Architetture della possibilità: la paper art di Daniele Papuli

MPISU, installazione realizzata con 11.000 metri di fettuccia intelaiata, cucita e sfrangiata a mano. Volume lamellare in sospensione composto da fibra di poliestere colore bianco

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Ph.credit Pual rosso, MPISU E CARTOFRAMMA BLU – di RAUL ZINI 2014 riferiti alla mostra presso la galleria Casa Dugnani

Ritratto work in progress

Daniele Papuli interpreta la materia cartacea (e affini per duttilità e qualità tattili) amplificandone le possibilità scultoree e scenografiche fino ad ottenere opere suggestive capaci di offrire al fruitore un’esperienza sensoriale assolutamente autentica e originale. “Procedo come un esploratore, manipolando e scegliendo diverse materie, attratto dalle loro potenzialità e caratteristiche” racconta parlando della sua ricerca intorno ai materiali. I suoi ‘oggetti’ sono costituiti di ‘moduli’ minimi – strisce, lamelle, nastri, fili – cui un gioco di sovrapposizioni ed accostamenti conferisce una struttura dinamica ed articolata, suggerendo all’artista sempre nuove combinazioni, applicazioni ed integrazioni di altre materie naturali o sintetiche.  Per la sua flessibilità, resistenza e trama, sceglie, ad esempio, la stringa in plastica rigida usata per gli imballi e per le risme di carta e giornali (la reggetta) riducendola, moltiplicandola e affiancandola, per trasformarla nella corolla di un vaso. Oppure la intreccia a mano a cesto coniugando una tecnica arcaica ed un materiale industriale contemporaneo.

PUALBLÙ 2014 Arazzo diam cm.300, realizzato con fettuccia poliestere color blu. Tutti gli oggetti, le sculture e le installazioni sono realizzate a mano dall’artista, con l’ausilio di un semplice cutter o forbice. PUAL è un multiplo numerato e firmato. L’installazione è in sospensione o su parete. La fettuccia di fibra poliestere, utilizzata nel settore dell’accessorio moda, viene intelaiata, montata su una struttura a semicerchio di alluminio, cucita e sfrangiata a mano. PUAL è un sodalizio etimologico e formale tra “pois” – cerchio e “poil” – pelo, in questo caso filo

Nella stessa ottica di sperimentazione e indagine sui materiali sfrangia il nastro in fibra sintetica utilizzato negli accessori moda, riportandolo alla sua dimensione originale di filo per trasformarlo poi in un grande arazzo circolare.

Daniele Papuli gioca con la materia, decostruendola e riallestendola, conferendole nuove forme assecondandone le caratteristiche fisiche e interpretandone la cifra evocativa per restituirci un universo dove la totale libertà dell’immaginazione trova il suo unico limite nel perimetro dato da una progettazione precisa e da una tecnica di esecuzione raffinata.

CARTOFRAMMA BLU, installazione a pavimento realizzata con moduli costruiti con strisce di carta selezionata. Dimensioni variabili.

CARTOFRAMMA BLU, installazione a pavimento realizzata con moduli costruiti con strisce di carta selezionata. Dimensioni variabili.

La visione fantastica di Papuli scompone e ricompone fogli, sagome e volumi attraverso tagli, pieghe e incastri arditi trasformando oggetti e spazi in un altro ed un altrove fantastico, scolpendo la realtà in cui siamo immersi e conducendo il nostro guardo oltre il visibile e la percezione della forma reale delle cose.

È lo svelamento della possibilità la cifra magica dei suoi lavori: dal più piccolo oggetto alla più spettacolare delle installazioni, nulla è ciò che sembra e allo stesso tempo sembra che tutto sia possibile. “Sono uno scultore e dialogo con le materie, lo spazio, i luoghi” dice di sé. E con noi – aggiungo io – o almeno con quella parte di noi che ancora sa nutrirsi di garbo, sogni e leggerezza.

MISE EN MPISE, 2015, installazione di 5 “colonne di luce” in fibra poliestere bianca, montate su piedistalli con sorgente di luce all’interno – Fuorisalone 2015. BOSCOLO HOTEL Milano, in collaborazione con Galleria Dilmos. Fuorisalone 2015. BOSCOLO HOTEL Milan, in collaboration with Galleria Dilmos

Fuorisalone 2015. BOSCOLO HOTEL Milano, in collaborazione  con Galleria Dilmos

Daniele Papuli, classe 1971, è nato a Maglie, in Puglia. Dopo il diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, si stabilisce e lavora a Milano. Nel ’93 frequenta un workshop internazionale a Berlino dove apprende i metodi di fabbricazione della carta che in un paio d’anni diventa il suo materiale di elezione, il medium che sente più adatto al proprio linguaggio. Dalla sperimentazione nella produzione di carte a mano approda nel 1997 alle prime sculture realizzate attraverso composizioni lamellari ottenute da tagli manuali. Nello stesso periodo collabora con l’editore Vanni Scheiwiller nella produzione di fogli per un libro d’arte in 300 esemplari.

STISA, installazione realizzata con 8.000 metri di reggetta di polipropilene flessibile bianca, tagliata, piegata e legata a mano, montata su struttura di ferro verniciato.

STISA, installazione realizzata con 8.000 metri di reggetta di polipropilene flessibile bianca, tagliata, piegata e legata a mano, montata su struttura di ferro verniciato.

La sperimentazione intorno ai nuovi materiali seppur affini alla carta lo portano a continue interconnessioni tra scultura, design, installazioni e allestimenti per grandi marchi del settore moda. A quest’ultimi appartengono le vetrine dello store di Missoni a Milano (2000) e, in più occasioni, per Maison Hermes a Milano e a Roma (2005 e 2009).

Nel 2007 i suoi oggetti proposti in edizioni numerate o pezzi unici e autoprodotti entrano nel circuito mondiale The New Italian Design promosso dalla Triennale di Milano per la quale, inoltre, nel 2009, progetta e realizza l’allestimento per Paper Jewellery disegnando anche uno dei sei gioielli pop-up in carta a mano allegati al catalogo. L’anno successivo le sue carte sculture sono esposte alla Fondazione Calderara in una mostra curata da Luciano Caramel e Kengiro Azuma e nel 2011 al Flux Laboratory di Ginevra presenta quattro installazioni per le performance di danza costruite ad hoc. Seguono anni – fino ad oggi – in cui realizza installazioni, mostre e laboratori collaborando con diverse istituzioni pubbliche e brand internazionali. Nel 2017 la galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia gli dedica la personale L’era della carta forme e visioni mentre la Galleria Stefano Forni di Bologna allestisce Visionomie.

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