• 26 Novembre 2022 11:00

BARTU BAŞOĞLU

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Tra gli artisti di TRAMANDA c’è Bartu Başoğlu, già premiato nel 2019 al Young Fiber Contest. Nato a Soke, in Turchia, nel 1995, Başoğlu è laureato all’Università Dokuz Eylül di Izmir, Facoltà di Belle Arti, Dipartimento di Tessile e Moda. Vincitore nel 2017 del 7th Turkey Home Textile Design Competition – Most Innovative Product Design Category – premio che gli consente di completare la formazione magistrale presso la NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano in Moda e design tessile. Vive a Milano e lavora come designer freelance tra Italia e Turchia.

Come e quando è nato il tuo interesse per il tessile nelle sue declinazioni?

Posso dire che il mio amore per il tessile è iniziato il giorno della mia nascita. Sono cresciuto in una famiglia di agricoltori e produttori di cotone da generazioni. Il mio legame con questo materiale (uno dei principali del tessile) è dato dalla conoscenza del suo intero processo di produzione, dal seme al filato. Fin dalla scuola primaria ho iniziato a disegnare senza sosta. In seguito, per migliorarmi, ho frequentato la scuola superior di belle arti Aydın Yüksel Yalova, nel dipartimento di pittura. Posso dire che qui ho iniziato a relazionarmi all’arte in modo professionale. Dopo il diploma di scuola superiore, ho superato gli esami del dipartimento di design tessile grazie alla guida di un insegnante. Ho studiato alla facoltà di Belle Arti della Dokuz Eylül University, dipartimento di design tessile e di moda. In questo percorso, ho iniziato a combinare le tecniche tessili imparate con le mie conoscenze e abilità artistiche.

In quale ambito si orienta principalmente il tuo lavoro e la tua  ricerca – arte, moda, design?

Prima di tutto, quando scelgo un argomento di ricerca, do la priorità a me stesso. Mi concentro sui soggetti in cui posso esprimermi al meglio, sentendomi libero. Scegliendo la tecnologia come punto focale, e combinandola con la psicologia umana, conduco varie ricerche che arricchiscono il mio punto di vista.

Recentemente il tuo lavoro di ricerca ha ottenuto diversi riconoscimenti. Quanto è importante la sperimentazione nella  tua pratica? E quanto i materiali che selezioni hanno anche un  valore intrinseco, concettuale?

Prima di tutto, amo lavorare con nuovi materiali. Sono quel tipo di persona che crede che il lavoro più creativo sia quello della sperimentazione. Avanzando per tentativi ed errori, è possibile esplorare al di là del mondo familiare. I materiali che scelgo sono molto importanti per me. Riflettono piacere e passione così come la mia personalità. Per conoscere meglio un materiale, cerco di sentirlo attraverso la sperimentazione. Prima di tutto, lo incontro a livello fisico, lo plasmo nella mia mano e lo esploro giocandoci. In questo processo, si forma un legame interiore tra me e quel materiale, che porta sempre tracce del mio mondo interiore. Attraverso la materia, cerco di trasmettere l’emozione e I pensieri su cui sto riflettendo al fruitore.

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi lavori? E come un’idea  diventa opera?

Di solito, nelle mie opere traggo ispirazione sia dal passato che dal futuro. In altre parole, combino, basandomi su un denominatore comune, il mondo in cui viviamo e il nuovo mondo offerto dalla tecnologia. Preferisco attingere da tutte le forme artistiche, ad esempio da una scultura o dalla musica.

A volte, posso essere ispirato da un tema di ricerca che ha attirato la mia attenzione; in questo caso mi lascio abbastanza libero. Una volta che un’idea si forma nella mia mente, non la traduco immediatamente in qualcosa di fisico; la lascio riposare per un certo periodo di tempo. Inizialmente, faccio un po’ di ricerca. Pur continuando con la mia vita quotidiana, il processo di maturazione intellettuale non si ferma. Sviluppo un’idea pensando e sognando costantemente. Durante questo processo, entro in uno stato di percezione selettiva dove incontro cose che sostengono, in maniera crescente, la mia opinione. Così, quando la mia idea raggiunge un certo stadio di maturità, inizia il processo di creazione fisica, sostenuto con le ricerche che ho fatto. Naturalmente, in questo processo, completo anche la ricerca sul materiale. Prima sperimento con un bozzetto preliminare, e poi, come ultimo passo, l’opera emerge attraverso il processo di produzione, per arrivare al lavoro che ho sognato.

Nel 2019 hai vinto ex aequo l’edizione di Young Fiber Contest di TRAMANDA con un’opera che coniugava passato e futuro, tra tessitura e fibra ottica. Mi racconti quell’opera?

Prima di tutto, vorrei ringraziare il team che ha organizzato questo importante concorso e mostra. Ho realizzato questo lavoro unendo i led a fibra ottica e la tecnica della tessitura a mano. Combinando tecnologia e tradizione, partendo dall’esperienza della nostra storia, delle nostre radici possiamo sempre progredire. In questo lavoro, ho combinato il passato e il futuro. Nella ricerca ho preso in considerazione i mutevoli stati d’animo delle persone che possono iniziare una giornata sentendosi allegre, felici, arrabbiate, o neutre. I diversi stati d’animo sono resi, in quest’opera, tramite l’unione di tessitura tradizionale e tecnologia.

Nello studio sono stati utilizzati tre diversi tipi di filati e colori. Il tocco e i colori dei fili esprimono le nostre emozioni. Il variare delle luci e dei flussi di luce sui LED simboleggia gli eventi vissuti durante il giorno.

Nella ricerca, spiego anche che il punto di vista di ogni individuo, l’emozione, la reazione alla stessa situazione varia nel corso della vita quotidiana.

Questo punto di vista riflette la prospettiva dell’arte della nuova era.

Anche in questa edizione di TRAMANDA in corso a Chieri c’è una tua opera. Come si è evoluto il tuo lavoro artistico nell’arco di questo periodo?

Sono molto felice per questo e mi sento onorato. In questo lavoro, ho lavorato combinando la tintura fluorescente con la tecnica di tessitura jacquard. La produzione è stata fatta a macchina su un telaio jacquard, usando una delle tecniche di base di costruzione del tessuto. Ho creato l’opera in due fasi, tingendo sulla stoffa tessuta. Ho usato una vernice che reagisce alla luce viola brillando. Come sempre, nel mio lavoro, tratto anche di tecnologia.

La ricerca ha come argomento principale lo studio delle emozioni che sono il paradigma di concetti astratti. Possiamo vedere un sorriso, toccare la rabbia, sentire le nostre facce rosse. Tuttavia, non possiamo dire di vedere appieno la felicità. L’interazione concreta delle emozioni umane astratte con il mondo fisico può avvenire in vari modi. A questo punto, rifletto nel mio lavoro gli indizi sulla specializzazione delle onde nel cervello, che è una dimensione essenziale delle emozioni umane, la sua motivazione emotiva. L’immagine ottica rappresenta le emozioni che si trovano nel nostro cervello. Le sezioni dipinte con la vernice fluorescente riflettono la felicità. Il colorante reagisce sotto la luce e brilla e i colori appaiono vividi. In questo modo, la felicità emerge e rappresenta l’output.

Quali progetti hai per il futuro prossimo? A cosa stai lavorando  in questo periodo?

Mi sono laureato da poco alla NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, nel dipartimento di moda e design tessile. Al momento ho deciso di vivere a Milano. Lavoro come designer freelance nel campo del design tessile e della moda. Sto lavorando per creare il mio marchio. Ovviamente, durante questo processo, porto avanti i miei lavori artistici. Attualmente sto lavorando a un progetto per utilizzare la tecnologia dei robot ed unirla alla fiber art. Traducendo questa ricerca in una serie di opere, ho iniziato a lavorare verso una mostra personale di arte tessile in Italia.