Focus On

Adaptation: Artists Respond to Change

8-16 maggio 2021
Inaugurazione: Sabato 8 maggio

Durata della mostra: 9-16 maggio
276 Ridgefield Rd, Wilton, CT

La mostra sarà accompagnata da un catalogo a colori #51 con lo stesso titolo.

 

La mostra Adaptation: Artists Respond to Change, organizzata dalla browngrotta arts, galleria fondata nel 1987 da Tom Grotta e Rhonda Brown, verrà inaugurata l’8 maggio, e rimarrà aperta fino al 16 del mese.

Questo progetto prende avvio dalla riflessione su come il mondo dell’arte e i suoi protagonisti, gli artisti, abbiano dovuto ripensarsi e riprogettare la propria azione, quando la pandemia, incidendo sensibilmente sullo stile di vita globale, ha costretto tutti ad un forzato e ripetuto isolamento.

Ma la necessità di adattare le proprie risposte al cambiamento, generata dalla complicata situazione sanitaria, è stata solo l’incipit di una riflessione più ampia che ha condotto i due curatori a constatare come il cambiamento in sè sia in realtà un processo evolutivo immanente nella storia umana, generativo, ricco di opportunità e svolte inattese.
In che modo l’arte può fornire strumenti per la soluzione delle criticità quotidiane? E soprattutto, quali sono le strategie che gli artisti mettono in campo per affrontare situazioni complesse?

(left to right) Rojo, 2007; handwoven, linen, hemp, 77″ x 23.5″ – Brocado en Lino, 2009, handwoven, linen, cotton, 56″ x 24.5″ – Mineral II, 2001, handwoven, linen, cotton, 77″ x 23.5″ – Tonos Rojos, 2009; handwoven, linen, hemp, 56″ x 21.5″ – Azul, 2008; handwoven, linen, 76″ x 21″, photo cr. Tom Grotta, copyright Carolina Yrarrázaval, (Chile)

Adaptation: Artist Respond to Change, nasce intorno a questi temi, così come raccontano i fondatori di Browngrotta:

“Lo scorso anno, per necessità, siamo diventati più introversi, chiusi e più consapevoli della nostra interconnessione. Abbiamo dovuto ammettere che i nostri confini nazionali fossero attraversabili, condividere l’aria, i limiti dello spazio personale. Molti dei nostri artisti ci hanno detto come hanno superato i cambiamenti del Covid- spostandosi in posti nuovi, occupandosi di fotografia dell’arte, trascorrendo più tempo a contatto con la natura o immaginandosi la natura stessa. Difatti, abbiamo pubblicato cinque post sul nostro blog, arttextstyle: Quarantena Creativa: l’introduzione di nuovi artisti. Tutto ciò ci ha fatto riflettere sulle varie ragioni per le quali gli artisti decidono di cambiare la loro arte- un materiale che prima utilizzavano e che ora non è più disponibile (per esempio il salice) o uno nuovo (fibra ottica, bronzo, rame, acciaio), uno spostamento negli Stati Uniti da Est a Sud o da un paese ad un altro o da una città a un deserto, un cambiamento di capacità fisiche (allergia, infortunio), una relazione diversa (un nuovo amore, un divorzio), un’opportunità di commissione o una sfida espositiva. Abbiamo deciso che scoprire questo ampio tema- i modi in cui il cambiamento si riflette nell’arte, i modi in cui gli artisti reinventano le loro opere se sottoposti a circostanze differenti- sarebbe stato l’argomento della nostra esibizione Primavera 2021”.

Abbiamo infine rivolto ai due curatori, alcune domande per illustrarci più compiutamente questo progetto e raccontarne gli sviluppi.

Ecchos 1-6, 2021, Wrapped vessel for fibre, mixed media, stitch, 19.5-26.75″ (h) x 7.5″-9.5″ (d), photo cr. Tom Grotta, copyright Gizella Warburton (UK)

Letters from Quarantine 6, 2020, Flax, silk, polyester, hand-woven, 16″ x 11.5″, photo cr. Tom Grotta, copyright Irina Kolesnikova (Russia)

Quali sono state le difficoltà e le sfide nel mettere in piedi un progetto così complesso in questo periodo?

Rappresentiamo molti artisti provenienti da fuori dagli Stati Uniti, quindi spesso andiamo incontro a disordini. Tuttavia, la pandemia ha peggiorato ulteriormente il tutto. Alcuni artisti sono stati chiusi fuori dai loro uffici. Altri sono stati ricollocati e non avevano la possibilità di accedere alle opere d’arte che avrebbero voluto esporre. Poi ci sono stati problemi con le spedizioni- Fed Ex e DHL non spedivano opere superiori ad una certa dimensione dal Giappone agli Stati Uniti. Il Venezuela ha chiuso del tutto gli uffici postali. Alcuni artisti addirittura sono stati sconvolti dal Covid in maniera forte e hanno cominciato ad avere ripensamenti sulla partecipazione all’esibizione. Alla metà di aprile infatti, a meno di un mese dalla nostra apertura, stiamo ancora aspettando opere dalla Corea, dal Giappone, dalla Scozia e dall’Inghilterra.

Inoltre, volevamo trattare anche il vasto tema dell’adattamento- per essere certi che i cambiamenti di cui parlavamo non fossero esclusivamente quelli legati alla pandemia. A questo proposito, abbiamo introdotto due artisti che non lavorano più con noi adesso Mariette Rousseau-Vermette and Zofia Butrymowicz. Butrymowicz ha realizzato una serie di opere incontrandosi con Rousseau-Vermette fuori Montreal, usando la lana morbida utilizzata da Mariette invece che i materiali ruvidi che era solita usare Butrymowicz. L’opera di Rousseau-Vermette è una di quelle più importanti- il bozzetto che ha creato a fronte di una sfida competitiva il cui scopo era creare un regalo dal Canada per gli Stati Uniti, sfida vinta dall’artista stessa. In entrambi i casi abbiamo dovuto scrivere un resoconto che spiegava l’adattamento che ritenevamo ogni artista avesse fatto.  Abbiamo collaborato anche con altri artisti che hanno affrontato dei cambiamenti prima della pandemia. Yasuhisa Kohyama ha perso una fornace nel 1982 e di conseguenza ha cambiato notevolmente il suo lavoro. Ane Hendricksen ha trovato l’ispirazione per realizzare la sua opera quando si è trasferita dalla campagna alla città di Copenaghen.

Pangaea, 2021, Linen, cotton rope and aluminum, 46″ x 29″ x 1.5″, photo cr. Tom Grotta, copyright Blair Tate (US)

Macramè Red Shell 1, 2021, knotted cotton cord, wax, hematite powder, 12″x 11″x 10″, photo cr. Tom Grotta, copyright Federica Luzzi ( Italy)

E a proposito di adattarsi al cambiamento, come cambierà (se cambierà) la fruizione della mostra da parte del pubblico rispetto a prima della pandemia, e queste nuove modalità influiranno sul rapporto tra l’opera e lo spettatore?

L’esperienza di visitare le “browngrotta arts” (la nostra galleria) è dovuta cambiare. Abbiamo sempre invitato le persone nella nostra Casa che é dove esponiamo l’arte e perciò diventano dei veri e propri ospiti. Gli offrivamo cibo, cocktails, vino e la possibilità interagire con i nostri artisti e altri amanti dell’arte- come fossero in dei saloni.
La versione Covid é, per necessità, piú vincolata. Facciamo accedere 15 persone alla volta, con prenotazione, mascherine e con l’obbligo di seguire un unico percorso distanziati dalle altre persone.
I disinfettanti si trovano all’interno della galleria e i rinfreschi sono impacchettati e limitati.
Allo stesso tempo tuttavia, quando abbiamo aperto con questi protocolli sanitari a Settembre, abbiamo avuto una forte affluenza. Le persone erano entusiasmate all’idea di uscire di casa, fare un’esperienza in piena sicurezza e vogliosi di vedere l’arte. Adaptation parlerà di questo e altro- il desiderio che noi tutti abbiamo di conoscere come stanno gli altri, i modi che hanno trovato gli altri per aumentare la resilienza, a cosa hanno pensato nello scorso anno.

Among the Trees II, 2020, Gampi paper, museum board, foam board, pencil, 36″ x 24″ x 2″, photo cr. Tom Grotta, copyright Mary Merkel-Hess (US)

Il Procuratorio, Flooded, 2020, Wool with cotton and metallic threads, 34″ x 41″, photo cr. Tom Grotta, copyright Laura Foster Nicholson (US)

Potremmo dire che Adaptation dimostra che l’arte è una risposta?

Senza alcun dubbio, ricorrere all’arte o coinvolgersi in puzzle artistici può servire a calmare e chiarire i pensieri.

Diversi artisti hanno scritto per il nostro catalogo come l’arte li abbia aiutati a gestire lo stress e il cambiamento radicale dello scorso anno. Per quelli che partecipano a Adaptation: Artist’s Respond to Change questo effetto calmante dell’arte sarà evidente e verrà condiviso.

Gli arazzi di Sara Brennan (Scozia) sono stati realizzati basandosi su fotografie di alberi, stessi alberi che l’artista ha visto alla guida due volte a settimana per sei anni, un viaggio che si è fermato durante il Lockdown. “Disegnare, tessere e guardare quegli alberi in un contesto diverso mi ha portato a fare un viaggio nuovo” dice. “Lo studio di questi alberi e le tracce del tempo hanno creato un nuovo ritmo”

Wlodzimierz Cygan (Polonia) dice che il maggior tempo libero della pandemia gli ha permesso di focalizzare la sua attenzione sul “lieve volto diverso di ogni giorno, il meno grigio”. Ha ritenuto che “rallentare il corso della vita, qualche volta anche eliminando delle attività quotidiane, aiuta a vivere ogni giorno separatamente e nel contesto degli altri giorni. Il tempo sembra passare più lentamente, posso concentrarmi più a lungo” dice, “scavare in un problema forse finalmente risolvendone uno”.

La vita è cambiata in Germania, Irina Kolesnikova ce l’ha detto. “Prima della pandemia viaggiavamo molto, spesso per un breve periodo, qualche giorno o un weekend. Eravamo abituati a vedere la varietà del mondo, a visitare diverse città, andare ai musei, informarsi sull’arte contemporanea. Poi, improvvisamente la vita è stata messa in pausa, il nostro cerchio sociale si è ridotto all’ambiente immediatamente circostante.” In queste circostanze, Kolesnikova ha sentito il bisogno di immergersi a fondo dentro sé stessa per capire che direzione prendere. Ciò l’ha portata a una nuova serie di piccole opere Letters from Quarantine “concentrandosi sul lungo termine, il lavoro meditativo rende possibile sentire a pieno e apprezzare ogni prezioso momento” dice “per lavorare e godersi l’arte”

In Giappone, Hisako Sekijima pensava inizialmente di reagire bene ai problemi legati al virus. Presto si è accorta che lavorare più tempo a casa non significava lavorare meglio. Per scappare dallo stress e migliorare la sua concentrazione si è dovuta creare diverse abitudini lavorative. La sua soluzione era di separare intenzionalmente la fase preparatoria e la fase di modellamento della cesteria. “All’inizio mi concentravo esclusivamente sul processo preparatorio così da poter apprezzare gli intrecci ripetitivi che diventavano parte della mia quotidianità come fossero preghiere giornaliere. Ho trovato questo semplice lavoro calmante in un disagio sociale legato al Covid. Mesi dopo, collegavo i margini della treccia che avevo creato, per darle una forma. Ho scoperto che dividendo le fasi in due archi temporali diversi riuscivo a concentrarmi e ottenere un risultato soddisfacente,” dice, attraverso ciò che lei chiama “decisione sospesa.”

Marco, 1966, photo cr. Tom Grotta, copyright Zofia Butrymowicz (Poland)

Marco (detail), 1966, photo cr. Tom Grotta, copyright Zofia Butrymowicz (Poland)

Adaptation: Artist Respond to Change riflette su come l’arte abbia un grande potenziale trasformativo positivo, poiché è al tempo stesso motivazione, ispirazione e sfida, e mostra come la ricerca artistica sia il veicolo attraverso cui l’artista si spinge al di là del confine dell’ordinario, tramutando l’ostacolo in trampolino di lancio e opportunità, in un’ottica di resilienza trasformativa.

Focus On

Adaptation: Artists Respond to Change

May 8-16, 2021
Opening: Saturday, May 8, 1pm – 6pm

Exhibition Hours: May 9-16, 10am – 5pm daily
276 Ridgefield Rd, Wilton, CT

The exhibition will be accompanied by a full-color catalog #51 of the same title.

Adaptation: Artists Respond to Change exhibition, organized by browngrotta arts, a gallery founded in 1987 by Tom Grotta and Rhonda Brown, will be inaugurated on May 8, and will remain open until the 16th of the month. 

This project is born from the reflection on how the world of art and its protagonists, the artists, had to rethink and redesign their action, when the pandemic, significantly affecting the global lifestyle, compelled everyone to a forced and repeated isolation. .

But the need to adapt their responses to change, generated by the complicated health situation, was only the beginning of a broader reflection that led the two curators to note that change itself is actually an evolutionary process immanent in human history, generative, full of opportunities and unexpected turns.

How can art provide tools for solving daily critical issues? And above all, what are the strategies that artists use to deal with complex situations?

(left to right) Rojo, 2007; handwoven, linen, hemp, 77″ x 23.5″ – Brocado en Lino, 2009, handwoven, linen, cotton, 56″ x 24.5″ – Mineral II, 2001, handwoven, linen, cotton, 77″ x 23.5″ – Tonos Rojos, 2009; handwoven, linen, hemp, 56″ x 21.5″ – Azul, 2008; handwoven, linen, 76″ x 21″, photo cr. Tom Grotta, copyright Carolina Yrarrázaval, (Chile)

Adaptation: Artist Respond to Change, was born around these themes, as told by the founders of Browngrotta:

“Over the last year, by necessity, we’ve grown more introspective, more insular and more aware of our interconnectedness. We’ve had to acknowledge our permeable national boundaries, shared air, the limits of personal space. Many of our artists told us about how they were coping with the changes Covid brought about — moving locations, taking up art photography spending more time in nature or imaging nature. In fact, we did five posts on our blog, arttextstyle: Creative Quarantining: Artist Check-in. That got us thinking about the many reasons artists make changes in their art practice – a material becomes unavailable (willow) or a new one suggests itself (fiber optic, bronze, copper, steel, kibisio, akebia), a move in the US from the East to the South or from one country to another or from the city to the desert, a change in physical abilities (allergy, injury) an altered relationship (new romance, divorce) or a commission opportunity or an exhibition challenge. We decided that exploring that broader theme – ways change is reflected in art, ways artists reinvent their work when confronted by altered circumstances – would be the theme of our Spring 2021 exhibition”.

Finally, we asked the two curators a few questions to illustrate this project more thoroughly and tell us about its developments.

Ecchos 1-6, 2021, Wrapped vessel for fibre, mixed media, stitch, 19.5-26.75″ (h) x 7.5″-9.5″ (d), photo cr. Tom Grotta, copyright Gizella Warburton (UK)

Letters from Quarantine 6, 2020, Flax, silk, polyester, hand-woven, 16″ x 11.5″, photo cr. Tom Grotta, copyright Irina Kolesnikova (Russia)

What difficulties and challenges were involved in setting up such a complex project at this time?

We represent lots of artists from outside the US, so there are occasional logistical snafus. However, the pandemic magnified these 10 fold. Some artists were locked out of their studios. Others had relocated and could not access artwork they wanted us to exhibit. Then there were shipper issues — Fed Ex and DHL would not ship works over a certain size to the US from Japan. Venezuela shut down its post office entirely. And some artists found Covid more overwhelming than they anticipated and, after initial interest, reconsidered participating in the exhibition at all. In mid-April in fact, less than a month from our opening, we were still awaiting works from Korea, Japan, Scotland and the UK.

Additionally, we wanted to illustrate the broader theme of adaptation —to be certain that the changes we were highlighting weren’t exclusively ones that occurred during the pandemic. To that end, we included two works from artists no longer with us, Mariette Rousseau-Vermette and Zofia Butrymowicz. Butrymowicz created a series of works while visiting Rousseau-Vermette outside Montreal, using the soft wools that Mariette had access to rather than the rough, ropey materials Butrymowicz was known for using. The Rousseau-Vermette work is an important one — the maquette  she created in response to a competitive challenge to create a gift from Canada to the US, which she won. In both cases, we had to compose a catalog statement that explains the adaptation, we thought each artist had made. We also worked with other artists who had faced changes before the pandemic. Yasuhisa Kohyama lost a kiln in 1982 and changed his work substantially as a result. Ane Hendricksen was inspired to create a work when she moved from the countryside to Copenaghen.

Pangaea, 2021, Linen, cotton rope and aluminum, 46″ x 29″ x 1.5″, photo cr. Tom Grotta, copyright Blair Tate (US)

Macramè Red Shell 1, 2021, knotted cotton cord, wax, hematite powder, 12″x 11″x 10″, photo cr. Tom Grotta, copyright Federica Luzzi ( Italy)

And speaking of adapting to change, how will the public’s enjoyment of the exhibition change (if at all) compared to before the pandemic, and will these new ways affect the relationship between the work and the viewer?

The experience of visiting browngrotta arts has had to change. We have always invited people into our home, which is where we exhibit the art, and as a result, they are our guests. We offered curated food, cocktails and wine and a chance to intermingle with our artists and other art fans — a salon-style experience. The Covid version is, by necessity, more constrained. We permit only 15 people at  time, by appointment, with masks, and they need to follow a one-way, socially distanced path through the exhibition. Sanitizers are placed throughout the space. Refreshments are prepackaged and limited.

At the same time, when we were open with these safety protocols in September, we had a very strong turnout. People were excited to get out of their homes and have a safe experience and they were hungry to see art. Adaptation will touch those chords and another — the desire we all have to know how others are doing, what ways others have found to boost resilience, what has occupied their thoughts for the last unprecedented year.

Among the Trees II, 2020, Gampi paper, museum board, foam board, pencil, 36″ x 24″ x 2″, photo cr. Tom Grotta, copyright Mary Merkel-Hess (US)

Il Procuratorio, Flooded, 2020, Wool with cotton and metallic threads, 34″ x 41″, photo cr. Tom Grotta, copyright Laura Foster Nicholson (US)

Could we say that Adaptation shows that art is a response, a problem-solver?

Without a doubt, turning to art or involving oneself in an artistic puzzle can serve to calm and clarify one’s thoughts.

Several of artists have written eloquently for our catalog about how art has helped them manage the stress and upheaval of the past year. Ideally, for those who attend Adaptation: Artist’s Respond to Change that calming effect will be evident and even shared.

Tapestries by Sara Brennan of Scotland were made from photographs of trees that she had driven past twice a week for six years, a journey that stopped during Lockdown. “Drawing, weaving and looking at these trees from a different context took me on another journey,” she says. “The study of these trees and the tracing of time brought a new rhythm to a place.”

Wlodzimierz Cygan of Poland says the time of the pandemic allowed him to draw his attention to a “slightly different face of Everyday, the less grey one.”  He found that, “slowing down the pace of life, sometimes even eliminating some routine activities, helps one to taste each day separately and in the context of other days. Time seems to pass slower, I can stay focused longer,” he says,  “delve into the problem and maybe finally bring one of them to an end. Everyday, calm artistic practice allows for searching, branched into cycles and multi-variant solutions.”

Life has changed in Germany, Irina Kolesnikova told us. “Before that, we would travel a lot, often for a short time, a few days or a weekend. We got used to seeing the variety in the world, to visit different cities, to go to museums, to get acquainted with contemporary art. Suddenly, that life was put on pause, our social circle reduced to the size of our immediate environment.” Under these circumstances, Kolesnikova felt a need to dive deeper into herself to realize the direction, that led to a new series of small works, Letters from Quarantine “Focusing on such long-term, meditative work makes it possible to feel and appreciate every precious moment of time,” she says, “to just work and enjoy the craft.”

In Japan, Hisako Sekijima thought she was responding to concerns about the virus well. She soon realized that working longer at home did not mean working better. To escape the stress and improve her focus she needed to create different working habits. Her solution was to separate, intentionally, the preparatory step and the shaping step in basketmaking. “I concentrated exclusively on the preparatory process at the outset so that I could enjoy repetitive plaiting as a daily prayer. I found this simple work very soothing against the social annoyance of Covid. Months later, I connected edges of the braid I had created, in order to give it a form. The time gap in making that I discovered became a means to concentrate myself, and achieve a successful outcome,” she says, through what she calls ‘suspended decision’

Marco, 1966, photo cr. Tom Grotta, copyright Zofia Butrymowicz (Poland)

Marco (detail), 1966, photo cr. Tom Grotta, copyright Zofia Butrymowicz (Poland)

Adaptation: Artist Respond to Change reflects on how art has a great positive transformative potential, as it is at the same time motivation, inspiration and challenge, and shows how artistic research is the vehicle through which the artist pushes himself beyond the border of the ordinary, transforming the obstacle into a springboard and opportunity, with a view to transformative resilience.

Maria Rosaria Roseo

English version Dopo una laurea in giurisprudenza e un’esperienza come coautrice di testi giuridici, ho scelto di dedicarmi all’attività di famiglia, che mi ha permesso di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari di mamma. Nel 2013, per caso, ho conosciuto il quilting frequentando un corso. La passione per l’arte, soprattutto l’arte contemporanea, mi ha avvicinato sempre di più al settore dell’arte tessile che negli anni è diventata una vera e propria passione. Oggi dedico con entusiasmo parte del mio tempo al progetto di Emanuela D’Amico: ArteMorbida, grazie al quale, posso unire il piacere della scrittura al desiderio di contribuire, insieme a preziose collaborazioni, alla diffusione della conoscenza delle arti tessili e di raccontarne passato e presente attraverso gli occhi di alcuni dei più noti artisti tessili del panorama italiano e internazionale.