• 28 Gennaio 2023 20:47

FEDERICA CIPRIANI

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*Foto in evidenza: Federica Cipriani Social IMPRITING installazione con dimensioni variabili e tecnica mista, 2020


Armonia, movimento e identità sono le tematiche principali della ricerca artistica di Federica Cipriani: artista polimaterica che riflette sulla sfera naturale e la formazione identitaria attraverso opere a carattere installativo, diplomatasi in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha esposto in numerose mostre collettive e personali, in Italia e all’Estero.

Federica Cipriani Cocoonest. dimensioni variabili, tecnica mista, dettaglio

Nella tua ricerca artistica, l’indagine sulla natura ha un ruolo determinante. Da cosa nasce questo interesse per questo tema?

Amo osservare ciò che mi circonda: da sempre ho trovato nella Natura una fonte inesauribile d’ispirazione.  Sia il mondo vegetale sia quello animale sono caratterizzati da una bellezza e da un’armonia che li rendono un perfetto punto di partenza per la creazione di un’opera: dalla natura infatti prendo spunto per creare metafore utili ad esprimere dei concetti associati alla sfera umana ed alla sua dimensione sociale.

Tra le tue opere troviamo: stormi, farfalle, nidi o ali… solo per fare alcuni esempi.  Si tratta di elementi che si confrontano con un’azione precisa, quella di volare. Questo aspetto ricorrente che lega I tuoi lavori, è voluto o è frutto di una coincidenza?

Ho posato gli occhi e quindi la mia attenzione sul mondo dei volatili perché questi rappresentano perfettamente ciò che voglio esprimere con le mie opere. Guardando uno stormo in volo non si può non rimanere affascinati dall’armonia con la quale produce forme attraverso il movimento, un movimento che è solo apparentemente casuale ma in realtà è governato da logiche precise che riguardano il gruppo nella sua interezza.

Non ho mai cercato un riferimento diretto al volo, ma più un rimando al senso di libertà che questo trasmette. Credo che l’opera Maybe Again rappresenti bene, con le sue piume tagliate, il senso di costrizione e limitazione di una libertà che io intendo interiore.

Federica Cipriani ID Storm IX 280x160 cm, tecnica mista, 2022

CocooNest è un’opera che intreccia tematiche differenti tra cui: il vissuto personale, la formazione identitaria ma anche l’idea di casa come rifugio. Puoi raccontarci com’è nato questo lavoro e cosa rappresenta per te?

CocooNest è stato il primo nido che ho realizzato, il primo di una serie che ha portato all’installazione Social Imprinting

Ho partecipato al Premio Cramum nel 2019 e l’opera è nata da una riflessione sul tema del concorso: una frase di Kant tratta dalla critica della Ragion Pratica. Ho analizzato quale fosse il processo che delineava l’identità di una persona e quindi la sua morale. Il Nido/Bozzolo (da qui il titolo CocooNest) mi è sembrata la forma adatta a rappresentare la sfera più intima ed individuale. Ho poi completamente foderato l’interno di questa “casa” interiore con una coperta di carta che si sviluppa anche verso l’esterno.

I frammenti di questo rivestimento sono in realtà dettagli di fotografie del mio passato e di chi ha contribuito alla mia formazione, partendo dalla mia famiglia e arrivando ad altre persone che hanno influenzato le mie scelte, e quindi la mia identità.

Federica Cipriani Cocoonest. dimensioni variabili, tecnica mista, dettaglio

Tempo fa mi hai raccontato del fatto che si tratta di un’opera non ancora terminata perché la trama che emerge dalla conca viene arricchita sistematicamente di nuovi frammenti di fotografie di persone care, quando si potrà considerare conclusa?

Sono visceralmente legata a quest’opera: è la concretizzazione e la visualizzazione di molte esperienze ed affetti che mi appartengono intimamente e rimane in continuo divenire. Nell’intreccio di carta che dall’interno dell’installazione si fa strada verso il mondo esterno aggiungerò – nel corso degli anni – i frammenti di esperienze e persone che influenzeranno la mia vita.

Recentemente nella tua mostra personale presso il Museo Magi 900, è stata esposta l’opera Reloded Wings, i cui protagonisti sono due grandi ali, come scegli i tuoi soggetti e i materiali con cui vengono realizzati?

Partendo dall’osservazione della natura e dai comportamenti di alcune specie è nata l’opera Reloaded Wings. Questa è composta da due ali di metallo adornate da piccole strisce di carta, allo stesso modo in cui alcune specie di pappagalli hanno imparato a trasportare materiale per la costruzione del proprio nido. Nel titolo e quindi nella parola “reloaded” è racchiusa la chiave di lettura dell’opera.

Fisicamente caricata e pronta per spiccare il volo verso il nido, ogni ala porta con sé, impresse sulla carta, immagini e ricordi; quelle esperienze ed emozioni del passato che metaforicamente “ricaricano” e danno slancio per affrontare il futuro.

Tecnicamente l’ala è realizzata con una rete industriale in acciaio inox, molto comune e molto poco poetica, della quale però mi sono innamorata per le grandi potenzialità plastiche che a mio avviso nasconde.

Questa è stata l’opera che concettualmente ha unito tutte quelle presenti al Museo Magi 900 durante la mostra personale “Impronte nel Vento”. (https://youtu.be/OPsDgVKfZAU )

Federica Cipriani Reloaded Wings 220x50 cm, tecnica mista, 2021

Qual è secondo te il compito di un artista oggi?

Credo che l’artista, oggi come anche in passato, debba creare qualcosa che faccia riflettere e al contempo arricchire chi fruisce del suo lavoro. Personalmente credo che tutti dovremmo rallentare ed imparare a guardare ciò che ci circonda con più attenzione e profondità, e ad accorgerci dei particolari perché è nei dettagli che sta la magia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho nuove collaborazioni in arrivo e molte idee da sviluppare.

Federica Cipriani. Maybe Again, 90x20x120 cm, tecnica mista, 2021