SOFFI DALLE MIE TRAME: i teli di Monica Paulon

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Ci siamo ripromessi di conoscere meglio a breve questa artista tessile ma, nel frattempo, diamo comunicazione della sua mostra a Bergamo fino al 16 giugno 2019, presso la ” Bottega del Gombito”

Di seguito il comunicato stampa

SOFFI DALLE MIE TRAME: i teli di Monica Paulon

 a cura di Eles Iotti Storica e critica d’arte

 L’infinita sapienza del fare e del tramandare quale straordinario potere di mani femminili che, senza l’uso dell’ago, creano bellezza e meraviglia.

Il filo come metafora della sostanza pulviscolare del mondo.

Opere di arte povera di rara intensità. Presenze silenziose e impalpabili, ombre di alberi, di foglie e di radici che ci portano lontano da una frequentazione ordinaria delle apparenze di realtà.

I delicati feltri di Monica Paulon intrattengono un rapporto con l’ineffabile: muovono verso frequentazioni di litorali tra visibile e invisibile, tra finito e infinito.

L’artista esplora e asseconda le potenzialità espressive dei filati attraverso un agire gestuale lontano dall’ idea di trama e ordito; essa aggrega, stratifica e ingloba fili di sete, lane e organze, aprendo frontiere verso la pittura informale e dischiudendo porte e finestre su di un altrove.

Nel suo linguaggio creativo, il felting, che appartiene alle origini storiche, anzi preistoriche dell’umanità, si trova l’essenza della pittura moderna: rifiuto della prepotenza e imperiosità della linea retta e aderenza all’esperienza colorica, emotiva e poetica del sublime estetico di Turner unita alla grande idea di Natura en plein air e alle variazioni sul tema del Monet delle Ninfee.

Punto di partenza per la sua ricerca resta la verità naturale e materiale dei filati di scarto che rivivifica pazientemente con la complicità dell’acqua, ma soprattutto con la religiosità rituale e la profonda coscienza di avvicinare il caos primigenio e con esso tutto ciò che è nascente.

Nei teli di Monica i bordi non vedono limite, tuttavia la scelta dei quadrati   nella sequenza del Fibonacci impone una successione aurea e una euritmia classica in grado di contrastare il caso. E’ così che queste impalpabili trame non raffigurano, ma evocano idee di natura diversa da quella che conosciamo, costruiscono corrispondenze ed assonanze universali in grado di travalicare i concetti di spazio-tempo: la loro più intrinseca effimera qualità compositiva sta nel non avere la prospettiva.

In una completa identità tra l’opera e lo spettatore si impone una esperienza immersiva e totale: vi entriamo camminando come si entrasse in un giardino dove in un clima creativo palpitante, la fluidità e la leggerezza ci sospingono verso l’inatteso.

Le trame sensuali di Monica Paulon travalicano i confini della pittura e della scultura e ci portano nel campo elettivo di una avventura emotiva interiore: aprono finestre sull’anima. L’autrice imprigiona in una struttura segnica, con le mani, i sensi e la mente, la fuggevole esistenza delle nuvole, dei rami, dei fiori, dei petali, delle foglie, della pelle, ecc.. insomma di tutto ciò che vive e muta.

Panica poesia dell’attimo che trascorre intrecciata in fili di sete; sensuali miraggi di soffi e riflessi di acqua, aria e luce imprigionati nell’organza; arcane orografie di paesaggi di ogni tempo e di ogni luogo rinnovate nella tela; carnali piogge di petali e soavi voli di piume e capelli quali magici intrecci di segni femminili che infondono vita a vecchie realtà minacciate di morte.

Dal rapporto con l’esistente, dal piacere del “fare” Monica, frequentando i territori dell’estetica, costruisce nuovi, palpitanti e seducenti mondi in movimento per tramandare leggerezza e felicità qui ed ora.

(Eles Iotti)        

 L’Artista

Monica Paulon nasce, nel 1970, a Como, e cresce tra colori e fruscii serici: la madre rifinisce a mano cravatte di seta. Dalla zia trentina impara a infeltrire la lana con l’acqua e il sapone, scoprendo la materia sulla quale costruirà la sua arte. Diventa stilista di moda, ma la sua esperienza lavorativa partirà da uno Studio di design.È grazie a un laboratorio sul feltro, organizzato dalla scuola steineriana frequentata dai suoi figli, che riscopre e approfondisce la tecnica del felting

Nel 2003, crea i primi capi unici firmati Artefeltro (artefeltro.it), unendo la seta al cachemire o alla lana merinos, realizzando abiti e accessori in feltro de-luxe..Nel 2007, espone a Milano Unica. Nel 2009, la sua Capsule Collection viene selezionata da Inside di White. Nel 2010, collabora con la cooperativa Alice, conducendo dei laboratori di feltro per le detenute all’interno della Casa circondariale di Bollate. Propone e realizza il progetto “Riprendiamo il filo della matassa” per riportare le arti tessili nelle prime classi elementari comasche. Oltre alla creazione di capi di abbigliamento realizzati in pezzi unici, l’artista espone le proprie opere, in una fusione di arte e artigianato, presso mostre di Fiber Art come Tramanda (Chieri), Trame a Corte (Rocca di Sala Baganza), Il rumore del Lutto presso la Galleria Alphacentauri (Parma), e partecipando a eventi come Orticolario (Como)

Sede

In un vasto ambiente storico nel cuore di Bergamo Alta, la Bottega del Gombito, fondata da Vittorio Vitali nel 1972, è un affascinante spazio espositivo che promuove la cultura bergamasca, lombarda e transnazionale. Le sue esposizioni periodiche pongono in stimolante colloquio l’alto antiquariato con le sperimentazioni estetiche del XX secolo attraverso mostre, incontri culturali e letterari a tema, esposizioni d’arte, personali di artisti storici o emergenti, oltre ad allestimenti di design, moda e creazioni artistiche tessili. In questa sorta di fucina culturale, aperta al viavai di via Gombito e ai temi d’arte e antichistica, particolarmente cari a Mariagrazia Vitali, archeologa e direttrice dello spazio espositivo, si organizzano corsi e lezioni a tema artistico, antiquario, di design.  

Offre inoltre la rara disponibilità di un delizioso angolo verde per eventi all’aperto, nell’antico palazzo dei Della Torre di Bergamo, vera sorta di hortus conclusus nel centro storico di Città Alta.

 

Ringraziamenti…

Bottega del Gombito, e in particolare a Mariagrazia Vitali, per accogliere e incoraggiare il progetto.

Lanificio e FeltrificioGusmini (www.gusmini.com), per la lana e le preziose fibre di feltro che fanno parte integrante dell’installazione.

Olfattiva (www.Olfattiva.it), per le essenze fragranti che pervadono i tessuti dell’opera, diffondendo i loro accattivanti profumi.

Cosmos scale (www.cosmos-scale.it), che, grazie alle sue scale sicure, ci ha permesso di montare la mostra, salendo oltre 5 metri dal suolo.

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