• 27 Novembre 2022 10:30

CHIERI: RESTART! – “La Bellezza Ritrovata”

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Imbiancheria del Vajro – Chieri (Italia)
15 giugno 2022 – 15 settembre 2022
Inaugurazione: mercoledì 15 giugno 2022, ore 17,30

Artisti: Raffaella Baldassarre, Eva Basile, Paki Paola Bernardi, Raffaella Brusaglino, Gloria Campriani, Teodolinda Caorlin, Giustino Caposciutti, Giulia Carioti, Fabio Celestre, Clotilde Ceriana Mayneri, Tiziana Contu, Erika Dardano, DAMSS – Daniela Arnoldi e Marco Sarzi Sartori, Simona Della Bella, Margherita Fergnachino, Lisa Fontana, Annamaria Fricano, Valeria Fusetti, Lucia Gatti, Daniela Gioda, Siri Gjesdal, Margit Kupsch, Gina Morandini, Teresa Musolino, Cecilia Natale, Isabella Paris, Daniela Pitton, Luisa Pozzo, Stefania Scutera, Raffaella Simone, Fiorenzo Tiberio, Elisabetta Viarengo Miniotti, Gaia Lucrezia Zaffarano, Roberto Zanello  

Giulia Carioti, Campionario di ballo

Dalle Soft Sculpture ai Libri Tessili d’Artista: linguaggi universali che uniscono il pianeta. Oltre l’usa e getta: 47 opere della Collezione Civica “Trame d’Autore” raccontano lo spirito pionieristico e originale del processo di riuso nella Fiber Art.

Inaugura mercoledì 15 giugno 2022, all’Imbiancheria del Vajro, in via Imbiancheria 12, a CHIERI, la mostra «La Bellezza Ritrovata», quarto appuntamento del progetto «RestART! Museo relazionale Imbiancheria del Vajro», il cui obiettivo è raccontare, attraverso cinque mostre nell’arco di due anni, la preziosa Collezione Civica di Fiber Art del Comune di Chieri, “Trame d’Autore”, che con oltre 300 opere realizzate da artisti di tutto il mondo costituisce un patrimonio di valore e di rilevanza internazionale.

Dopo le mostre «I introduce myself» (giugno 2021) e «Un grande Abbraccio al Mondo» (marzo 2022) e la quarta edizione di «Tramanda» (settembre 2021), ora «La bellezza ritrovata» propone fino al 15 settembre 2022 una selezione di 47 opere di 35 artisti, che evidenziano lo spirito pionieristico e originale del processo di riuso nella Fiber Art.

Mercoledì 15 giugno, alle ore 17,30, all’Imbiancheria del Vajro, in via Imbiancheria 12, a CHIERI, inaugurazione della mostra «La Bellezza Ritrovata», con la partecipazione di Alessandro Sicchiero, Sindaco della Città di Chieri, Antonella Giordano, Assessore alla Cultura della Città di Chieri, Silvana Nota, direttrice artistica, e Massimo Tiberio, exhibit designer, che ha curato l’allestimento del percorso espositivo. Seguirà la performance “Pozzanghera” dell’artista Raffaella Brusaglino e la visita guidata alla mostra.

Eva Basile, Repeat

Spiega Silvana Nota, critica d’arte e direttrice artistica del progetto RestART!: «Precorrendo i tempi gli artisti, nella loro visione aperta e in anticipo sulla propria epoca, hanno da sempre espresso attenzione agli oggetti abbandonati, dimenticati o spesso considerati insignificanti. Ma è con il nascere delle avanguardie storiche del primo Novecento che questo interesse diventa un contenuto forte, declinato nei più eterogenei linguaggi e significati, rielaborati e trasformati in oltre 120 anni di storia dell’arte. Per la Fiber Art, in modo particolare, la sensibilità verso il recupero di materiali dismessi si presenta come un elemento connaturato, estrinsecato in un’infinita gamma di variabili e variazioni che riassumono, e al contempo travalicano, i concetti divenuti ormai classici e noti anche al grande pubblico: gli Object trouvé, oggetti trovati per caso e utilizzati come materiale espressivo, altri invece ascrivibili al ready made, elementi destinati ad usi diversi, mutuati, decontestualizzati e assurti a opera tout court, o ancora pezzi di uso quotidiano trasformati in assemblages. I fiber artist, utilizzando il telaio con un concetto non convenzionale, oppure sperimentando senza limiti l’off loom e il mixed media, hanno apportato dalle origini degli Anni Sessanta ad oggi una visione ancora maggiormente estesa, che sembra fluire da un atteggiamento di abituale sensibilità all’osservazione di ciò che ci circonda attraverso uno sguardo attento alle sfumature, ai dettagli, alle piccole e grandi cose abbandonate al loro destino, e invece utili ad una particolare poetica basata su una comunicazione visiva libera da regole e da medium espressivi omologati. La mostra, attraverso una selezione di opere della collezione Trame d’Autore, intende evidenziare lo spirito pionieristico e originale del processo di riuso nella Fiber Art, che si apre su innumerevoli strade di lettura e fruizione. Un solo filo conduttore e tanti temi, attraverso un multiforme susseguirsi di visioni: dalla Recycling Art, ai Combines di materiali apparentemente incompatibili tra loro, dalle morbidezze dei fogli per imballaggio alle lamiere intrecciate a fili colorati, dai detriti lasciati dal mare ricomposti in magnifiche sculture aeree per arrivare a soluzioni quasi impensabili di Soft Sculpture che si abbarbicano duttili sulle superfici nelle quali vengono appoggiate. Nel percorso proposto in sintonia con la mission del Museo Relazionale, si incontrano dialoghi che si interfacciano con la pittura, la SprayArt, le voci narranti, l’Arte Partecipata e l’Installazione Collettiva Aperta “L’arte moltiplica l’arte”, un concatenarsi di artisti che si collegano allo spirito di un piccolo seme d’acero e il suo viaggio nel vento che lo porterà nel mondo. L’itinerario propone, inoltre, tre focus site specific, cioè spazi appositamente pensati da altrettante artiste per questa esposizione all’Imbiancheria-Museo Relazionale, e una sezione tematica di Libri Tessili d’Artista. Ancora una volta la Fiber Art riesce a sorprendere, incuriosire e a colmare quel vuoto muto dell’usa e getta sostituito da gesti che rivalorizzano, impreziosiscono, riportano a nuova luce e vita donando bellezza».

Teresa Musolino, Imballaggio Artisticon

POZZANGHERA – Performance per uno spettatore

Raffaella Brusaglino / installazione; Chiara Vallini / testo e voce; Fabio Viana / commento sonoro

“Pozzanghera” è un invito a immergersi fisicamente in una narrazione e ad attivare i propri canali sensoriali entrando in contatto con immagini e materia, parole e suoni.

Gli elementi racchiusi nel nucleo originario di un dipinto, escono dal guscio e mutano forma occupando lo spazio circostante; la tela e i suoi fili, i colori e le linee si espandono come un’eco dando vita a suggestioni fisiche, sonore e scultoree, in un’atmosfera intima e sospesa.

Pozzanghera