• 24 Settembre 2022 8:50

EMIL LUKAS – THE NARRATION OF LIGHT

English (Inglese)

GALLERIA GRACIS, Piazza Castello, 16 – 20121 Milano
20 SETTEMBRE – 20 OTTOBRE 2022
lunedì-venerdì, 10.00-13.00 | 14.00-18.00
Ingresso libero
Informazioni: tel. +39 02 877 807; gracis@gracis.com
PHOTO&CONTEMPORARY TORINO | 5 NOVEMBRE – 24 DICEMBRE 2022

Emil Lukas, Exposure with Spin, 2022, Filo, legno, vernice, chiodi, 79,5 × 69 × 7,6 cm

Le gallerie Gracis di Milano e Photo&Contemporary di Torino sono liete di annunciare Emil Lukas: The Narration of Light, la nuova mostra personale dell’artista Emil Lukas (Pittsburgh, 1964), che si svolgerà in entrambe le sedi espositive nell’autunno 2022.

Il linguaggio astratto di Lukas è variegato e complesso. L’artista è noto per il suo sperimentalismo con una vasta gamma di tecniche e materiali, dalla tela al gesso, dal legno ai rifiuti. Parlando del suo processo creativo, Lukas afferma: “Ciò che mi appassiona profondamente è l’idea di esplorare materiali semplici, abbondanti ed accessibili, ma dall’immenso potenziale visivo. Amo cercare di creare qualcosa dal nulla attraverso processi complicati e che l’accumulazione di questi atti possa dissolversi in arte”.

Nei suoi Thread paintings, migliaia di fili sono tirati a telaio, ottenendo magnifici effetti di luce e dissolvenza cromatica. Le opere in questione sono definite “dipinti”, ma sono realizzate in modo tale da non poter essere propriamente catalogate come scultura o pittura. Sono piuttosto opere tridimensionali, costituite da diversi strati sovrapposti in cui interno ed esterno, superficie e supporto perdono la loro distinzione gerarchica per assumere uguale importanza. In un’altra serie di opere, Lukas utilizza larve di insetti per realizzare creazioni di spessore mediante un’intenzionalità non umana. Per produrre ogni opera, l’artista sfrutta l’energia cieca delle larve che, muovendosi su gocce di colore, imprimono la carta formando dei reticoli dalle forme casuali. Lukas definisce quindi il campo d’azione, ma è il solo movimento delle larve a determinare la traccia della natura, l’astratto segno del loro passaggio. Infine, i Bubble paintings ruotano attorno alla percezione dell’osservatore: la parte retrostante di ogni opera è piatta come una tradizionale tela mentre la parte frontale fisicamente e pittoricamente si incurva in relazione all’effetto delle bolle.

Emil Lukas, Redshift, 2022, Filo, legno, vernice, gesso, chiodi, profondità 9 cm, Ø 113 cm

Nel lavoro di Lukas singole sottili variazioni e un lavoro minuzioso danno vita a sfide percettive: a una visione ravvicinata è possibile vedere una moltitudine di colori, fili, angoli e linee, ma, da lontano, ogni opera si dissolve in una composizione simmetrica, suggestiva di un processo matematico e guidato da rigidi schemi geometrici. Pertanto, ciò che l’occhio intuisce ad un primo sguardo è solo una delle sfaccettature che l’opera cela, in realtà, ad una visione più attenta. L’artista lavora sui meccanismi della percezione, accumulando segni, elementi e materiali che, pur nell’intrinseca ridondanza, tendono a dissolvere la loro struttura in qualcosa di lieve, etereo e spirituale.

L’uso distintivo di Lukas di materiali organici quotidiani, come filo, gesso, larve, vernici idrosolubili così come le sue tecniche innovative contribuiscono a creare opere intricate che coinvolgono lo spettatore in modo intimo e contemplativo.

Nelle sue opere Lukas giustappone pattern e casualità riflettendo le complessità della natura e la bellezza che cresce dal caos e dalla quotidianità. Il suo linguaggio fonde l’azione con il pensiero: l’opera è il processo attraverso cui essa si compie.

Nato a Pittsburgh, Pennsylvania, nel 1964, Emil Lukas ha tenuto esposizioni negli Stati Uniti e all’estero. Le mostre personali includono: “Emil Lukas: Connection to the Curious” al The Aldrich Contemporary Art Museum in Ridgefield, CT (2005), “Emil Lukas” al The Weatherspoon Museum, Greensboro, NC (2005); “Things with Wings,” The Mattress Factory, Pittsburgh, PA (2005); e infine “Moderate Climate and the Bitter Bison” all’ Hunterdon Museum, Hunterdon, NJ (2008). Nel 2016 una mostra personale dei suoi lavori si è tenuta al Pennsylvania Academy of Fine Arts, Philadelphia, PA. Le opere di Lukas sono state presentate anche in una mostra collettiva al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1995), Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (1996); Contemporary Arts Museum, Houston (1998); Kemper Museum of Contemporary Art, Kansas City (1999); American Academy, Roma (2000); The Drawing Center, New York (2002); and SCAD Museum of Art, Savannah (2012-13). I suoi lavori si trovano attualmente in importanti collezioni pubbliche e private, incluse: la Collezione Panza, Italia; la Dakis Joannou Collection, Grecia; la Margulies Collection, Miami; l’Allentown Art Museum, PA; la Anderson Collection alla Stanford University; il Baltimore Museum of Art; il Crystal Bridges Museum of American Art, Bentonville, AR; il Museum of Contemporary Art San Diego; la Pennsylvania Academy of the Fine Arts, Philadelphia; il San Francisco Museum of Modern Art; il San José Museum of Art; la UBS Art Collection; e infine il Weatherspoon Art Museum, Greensboro, NC.

Emil Lukas, Orbit, 2021, Filo, legno, gesso, chiodi, profondità 12,7 cm, Ø 120,7 cm