Andando via. Omaggio a Grazia Deledda

Dettaglio arazzo di Armungia, arazzo realizzato da Barbara Cardia, fotografia Nicola Castangia La tessitura sarda è un alfabeto infinito di segni e simboli; un pentagramma composto dalle mani abili delle tessitrici attraverso rigorosa tecnica. È da queste immagini che, secondo Maria Lai, nasce la comunicazione e con essa la figura per eccellenza del “Poeta”. Non è un caso che lo stesso termine Poesia, dal greco Poiesis, significhi Creazione.

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Panoramica esposizione opera tessile, fotografia di Nicola Castangia

Il filo è perfetta metafora della vita umana perché anche un elemento così piccolo, se unito ad altri fili, può costituire trame e produrre un tessuto. Così Maria Lai ha sempre accolto nella sua produzione artistica la contaminazione, l’incontro con diverse tecniche, competenze, materiali, la compenetrazione tra antico e contemporaneo, tra maschile e femminile.
L’artista non deve spiegare, perché da ogni nuovo sguardo dello spettatore l’opera d’arte trae nuova vita, nuove possibilità, nuovi scenari. Così, nella realizzazione del progetto Andando Via Omaggio a Grazia Deledda, la contaminazione è costante: le protagoniste dei romanzi di Grazia Deledda vengono rappresentate dai disegni di Maria Lai, tradotte in opera tessile dalla designer Paulina Herrera Letelier, riprodotte come arazzi da venticinque laboratori tessili di tutta la Sardegna, impersonate sul palco nello spettacolo teatrale omonimo, dedicato al progetto. La poesia degli scrittori sardi contemporanei interviene per omaggiare ciascuna delle tessitrici.  L’opera itinerante viaggia di mostra in mostra per incontrare sempre nuovi scenari, nuovi visitatori, nuove possibilità di rinascita, costituisce tavoli per l’incontro tra i tessitori e gli artisti di oggi, per le nuove opere di domani.

Dall’11 settembre all’11 ottobre 2020, nell’ambito del palinsesto culturale 2020 “I talenti delle Donne” del Comune di Milano, il MUDEC ospita Andando via. Omaggio a Grazia Deledda, la prima opera corale d’Arte Tessile mai realizzata in Sardegna. I disegni di Maria Lai, la letteratura di Grazia Deledda, le sapienti mani delle tessitrici sarde confluiscono nella realizzazione di quello che è stato riconosciuto come “il primo progetto di filiera del tessile di Sardegna”.

Ideato da Giuditta Sireus e sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, da ventitré Comuni sardi e da numerosi partner pubblici e privati, il progetto artistico Andando via coinvolge per la prima volta venticinque realtà tessili isolane in un’operazione collettiva senza precedenti.

Essa nasce con l’intento di valorizzare e promuovere l’ultima opera d’arte pubblica di Maria Lai, da lei realizzata nel 2011 non lontano dalla chiesa della Solitudine a Nuoro, dove le spoglie della scrittrice premio Nobel sua conterranea sono custodite. L’opera si compone di undici piloni in cemento armato su cui si stagliano le figure dei personaggi femminili nati dalla sensibilità di Grazia Deledda, e di un portale cubico sormontato da una suggestiva geografia astrale.

Un’opera attualmente inamovibile, ma che attraverso la trasposizione su tessuto ad opera delle tessitrici coinvolte nel progetto, potrà viaggiare in tutto il mondo, salvaguardando e trasmettendo la poetica di Maria Lai attraverso trame e disegni, con l’intento di renderla accessibile a un pubblico il più vasto possibile.

Partendo infatti dai disegni originali realizzati per il monumento, su concessione dei diritti dall’Archivio Maria Lai e sulla base degli studi della designer Paulina Herrera Letelier, le tessitrici di Sardegna hanno riprodotto come opera tessile le facciate degli undici pilastri che compongono il monumento. Ogni arazzo è un pezzo unico tessuto a mano e realizzato con i materiali, gli stili e le tecniche del territorio di provenienza.

Nello Spazio delle Culture del MUDEC sarà possibile ammirare i ventidue arazzi posti su strutture a telaio che interpretano gli undici pilastri dell’opera originale, e assistere alla proiezione del documentario realizzato nell’ambito del progetto dal regista Francesco Casu, che per lungo tempo ha lavorato a stretto contatto con l’artista. Le testimonianze di Maria Lai – contenute nel documentario – sono il fil rouge che collega la sua visione dell’arte e della tessitura alla genesi stessa del progetto. 

La versatilità dei moduli e la leggerezza delle strutture rendono Andando via un’opera itinerante, capace di viaggiare e incontrare nuovi scenari e contesti artistici. Gli arazzi diventano, infatti, anche allestimento scenografico dello spettacolo teatrale omonimo, dove l’arte figurativa si unisce ai testi drammatici dedicati alle protagoniste dei romanzi deleddiani, alla colonna sonora originale e alla danza.

Una pièce – scritta dalla critica letteraria Neria De Giovanni e andata in scena per la prima volta il 22 agosto scorso a Galtellì, il paese protagonista del famoso romanzo della Deledda “Canne al vento” – in cui i personaggi femminili nati dalla penna del premio Nobel e omaggiati da Maria Lai prendono vita dagli arazzi e si raccontano agli astanti in una confessione intima e poetica.

Andando via costituisce dunque una rete inedita, capace di documentare e nobilitare la tessitura contemporanea di Sardegna in un’espressione totale d’arte, letteratura e tradizione.

Come sosteneva Maria Lai, “Da un’opera d’arte può nascere un’altra opera” ed è dall’insegnamento dell’artista che prende vita questa articolata azione collettiva capace di esaltare una tradizione millenaria. Un progetto che unisce, intreccia fili e storie, rende protagonisti l’Arte della Tessitura e coloro che ne detengono i segreti.

La mostra Andando via è un sentito tributo a Grazia Deledda – la prima donna italiana a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1926 – e Maria Lai – una delle più grandi e affascinanti artiste contemporanee -, due personalità di notevole spessore che rendono con la loro presenza il palinsesto I talenti delle donne ancora più profondo e stratificato. L’esposizione degli arazzi, realizzati dalle mani sapienti delle tessitrici sarde, consente di portare avanti l’approfondimento sul focus della tessitura nelle culture del mondo, a cui il MUDEC ha dedicato importanti studi e ricerche negli ultimi mesi: un tema che unisce tante realtà differenti e lontane tra loro ed evidenzia, oggi più che mai, l’importanza dei legami tessili e sociali tra le comunità” (Anna Maria Montaldo, direttrice del MUDEC).

L’esposizione sarà ospitata al MUDEC per un mese, dall’11 settembre all’11 ottobre 2020, nella sala Khaled Al-Asaad. L’ingresso – ancora contingentato – è libero e segue i nuovi orari di apertura del museo, dal martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30 (giovedì fino alle 22.30)

Il progetto Andando via può essere seguito anche attraverso i canali social Facebook e Instagram. 

Dettaglio arazzo trittico di Samugheo – Aggius – Villamassargia, realizzato da Marcella Flore, fotografia di Nicola Castangia

Ti starai chiedendo: che cosa è riportato in questo tessuto? La risposta è: un gioco. La scrittura indecifrabile ideata da Maria Lai non è altro che un approccio ludico-didattico all’arte. Apparentemente sembra che non vi sia un codice per decifrare i simboli che appaiono come un testo, invece con la fantasia e la creatività tutto è possibile. Ad essere scritta può essere un estratto dei romanzi di Grazia Deledda, un pensiero dell’artista di Ulassai o la tua storia.

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