• Ven. Ago 19th, 2022

Emma Talbot: The Age/L’Età

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Vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, presenta un nuovo lavoro alla Whitechapel Gallery

Galleria Whitechapel, 77-82 Whitechapel High St, LondraE1 7QX
Contatto +44 (0)20 7522 7888 | info@whitechapelgallery.org
30 giugno – 4 settembre 2022

La mostra è curata da Laura Smith, curatrice della Whitechapel Gallery, Wells Fray-Smith, assistente curatore dei progetti speciali, e Bina von Stauffenberg, curatore ospite della Whitechapel Gallery.
In occasione della mostra alla Whitechapel Gallery verrà pubblicato un breve documentario sull’esperienza di Talbot durante i sei mesi di residenza in Italia.
Dopo la presentazione alla Whitechapel Gallery, The Age/L’Età si sposterà alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia (23 ottobre 2022 – 19 febbraio 2023).

Emma Talbot (nata nel 1969), vincitrice dell’ottava edizione del Max Mara Art Prize for Women, presenta in anteprima un nuovo corpo di opere alla Whitechapel Gallery a giugno. The Age/L’Età comprende animazioni, pannelli di seta dipinti appesi, lavori tridimensionali e disegni. Il nuovo lavoro esplora i temi della rappresentazione e dell’invecchiamento, del potere e del governo e dell’atteggiamento verso la natura. Per il Max Mara Art Prize for Women, Talbot immagina un ambiente futuro in cui l’umanità si scontra con le conseguenze disastrose del tardo capitalismo e, per sopravvivere, deve guardare a modi più antichi e olistici di creare e appartenere, che ripensano le antiche strutture di potere e celebrano il mondo naturale.
La mostra è il risultato di una residenza italiana di sei mesi organizzata dalla Collezione Maramotti. Dopo aver ricevuto il prestigioso premio biennale nel 2020, Talbot ha viaggiato attraverso Reggio Emilia, Catania e Roma, ricercando l’artigianato tessile, la permacultura, la mitologia classica ed esplorando la miriade di siti e istituzioni storiche che informano il nuovo corpo di lavoro. The Age/L’Età prende come punto di partenza il dipinto Tre età della donna (1905) di Gustav Klimt, che Talbot ha avuto modo di vedere di persona durante la sua residenza. Klimt raffigura una donna anziana che si tiene la testa in un’espressione di apparente vergogna. Nel suo nuovo lavoro, Talbot reimmagina questa figura anziana come una donna dotata di potere.
Talbot ha imparato l’animazione da sola durante l’isolamento, quando non poteva andare nel suo studio, e un’animazione in 12 capitoli, in cui la protagonista di Talbot deve superare una serie di prove simili alle Dodici fatiche di Ercole, è al centro della mostra. Durante la sua residenza a Roma, Talbot ha studiato con Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le loro rappresentazioni sulle antiche ceramiche etrusche, potenti vettori della mitologia classica. Invece di superare le prove attraverso la distruzione, il furto, l’inganno e l’omicidio (come fece Ercole), la protagonista utilizza soluzioni produttive, centrate sulla cura e pratiche, ispirate ai 12 principi della permacultura, una pratica che offre un modo etico e sostenibile di vivere con la terra. Attraverso le sue prove moderne, la protagonista ha il potenziale per ricostruire la società contemporanea, contrastando gli atteggiamenti negativi prevalenti nei confronti dell’invecchiamento, del potere e della crisi climatica. In mostra anche una selezione dei disegni originali di Talbot per le animazioni.
The Age/L’Età presenta anche due opere di seta sospese di grandi dimensioni, dipinte a mano per raffigurare paesaggi volatili del futuro prossimo, con rovine e terreni vulcanici che la figura centrale esplora e abita. Come in molti altri suoi lavori, Talbot ha inciso sulla seta un testo che affronta i temi della mostra e invita gli spettatori a mettere in discussione le proprie percezioni. Il soggetto delle opere in seta è ispirato ai viaggi di Talbot in Sicilia, dove ha esplorato il paesaggio vulcanico, le antiche rovine e ha studiato i principi della permacultura presso la Casa di Paglia Felcerossa. In occasione di una visita collaterale a Como ha appreso le pratiche di riciclo della seta con Mantero Seta, la prima azienda italiana a produrre seta riciclata al 100%. L’incorporazione di tessuti riciclati e l’uso di risorse sostenibili da parte di Talbot all’interno della sua pratica impregna l’opera di domande sui cicli di vita, sul rinnovamento e sull’assenza di età.
L’elemento finale di The Age/L’Età è una manifestazione fisica della figura anziana centrale, sotto forma di una scultura a grandezza naturale realizzata con tessuti morbidi e imbottiti. I materiali disegnati dall’artista in collaborazione con la divisione maglieria di IMAX Max Mara sono stati utilizzati per creare la spessa pelle esterna della figura anziana, che ricorda le rughe e l’armatura. Ispirata a raffigurazioni di Ercole e a scene trovate su antiche ceramiche etrusche, la figura di Talbot si protende verso il centro di un portale o di una rete, realizzata dall’artista in collaborazione con Modateca Deanna, uno dei più importanti archivi di maglieria italiani, attraverso la quale sembra avvicinarsi a un nuovo mondo, a energie alternative e a un nuovo modo di essere.

Il Max Mara Art Prize for Women è una collaborazione tra la Whitechapel Gallery, Max Mara e la Collezione Maramotti e dal 2005 viene assegnato ad anni alterni per sostenere le artiste britanniche di sesso femminile che non hanno mai esposto in una mostra personale. Noto per aver lanciato le carriere degli artisti, è l’unico premio d’arte visiva del suo genere nel Regno Unito.

Emma Talbot (nata nel 1969 a Stourbridge) vive e lavora a Londra. Ha studiato presso il Birmingham Institute of Art & Design e il Royal College of Art. Lavorando con il disegno, la pittura, l’animazione e la scultura, Talbot spesso articola narrazioni interne come poemi visivi o ruminazioni associative, basate sulla propria esperienza, sui ricordi e sulle proiezioni psicologiche. Incorporando i propri scritti e i riferimenti ad altre fonti letterarie e poetiche, il lavoro di Talbot prende in considerazione questioni complesse come la teoria femminista e la narrazione, l’ecopolitica e il mondo naturale, e domande pertinenti riguardanti i nostri rapporti mutevoli con la tecnologia, il linguaggio e la comunicazione. Il suo lavoro è attualmente esposto in The Milk of Dreams alla 59a Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, a cura di Cecilia Alemani. Tra le mostre personali recenti ricordiamo: When Screens Break Eastside Projects, Birmingham (2020); Ghost Calls , DCA, Dundee (2020); Ghost Calls and Meditations Kunsthaus Pasquart, Biel (2021); Sounders of The Depths, GEM Kunstmuseum, L’Aia, Paesi Bassi (2019-20); Emma/Ursula, Petra Rinck Galerie Dusseldorf (2020); commissione ArtNight 2019: Your Own Authority, William Morris Gallery; 21st Century Sleepwalk, Caustic Coastal and Salford Lad’s Club, Salford (2018); Woman-Snake-Bird, Galerie Onrust, Amsterdam (2018).
Talbot è stata inoltre selezionata per The Milk of Dreams alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, curata da Cecilia Alemani, in programma fino al 27 novembre 2022.