Quiltcon 2019: due quilters italiane a Nashville

"Smile" - Group or Bee Quilts - 68” x 51.5” - By Leanne Chahley Lethbridge MQG - Also pieced by Stephanie Ruyle, Felicity Ronaghan, Kari Vojtechovsky, Melissa Ritchie, Diane Stanley, Marci Debetaz, Debbie Jeske, Karen Foster, Hillary Goodwin

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Cinque anni fa, non avevamo la più pallida idea che la nostra amicizia e il Modern ci avrebbero portato tre volte negli Stati Uniti per partecipare allo show più importante nell’ambito di questo nuovo stile Patchwork. Dopo Pasadena, California per due volte, a metà febbraio siamo volate a Nashville, la città della musica country dove le orchestrine suonano dalle nove di mattina a mezzanotte tutti i giorni della settimana! La città del Tennessee, profondo sud americano si è riempita di quilters da tutto il mondo che si sono unite ai già tantissimi turisti che visitano ogni anno questa città piena di vita.

Dal nostro albergo, famoso per la sua piscina a forma di chitarra, per quattro giorni abbiamo fatto la stessa strada che portava al City Music Center dove Quiltcon si è tenuto. (foto 1-2)

Come socie della The Modern Quilt Guild, abbiamo avuto accesso gratuito all’intera manifestazione. Quiltcon offre varie mostre tematiche e le mostre delle varie categorie in concorso: Improv, Minimalism, Modern Traditionalism, Appliqué, Handwork, Machine Quilting, la Challenge indetta dalla MQG e la categoria Youth. La selezione è dura in quanto i quilts valutati per lo show sono piu di 1500 e ne vengono scelti solo 400.

La Modern Quilt Guild (www.themodernquiltguild.com) nata nel 2009, è il punto di riferimento per chi desidera conoscere di più e identificarsi con lo stile Modern. Noi siamo socie dal 2014 e da subito abbiamo iniziato a seguirne tutti i suoi sviluppi. In questi anni si sono aggiunte una cinquantina di quilters italiane e insieme a loro abbiamo indetto e portato avanti diversi progetti Modern, incluso uno benefico.

L’energia e l’entusiasmo che si respirano a Quiltcon, sono palpabili. Come ogni show, vengono tenuti moltissimi workshops condotti dalle “stelle” del Modern, le conferenze e demo sono frequentatissime e i molti stand che propongono tessuti, strumenti e pubblicazioni relative esclusivamente allo stile Modern, sono affollatissimi.

Le mostre che sono state tenute quest’anno erano due: i lavori della artista modern Sherri Lynn Wood

e la mostra della collezione di quilts della famiglia Childress (Satin Patchwork, Florida 1940 ca.)

Intorno al padiglione della mostra e nei corridoi erano esposti numerosi quilts creati dai “capitoli” della MQG sparsi in tutto il mondo che dovevano attenersi ad uno schema cromatico limitato e che sono stati devoluti in beneficienza.

Uno degli eventi molto frequentato è anche il cocktail dove si possono incontrare i famosi quilters, autori, artisti emergenti o già affermati nel Modern e dove le partecipanti si scambiano il miniquilt creato per una compagna assegnata dalla gilda.

Abbiamo potuto incontrare o rinnovare con un saluto e una presentazione (sono tutti piacevolmente sorpresi quando diciamo che veniamo dall’Italia, paese amato da tutti!) Jaquie Gering, Cindy Grisdela, Maria Shell, Virginia Findlay Wolfe, Giuseppe Ribaudo e Anna Maria Horner di cui abbiamo visitato il bellissimo negozio in downtown Nashville “Craft South” situato accanto alla boutique della famosa attrice Reese Witherspoon!

Altre espressioni Modern erano la challenge dei 100 giorni in cui varie artiste si sono messe in gioco, ognuna con la sua specialità e hanno cucito per 100 giorni in un anno e creato un “corpo” di lavori molto interessante. In questa esposizione aveva posto anche il ricamo visto che il 2019 è stato proclamato anno del ricamo e anche nel Modern ha trovato la sua collocazione! Era stato creato perfino un Hand Sewing Lounge dove ci si poteva fermare e lavorare a mano, cosa che non è assolutamente dimenticata nello stile Modern, ma rivisitata specie nella quiltatura a mano chiamata Big Stitch Quilting.

Vi invitiamo a visitare la pagina Facebook della The Modern Quilt Guild al link https:/www.quiltcon.com/2019-winners per ammirare i quilts vincitori delle varie categorie. Quest’anno il Best of Show é andato per la prima volta ad un Bee Quilt cioè quilt di gruppo, capitanato da Leanne Chahley della Lethbridge MQG, interamente creato con la tecnica Improvisational. (Foto of The Modern Quilt Guild) Foto in evidenza in testa all’articolo

Ecco le nostre impressioni sullo show e i nostri quilts preferiti:

Daria

Andare a Quiltcon è  molto interessante e per me sempre fonte di curiosità e ispirazione. È un po’  come sentirsi a casa, un luogo dove tutti parlano la tua stessa lingua, dove ovunque ti giri trovi nuovi stimoli e nuova bellezza.

Devo dire che quest’anno ho notato diverse cose, qualcosa nel Modern è cambiato o sta cambiando rispetto alle altre edizioni a cui avevo partecipato.

L’anno scorso, a Pasadena, c’erano diversi quilt che rappresentavano le proteste sociali contro la politica del presidente Trump o contro la violenza sulle donne e mi avevano colpito molto perché da noi in Italia non siamo molto abituati a quilt di protesta sociale…non ancora.

Quest’anno invece i quilt mi sono sembrati diversi, la protesta c’è ancora ma meno e i tessuti sono cambiati, ci sono i solids , i tessuti grafici, ma ci sono anche i fiori, Modern, ma fiori!

Sono fiori grandi, anni ‘70, molto colorati e molto belli, mescolati a pois e righe.

I tessuti di Anna Maria Horner sono bellissimi, come il suo quilt shop.

Nel quilt show allestito dalla MQG i quilt sono tanti e devo dire che non tutti quelli ho visto esposti mi sono piaciuti. Alcuni erano, a mio parere, solo esercizi tecnici e io non vado matta per quelli, anche se uno di questi mi ha colpito.

Bisogna anche segnalare che non tutti i lavori erano perfetti, nella tecnica e nelle rifiniture, ma c’è da chiedersi se un bel quilt è un quilt perfetto tecnicamente…secondo me no, anzi…

Per me è più importante l’impatto visivo, l’uso del colore, le sensazioni che suscita, ciò che ci fa venire in mente, l’equilibrio, l’armonia d’insieme. Vale sempre la pena andare a vedere questi grandi show, ci fanno capire tante cose, ci fanno VEDERE tante cose…

Il primo si intitola “Super Donut di Stephanie Scardal, socia individuale MQG, facendo riferimento alla celebre ciambella tanto amata dagli americani.

Per me è un quilt quasi ipnotico, che ti tira dentro e mi è piaciuto subito.

Mi piace il colore del fondo, graficamente mi sembra perfetto e mi da l’idea di qualcosa in movimento, qualcosa in evoluzione, come il Modern.

Il secondo, “Boulders and Chockstones” di Kathy York della Austin MQG, è un quilt divertente, giocoso, di quelli che ti fanno subito sorridere appena li vedi, insomma di quelli che piacciono a me! Belli i colori, equilibrati. E la presenza dei gatti vagamente “allucinati” è una cosa che mi entusiasma ancora di più.

È realizzato in applique’ e la quiltatura è fatta con il doppio trasporto

Il terzo quilt che mi  ha colpito è un lavoro improv, la mia tecnica preferita, e si intitola “Ultra Violet”, di Stacey O’Malley della Ottawa MQG, realizzato per partecipare ad una challenge legata al colore  Pantone dell’anno scorso.

Il colore mi piace, è uno dei miei preferiti anche se è un colore particolare che non piace a tutti, ma c’è molto equilibrio in questa composizione, i tessuti sono giapponesi, molto belli e leggibili nell’insieme.

Roberta

Lo stile Modern è veloce come i nostri tempi, fatto di comunicazioni sui socials quali facebook, Instagram (preferito dagli statunitensi) e altri. La sua evoluzione però mantiene aspetti legati alla tradizione, ma trasformati, i tessuti sono nuovi, diversi e anche questi cambiano alla velocità della luce, le collezioni si creano e non sono continuative, vengono usati substrati nuovi quali canvas e lini. Le forme usate partono spesso da quelle tradizionali ma vengono distorte, cambiate in scala e  l’assemblaggio finale spesso è lontano dalla classica griglia che conosciamo, ma assume un design nuovo, legato alla grafica contemporanea o al mid century modern, stile amato dalla nuova generazione di quilters.

Con al mio attivo tre Quiltcon, mi sento di dire che ogni anno trovo nuove interpretazioni, fresche, accattivanti e che la tecnica spesso viene messa in secondo piano per favorire il design, elemento importantissimo nel Modern.

Il mio quilt preferito è “Number 21“ di Miguel Huidor della Los Angeles MQG, che avrei certamente comprato non fosse stato già venduto, che ha usato come base dei tessuti a righe su cui ha applicato strisce in sovrapposizione con bordo a vivo creando così una terza dimensione, cosa nuova nel Modern.

Il quilt “At the Junction” di Marla Varner della Bainbridge Island MQG mi ha colpito per come ha usato il colore in progressione, facendo fondere un colore nell’altro con oculati passaggi cromatici

Per la composizione che ha dato vita ad un conglomerato di case e ha vinto una ambitissima coccarda nella categoria Improvisation, il quilt “Blue Houses” di Melanie Tuazon della

North Jersey MQG mi ha fatto pensare ad uno dei paesini arroccati su una collina della nostra Italia.

Molti i quilts “manifesto” per l’impegno verso le donne e i loro problemi sociali. Presenti molti quilts contenenti testi, parole o frasi di rilevanza alla persona creatrice del lavoro, caratteristica anche questa molto presente nel Modern, uno dei tanti “Show up” di Sara Hunter cucito in gruppo.

Fra porzioni di pomodori verdi fritti, deliziosi biscuits e gli stupendi murali sparsi per la città, già facciamo progetti per Austin, Texas dove si terrà il prossimo Quiltcon, ed è già stata annunciata la location per il 2020: Atlanta, Georgia! Ma questi americani non si fermano mai!

Noi non smetteremo di guardare, osservare, ponderare ed imparare da questo nuovo stile già accettato e acquisito in tantissime parti del mondo dove sono sorte in pochissimo tempo “capitoli” della Modern Quilt Guild a carattere locale e ci auspichiamo di vederlo crescere ed essere apprezzato e praticato trovando posto negli eventi patchwork italiani futuri.

Daria Blandina e Roberta Sperandio

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