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BRAFA – TEXTILE PIONEERS

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*Immagine in evidenza: Ewa Pachucka, The Trousers, 1969


28 JANUARY—4 FEBRUARY 2024
RICHARD SALTOUN GALLERY| LONDON
41 Dover Street,
London W1S 4NS

La Richard Saltoun Gallery presenta una collettiva di alcune delle più rinomate artiste tessili del dopoguerra: Magdalena Abakanowicz (Polonia, 1930-2017), Olga de Amaral (Colombia, 1932 -), Jagoda Buić  (Croazia, 1930-2022), Ewa Pachucka (Polonia, 1936-2020), Greta Schödl (Austria/Italia, 1929 -) e Barbara Levittoux-Świderska (Polonia, 1933-2019). Ciascuna delle artiste presenti è ampiamente riconosciuta per il suo contributo alla valorizzazione della tradizione dell’arazzo da una forma d’arte specificamente femminile, decorativa e di basso livello a un contesto di belle arti nel periodo del dopoguerra. In particolare, Abakanowicz, Buić, Pachucka e de Amaral sono stati tutti coinvolti nell’importante mostra del 1969 del MoMA Wall Hangings, la prima esposizione museale a contestualizzare le opere tessili nell’ambito dell’arte visiva.

Magdalena Abakanowicz, Relief sombre de Stefa [Dark relief of Stefa], 1975

Abakanowicz, Pachucka e Levittoux-Świderska sono stati i membri più importanti della Scuola Tessile Polacca, una generazione di artisti che negli anni Sessanta e Settanta ha incorporato nella propria arte materiali di provenienza locale, rispondendo al contempo all’ideologia repressiva dell’allora regime comunista del loro Paese. De Amaral è stata una delle poche artiste sudamericane a ricevere il plauso internazionale per le sue monumentali opere tessili dello stesso periodo, per le quali ha attinto anche a tecniche, materiali e influenze del suo patrimonio locale. Schödl è nata a Hollabrunn, in Austria, e si è trasferita a Bologna alla fine degli anni Cinquanta, in un’epoca in cui le artiste donne scarseggiavano in Italia. Ha smesso di fare arte per sette anni per dedicarsi alla famiglia, prima di dedicarsi nuovamente allo sviluppo di una pratica fortemente concettuale di poesia visiva. Le sue opere vanno dal formato cartolina a oltre 3 metri di lunghezza, fondendo forme geometriche, colori vivaci e foglia d’oro intrecciati con parole ripetute fino all’astrazione. Le sue opere incorporano spesso anche tessuti e materiali domestici, sfidando le norme sociali legate alla domesticità e alla femminilità.

Olga de Amaral, Encalado en Laca azul [Whitewashed in Laca Azul], 1979

Tutti gli artisti hanno ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali negli ultimi anni, in particolare l’attuale mostra di Jagoda Buić alla Tate Modern e la recente personale al Maxxi di Roma (2017), la grande mostra di Magdalena Abakanowicz alla Tate Modern di Londra lo scorso anno (2022/23) e l’inclusione di Greta Schödl nella 60a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2024).

Greta Schödl, Untitled, 1979_80