• 10 Dicembre 2022 4:15

Aurélia Jaubert: Nativité

English (Inglese)

Traduzione a cura di Chiara Cordoni

*photo credit Emilie Mathé Nicolas

Inaugurazione sabato 13 novembre 14:00-19:00
Mostra dal 9 novembre al 22 dicembre 2021
20, rue Notre-Dame de Nazareth Parigi 3°
www.looandlougallery.com +33 01 42 74 03 97

Nativité è un arazzo costituito da centinaia di ritagli di diverse tele e tappeti che sono stati raccolti nel tempo. Assemblati insieme come un collage e cuciti in una sorta di patchwork, i vari pezzi formano un grande affresco che può essere definito ‘pop’ per i suoi riferimenti all’immaginario popolare e alla storia dell’arte. Animali e personaggi si alternano in paesaggi variegati dove ogni scena si sussegue in diverse profondità di campo: troviamo Millet e Chardin gomito a gomito con Biancaneve, Renoir e Gauguin che incontrano gli Aristogatti, e la Vergine che mostra uno strano bambino a un pompiere al centro di un turbinio di situazioni diverse. Nativité è un’unica grande bolla ben progettata che potrebbe anche essere descritta come una collaborazione dato che vi hanno contribuito centinaia di altre mani, e che rende omaggio a queste sconosciute artigiane. Insieme, queste donne e il loro lavoro partecipano alla formazione di questa opera d’arte ‘globale’”.

Questa è la prima collaborazione di Aurélia Jaubert con la Loo & Lou Gallery. Nel 2020, Nativité ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria alla Biennale Contextile di Guimares, Portogallo.

“Sin dai suoi primi dipinti in malte colorate che ha unito in collage insieme alle sue fotografie originali nel creare gli arazzi più recenti, Aurélia Jaubert è stata affascinata dalle metamorfosi che possono verificarsi negli immaginari al passaggio da un medium all’altro e dalle illusioni che possono generare. Ha progressivamente abbandonato la superficie tradizionale della pittura preferendo composizioni eterogenee, ideando una specie di miscela utopica che riflette una sorta di crisi storica della rappresentazione. Prendendo in prestito e combinando fra loro diversi approcci (pittura, tessuti, fotografia, immagini digitali, collage, cucito, scultura, suono, musica e luce), Jaubert getta una luce su quello che rimane. I suoi gesti tipici dell’artista e della collezionista di oggetti si manifestano attraverso l’interesse per le sottili manifestazioni della natura (riflessi, bolle, ombre, tracce…). L’artista le fa diventare parte di un ciclo che a sua volta le rimette in gioco con un valore estetico inaspettato, lasciandole tuttavia fedeli all’immagine originale. Fantasticando sull’incredibile destino di piccoli incidenti o degli oggetti della vita quotidiana (sbavature, macchie, colature, rottami colorati, nastri magnetici dismessi, vecchie boe da piscina, campioni di tessuto…), Jaubert, un’‘erborista dell’asfalto, intreccia resti moderni per rivelare un immaginario elegante, sorprendente, bizzarro e senza precedenti”.

– Dominique Païn, critico e curatore indipendente, direttore del Centre Pompidou (2000-2005), Direttore della Cinémathèque française (1990-2000)