Intervista con Kit Vincent

“Fastwater 2”, 45x45", Hand-dyed cottons and silks, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

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Kit Vincent

Kit Vincent è una interessante e nota artista tessile che crea quilt audaci e innovativi, grandi opere astratte ricche di“pennellate” di colore intenso che, grazie ad un procedimento di cucitura a strati di piccole strisce di stoffa tinta a mano, si fondono dando vita a immagini in cui le varie tonalità cromatiche si susseguono in modo progressivo ed armonico in una equilibrata distribuzione di colori e forme che crea potenti effetti di profondità e movimento.

Le opere tessili di Kit Vincent sono state esposte in numerose mostre e gallerie d’arte tra cui lo SchweinfurthArt Centre di Auburn, NY, il Mississippi Valley TextileArts Museum, Almonte, Ontario, il Dairy Barn Art Center, Athens, Ohio, al Museum TuchTechnikTextilmuseum,Neumunster, Germania, al Museum Max Berkin, Heidelberg, Germania.

Di seguito il link al sito web dell’artista:

https://www.kitvincent.com/

Kit, puoi raccontarci qualcosa di te e della tua storia di artista? Come hai iniziato? Come è nata la tua passione per l’arte tessile?

Ho sempre amato l’arte. Quando ho bisogno di una rapida soluzione creativa, disegno con tutto quello che e’ disponibile. Tengo diversi taccuini in quasi tutte le stanze della mia casa, anche in macchina. Penna e inchiostro sono i miei strumenti preferiti, insieme ai colori acrilici e al collage (sia in tessuto che in carta). Quando disegno, mi vedo come se fossi a caccia – alla ricerca di forme, modelli e oggetti che mi ispirino. Può essere un’ombra, un tono, un movimento, il tempo, la musica o un’altra forma artistica.
Con il tessuto ho iniziato non molto presto, e sono arrivata al quilting attraverso la porta sul retro per un motivo molto pratico. Qualche anno fa, la mia nuova sala da pranzo aveva bisogno di qualcosa di grande sulla parete per smorzare i suoni. Pensavo che un grande capolavoro astratto colorato della metà del secolo sarebbe stato perfetto, ma questo non rientrava nel budget. Date le dimensioni richieste, la mia unica opzione era quella di provare a fare qualcosa da sola. Dopo tutto, ho pensato che l’approccio più semplice sarebbe stato quello di realizzare una sorta di wallhanging.
Quello che sapevo sul quilting allora, erano poche nozioni che si potevano contare sulle dita di una mano.
In biblioteca trovai un articolo sul lavoro di Judith Lazelere in cui si descriveva in dettaglio la sua tecnica di cucitura delle strisce di tessuto. Sono rimasta impressionata non solo dalle sue belle trapunte di grandi dimensioni, ma anche da questa tecnica che non aveva bisogno di ulteriori trapuntature…perfetta!
Ispirata da questo, il mio primo quilt misurava non meno di 8 x 8 piedi. E’ stato appeso egregiamente nella mia sala da pranzo per diversi anni, anche se sul retro presentava un bel pasticcio tecnico.

Ancora più importante…ero stata catturata dalla passione per il quilting!
Tornata in biblioteca, mi sono imbattuta presto in un altro articolo, questa volta con il lavoro di Nancy Crow – un gigante del quilting. Le sue grandi e audaci composizioni di tessuti mi hanno fortemente impressionata e sono state la prova che il cucito e il quilting potevano essere arte. L’incredibile lavoro di Nancy Crow mi ha ricordato i grandi dipinti astratti coloratissimi della metà del XX secolo che mi piacevano tantissimo.
Mi sono subito iscritta ai suoi corsi e da allora ho beneficiato del suo spirito creativo e del suo intuito artistico. Questo era il tipo di lavoro che volevo fare.

Ho imparato a comporre e creare grandi composizioni astratte e semi astratte. Ben presto ho scoperto che riuscivo a modellare il tessuto con una taglierina a mano libera e a realizzare i miei lavori direttamente sul design wall.

“Chaos Redux”, 60×60″, juried into Quilts=Art=QuiltsSchweinfurth Art Center, Auburn, NYSeptember 26, 2019 – January 5, 2020, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

“Chaos Redux-detail”, 60×60″, juried into Quilts=Art=QuiltsSchweinfurth Art Center, Auburn, NYSeptember 26, 2019 – January 5, 2020, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Come scegli i soggetti delle tue opere? Puoi raccontarci della nascita e dello sviluppo di una delle tue opere d’arte?

L’ispirazione può essere sfuggente…non c’è una formula magica. Un viaggio, una notizia o semplicemente un pezzo di stoffa possono fornire l’input per iniziare un nuovo lavoro. Nel caso di Mégantic, mi è capitato di ascoltare una notizia – il disastroso deragliamento del treno al LacMégantic in Quebec il 6 luglio 2013. La quiete e la silenziosa tranquillità organizzata del mio studio si confondevano con i suoni caotici delle descrizioni dei testimoni provenienti dalla mia radio. Un treno in fuga aveva scaricato circa sei milioni di litri di petrolio greggio nel centro città e nel suo lago, uccidendo 46 persone. La palla di fuoco stava bruciando da giorni e poteva essere vista dallo spazio. Infatti, quella notte l’acqua era in fiamme nel lago Mégantic.

Il mio lavoro è cambiato quell’anno. Ho cominciato a lasciar andare le superfici pulite trapuntate e i fili non saldati del lavoro passato. La mia preferenza è stata quella di tagliare e stratificare fragili strisce di tessuto grezzo su un substrato composto. In questo caso, la fragilità di delicate strisce di tessuto grezzo su un substrato composto e reticolato mi è sembrata appropriata.

“Megantic”,46×46″, First Prize and Juror’s Choice Awards, Quilt=Art=Quilts, Schweinfurth Memorial Art Center 2013, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

“Megantic-detail”,46×46″, First Prize and Juror’s Choice Awards, Quilt=Art=Quilts, Schweinfurth Memorial Art Center 2013, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Megantic II”, 60 x 43″, Pushing the Surface Invitational Johnson-Humrickhouse Museum 

Come pianifichi un nuovo lavoro? Segui una scrupolosa attività di progettazione o lasci che il tuo istinto ti orienti?

Lavorare con la stoffa stimola l’esploratrice che è in me. Trovo che il tessuto sia un materiale sensuale e facilmente manipolabile. Può essere creato per avere peso, massa e consistenza. I processi che uso mi permettono di costruire una struttura e un significato a più livelli in questo lavoro. Il mio obiettivo è quello di scoprire nuove espressioni che siano contemporanee ma anche radicate nella storia e nella pratica del quilting. Utilizzo un mix di design delle superfici con le tecniche tradizionali del quilting, a cominciare dal tessuto bianco che tingo, stampo e dipingo. È meno vincolante della tela di un quadro. Lo si può tingere, dipingere, piegare, tagliare, cucire e ricamare a piacimento.

Vedo il tessuto meno come stoffa e più come un fondo non preparato e non stirato. Lavorare con i tessuti può richiedere molto tempo. Detto questo, assaporo il “nuovo” che scaturisce da questo processo.

“Seagate”,47×65″, Hand-dyed cottons and silks, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Nei tuoi artquilts usi il tessuto in modo tridimensionale attraverso la sovrapposizione di strati di tessuti di diversi colori, lo manipoli  dandogli l’aspetto di grandi pennellate multicolore. Come è nata questa tecnica? Puoi parlarci anche dell’uso del colore nelle tue opere d’arte?

Di solito inizio con una griglia, composta per lo più da più pannelli, una struttura tessile da nove o 16  riquadri, ciascuno di circa 20″. Questi pannelli consistono in un supporto, un’imbottitura e un top. A questi pannelli, applico e alla fine cucio, diverse strisce di tessuto colorato.  Ogni striscia viene tagliata su misura e applicata in una direzione specifica, per creare una linea, un segno o un gruppo di linee che producono una forma colorata. Una seconda striscia più stretta viene spesso applicata sopra la prima per sottolineare un contrasto di colore o per colmare uno spazio troppo duro tra due forme. Fissare e cucire queste strisce è la parte più lenta del mio processo, ma non è diverso dall’applicazione di macchie di vernice o dal collage di forme su una superficie colorata. Queste strisce di tessuto si incastrano l’una nell’altra e lavorano insieme per creare modelli complessi all’interno di ogni quadrato e su tutti i pannelli insieme.

Ogni pannello determina il tono per il suo vicino. L’unica cosa che stabilisco in anticipo è la dimensione approssimativa del pezzo finale e l’effetto della struttura complessiva e dei colori. Lo strato superiore lavora con le forme sottostanti per creare una danza visiva o un dialogo che alimenta e influenza i pannelli vicini. Questa è la parte del processo di progettazione che mi piace di più.

Nightshift”,80×80″, Quilt National 2017 Dairy Barn Art Center, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Nightshift-detail”,80×80″, Quilt National 2017 Dairy Barn Art Center, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

““Nightshift-work in progress”,80×80″, Quilt National 2017 Dairy Barn Art Center, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Qual è secondo te la differenza più importante tra un artigiano che lavora con fili e tessuti e un artista tessile? Quando un’opera tessile diventa arte?

Il tessuto è un mezzo artistico che deve ancora essere scoperto ed esplorato. Mi piace far parte di questo suo percorso. Quando ho tirato fuori per la prima volta la mia macchina da cucire, il dibattito tra arte e artigianato era in pieno svolgimento. La tecnologia e il multiculturalismo hanno dato vita a una nuova gamma di opzioni e risorse artistiche per coloro che oggi scelgono di lavorare la fibra. I pregiudizi tradizionali sono in via di superamento. Ora vediamo e spesso leggiamo di mostre in cui il lavoro di artisti formati nelle arti tradizionali, sono mostrati insieme al lavoro di artisti che utilizzano materiali tradizionalmente associati all’artigianato. Questa è una gran bella cosa!

“Tricolour White”, 72×72″, Mastery: SustainingMomentumExhibitDairy Barn Art Center, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

“Tricolour White-detail”, 72×72″, Mastery: SustainingMomentumExhibitDairy Barn Art Center, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Ci sono artisti o correnti artistiche a cui ti ispiri?

Ce ne sono molti, ma ne citerò tre, perché tutti hanno amato il tessuto e hanno trovato modi innovativi per usarlo nella loro arte.

Louise Bourgeois: Francia, 1911-2010: Questa artista è cresciuta circondata dai tessuti del laboratorio di restauro degli arazzi dei suoi genitori. Il tessuto ha avuto un ruolo importante nel suo lavoro artistico. È stata per tutta la vita accumulatrice di tessuti per la casa, che ha tagliato e ricamato, trasformandoli in arte. Posso sentirmi in sintonia con una sua dichiarazione: “Ho sempre avuto la paura di essere lasciata e abbandonata. Il cucito è il mio tentativo di tenere insieme le cose e renderle uniche”.

Robert Rauschenberg: USA, 1925-2008: Era affascinato dalle possibilità scultoree del tessuto e non ha esitato ad usarlo nel suo lavoro. Per esempio con Bed, 1955,ha incorniciato un cuscino, un lenzuolo e una trapunta su un muro, disegnando sulla superficie con matita e vernice. Ho letto che queste lenzuola erano le sue, così questo pezzo poteva essere visto come un autoritratto personale. Quando ho visto questo pezzo a New York City, ero in soggezione per quanto fosse potente. Ero ipnotizzata dalla piccola sezione trapuntata del log cabin di quel pezzo; un famoso e universale design del patchwork che tutti possiamo riconoscere. Invece di dipingere una replica di questo letto, ha usato il letto stesso. I blocchi di tessuto del log cabin sono stati trasformati dalla loro funzione utilitaristica originale, a parte di un’opera d’arte complessiva appesa alla parete di un museo. Sono stata catturata da questo aspetto sovversivo di trasformare un morbido rivestimento del letto cucito a mano in un oggetto d’arte contemporanea dai bordi rigidi.

Nel 1974 Rauschenberg ha prodotto una serie di teli stampati di seta, mussola e garza (edizioni Hoarfrost). Le stampe erano destinate ad essere appese alla parete, scoperte, in modo da potersi muovere liberamente con lo spettatore. Queste rappresentavano il prodotto del suo interesse per i grandi fogli di garza usati dai tipografi per pulire le lastre litografiche. Quando venivano appese ad asciugare, queste strisce si spostavano e galleggiavano nella brezza.

Henri Matisse: Francia, 1869-1954: Matisse possedeva un’enorme scorta di stoffa; egli proveniva anche da una famiglia di tessitori e quindi il tessuto era la chiave della sua immaginazione visiva. Nel suo studio di Nizza c’era una preziosa raccolta di tappeti persiani, ricami arabi, tappezzerie africane, cuscini, tende, costumi, paraventi e fondali coloratissimi. In effetti, vediamo molti di questi elementi nelle sue composizioni. Ha usato quella che ha chiamato la sua libreria di tessuti per arredare, ordinare e comporre le sue meravigliose opere d’arte.

“Chaos 3”, 59×59,McCarthy Memorial Award, Quilt National 2015, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

“Chaos 3-detail”, 59×59,McCarthy Memorial Award, Quilt National 2015, Private Collection, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Il tuo art quilt Moby Dick 3 è parte della mostra internazionale Color Improvisations 2, a cura di Nancy Crow. Si tratta di una delle mostre più importanti degli ultimi anni nel campo dell’arte tessile e dell’arte quilt in particolare. Può parlarci di quest’opera e di questa esperienza?

Ricordo Nancy Crow che paragona la realizzazione del quilt alla pittura. Diceva sempre “se si può dipingere, si può trapuntare”. Questa è stata per me una grande rivelazione… ma, a differenza della pittura, i colori dei tessuti, le forme e le linee non possono essere pennellati o incollati insieme, ma devono essere cuciti. Tutte le parti, le forme e le linee devono essere tagliate e assemblate ad occhio. Le trapunte scelte per questa mostra dovevano essere grandi composizioni astratte, realizzate a macchina, principalmente con tessuti tinti a mano. Ho realizzato tre pezzi appositamente per questa mostra, ognuno 84×84″. Ero veramente entusiasta quando ho scoperto che Moby Dick 3 era stata accettata!

Color Improvisations 2 è nata da quella che Nancy Crow chiamava la sua continua missione di restituire la maestosità, la forza e l’energia alle grandi opere tessili, in particolare i grandi quilts. La mostra è stata presentata in anteprima al Museum Tuch+Technik in Germania nel marzo 2016, e ha viaggiato in diverse altre sedi in Europa nel 2016 e 2017. In Nord America, parti della mostra sono state esposte al Textile Museum of Canada di Toronto, Canada; al Susquehanna Art Museum di Harrisburg, Pensilvania; e al Huntington Museum of Arta Huntington, West Virginia; mentre l’intera mostra sarà esposta al The Springfield Museum of Art di Springfield, Ohio.

“Moby Dick 3”, 84×84″,photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

Come è evoluto il tuo lavoro nel tempo? Quali sono le differenze tra i primi lavori e le opere più recenti?

I miei primi lavori hanno rappresentato numerose esplorazioni in tutti i tipi di immagini e media. Alcuni di questi lavori erano rappresentativi, in particolare il ricamo e la progettazione di superfici. Ho anche sperimentato con il collage di tessuti che alla fine mi ha portato più vicino al design astratto.
Attualmente lavoro con le immagini astratte, concentrandomi sui miei disegni.
Il mio lavoro attuale rappresenta un allontanamento dal lavoro a pezzi strettamente trapuntato che ho fatto in passato.  Ho scelto di lavorare in questo modo perché stimola l’esploratrice che è in me. In breve, sto cercando di indagare le potenzialità del tessuto…per esempio, il tessuto può comportarsi come la pittura? Ultimamente le mie composizioni consistono principalmente in un design a tutto campo con una maggiore enfasi sul gesto o sul “lavoro a pennello” con strisce di tessuto. Voglio enfatizzare il colore e la trama, più o meno allo stesso modo in cui un pittore lavora con la pittura sulla tela.
Recentemente ho sentito il bisogno di dare nuova vita a quest’opera. Il mio obiettivo è quello di creare una magica vibrazione cromatica con diversi strati di tessuto colorato cuciti uno sopra l’altro. Realizzare arte astratta con il tessuto comprende vari modi per “farlo nel modo giusto”, forse anche riprogettarla. Sono molto emozionata di onorare e valorizzare il mio punto di vista personale.

“Tricolour Red”, 72×72″, Mastery: Sustaining Momentum ExhibitDairy Barn Art Center, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

“Tricolour Red-detail”, 72×72″, Mastery: Sustaining Momentum ExhibitDairy Barn Art Center, photo credit Paul Vincent, copyright Kit Vincent

A cosa stai lavorando in questo momento? Vuoi parlarci dei tuoi progetti tessili attuali e delle tue mostre in corso e future?

Per quanto riguarda le novità, sto cercando di vedere fino a che punto mi porterà questo approccio. Sto giocando con diversi substrati, dipinti, stampati e persino collage di carta-tessuto; le mie composizioni precedenti consistevano per lo più di superfici frazionate e assemblate

Sto lavorando con lunghezze e larghezze maggiori di strisce di tessuto tinto cucite su questi nuovi substrati. Ho anche iniziato a lavorare con strisce di jersey di cotone tinto – più facile da usare con linee curve. Ho tentato di cucire a mano queste strisce, dando ad alcune nuove composizioni un aspetto “a punto di grandi dimensioni”… ho ottenuto risultati alterni con questo metodo, ma non sono pronta a rinunciarci, lol.

Questo approccio al quilting richiede un sacco di lavoro iniziale, sperimentazione. Le scoperte possono essere esilaranti o frustranti. Fa tutto parte della mia curva di apprendimento. Questo lavoro mi aiuta a capire meglio i materiali che ho davanti a me.

Sto progettando un paio di nuovi pezzi da includere in una nuova pubblicazione “Exploring Art Quilts with SAQA: Volume 1” (titolo provvisorio), a cura di Martha Sielman, di Schiffer Publishing. La pubblicazione anticipata è prevista per giugno o luglio 2020.

Inoltre, a seguire le mostre future e quelle in corso:

Moby Dick 3 sarà in mostra con Color Improvisations 2 Springfield Museum of Art
107 Cliff Park Rd Springfield,
OHIO (date da stabilire)

Megantic II è attualmente in mostra con Pushing The Surface
Johnson-Humrickhouse Museum
300 north Whitewoman Street,
Coshocton, OHIO

Moby Dick 3 è attualmente in mostra con Color Improvisations 2 Huntington Museum of Art
Huntington, West Virginia July 13 – October 13, 2019

1 Comment on "Intervista con Kit Vincent"

  1. Nilda Frenkiel de Roizner | 20 Settembre 2019 at 18:29 | Rispondi

    Impactó forma y trabajo con los colores y las telas!!!

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