• Ven. Lug 1st, 2022

BAF – Bergamo Arte Fiera

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*Foto in evidenza: Giorgio Tentolini, dettaglio, Colossi Arte Contemporanea 

Abbiamo visitato Bergamo Arte Fiera che si è tenuta nella città lombarda l’ultimo fine settimana di marzo dopo il rinvio dovuto alla pandemia. Siamo andate alla scoperta degli artisti che utilizzano anche i linguaggi della Fiber Art nella loro pratica e delle gallerie che li propongono.

Nello stand di Colossi Arte Contemporanea i volti di Giorgio Tentolini emergono dalla sovrapposizione di strati e strati di rete metallica o tulle, pazientemente tagliati e sagomati per restituire il chiaroscuro che ne delinea le forme. Un lavoro meticoloso di addizione e sottrazione asseconda una ricerca che indaga la relazione tra le immagini e il tempo e la memoria e che consente all’osservatore di scoprire la verità ultima dell’opera soltanto attraverso la volontà e la capacità di penetrarla con lo sguardo oltre la superficie.

Anche per Giuseppe Inglese tempo e memoria sono gli elementi che definiscono ciò che siamo attraverso una continua stratificazione di esperienze così come l’artista ridefinisce la forma dell’opera modellando il vuoto. La sua scultura luminescente Bacio di luna in acciaio inox intrecciato a mano ispirata ad una poesia di Jalal al-Din Muhammad Rumi è in mostra da Vecchiato Art Gallery. La galleria propone anche i corpi in rete metallica di David Begbie, artista scozzese che nella perfezione della scultura antica trova ispirazione per opere tanto carnali quanto eteree che aprono la riflessione sulla dicotomia tra essere ed apparire

Materiale che utilizza anche Lene Kilde (Raelingen, 1981) proposta da Galleria Punto sull’Arte. L’artista norvegese con cemento e rete metallica dà forma al linguaggio non verbale dell’infanzia. Sculture incomplete in cui il dettaglio di un piedino o di una mano allude a tratti caratteriali ed emozioni in cui l’osservatore si riconosce attingendo alla memoria e all’esperienza personale, due elementi che integrano e completano l’opera stessa.

Di filo di ferro e di rame sono le sculture di Fabrizio Pozzoli (Milano, 1973) in mostra alla Galleria Galp. Opere in cui le figure in relazione con diversi materiali declinano la ricerca recente dell’artista sull’individuo e sulla sua interazione con l’ambiente e con il contesto sociale.

Tema ricorrente anche nei lavori di Cristina Cosi (Cesena, 1980) e Renata Cosi (Cesena, 1983) di cui Kromya Art Gallery propone un’opera della serie Society in cui le artiste sviluppano la riflessione sulla capacità dell’uomo di creare relazioni complesse con i propri simili e sul contributo del singolo individuo nella creazione del tessuto sociale attraverso la propria esperienza personale. L’opera in gres bianco e filo di cotone, restituisce nel panneggio e nel movimento del tessuto ceramico le continue tensioni e le trasformazioni inevitabili della società.

Cristina e Renata Cosi, Kromya Art Gallery

Sono invece in fibra ottica i lavori di Carlo Bernardini (Viterbo, 1966), sempre da Kromya Art Gallery, artista che da tempo sperimenta questo medium espressivo disegnando nello spazio e utilizzando il buio come un foglio alla ricerca di nuovi rapporti tra luce e spazio.

Carlo Bernardini, Kromya Art Gallery

La Galleria Ferrero propone i lavori rigorosi e minimalisti di Barbara Nejrotti. L’artista torinese dopo anni di sperimentazione ha trovato la propria cifra espressiva nella fusione di diversi linguaggi dalla lavorazione del legno al taglio al cucito. Da quest’ultimo nasce la tecnica dello spessore di cui è depositaria e con cui, concettualmente e fisicamente, sutura gli elementi mantenendo il loro spessore nella trama delle opere.

Barbara Nejrotti. Galleria Ferrero
Barbara Nejrotti. Galleria Ferrero

Mentre nel Foyer, è allestita l’installazione di Clara Luiselli, tra le artiste del docufilm e della mostra correlata “VOCI D’ARTISTA” di Alberto Nacci. Spazi per corpi in attesa della trasformazione raffigura corpi tracciati da tratti sottili su fogli di carta da lucido. Corpi abbozzati, decontestualizzati, fluttuanti in uno spazio vuoto che amplifica la dinamica dell’incontro. Comunicano attraverso punti uniti da un filo rosso, un dialogo fluido e indefinito, soggetto a tendersi o ad allentarsi assecondando il movimento dei fogli. Così l’opera racconta la relazione con l’altro che è sempre possibile ma altrettanto perennemente mutevole.

Clara Luiselli, Spazi per corpi in attesa della trasformazione

Infine, un posto a parte occupano i lavori di Rino Carrara (Bergamo, 1921 – 2010) proposti dalla Galleria Elleni. Protagonista della vita artistica milanese tra gli anni ’50 e ’70, amico tra gli altri di Manzoni, Fontana, Castellano, negli anni Sessanta alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi individua nel recupero della manualità artigianale una possibile alternativa alla deriva di riproducibilità e di maniera dell’arte di quegli anni. Inizia così a lavorare con fili intessuti e trapunti su tele dalle grandi campiture monocrome contrapponendo la manualità del bel fare al diffuso utilizzo dei mezzi meccanici – dalla fotografia ai multipli – nell’arte.

Rino Carrara, Galleria Elleni