Adaptation: Artists Respond to Change

Urban Growth-detail, 2019, lost gloves and mittens gathered along the cycle paths of Copenhagen in the winter 2018/2019 - they are a kind of urban falling leaves, of which new growth can arise in the city. A poetic waste material, which I make float between threads, photo cr. Tom Grotta, copyright Ane Henriksen (Denmark)

English (Inglese)

8-16 maggio 2021
Inaugurazione: Sabato 8 maggio

Durata della mostra: 9-16 maggio
276 Ridgefield Rd, Wilton, CT

La mostra sarà accompagnata da un catalogo a colori #51 con lo stesso titolo.

 

La mostra Adaptation: Artists Respond to Change, organizzata dalla browngrotta arts, galleria fondata nel 1987 da Tom Grotta e Rhonda Brown, verrà inaugurata l’8 maggio, e rimarrà aperta fino al 16 del mese.

Questo progetto prende avvio dalla riflessione su come il mondo dell’arte e i suoi protagonisti, gli artisti, abbiano dovuto ripensarsi e riprogettare la propria azione, quando la pandemia, incidendo sensibilmente sullo stile di vita globale, ha costretto tutti ad un forzato e ripetuto isolamento.

Ma la necessità di adattare le proprie risposte al cambiamento, generata dalla complicata situazione sanitaria, è stata solo l’incipit di una riflessione più ampia che ha condotto i due curatori a constatare come il cambiamento in sè sia in realtà un processo evolutivo immanente nella storia umana, generativo, ricco di opportunità e svolte inattese.
In che modo l’arte può fornire strumenti per la soluzione delle criticità quotidiane? E soprattutto, quali sono le strategie che gli artisti mettono in campo per affrontare situazioni complesse?

(left to right) Rojo, 2007; handwoven, linen, hemp, 77″ x 23.5″ – Brocado en Lino, 2009, handwoven, linen, cotton, 56″ x 24.5″ – Mineral II, 2001, handwoven, linen, cotton, 77″ x 23.5″ – Tonos Rojos, 2009; handwoven, linen, hemp, 56″ x 21.5″ – Azul, 2008; handwoven, linen, 76″ x 21″, photo cr. Tom Grotta, copyright Carolina Yrarrázaval, (Chile)

Adaptation: Artist Respond to Change, nasce intorno a questi temi, così come raccontano i fondatori di Browngrotta:

“Lo scorso anno, per necessità, siamo diventati più introversi, chiusi e più consapevoli della nostra interconnessione. Abbiamo dovuto ammettere che i nostri confini nazionali fossero attraversabili, condividere l’aria, i limiti dello spazio personale. Molti dei nostri artisti ci hanno detto come hanno superato i cambiamenti del Covid- spostandosi in posti nuovi, occupandosi di fotografia dell’arte, trascorrendo più tempo a contatto con la natura o immaginandosi la natura stessa. Difatti, abbiamo pubblicato cinque post sul nostro blog, arttextstyle: Quarantena Creativa: l’introduzione di nuovi artisti. Tutto ciò ci ha fatto riflettere sulle varie ragioni per le quali gli artisti decidono di cambiare la loro arte- un materiale che prima utilizzavano e che ora non è più disponibile (per esempio il salice) o uno nuovo (fibra ottica, bronzo, rame, acciaio), uno spostamento negli Stati Uniti da Est a Sud o da un paese ad un altro o da una città a un deserto, un cambiamento di capacità fisiche (allergia, infortunio), una relazione diversa (un nuovo amore, un divorzio), un’opportunità di commissione o una sfida espositiva. Abbiamo deciso che scoprire questo ampio tema- i modi in cui il cambiamento si riflette nell’arte, i modi in cui gli artisti reinventano le loro opere se sottoposti a circostanze differenti- sarebbe stato l’argomento della nostra esibizione Primavera 2021”.

Abbiamo infine rivolto ai due curatori, alcune domande per illustrarci più compiutamente questo progetto e raccontarne gli sviluppi.

Ecchos 1-6, 2021, Wrapped vessel for fibre, mixed media, stitch, 19.5-26.75″ (h) x 7.5″-9.5″ (d), photo cr. Tom Grotta, copyright Gizella Warburton (UK)

Letters from Quarantine 6, 2020, Flax, silk, polyester, hand-woven, 16″ x 11.5″, photo cr. Tom Grotta, copyright Irina Kolesnikova (Russia)

Quali sono state le difficoltà e le sfide nel mettere in piedi un progetto così complesso in questo periodo?

Rappresentiamo molti artisti provenienti da fuori dagli Stati Uniti, quindi spesso andiamo incontro a disordini. Tuttavia, la pandemia ha peggiorato ulteriormente il tutto. Alcuni artisti sono stati chiusi fuori dai loro uffici. Altri sono stati ricollocati e non avevano la possibilità di accedere alle opere d’arte che avrebbero voluto esporre. Poi ci sono stati problemi con le spedizioni- Fed Ex e DHL non spedivano opere superiori ad una certa dimensione dal Giappone agli Stati Uniti. Il Venezuela ha chiuso del tutto gli uffici postali. Alcuni artisti addirittura sono stati sconvolti dal Covid in maniera forte e hanno cominciato ad avere ripensamenti sulla partecipazione all’esibizione. Alla metà di aprile infatti, a meno di un mese dalla nostra apertura, stiamo ancora aspettando opere dalla Corea, dal Giappone, dalla Scozia e dall’Inghilterra.

Inoltre, volevamo trattare anche il vasto tema dell’adattamento- per essere certi che i cambiamenti di cui parlavamo non fossero esclusivamente quelli legati alla pandemia. A questo proposito, abbiamo introdotto due artisti che non lavorano più con noi adesso Mariette Rousseau-Vermette and Zofia Butrymowicz. Butrymowicz ha realizzato una serie di opere incontrandosi con Rousseau-Vermette fuori Montreal, usando la lana morbida utilizzata da Mariette invece che i materiali ruvidi che era solita usare Butrymowicz. L’opera di Rousseau-Vermette è una di quelle più importanti- il bozzetto che ha creato a fronte di una sfida competitiva il cui scopo era creare un regalo dal Canada per gli Stati Uniti, sfida vinta dall’artista stessa. In entrambi i casi abbiamo dovuto scrivere un resoconto che spiegava l’adattamento che ritenevamo ogni artista avesse fatto.  Abbiamo collaborato anche con altri artisti che hanno affrontato dei cambiamenti prima della pandemia. Yasuhisa Kohyama ha perso una fornace nel 1982 e di conseguenza ha cambiato notevolmente il suo lavoro. Ane Hendricksen ha trovato l’ispirazione per realizzare la sua opera quando si è trasferita dalla campagna alla città di Copenaghen.

Pangaea, 2021, Linen, cotton rope and aluminum, 46″ x 29″ x 1.5″, photo cr. Tom Grotta, copyright Blair Tate (US)

Macramè Red Shell 1, 2021, knotted cotton cord, wax, hematite powder, 12″x 11″x 10″, photo cr. Tom Grotta, copyright Federica Luzzi ( Italy)

E a proposito di adattarsi al cambiamento, come cambierà (se cambierà) la fruizione della mostra da parte del pubblico rispetto a prima della pandemia, e queste nuove modalità influiranno sul rapporto tra l’opera e lo spettatore?

L’esperienza di visitare le “browngrotta arts” (la nostra galleria) è dovuta cambiare. Abbiamo sempre invitato le persone nella nostra Casa che é dove esponiamo l’arte e perciò diventano dei veri e propri ospiti. Gli offrivamo cibo, cocktails, vino e la possibilità interagire con i nostri artisti e altri amanti dell’arte- come fossero in dei saloni.
La versione Covid é, per necessità, piú vincolata. Facciamo accedere 15 persone alla volta, con prenotazione, mascherine e con l’obbligo di seguire un unico percorso distanziati dalle altre persone.
I disinfettanti si trovano all’interno della galleria e i rinfreschi sono impacchettati e limitati.
Allo stesso tempo tuttavia, quando abbiamo aperto con questi protocolli sanitari a Settembre, abbiamo avuto una forte affluenza. Le persone erano entusiasmate all’idea di uscire di casa, fare un’esperienza in piena sicurezza e vogliosi di vedere l’arte. Adaptation parlerà di questo e altro- il desiderio che noi tutti abbiamo di conoscere come stanno gli altri, i modi che hanno trovato gli altri per aumentare la resilienza, a cosa hanno pensato nello scorso anno.

Among the Trees II, 2020, Gampi paper, museum board, foam board, pencil, 36″ x 24″ x 2″, photo cr. Tom Grotta, copyright Mary Merkel-Hess (US)

Il Procuratorio, Flooded, 2020, Wool with cotton and metallic threads, 34″ x 41″, photo cr. Tom Grotta, copyright Laura Foster Nicholson (US)

Potremmo dire che Adaptation dimostra che l’arte è una risposta?

Senza alcun dubbio, ricorrere all’arte o coinvolgersi in puzzle artistici può servire a calmare e chiarire i pensieri.

Diversi artisti hanno scritto per il nostro catalogo come l’arte li abbia aiutati a gestire lo stress e il cambiamento radicale dello scorso anno. Per quelli che partecipano a Adaptation: Artist’s Respond to Change questo effetto calmante dell’arte sarà evidente e verrà condiviso.

Gli arazzi di Sara Brennan (Scozia) sono stati realizzati basandosi su fotografie di alberi, stessi alberi che l’artista ha visto alla guida due volte a settimana per sei anni, un viaggio che si è fermato durante il Lockdown. “Disegnare, tessere e guardare quegli alberi in un contesto diverso mi ha portato a fare un viaggio nuovo” dice. “Lo studio di questi alberi e le tracce del tempo hanno creato un nuovo ritmo”

Wlodzimierz Cygan (Polonia) dice che il maggior tempo libero della pandemia gli ha permesso di focalizzare la sua attenzione sul “lieve volto diverso di ogni giorno, il meno grigio”. Ha ritenuto che “rallentare il corso della vita, qualche volta anche eliminando delle attività quotidiane, aiuta a vivere ogni giorno separatamente e nel contesto degli altri giorni. Il tempo sembra passare più lentamente, posso concentrarmi più a lungo” dice, “scavare in un problema forse finalmente risolvendone uno”.

La vita è cambiata in Germania, Irina Kolesnikova ce l’ha detto. “Prima della pandemia viaggiavamo molto, spesso per un breve periodo, qualche giorno o un weekend. Eravamo abituati a vedere la varietà del mondo, a visitare diverse città, andare ai musei, informarsi sull’arte contemporanea. Poi, improvvisamente la vita è stata messa in pausa, il nostro cerchio sociale si è ridotto all’ambiente immediatamente circostante.” In queste circostanze, Kolesnikova ha sentito il bisogno di immergersi a fondo dentro sé stessa per capire che direzione prendere. Ciò l’ha portata a una nuova serie di piccole opere Letters from Quarantine “concentrandosi sul lungo termine, il lavoro meditativo rende possibile sentire a pieno e apprezzare ogni prezioso momento” dice “per lavorare e godersi l’arte”

In Giappone, Hisako Sekijima pensava inizialmente di reagire bene ai problemi legati al virus. Presto si è accorta che lavorare più tempo a casa non significava lavorare meglio. Per scappare dallo stress e migliorare la sua concentrazione si è dovuta creare diverse abitudini lavorative. La sua soluzione era di separare intenzionalmente la fase preparatoria e la fase di modellamento della cesteria. “All’inizio mi concentravo esclusivamente sul processo preparatorio così da poter apprezzare gli intrecci ripetitivi che diventavano parte della mia quotidianità come fossero preghiere giornaliere. Ho trovato questo semplice lavoro calmante in un disagio sociale legato al Covid. Mesi dopo, collegavo i margini della treccia che avevo creato, per darle una forma. Ho scoperto che dividendo le fasi in due archi temporali diversi riuscivo a concentrarmi e ottenere un risultato soddisfacente,” dice, attraverso ciò che lei chiama “decisione sospesa.”

Marco, 1966, photo cr. Tom Grotta, copyright Zofia Butrymowicz (Poland)

Marco (detail), 1966, photo cr. Tom Grotta, copyright Zofia Butrymowicz (Poland)

Adaptation: Artist Respond to Change riflette su come l’arte abbia un grande potenziale trasformativo positivo, poiché è al tempo stesso motivazione, ispirazione e sfida, e mostra come la ricerca artistica sia il veicolo attraverso cui l’artista si spinge al di là del confine dell’ordinario, tramutando l’ostacolo in trampolino di lancio e opportunità, in un’ottica di resilienza trasformativa.

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