New York Beauty”, ma questo  non era  il suo nome ufficiale. Però,il nome NYB fu presto adottato dalle masse, e penso che ciò fosse dovuto al fatto che gli elementi di design erano legati a New York, alla Statua della Libertà e all’ornamento in stile Art Deco del Chrysler Building.

Nella tua collezione ci sono molte trapunte degli anni ’70. Non tutti riconoscono il valore culturale dei quilts cuciti in quegli anni, spesso in poliestere e non in cotone.  Ci puoi spiegare le motivazioni della tua scelta?

Ero bambino negli anni ’70.Per qualche motivo, i quiltsdi quegli anni mi ricordano la mia infanzia, anche se nella mia famiglia non era tradizione cucire trapunte.

In quell’ epoca l’America ha sperimentato un significativo revival del quilting. La celebrazione del Bicentenario del 1976 ha dato a molte persone una ragione per esplorare il mondo del quilt e ha contribuito a creare un nuovo interesse per questo settore, così milioni di americani, in quegli anni, hanno cominciato a cucire trapunte per la prima volta.

 Quando ho iniziato a studiare la storia della trapunta in America, ho trovato spesso riferimenti storici al grande revival americano degli anni ’70, ma nessuno sembrava avere una collezione di piumini di quell’ epoca. Il periodo è stato tra i più importanti nel quiltmaking perché ha visto rinascere il settore dell’’industria tessile americana, che oggi è fiorente, anzi multimiliardario.

Per quanto riguarda il poliestere, bisogna pensare che è un materiale interessante per molte ragioni, soprattutto in termini di qualità puramente visive, poichè resiste allo sbiadimento, e i colori rimangono eccezionalmente vivaci. Quando ci troviamo ad osservare i quilts in poliestere degli anni ’70, non abbiamo dubbi nell’ individuare quali fossero i colori originali, dato che le stoffe usate non mostrano i classici segni di invecchiamento. Negli anni ’70, quando ho iniziato a collezionare quilts, ero uno dei pochi a esercitare questa attività e le trapunte erano economiche e  più facilmente reperibili. Ne ho acquistate molte per $ 50 o meno e a volte sono riuscito anche ad averle gratuitamente. Ho visto la bellezza in quilts che alla maggior parte del pubblico non interessavano, ma finalmente adesso il loro valore inizia ad essere riconosciuto ovunque.

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Foto 8 -Tile Blocks, c. 1975, Louisiana. Questo è un quilt di dimensioni decisamente grandi, impreziosito da un decoro nero a zig-zag cucito lungo perimetro di ogni riquadro del puzzle .

La tua ricca collezione è protagonista di molte esposizioni negli Stati Uniti.  Quali sono i quilts che hanno riscosso più successo presso il pubblico?

Ogni gruppo di quilts si rivolge ad un proprio pubblico ed ogni collezione ha viaggiato in luoghi diversi.I New York Beauty sono stati il soggetto del mio primo libro, pubblicato da Quiltmania nel 2015. Quell’anno, 50 delle trapunte del libro vennero esposte al Salon Pour l’Amourdu Fil di Nantes, Francia.

Nello stesso anno, si svolsero anche mostre dei miei quilts degli anni ’70 al QuiltCon di Austin, in Texas e al Benton County Museum qui in Oregon.

 Nel 2017, un gruppo selezionato ditrapunte in poliestere degli anni ’70 è apparso in una mostra all’International Quilt Study Centre & Museum di Lincoln, nel Nebraska.

Attualmente sto lavorando a una collezione di Hawaiianquilt cuciti con ritagli di stoffe. Infatti sto scoprendo una tradizione, ancora non documentata, di patchwork realizzato con scarti di stoffe dell’industria dell’abbigliamento hawaiano della seconda metà del XX secolo. Sarà una vera rivelazione per gli amanti delle trapunte, specialmente per le persone che hanno familiarità con le trapunte in applique tradizionali hawaiani.

 Adoro esporre la mia collezione in Musei e spazi pubblici. Ma poiché desidero che quante più persone possibile possano vedere i quilt della tradizione, ne condivido le foto tutte le volte che posso attraverso facebook, il mio blog e riviste di settore.

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Foto 9 -1970 Piatto di Dresda, un bell’esempio di colori sgargianti tipicidelle trapunte degli anni ’70.

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Foto 10–HawaiianQuilt realizzato con avanzi di stoffe degli anni ’70.

Bill, ricordiamo però che oltre ad essere un collezionista sei anche un artista! Raccontaci dei tuoi quilts , da dove trai ispirazione e cosa ti  piace fare.

Prima di diventare un collezionista, ho frequentato la Scuola d’Arte e ho iniziato a fare il fotografo. Mi è sempre piaciuto esprimermi in maniera creativa e il quiltmaking è uno dei tanti modi. Ho realizzato circa dieci trapunte, ma direi che non sono molto bravo a cucire. Mi piace pensare alla storia del quilt mentre lo progetto, soprattutto perché voglio che il lavoro sia qualcosa di nuovo e diverso e desidero che riveli il mio punto di vista in quanto artista. Anche se non cucio spesso, uso molto la fotografia. Scatto personalmente tutte le fotografie dei quilts della mia collezione, incluso lo shooting e il fotoritocco di Photoshop. Essere in grado realizzare un lavoro fotografico professionale, mi aiuta anche a  condividere la collezione con un vasto pubblico.

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Foto 11 – “Wild Eyed Susans” (2014) di Bill Volckening. Questa trapunta di lana è stata realizzata con pezzi riadattati di una trapunta vintage  e con aggiunta di abbellimenti.

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Foto 12 – “Fruity Beauty” (2015) di Bill Volckening, trapuntato da Jolene Knight. Questa trapunta è stata realizzata con tessuti Spoonflower stampati digitalmente da Bill Volckening.

Per concludere, speriamo di avere presto il piacere di poter ospitare la tua collezione anche qui in Italia. Sarebbe un’esperienza interessante e una grande occasione per poter ammirare da vicino lavori che costituiscono un importante pezzo della storia e della cultura dell’Arte Tessile.

Grazie!

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