Intervista con Brankica Zilovic

“Cartographie des sens 05”, 2015, 100 x 150 cm, thread, embroidery, color spray on paper, copyright BrankicaZilovic

This post is also available in: English (Inglese)

The published photos were made by Tomasz Namerla and Sandrine Elberg and all works are Laure Roynettegalery curtesy.

“Never Innocent”, copyright BrankicaZilovic

Brankica Zilovic è un’artista visuale francese e serba che vive a Parigi. Grazie ad una esperienza decennale nella docenza, ha indirizzato la sua formazione verso un  percorso creativo nell’arte tessile, nel fashion design e nell’arte contemporanea.

Le sue opere spaziano dal ricamo d’arte contemporanea, alle installazioni, ai multimedia, alla pittura e al disegno. Il suo lavoro è stato esposto in mostre nazionali e internazionali. Negli ultimi 17 anni ha sviluppato diversi progetti con gallerie d’arte e istituzioni in Francia, Germania, Italia, Cina, Senegal, USA e Serbia, musei d’arte, centri d’arte contemporanea francesi, centri culturali locali e regionali in Francia (seguiti da workshop e conferenze), riviste di moda, agenzie pubblicitarie ecc.

Attualmente è rappresentata dalla Gallery Laure Roynette di Parigi. Ha ottenuto un secondo premio per la pittura dal Painting Award Antoine Marin a Parigi e il 1st MAUTO Award per le sue installazioni.

Si è laureata all’École Nationale Superieur des Beaux Arts di Parigi (DNSAP) e alla Facoltà di Belle Arti di Belgrado.

Attualmente è professore all’École Superieur des Beaux Arts of Angers (TALM), all’Università di New School PARSONSONS di Parigi e all’Istituto d’Arte Applicata LISAA di Parigi.

Questo il link al sito web:

www.brankica74.wixsite.com/brankicazilovic

Brankica, ti definiresti un’artista tessile?

Preferisco definirmi semplicemente come artista contemporanea con un forte interesse per un linguaggio tessile indipendente. Il Tessile con la sua versatilità, permette di spaziare e ricollegarsi ad ambiti come il disegno, la pittura, la scultura o l’installazione. Limitare l’arte tessile solo al suo aspetto tecnico, all’aspetto artigianale o tradizionalmente femminile, che per molto tempo gli è stato assegnato, sarebbe una considerazione “low-down”, che finirebbe per vanificare tutti i precedenti sforzi storici compiuti  da molti artisti che hanno aperto la strada a un cambiamento della sua percezione e comprensione.

Gli artisti tessili, i curatori, i critici d’arte e i giornalisti, hanno tutti la responsabilità e le potenzialità per accrescere l’interesse e favorire il riconoscimento del Tessile come mezzo autonomo nel campo dell’arte contemporanea.

“Cartographie des  Sens 9”, 29 cm x 42, thread, embroidery, colorspray on paper, copyright Brankica Zilovic

“Cartographie des Sens 8”, 29 cm x 42, thread, embroidery, colorspray on paper, copyright BrankicaZilovic

Che ruolo riveste nella tua arte l’uso di fili e tessuti?

A volte mi sembra di poter vedere e capire il mondo solo attraverso le mie mani…… in altri termini il mio approccio creativo e concettuale è sempre guidato e plasmato dall’esperienza della materialità del tessuto. Ogni filo è una risorsa che mi fornisce una vasta gamma di possibilità, direzioni di ricerca e coinvolgimenti critici. La definizione di arte tessile è in continua trasformazione ed è difficile da consolidare. Apprezzo molto questa caratteristica ambivalente del mezzo tessile che si muove senza sforzo tra arte e lettura artigianale, conoscenza teorica e pratica. Il filo attraversa molte metafore simboliche e comparative, trascendendo o confondendo molti contesti culturali, di genere o d’identità… ero solita dire ai miei studenti: “Il filo unisce le persone, connettendo e ricostruendo qualità e caratteristiche”.

“Embrace Again”, 2017, 300cm x 500cm, thread, textile, cardboard, copyright Brankica Zilovic

“Angelboy”, 2018, copyright Brankica Zilovic

Puoi parlarci della serie “New Scalps” e dei libri ricamati di “Totem Revenants”?

La serie “New Scalps” si riferisce a mio padre, scomparso nel 2013. “New Scalps” sono in realtà rappresentazioni di immagini di tumori cerebrali che rivelano la bellezza dei sistemi neuronali cerebrali e che richiamano la cosmologia del nostro corpo biologico. A volte, i più turbolenti e dolorosi momenti della nostra vita, devono essere tradotti in qualcosa di subliminale che si riveli un interrogativo universale.

I libri ricamati di “Totem Revenants” sono ancora una volta racconti legati al modello paterno, i recenti conflitti geopolitici autobiografici, l’ideologia, le disillusioni e la religione, tutto connesso a mio padre, ma anche elementi trasmessi come eredità a me, come un peso o un patrimonio prezioso. Certamente tutto ciò costituisce materiale importante e consistente per ispirare e moltiplicare le mie riflessioni creative ed artistiche.

“New Scalps – Composition”, 2016, copyright Brankica Zilovic.

Totem Revenants”, 2016, copyright Brankica Zilovic

“New Scalps – Composition”, 2016, copyright Brankica Zilovic

“Totem Revenants – detail”, 2016, copyright Brankica Zilovic

Quanto è importante la sperimentazione di tecniche e materiali nelle tue opere?

Spesso utilizzati come forma tattile di espressione, comunicazione e applicazione, i materiali tessili sono oggetti e strutture che cercano di essere compresi, con il proprio sistema di linguaggio, le loro potenzialità e i loro limiti, con molteplici significati e interpretazioni. Quindi la sperimentazione è il modo migliore per cogliere tutti questi aspetti. C’è qualcosa di molto eccitante nella pratica tessile, qualcosa di ordinario e straordinario, quasi geniale allo stesso tempo. Quando ho iniziato ad esplorare e sperimentare le ricche potenzialità dei tessuti e dei fili nelle mie prime ibridazioni di pittura e ricamo mi sono sentita al contempo speciale e ribelle. Se un giorno non avessi iniziato a sperimentare semplicemente con i ricami, che funzionano come forma concettuale di disegno, probabilmente non sarei mai stata così fortemente coinvolta dal medium tessile come lo sono oggi. Quindi il momento della sperimentazione e dell’innovazione sono indispensabili nella mia arte.

In un nuovo lavoro, parti dal materiale, attorno al quale sviluppi l’idea del soggetto, o inizi dal soggetto per poi scegliere tecniche e materiali?

Entrambi questi aspetti sono spesso trattati e discussi insieme… A volte il concetto puro potrebbe guidarmi verso le soluzioni tecniche tessili o combinare soluzioni tecniche, e viceversa l’approccio diretto al tessile solleva una strategia creativa e sovversiva di messa in discussione! Il mio processo creativo non è precostituito o determinato in modo rigido, ma certamente ho una chiara definizione della mia dialettica.

“Pagan Man”, 2015, 180cm,tecnique mixte, copyright Brankica Zilovic

Qual è il legame tra la tua arte e la Serbia?

Tutti i miei tentativi artistici e le mie idee sono in relazione con il mio background culturale e identitario. La questione centrale nella maggior parte delle mie proposte di opere d’arte è articolata intorno al concetto di confine, individuale e collettivo! Incanalando i miei tentativi creativi attraverso la tracciatura di mappe e cartografie tessili, cerco di dipanare la questione del confine, delle frontiere, delle dislocazioni, delle spaccature e delle ricostruzioni, che siano individuali o collettive! Il mio profondo essere interiore cerca e desidera un territorio in cui vivere, rifiuto la  Diaspora, difficile da accettare o da identificare,luogo di mezzo, terra di nessuno. Questo territorio dei sensi agisce come una membrana cartografica, dissociando la realtà che mi attraversa da quella che mi penetra, in modo che una geografia personale possa sostituire una geografia politica, confermando così una fragilità che si estende al di là delle apparenze.

“Peel Planisphere”, 2016, 250 cm x 200 cm, synthetic leather and fabric, starched thread, copyright Brankica Zilovic

Le Pangèe”, 2011, 200cm x 300cm,thread, fabric, cardboard, wood, copyright Brankica Zilovic

C’è un tema di fondo attorno al quale ruotano tutte le tue opere?

Il mio lavoro è punto di incontro tra considerazioni individuali e riflessioni storiche e politiche. Paradossalmente la mia cartografia personale, non conduce da nessuna parte se non nei meandri della psiche umana e rimanda a territori e spazi come allusioni temporali. La ripetizione, le sovrapposizioni e il lavoro manuale, infatti, sottolineano una esigenza quotidiana, se non un’ossessione dove il tempo si espande e mostra una dimensione espiatoria, come se si trattasse di tenere lontani i demoni e le maledizioni del passato sostituendo la memoria alla ripetitività del gesto.

Ma la perdita o lo smarrimento che scaturiscono dal mio lavoro non sono altro che richiami a nuovi inizi. Da qui la necessità di cogliere le mie composizioni come espressione di una forma di ottimismo, un ottimismo che mira ad accogliere la vita e le sue possibilità piuttosto che i suoi rimpianti.

“Concrete Mapping”, copyright Brankica Zilovic

“Concrete Mapping”, copyright Brankica Zilovic

Quali sono, secondo te, le differenze artistiche, estetiche e stilistiche tra opere d’arte (tessile) piccole e grandi?

Le installazioni murali di grandi dimensioni, le composizioni tridimensionali o i lavori su scala ridotta sono tutte opzioni interessanti da affrontare grazie alla vasta gamma di possibilità e modalità espressive! Ci sono enormi potenzialità progettuali e modalità innovative per affrontare entrambe le scale compositive… non sorprende che gli artisti tessili contemporanei mostrino, con i loro lavori profondamente diversi, tutte le possibilità che tessuti, stoffe e filati siano in grado di dare.

“Memory’s Field Forever”, 2012, photographs, threads, bobines, 400cm x 400 cm x 200 cm, copyright Brankica Zilovic

“Memory’s Field Forever – detail”, 2012, photographs, threads, bobines, 400cm x 400 cm x 200 cm, copyright Brankica Zilovic

Come è evoluto il tuo lavoro in termini di stile ed espressione? Quali sono le differenze tra il primo lavoro e il più recente?

È difficile spiegare l’evoluzione, la trasformazione o i cambiamenti più importanti che il mio lavoro ha avuto nel tempo, ma tutto ciò è sicuramente riconoscibile guardando le mie opere. Il mio lavoro ha attraversato numerose e diverse fasi e ciò risulta evidente dal carattere eterogeneo delle opere che ho realizzato.
Ho osservato il mio percorso evolutivo procedere pari passo al mio personale sviluppo sociale o emotivo e mi sono resa conto di quanto sia essenziale rimanere profondamente legati al proprio linguaggio.

A cosa stai lavorando in questo momento? Vuoi parlarci dei tuoi progetti attuali?

Ho appena terminato una nuova installazione a parete lunga 6 metri “NeverInnocent” per la prossima mostra collettiva “Weaveyour Memory”. Questa installazione di ricamo murale ci incita ancora una volta alla decostruzione e demistificazione della mappa come modalità necessaria per identificare i giochi di potere e per compiere gli sforzi fisici e mentali necessari per ripensare e abbracciare nuovamente il mondo… In questo mondo di connessioni quasi sinaptiche tenute dai punti di cucitura, e che escono direttamente dal fondo infeltrito come un ganglio spinale, la composizione elastica e organica ci invia alla percezione stessa che sembra perforare la sua sagoma e interrogare la sua consistenza, mai innocente.

“Never Innocent” evoca la sfida di riscrivere questi percorsi e strati di ricordi che rimangono ancorati nella nostra memoria. Questi percorsi, questi pensieri annodati, intrecciati, inscritti, fissi, fanno emergere emozioni e suggeriscono il desiderio di uno spostamento. Da qui nasce un mondo in cui i confini si muovono e si dissolvono per lasciare il posto a un nuovo ordine. Come un “organismo autonomo”, questa è la metafora dell’uomo che continua a cercare soluzioni di sopravvivenza e lotta per abitare e creare il suo ambiente di vita.

“Never Innocent – detail”, installation, 6 m, ph. Tomasz Namerla, copyright BrankicaZilovic

Never Innocent – detail”, installation, 6 m, ph. Tomasz Namerla, copyright Brankica Zilovic

Galleria Immagini
  • Photo 1“Never Innocent – detail”, installation, 6 m, ph. Tomasz Namerla, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 2“Never Innocent – detail”, installation, 6 m,ph. Tomasz Namerla, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 3 “Never Innocent – detail”, installation, 6 m,ph. Tomasz Namerla, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 4 “Political Fold”, 2017, 230 cm x 600 cm, thread, textile, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 5 “Political Fold”,vieux Expo, 2017, 230 cm x 600 cm, thread, textile, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 6 “Political Fold – detail”, 2017, 230 cm x 600 cm, thread, textile, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 7 “Political Fold – detail”, 2017, 230 cm x 600 cm, thread, textile, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 8 “Concrete Mapping”, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 9 “Concrete Mapping – detail”, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 10 Vue d’exposition, 2013, Centre CulturelSerbe Paris, copyright BrankicaZilovic
  • Photo 11 Copyright BrankicaZilovic
  • Photo 12 Copyright BrankicaZilovic

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