• 10 Dicembre 2022 2:21

FIBER ART IN NUVOLA A ROMA

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Anche la prima edizione di Roma Arte in Nuvola conferma il crescente interesse verso la Fiber Art con opere di artisti storicizzati, contemporanei ed emergenti proposte da diverse gallerie. A partire dai lavori di Maria Lai alla Galleria M77 di Milano e dai grandi arazzi della Galleria Antonio Verolino di Modena firmati da artisti moderni come Max Ernst e Alexander Calder o contemporanei come Enzo Cucchi e Mimmo Paladino.

Maria Lai – Galleria M77  (Milano)

Un confronto attraverso questa tecnica antica e complessa, con alcuni dei pezzi esposti realizzati su cartoni degli autori (in mostra) da uno dei più antichi laboratori di arazzieri di Aubusson. Nello stand di Verolino anche “Black Stars” un trittico di Arthur Duff in corda di poliestere su telaio in ferro. L’artista cui è affidato uno degli SPECIAL PROJECT – “Lick’em or join’em” – concentra la sua ricerca nella creazione di spazi di esperienza visiva e fisica riconfigurati tra digitale e virtuale attraverso la proiezione di laser e la pulsazione dell’immagine.

Opere che coniugano attraverso il medium tessile, arte e impegno civile, sociale e politico nello stand della Prometeo Gallery che espone due opere di Ruben Montini tra cui il grande lavoro “Cosa resterà di me?”, broccato sardo cucito su cotone, e “Dilan 3” di Zehra Dogan, una tecnica mista su tappeto dell’artista e giornalista curda di cittadinanza turca, arrestata nel 2016 per la sua attività sui social media tra cui la pubblicazione di un dipinto con bandiere turche sugli edifici distrutti di Nusaybin.

I am Zehra Doğan, Dîlan 3, 2021, tecnica mista su tappeto, 162 x 166.50 cm courtesy Prometeo Gallery

Raffinati e delicati i lavori di Domenica Regazzoni proposti da Artespressione di Milano, una selezione di Haiku e di Monoprint, pezzi unici in cui l’artista sperimenta tecniche calcografiche attraverso l’utilizzo della garza.

Sempre inconfondibile ed essenziale il lavoro di Federica Luzzi dedicato a Masaki Iwana e proposto dalla Galleria La Nuova Pesa di Simona Marchini.

Federica Luzzi 1

Federica Luzzi, Galleria La Nuova Pesa

Federica Luzzi 2

Federica Luzzi, Galleria La Nuova Pesa

Interessante è anche la ricerca di Maro Fasouli che rivisita il mestiere dell’artista portando in primo piano le connessioni tra pratiche corporee, lavoro e genere e che si concretizza in arazzi materici come quelli esposti dalla Galleria Alibi di Atene. Fasouli è tra le fondatrici del gruppo artistico “Under Construction” con il quale ha partecipato a mostre, residenze e performance.

Maro Fasouli, Galleria Alibi di Atene

Maro Fasouli, Galleria Alibi di Atene

Maro Fasouli, Galleria Alibi di Atene

In dialogo con le opere di Giosetta Fioroni, la Galleria Fidia di Roma presenta una giovanissima esordiente, Armadilly, mettendo a confronto due generazioni pop, due donne dalla personalità stravagante e dirompente e il cui linguaggio espressivo ha radici nell’esperienza pop tra New York e Londra, nel decennio tra gli anni ’40 e ’50. Armadilly attraverso vignette ricamate porta nelle sue opere le dinamiche dei social e l’universo di una generazione di adolescenti annoiate, ma anche il rapporto con il proprio corpo e quei canoni comportamentali ed estetici di cui influencer più o meno famosi sono paladini e promotori.

La Galleria Pavart di Roma, infine, propone un lavoro tessile di Olga Teksheva, l’artista russa che crea arazzi ed installazioni attraverso l’utilizzo di tessuti e objet trouvé.

Olga Teksheva, Galleria Pavart di Roma