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BAF – Bergamo Arte Fiera

*Foto in evidenza: Giorgio Tentolini, dettaglio, Colossi Arte Contemporanea 

Abbiamo visitato Bergamo Arte Fiera che si è tenuta nella città lombarda l’ultimo fine settimana di marzo dopo il rinvio dovuto alla pandemia. Siamo andate alla scoperta degli artisti che utilizzano anche i linguaggi della Fiber Art nella loro pratica e delle gallerie che li propongono.

Nello stand di Colossi Arte Contemporanea i volti di Giorgio Tentolini emergono dalla sovrapposizione di strati e strati di rete metallica o tulle, pazientemente tagliati e sagomati per restituire il chiaroscuro che ne delinea le forme. Un lavoro meticoloso di addizione e sottrazione asseconda una ricerca che indaga la relazione tra le immagini e il tempo e la memoria e che consente all’osservatore di scoprire la verità ultima dell’opera soltanto attraverso la volontà e la capacità di penetrarla con lo sguardo oltre la superficie.

Anche per Giuseppe Inglese tempo e memoria sono gli elementi che definiscono ciò che siamo attraverso una continua stratificazione di esperienze così come l’artista ridefinisce la forma dell’opera modellando il vuoto. La sua scultura luminescente Bacio di luna in acciaio inox intrecciato a mano ispirata ad una poesia di Jalal al-Din Muhammad Rumi è in mostra da Vecchiato Art Gallery. La galleria propone anche i corpi in rete metallica di David Begbie, artista scozzese che nella perfezione della scultura antica trova ispirazione per opere tanto carnali quanto eteree che aprono la riflessione sulla dicotomia tra essere ed apparire

Materiale che utilizza anche Lene Kilde (Raelingen, 1981) proposta da Galleria Punto sull’Arte. L’artista norvegese con cemento e rete metallica dà forma al linguaggio non verbale dell’infanzia. Sculture incomplete in cui il dettaglio di un piedino o di una mano allude a tratti caratteriali ed emozioni in cui l’osservatore si riconosce attingendo alla memoria e all’esperienza personale, due elementi che integrano e completano l’opera stessa.

Di filo di ferro e di rame sono le sculture di Fabrizio Pozzoli (Milano, 1973) in mostra alla Galleria Galp. Opere in cui le figure in relazione con diversi materiali declinano la ricerca recente dell’artista sull’individuo e sulla sua interazione con l’ambiente e con il contesto sociale.

Tema ricorrente anche nei lavori di Cristina Cosi (Cesena, 1980) e Renata Cosi (Cesena, 1983) di cui Kromya Art Gallery propone un’opera della serie Society in cui le artiste sviluppano la riflessione sulla capacità dell’uomo di creare relazioni complesse con i propri simili e sul contributo del singolo individuo nella creazione del tessuto sociale attraverso la propria esperienza personale. L’opera in gres bianco e filo di cotone, restituisce nel panneggio e nel movimento del tessuto ceramico le continue tensioni e le trasformazioni inevitabili della società.

Cristina e Renata Cosi, Kromya Art Gallery

Sono invece in fibra ottica i lavori di Carlo Bernardini (Viterbo, 1966), sempre da Kromya Art Gallery, artista che da tempo sperimenta questo medium espressivo disegnando nello spazio e utilizzando il buio come un foglio alla ricerca di nuovi rapporti tra luce e spazio.

Carlo Bernardini, Kromya Art Gallery

La Galleria Ferrero propone i lavori rigorosi e minimalisti di Barbara Nejrotti. L’artista torinese dopo anni di sperimentazione ha trovato la propria cifra espressiva nella fusione di diversi linguaggi dalla lavorazione del legno al taglio al cucito. Da quest’ultimo nasce la tecnica dello spessore di cui è depositaria e con cui, concettualmente e fisicamente, sutura gli elementi mantenendo il loro spessore nella trama delle opere.

Barbara Nejrotti. Galleria Ferrero
Barbara Nejrotti. Galleria Ferrero

Mentre nel Foyer, è allestita l’installazione di Clara Luiselli, tra le artiste del docufilm e della mostra correlata “VOCI D’ARTISTA” di Alberto Nacci. Spazi per corpi in attesa della trasformazione raffigura corpi tracciati da tratti sottili su fogli di carta da lucido. Corpi abbozzati, decontestualizzati, fluttuanti in uno spazio vuoto che amplifica la dinamica dell’incontro. Comunicano attraverso punti uniti da un filo rosso, un dialogo fluido e indefinito, soggetto a tendersi o ad allentarsi assecondando il movimento dei fogli. Così l’opera racconta la relazione con l’altro che è sempre possibile ma altrettanto perennemente mutevole.

Clara Luiselli, Spazi per corpi in attesa della trasformazione

Infine, un posto a parte occupano i lavori di Rino Carrara (Bergamo, 1921 – 2010) proposti dalla Galleria Elleni. Protagonista della vita artistica milanese tra gli anni ’50 e ’70, amico tra gli altri di Manzoni, Fontana, Castellano, negli anni Sessanta alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi individua nel recupero della manualità artigianale una possibile alternativa alla deriva di riproducibilità e di maniera dell’arte di quegli anni. Inizia così a lavorare con fili intessuti e trapunti su tele dalle grandi campiture monocrome contrapponendo la manualità del bel fare al diffuso utilizzo dei mezzi meccanici – dalla fotografia ai multipli – nell’arte.

Rino Carrara, Galleria Elleni
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BAF – Bergamo Arte Fiera

*Foto in evidenza: Giorgio Tentolini, dettaglio, Colossi Arte Contemporanea 

We visited Bergamo Arte Fiera, which was held in Bergamo, Lombardy, on the last weekend of March after the postponement due to the pandemic. We went to discover those artists who in their practice also use the language of Fiber Art and the galleries that feature them.

In the Colossi Arte Contemporanea stand, Giorgio Tentolini‘s visages emerge from the overlayering of layer after layer of wire mesh or tulle, patiently cut and shaped to restore the chiaroscuro that delineates their forms. A meticulous work of addition and subtraction in support of a research that investigates the relationship between images and time and memory and that allows the observer to discover the ultimate truth of the work only through his desire and his ability to perceive it by gazing beyond the surface

For Giuseppe Inglese too, time and memory are the elements that define who we are through a continuous stratification of experiences, just as the artist redefines the form of the work by shaping the void. His luminescent sculpture Bacio di Luna (Moon Kiss) in hand-woven stainless steel inspired by a poem by Jalal al-Din Muhammad Rumi is on show at Vecchiato Art Gallery. The gallery also features the wire mesh bodies of David Begbie, a Scottish artist who finds inspiration in the perfection of ancient sculpture for works that are as carnal as they are ethereal, leading to a consideration on the dichotomy between being and appearing

Lene Kilde (Raelingen, 1981), presented by Punto sull’Arte Gallery, also uses this material. The Norwegian artist uses cement and wire mesh to give form to the non-verbal language of childhood. Incomplete sculptures in which the detail of a foot or a hand alludes to character traits and emotions in which the observer recognises himself, drawing on memory and personal experience, two elements that integrate and complete the work itself.

The sculptures by Fabrizio Pozzoli (Milan, 1973) on show at the Galp Gallery are made of iron and copper wire. Works in which the figures in relation to different materials reflect the artist’s recent research into the individual and his interaction with the environment and the social context.

This is also a recurring theme in the work of Cristina Cosi (Cesena, 1980) and Renata Cosi (Cesena, 1983), whose artwork from the Society series is on show at Kromya Art Gallery. The artists reflect on man’s ability to create complex relationships with peers and on the individual’s contribution to the creation of the social fabric through his own personal experience. The work, made of white stoneware and cotton thread, conveys the continuous tensions and inevitable transformations of society in the drapery and movement of the ceramic fabric.

Cristina e Renata Cosi, Kromya Art Gallery

The works of Carlo Bernardini (Viterbo, 1966), also from Kromya Art Gallery, are instead in fibre optics. This artist has been experimenting with this expressive medium for some time, drawing in space and using the dark as a sheet in search of new relationships between light and space.

Carlo Bernardini, Kromya Art Gallery

Galleria Ferrero presents the rigorous and minimalist works of Barbara Nejrotti. After years of experimentation, the Turin artist has found her own expressive style in the fusion of different languages, from woodworking to cutting and sewing. Her technique of thickness, of which she is the guardian, was born from the latter and with this technique she conceptually and physically sutures the elements maintaining their thickness in the weave of the works.

Barbara Nejrotti. Courtesy Galleria Ferrero
Barbara Nejrotti. Galleria Ferrero

The Foyer hosts the installation by Clara Luiselli, one of the artists of the docufilm and the related exhibition “VOCI D’ARTISTA” (Artists’ Voices) by Alberto Nacci. Spazi per corpi in attesa della trasformazione (Spaces for bodies waiting for the transformation) depicts bodies traced by thin strokes on sheets of tracing paper. Sketched bodies, decontextualized, floating in an empty space that amplifies the dynamics of the encounter. They communicate through points joined by a red thread, a fluid and indefinite dialogue, subject to stretching or loosening according to the movement of the sheets.

Clara Luiselli, Spazi per corpi in attesa della trasformazione

Finally, a place of special importance is reserved to the works of Rino Carrara (Bergamo, 1921 – 2010) proposed by the Elleni Gallery. Protagonist of the Milanese artistic life between the ’50s and ’70s, friend of Manzoni, Fontana, Castellano, among others, in the ’60s, in search of a new language of expression, he identifies in the recovery of manual craftsmanship a possible alternative to the drift of reproducibility and mannerism of the art of those years. Therefore, he starts to work with woven and quilted threads on canvases with large monochrome backgrounds, contrasting the manual skill of fine workmanship with the widespread use of mechanical means – from photography to multi-media – in art.

Rino Carrara, Galleria Elleni

Barbara Pavan

English version Sono nata a Monza nel 1969 ma cresciuta in provincia di Biella, terra di filati e tessuti. Mi sono occupata lungamente di arte contemporanea, dopo aver trasformato una passione in una professione. Ho curato mostre, progetti espositivi, manifestazioni culturali, cataloghi e blog tematici, collaborando con associazioni, gallerie, istituzioni pubbliche e private. Da qualche anno la mia attenzione è rivolta prevalentemente verso l’arte tessile e la fiber art, linguaggi contemporanei che assecondano un antico e mai sopito interesse per i tappeti ed i tessuti antichi. Su ARTEMORBIDA voglio raccontare la fiber art italiana, con interviste alle artiste ed agli artisti e recensioni degli eventi e delle mostre legate all’arte tessile sul territorio nazionale.