Un’artista eclettica: Margaret Fabrizio

Margaret Fabrizio with Green-copyright Margaret Fabrizio

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Artista affascinante ed eclettica,  Margaret Fabrizio spazia dalla Musica allo Spettacolo alla Fiber Art  riuscendo ad ottenere risultati brillanti in tutti i campi in cui si cimenta.

Pianista, Clavicembalista, Concertista, Insegnante, Membro della Facoltà di Musica della Stanford University per 25 anni, Compositrice, Performer, Film Maker, Collage Artist,  Pittrice,  Scrittrice, Videografa, Creatrice di Artist Books, Forestale nella sua terra a Sonoma  ed infine…QUILTER!

Le sue opere sono esposte in Musei, Teatri ed Università.

Le sue maschere, i collage,  i dipinti appartengono a collezioni private, le installazioni e le strutture abitative della sua “Taliesen” (una  tenuta di 40 acri nella contea di Sonoma in California conosciuta come “Cazadero Nature and Art Conservancy”) rivelano una personalità dalle mille sfaccettature.

Leggere di lei e delle sue opere ci introduce in un mondo onirico e fantasmagorico che ci cattura e da cui è difficile staccarsi!

Celebrating 32485 days on this planet – copyright Margaret Fabrizio

La nostra è una rivista che si occupa di Arte Tessile,  pertanto a fatica mi concentro solo sulle opere tessili e le domande rivolte a Margaret Fabrizio si limiteranno  alla sua produzione in tale campo: Quilts e Kawandis.

Rimane la voglia di sviscerare anche gli altri temi, di capire cosa ha mosso le sue scelte verso i vari ambiti della sua produzione

Per chi è catturato dallo stesso  desiderio si rimanda al sito dell’artista, miniera di notizie e foto ed agli oltre mille video presenti sul suo canale YouTube:

http://www.margaretfabrizio.com

https://www.youtube.com/user/atree3/featured

copyright Margaret Fabrizio

Ho rivolto a Margaret Fabrizio alcune domande: 

 Affermata musicista e compositrice, cosa ti ha spinto ad avvicinarti al quilting?
Non mi ricordo.  Mia nonna materna era una quilter  ma mia madre non lo era.  Era una sarta esperta di cucito, maglia, uncinetto, faceva vestiti, ma non ha mai fatto trapunte.  Un giorno, nel 1987, ho deciso che volevo fare un quilt ed ho iniziato a cucire un “Ocean Waves Quilt”.

Oceanwaves – 80 x 108 – 1988 – copyright Margaret-Fabrizio

I tuoi quilt inizialmente esplorano motivi tradizionali, realizzati con estrema precisione in   blocchi ripetuti, poi via via si liberano dallo schematismo e si frammentano e ricompongono in modo sempre più libero acquisendo chiaramente una  impronta sempre più personale; anche le tinte, inizialmente sobrie, nel tempo si arricchiscono di colore, ci puoi spiegare cosa ha provocato questi cambiamenti?

E’ stata  la mia amicizia con l’artista/quilter Grace Earl.   Era  stata insegnante al Chicago Art Institute e aveva un modo molto creativo di fare quilting.  Cercava sempre di farmi allontanare da un pianificazione completamente predefinita,  mi ha insegnato il significato dell’uso di un  design wall ,che permette di posizionare piccoli  pezzi del lavoro finale e di spostarli fino ad ottenere la composizione desiderata e solo dopo unire le varie parti  fra loro.
(You Tube video sulla presentazione di “ocean waves”:  https://www.youtube.com/watch?v=kuToKd97jKU )

My Old Asian Clothes – 55 x 70 – 2004 – copyright Margaret Fabrizio

Kathakali – 2006 – 64 x 74 – copyright Margaret Fabrizio

Bali – 2008 – 62 x 77 – copyright Margaret Fabrizio.

Ryoanji – 2011 – 64 x 82 – copyright Margaret Fabrizio

 Chaos Unchained – 2018 – copyright  Margaret Fabrizio

Anche se i disegni tradizionali mi interessano ancora, mi piace trovare modi per modificarli in modo creativo.

 Latest Quilt – 44 X 61 –  copyright Margaret Fabrizio

 Latest Quilt – detail – 44 X 61 –  copyright Margaret Fabrizio

Quando, dopo i primi 6 quilts cuciti, mi sono resa conto di  avere  tantissimi pezzi di stoffa avanzati dalla loro lavorazione, ho deciso di fare un pezzo usando solo loro.  L’ho chiamato “Leftover Quilt”, quindi,dopo la prima,  ogni 6 trapunte ho fatto una trapunta con gli avanzi delle precedenti.  Erano molto impegnativi, e mi hanno costretto ad essere inventiva e a risolvere i problemi.

Leftovers 1 -1993 – copyright Margaret Fabrizio

Leftovers 2 -1993 – copyright Margaret Fabrizio

Leftovers 3 -1993 – copyright Margaret Fabrizio

Sappiamo che hai viaggiato molto in Asia e in particolare in India: cosa ti ha fatto tornare più volte presso quei popoli e in quale modo la loro conoscenza ha cambiato il tuo modo di fare Arte?

Ci puoi raccontare il tuo incontro con il popolo dei Siddi e la scoperta delle loro trapunte?

Ho viaggiato molto in India molto prima di vedere una qualsiasi delle trapunte Siddi.  (Kawandi)

Dopo aver visitato con Joe Cunningham una mostra di quilt al Museum of the African Diaspora di San Francisco nell’estate del 2011, mi sono sentita in dovere di cercare le donne che avevano creato le trapunte (kawandi), perché erano assemblate in modo completamente diverso da qualsiasi quilt che avessi mai visto.  Un attento esame non mi aveva ancora rivelato il modo in cui erano state fatte.    (Avevo 81 anni)

Ho appreso che questo popolo, i Siddi, sono di origine africana, e sono stati portati in India come schiavi dai portoghesi 400 anni fa.

Vivono ancora in relativo isolamento dalla comunità indiana, dalle caste e dalle tribù. Dopo molte ricerche ho finalmente trovato un insediamento nello stato del Karnataka e ho trascorso 2 settimane con i Siddi, sui loro portici nella foresta, prendendo appunti, facendo video e imparando dalle loro donne la tecnica dei kawandi.

Sono tornata a San Francisco e ho creato 20 pezzi l’anno successivo.  Poi sono tornato dai Siddi nel 2012, portando  i miei avanzi di lavorazione  per il loro uso e quattro dei miei pezzi per farli esaminare.

Le donne Siddi erano stupite e si sono complimentate al mio ritorno l’anno successivo.  Il loro feedback mi ha portato ad un altro livello, e ora sto facendo pezzi più grandi.

KAWANDI – Immolation -33x 44 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI – In Fuller Bloom – 72 x 58 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI – Elvis Macarons -32 x 39 – copyright Margaret Fabrizio

 KAWANDI – Four Deities – 55 x 42 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI – Four Roses – 54 x 74 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI – Green – 55 x 79 – copyright Margaret Fabrizio

Negli ultimi anni ti sei appassionata e dedicata alla creazione di kawandi….cosa ti ha tanto colpito della loro lavorazione e del popolo dei Siddi?

Questo stile di quilting è fatto completamente a mano, utilizzando scraps e vestiti riciclati.  I tessuti che uso provengono in gran parte dall’India, dove frequento i negozi di sartoria per i “materiale di scarto”, e riciclo abiti.

La differenza principale è che queste  trapunte sono improvvisate e fatte completamente a mano.  Non sai davvero come appariranno fino a quando non saranno finite.  Non c’è pianificazione.  E’ un po’ come il jazz, rispetto ai quilts  progettati che assomigliano un po’ di più a Bach.

Per quanto riguarda i Siddi….vi invito a guardare i video ‘Kawandi Promo’ e “Return to the Siddi” sul mio canale ‘atree3’: su YouTube, racconta i miei viaggi lì:

https://www.youtube.com/watch?v=WPtu2ILuw2s&list=PLFuFehKak9t_ZuGPTwxwauwyyglG5RCgC&index=2

https://www.youtube.com/watch?v=WnuX8IRW41Y&list=PLFuFehKak9t_ZuGPTwxwauwyyglG5RCgC&index=8

KAWANDI – North and South of the Border – 40 x 49 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI – North and South of the Border –  Detail – 40 x 49 –
copyright Margaret Fabrizio

Ci puoi spiegare come viene creato un kawandi?

Kawandi è la parola Konkany che significa “trapunta”.  E’ cucito  su un vecchio sari. Lavorano sedute per terra. Cominciano da un angolo, fanno la piccola phula (pezzo decorativo senza il quale il quilt è considerato spoglio), partono da un bordo in basso,aggiungendo  pezzi via via dall’esterno verso l’interno.  Continuano a girare in tondo fino a raggiungere il centro.

I tuoi kawandi rispecchiano la tradizione dei Siddi o se  ne differenziano? e, in caso affermativo, in cosa?  

Si’ e no.  Ho imparato la tecnica, e vederli fare le loro scelte su quali tessuti e colori utilizzare è stata per me una rivelazione, ma non sono sicuro che si possa mai imparare la sensibilità di altre culture.  Questo mi ha dato molto fastidio all’inizio; avevo  finito un pezzo, ma quando l’ho guardato non aveva lo stesso mistero visivo che ho sempre provato quando ho visto il loro lavoro.  E’ un po’ come guardare la gente che cerca di imitare le trapunte Gee’sBend.  Le copie non hanno la stessa magia.  Alla fine mi sono reso conto che, per quanto possibile, per quanto io possa diventare abile nella tecnica, i miei pezzi avrebbero avuto un aspetto diverso, perché io sono diversa.  Così ora vado per la mia strada, a poco a poco il mio lavoro si sta evolvendo.  Sono sempre sorpresa.

KAWANDI- Om Nama Shivaya – 51 x 61 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI – Siddi Colors – 46 x 38 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI- Three Sleeves and a Bodice – 38 x 63 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI- Thrissur Frames – 41 X 53 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI- Tribal Swirl – 33 x 463 – copyright Margaret Fabrizio

KAWANDI- Water– 80 x 80 – copyright Margaret Fabrizio

Quali sono i tuoi futuri progetti?

Il mio progetto per l’immediato futuro è di venire a Verona per l’evento “Verona Tessile”.   So che non sarò presentata in nessuna delle location in programma, ma ho intenzione di portare un po’ dei miei kawandis.  Dubito che ci saranno altre trapunte realizzate con questa tecnica, quindi penso che alcune persone potrebbero essere interessate a vederle.  Arriverò a Verona una settimana prima dell’apertura del festival, quindi ho intenzione di visitare la città e vedere se vi saranno  possibilità di esporre i miei lavori..   Forse tutto ciò di cui ho bisogno sono due alberi, una corda e delle mollette per vestiti.  Street Art?  Sono aperta a qualsiasi suggerimento.

Leggendo le tue note, visitando i tuoi profili facebook e Instagram si percepisce che vivi a stretto contatto con molti artisti affermati…cosa ci puoi dire delle tendenze attuali per quanto riguarda l’Arte Tessile? quanto essa oggi si discosta dagli intenti e dai modelli del quilting tradizionale?

Vorrei poterlo fare.  Non credo che il mio lavoro si adatti a nessuna delle tendenze attuali.  Non considero i miei  kawandis  ‘Art Quilts’, e questa sembra essere la tendenza principale in questi giorni.   Sono solo un’altra persona che cerca di assemblare qualsiasi tessuto che ha a portata di mano e vedere cosa posso ottenere.  Se dovessi dare un nome al mio lavoro lo chiamerei ‘Tribal’.

 Come definiresti il tuo essere Artista?

Ho cercato di vivere la mia vita come un’opera d’arte.  Se tutto quello che faccio è arte. . .allora . . .non sono sicura che mi piacciono le parole definitive come “artista”

Mi mette a disagio.

Grazie della pazienza con cui hai risposto alle mie domande e grazie di averci fatto conoscere più da vicino il tuo pensiero!

Per approfondire la conoscenza di Margaret Fabrizio si rimanda ai seguenti link:

http://www.margaretfabrizio.com/

https://www.youtube.com/user/atree3/featured

https://www.facebook.com/margaret.fabrizio.3

https://www.instagram.com/margaretfabrizio/

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