SCOPRI LA FIBER ART – Museo del tessile di Chieri

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Autori, opere, testimonianze dell’arte tessile a Chieri
a cura di Maria Francesca Garnero

Chieri provincia di Torino, non è lontana dalla Mole, e possiede un Museo del Tessile, lo sapevate?

Città di telai, una grande fabbrica di tessuti e passamaneria, un cotonificio, una tradizione che arriva da lontano nel tempo, che parte dalle radici, dalla tessitura manuale antica, e arriva alla Fiber Art.

Maria Francesca Garnero, nel suo libro, racconta, da attenta osservatrice, impegnata che guarda e collabora alla crescita e al cambiamento della sua cittàtesa a diventare un polo dell’Arte tessile in Italia, con il suo Museo e poi con una miriade di promozioni e manifestazioni.

Il terreno era fertile, ogni casa ha un telaio, tutta la città si offrì coi suoi  spazi ad ospitare  mostre di prestigio. Le fabbriche tessili in disuso, il Caffè Vergnano, la chiesa di s. Bernardino, palazzo Opesso e la “Imbiancheria del Vajro

La “Biennale d’Arte”, che si ripete a Chieri, dal 1998, mette in scena le “Trame d’autore”.  Le opere esposte rimarranno alla città e andranno a far parte del patrimonio del Museodel Tessile.

Ma si va oltre le “trame d’autore”. Nasce l’interesse per la “Fiber Art” nata all’inizio del Novecentoche qui unisce valori antichi e contemporanei. L’artista si libera da quel rapporto equivoco con l’artigianato e si sente libero di usare materiali diversi, il telaio rimane una fondamentale espressione linguistica.

Eterna domanda, dove finisce la bellezza artigiana e comincia quella dell’Arte? Oggi più che mai è difficile rispondere.

Allegoria del filo, sperimentazioni tessili, uno sguardo attento alla scuola del Bauhaus di Gropius, aigrandi artisti del ‘900, come , Kandiskij, Klee e Sonia Delaunay, insomma le “Avanguardie”.

L’artista si ispira, può giocare prendendo a prestito le tecniche artigiane; la Fiber Art diventa un fantasmagorico viaggio nel tempo, nei luoghi. Diventa un linguaggio che cresce e cambia, quasi in parallelo con altre Arti: la pittura, il disegno, le Arti grafiche. Fiber Art diventa pure qualcosa da toccare e quindi scopre una vena inusuale: “l’arte da indossare”.

Un percorso lungo che si aggiusta e cresce con la creatività degli artisti e la suggestione della materia di cui si compone.

Nominare tutti o la maggior parte è impossibile, l’autrice che ha raccolti, tanti un’eredità , ne ha fatto un libro, meno male dico io.

Le radici sono importanti, sono i telai grandi e piccoli che stavano negli scantinati delle case, che continuavano a vivere a far rumore anche quando le ciminiere e le sirene delle fabbriche hanno taciuto, Copiosi macchinari tessili sono visibili nel Museo di Chieri, testimoni di un tempo, ognuno col suo nome e funzione: telaio Gallileo, spolatrice Optima, telaio Ruti, ecc.ecc.

telaio 2

Artisti di tutto il mondo arrivano e lasciano unatestimonianza di sé non solo nel Museo ma tra la gente che partecipa a tutti gli eventi. Si ritroveranno in una cultura comune, quella dell’Arte tessile, della tessitura pernon dimenticare e subire le trasformazioni inevitabili del tempo.

Piccola città, ricca e generosa, laboriosa e attenta al suo esistere, grazie Chieri e grazie Maria Francesca per il tuo ottimo lavoro di documentazione.

Scoprite le opere esposte: Certo non sono tutte, ma sono significative e specifiche di quello che abbiamo detto finora.

Martha Nieuwenhujs

Folla, 1996

Arazzo, tela bruciata, lino, lana seta cotone 110x197cm

Qui finisce la mia “recensione” ma prima di lasciare vorrei ricordare che l’Italia è disseminata di piccoli Musei dedicati alle tradizioni, all’artigianato che diventa Arte. Segnalateci, se ne conoscete, ne saremo felici e potremo raccontarli.

La prossima escursione sarà a Prato, il “ Museo del Tessuto” ci aspetta e poi Pistoia…

Tullia Ferrero

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