Fatti ad Arte: Mostre Collaterali

Inglese

Arazzeria Scassa: CINQUE FILI AL CENTIMETRO, TRAME D’ARTE

A cura di Patrizia Maggia
Mostra collaterale alla V Edizione di FATTI AD ARTE
 25 settembre – 10 ottobre 2021
Inaugurazione  venerdì 24 settembre 2021 ore 18.30
Palazzo Ferrero | Sala dello Stemma Ferrero, Corso del Piazzo, 25, Biella Piazzo
Info: mob.388 5647455

Fondata nel 1957 da Ugo Scassa a Valmanara, antica Certosa alle porte di Asti, l’arazzeria nasce dalla volontà di Scassa di ridare valore ad una forma d’arte come quella dell’arazzo di carattere celebrativo e monumentale, che affonda le radici nel Medioevo e che dopo secoli di magnificenza, si stava ormai spegnendo.

Fu Giò Ponti nel 1936 sulle pagine di Domus a sottolineare la necessità del rilancio di questa produzione, in cui vede un’interessante alternativa all’affresco, ma bisognerà attendere il 1954, quando alla Triennale di Milano venne esposto un arazzo, disegnato da Ettore Sottsass jr.

Per Scassa un fortunato incontro, da cui ha origine una straordinaria avventura artistica che unisce ancora oggi l’arte contemporanea ai fili tessuti.

Quando impostò al telaio il suo primo arazzo, soleva dire Scassa, seguiva unicamente il richiamo della sua passione, animato dalla convinzione che l’arazzo potesse ritrovare la propria attualità, che meritasse di tornare ad essere un mezzo di espressione artistica del contemporaneo. Era entusiasta di poter fondere in un’unica opera una tecnica millenaria con le espressioni stilistiche dell’arte figurativa moderna.

Il lavoro svolto nel corso di più di mezzo secolo dall’Arazzeria è in realtà un rapporto d’arte in continuo divenire, dove ogni arazzo viene realizzato a mano grazie al sapiente lavoro dei maestri tessitori, tra i quali i membri della famiglia Scassa, che da generazioni custodiscono e tramandano il sapere artigianale e la cultura dell’arazzo. Ore, mesi, anni di lavoro si trasformano in opere di altissimo valore artistico, esposte nei più grandi musei del mondo, nelle sale del Quirinale e nei Musei Vaticani, così come nelle residenze dei privati.

Opere di grande respiro, orditi di eccezionale finezza che riproducono fedelmente i dipinti dei grandi artisti del ‘900, una perfetta simbiosi tra arte e alto artigianato, storie di un antico sapere che si rende strumento di grande bellezza.

Paola Anziché: LA PRATICA DEL BIANCO

A cura di Patrizia Maggia
Palazzo Ferrero, corso del Piazzo 25, Biella Piazzo
Inaugurazione  venerdì 24 settembre 2021 ore 18.30
25 settembre 2021 – 9 gennaio 2022
Info  mob. 388 56 47 455

Bianco assoluto, una pratica che Paola Anziché attraversa utilizzando come suo mezzo espressivo le fibre, intrecciate e modellate in sculture morbide, abitabili, vive e sospese.

Un linguaggio frutto di un profondo processo di ricerca che la porta attraverso il viaggio alla conoscenza dell’altro, in mondi e culture diverse, dove si intrecciano tradizioni, riti, saperi che danno corpo e voce ad una necessità forte di autenticità ambientale.

Nelle sue opere si percepisce una dimensione tattile intensa che rivela un vocabolario gestuale e plastico espresso dalle fibre utilizzate, un vedere e sentire attraverso il lavoro manuale che ne attiva un processo di trasformazione.

Il valore del gesto esprime la consapevolezza del fare con le mani, strumento di conoscenza che origina forme nuove di svelamento della fibra stessa, attraverso la semplice ripetitività gestuale.

E poi il bianco che modula, come simbolo di purificazione e di nuovo inizio.

L’installazione in mostra è composta da sculture intrecciate e sospese, realizzate con lane autoctone, lane grezze e fibre naturali: filo di lana biellese, plötulopi lana islandese, lana azerbajan, corde di cotone, fibra di abaca, lana grezza, lana mohair, lana alpaca, rafia di viscosa, lana riciclata.

Un’architettura leggera e morbida che dialoga con lo spazio e nello stesso tempo invita lo spettatore ad un approccio immersivo e sensoriale, in un unico respiro con l’opera stessa.

MINERVA. Dimensioni 49×49, 64×66, 65×65, 50×50 cm. Lana Biellese, fibra di seta, 2021

Secondo la mitologia romana, Minerva era la divinità della lealtà e delle virtù eroiche, nonché della saggezza, ed era riconosciuta anche come protettrice degli artigiani e delle attività dell’ingegno. A lei si attribuiscono l’invenzione del tornio, della squadra da carpentiere e del telaio per filare. Il suo nome è forse  legato al termine che indica la mente, quindi il sapere, anche pratico.