• Thu. Aug 11th, 2022

Questo articolo è disponibile anche in: English (Inglese)

Traduzione a cura di Elena Redaelli


*Foto in evidenza: HEATWAVE, 2022, 3D textile, 48.5 W x 80 H x 2 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft Made on a 40 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis


Anya Molyviatis, fiber artist e designer nata a Ginevra, Svizzera nel 1994, attualmente vive e lavora ad Austin, Texas (USA).

Il percorso di formazione che ha condotto questa giovane artista a sviluppare una di ricerca intensamente radicata nelle discipline tessili, è ricco di esperienze diverse che iniziano con gli studi all’Aiglon College, il trasferimento negli Stati Uniti per frequentare la facoltà di  Visual Art a New York, il corso con la National Outdoor Leadership School, l’arrivo in California dove l’artista si dedica allo studio dell’ architettura sostenibile e della permacultura, il Nuovo Messico, dove determinante risulta essere l’incontro con le tecniche dell’artigianato tessile tradizionale. Molyviatis decide così l’indirizzo definitivo dei suoi studi: la tessitura. Questo percorso culmina nel 2021 con il BFA in fibre presso il Savannah College of Art and Design.
In questa intervista l’artista ci racconta i punti salienti della sua ricerca, le fonti di ispirazione, gli obiettivi e i prossimi sviluppi del suo lavoro.

https://www.anyamolyviatis.com/

ASHORE, 2021, 3D textile, 23 W x 30 H x 2.5 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis

Come è nata la passione per la tessitura e quale è stato il tuo percorso di formazione? Hai sempre voluto diventare un’artista?

Non avrei mai potuto immaginare l’amore e la passione che ho sviluppato per la tessitura. Il mio percorso è iniziato con l’esplorazione della materia e dell’architettura sostenibile.

Sono cresciuta in una famiglia di artisti e l’arte è diventata il mio principale linguaggio di comunicazione. Creavo costantemente progetti che mi avvicinassero al mondo naturale e agli interni in cui vivevo, dalle installazioni luminose alle sculture di legni lasciati dal mare sulla costa, ai murales e al design di mobili. La carriera artistica è stata un passo naturale. Nel 2014 ho iniziato l’università alla School of Visual Arts di Manhattan, NY, senza scegliere la specializzazione.

I miei interessi spaziavano dalle belle arti al design e quindi volevo un corso di studi che mi permettesse di esplorare diverse discipline creative. Mentre studiavo, la mia sensibilità per lo stimolante ambiente urbano di New York era travolgente. Non riuscivo a smettere di pensare al rapporto che l’umanità ha con i paesaggi urbani, agli effetti che il design delle città ha sulla mente e agli inquietanti impatti ambientali che grandi città come New York producono. Desideravo trovare risposte che aiutassero le generazioni future a vivere in modo più simbiotico con la natura, il mondo non umano e gli ambienti urbani. Nel 2015 ho deciso di prendermi un anno di pausa dalla scuola d’arte per studiare scienze ambientali e conoscere gli habitat naturali per iniziare il mio percorso di risposta a queste domande ineludibili.

È stato allora che ho intrapreso un corso NOLS (National Outdoor Leadership School) in cui ho trascorso 90 giorni sulle Montagne Rocciose. Ripensandoci, questa esperienza è stata fondamentale per la mia carriera artistica, perché ho imparato a conoscere il potere dei nostri sensi quando siamo in grado di sintonizzarci veramente con l’ambiente che ci circonda. Questo concetto è diventato la base del mio lavoro. Una volta terminato il corso NOLS, ho continuato la mia formazione presso il Cal-Earth Institute come apprendista a lungo termine, imparando a conoscere l’architettura sostenibile, la progettazione in super-adobe e la progettazione in permacultura. L’architettura era un ponte tra tutti gli elementi che volevo esplorare, ma verso la seconda metà del mio apprendistato ho iniziato a capire l’importanza dei materiali. Mi sono immersa nella ricerca di potenziali materiali da utilizzare, e questo mi ha portato alle fibre e alla tessitura.

BREEZE, 2021, 3D textile, 39.5 W x 30.5 H x 2.5 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis

Dopo l’apprendistato, avevo intenzione di frequentare un altro corso di architettura a Taos, nel Nuovo Messico. A causa di un intervallo di tre mesi tra i miei programmi, ho deciso di partire in anticipo e di lavorare lì. Il New Mexico ha una storia ricca e profonda di artigianato tessile, che mi ha affascinato. Ho trascorso quei tre mesi leggendo, frequentando studi di tessitura e imparando a conoscere le fibre locali e i processi di tintura. Dopo tre mesi ho deciso di non proseguire il mio programma di architettura e ho iniziato, invece, un apprendistato di tessitura. Nel 2016 sono diventata apprendista del maestro tessitore Brook Hemmenway, presso il quale ho appreso le tecniche di realizzazione degli arazzi tradizionali del sud-ovest.

Dal primo momento in cui ho toccato un telaio, ho sentito una connessione e un’attrazione istantanea verso questa macchina. La sensazione è stata davvero profonda e ha stimolato la mia convinzione che i tessuti abbiano il potere di cambiare il modo in cui comprendiamo il mondo, a vantaggio dell’umanità e del pianeta. Dopo l’apprendistato, ho deciso che dovevo imparare tutto quello che c’era da sapere su questo mestiere e ho iniziato a cercare scuole che offrissero programmi di tessitura. Quando ho visto le strutture del Savannah College of Art and Design mi sono iscritta e, nel 2017, ho iniziato il mio corso di laurea in fibre. Ho trascorso i quattro anni successivi imparando a conoscere i telai orizzontali, i telai digitali, oltre a ricercare e sviluppare materiali, fino alla mia laurea nel maggio 2021. Dopo aver conseguito la laurea, ho trasferito il mio studio ad Austin, in Texas, dove ho tre telai: un telaio AVL dobby da 40 licci da 60 pollici; un telaio AVL dobby da 24 licci da 20 pollici e un telaio da pavimento da 8 licci da 60 pollici. Dopo 5 anni di tessitura ininterrotta, sento ancora di essere solo all’inizio di questa esplorazione: il lavoro è davvero generativo. I miei processi continuano a formarsi e a crescere, mentre il rapporto con i miei telai si approfondisce ogni giorno! Il telaio è un’estensione del mio corpo fisico, che uso con crescente abilità, mi sento sempre più come se stessi diventando metà uomo e metà macchina!

HEAT, 2021 3D textile, 31 W x 49 H x 2.5 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis

Che tipo di ricerca caratterizza la tua produzione? Cosa influenza principalmente il tuo immaginario e la tua pratica artistica?

Il mio lavoro sfuma i confini tra arte e design. Quando creo, penso a concetti di design. Anche l’arte gioca un ruolo importante nel mio lavoro, perché credo che la grande arte sia incorporata nel grande design e viceversa. Uso la bellezza, forme visive esteticamente piacevoli per accedere a esperienze ottiche sensoriali. Quando ho iniziato a tessere, la mia ricerca è stata influenzata dal design della permacultura, dagli e-textiles, dalla natura e dal design sostenibile. Questi concetti sono stati poi affinati in modo da creare un’animazione all’interno di un tessuto con lo scopo di unire gli ambienti naturali con gli spazi interni. Ogni pezzo deve suscitare in me una reazione emotiva e mettermi in relazione con l’ambiente circostante. In questo modo, il mio lavoro diventa vivo, fertile e spirituale. Il colore assume un elemento importante nel mio lavoro. Lo uso come veicolo di esperienze sensoriali. Sono attratta dai gradienti in quanto creano facilmente movimento e per la capacità di veicolare il colore come un’esperienza soggettiva. Essendo una persona sensibile, trovo chiarezza nel colore e lo uso come forma di dialogo emotivo interno. Essendo stata esposta a diverse culture e lingue, credo che il colore sia il linguaggio universale perfetto attraverso il quale l’umanità può connettersi.

RIPPLE, 2020 3D textile, 60 W x 36 H x 1 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft. Made on a 16 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis
COCKTAIL, 2021 3D Textile, 18.5 W x 26 H x 2 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis

In your works, color, shaded and layered, becomes a tool for sensory exploration and perhaps even the subject of the work itself. Do you find yourself in this statement? Can you tell us about the research on color that characterizes your practice?

Absolutely––I believe that our human senses are the most powerful tool we have. Through that, my work becomes a personal experience for each viewer, myself included. I create my palettes to externalize a feeling that pulls me into the present moment, and each palette is drawn from a sensation that I have inside of me that I want to feel and see in the real world. A lot of this is about leaning into a visual language that can capture emotions beyond the verbal. My works are thus emotional landscapes that can be returned to and nestled in. I create my pieces as if I am gardening, planting all my materials and colors to grow. With different light and temperatures, they change subtly. I see how hues change depending on their surrounding relationships and how the mohair blooms depending on the temperature. The three-dimensional layer adds a depth that invites you into them and adds to the color-changing effect based on phenomenon’s of color theory.

MORNING LIGHT and HEAT, Material/Memory/Mith exhibition 2021, Ph. cr. Josh Schaede, copyright Anya Molyviatis
CHROMATIC, 2021, 3D textile, 28 W x 41.5 H x 2.5 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis
MORNING LIGHT, 2021, 3D textile, 59.5 W x 28 H x 2.5 D inch. Hand dyed cotton warp and gradient mohair thread weft. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis

Fiber artist ma anche pittrice. I tuoi dipinti richiamano le texture, la profondità e la tattilità delle superfici tessili. Quale è il denominatore comune tra questi lavori e le tue tessiture?

Il denominatore comune tra i miei dipinti e le opere tessili è la riflessione su quanto sia magico essere vivi e in sintonia con gli ambienti intimi di cui ci circondiamo. Tutte le mie opere d’arte, indipendentemente dal mezzo, cercano di creare una finestra che offra una vista di meditazione in cui l’umanità possa immergersi più a fondo nel proprio io collettivamente non ancora scoperto.

DAWN, 2021, painting, 12 W x 16 H inch. Japanese ink background with gel pen foreground, copyright Anya Molyviatis
STILLNESS, 2021, painting, 12 W x 16 H inch. Japanese ink background with gel pen foreground, copyright Anya Molyviatis

Nei Resin Wovens, il tessuto è immerso all’interno di un blocco di resina. Da quale riflessione nasce questo incontro tra materiali così diversi?

Ho creato la serie Resin Wovens per esplorare le relazioni tra i materiali, le loro applicazioni e creare nuovi contesti in cui far vivere le mie tessiture tridimensionali. Mi affascina osservare come i materiali si comportano in ambienti diversi. Resin Wovens danno l’idea di antichi tessuti persi in un altro tempo, ricordano un fossile sospeso nella materia. Inoltre, definisco i miei tessuti tridimensionali come sculture morbide, quindi immergerli nella resina mi ha permesso di mettere in mostra i loro elementi scultorei e strutturali.

UNTITELED 3 2020, 3D textile 6 W x 8 H x 1 D inch. Resin cast with submerged waffle woven gradient. Mohair thread weft and cotton warp. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis
UNTITELED 1, 2020, 3D textile 6 W x 8 H x 1 D inch. Resin cast with submerged waffle woven gradient. Mohair thread weft and cotton warp. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis
UNTITELED 2, 2020, 3D textile 6 W x 8 H x 1 D inch. Resin cast with submerged waffle woven gradient. Mohair thread weft and cotton warp. Made on a 24 Harness AVL Dobby Loom, copyright Anya Molyviatis

Un evento o un progetto che ha avuto un ruolo importante nel tuo percorso di crescita professionale?

L’evento più significativo che ricordo è quando ho deciso di prendermi un anno di pausa dal mio primo programma universitario. All’epoca ero giovane e confusa, ma dentro di me sapevo che lo sviluppo della mia carriera si basava sull’opportunità di esplorare e imparare in modi non convenzionali. Ripensandoci ora, ogni passo compiuto da quel momento mi ha portato esattamente dove dovevo essere. Mi ha portato a trovare la mia passione. La tessitura non è solo un mestiere che amo, ma un canale per aiutare l’umanità in modo profondo e sincero. Questa esperienza continua ad incoraggiarmi e a ricordarmi la grande visione che ho della tessitura.

copyright Anya Molyviatis
Copyright Anya Molyviatis

A cosa stai lavorando in questo periodo?

Attualmente sto lavorando a un nuovo corpo di opere che si estende dalla mia Waffle Gradient Series. Questa collezione consiste in pezzi di grande formato che utilizzano mohair e i miei pattern a struttura waffle. Questi pezzi rappresentano le più grandi tessiture tridimensionali che ho realizzato fino ad oggi. Ho in programma di completare questa serie entro l’inizio del 2023, per poi esporla in una serie di mostre e gallerie d’arte. Inoltre, come artista donna emergente, promuovo sempre il mio lavoro sui social media e mi sto creando un pubblico che condivida la mia passione per la tessitura.

Il mio obiettivo a lungo termine è aprire uno studio di innovazione per la ricerca e lo sviluppo di tessuti interattivi per spazi commerciali, gallerie e installazioni pubbliche con lo scopo di educare, spingere i tessuti verso nuove dimensioni attraverso l’uso di tecnologie emergenti e promuovere l’importanza di un design per i sensi umani.