Eventi

Fili, corde e tessiture

La Fiber Art al Festival del tempo di Sermoneta

Fino al 25 ottobre disseminate nel borgo di Sermoneta (LT, Italia) sono visitabili le installazioni artistiche della seconda edizione del FESTIVAL DEL TEMPO, un progetto ideato e curato da Roberta Melasecca, che quest’anno porta la riflessione sul rapporto tra tempo e ambiente e sul tempo effimero e precario.

Isabella Corda. Performance

Un’edizione questa in cui hanno trovato spazio opere di Fiber Art, un linguaggio comune a diversi artisti selezionati declinato attraverso un alfabeto personale. A partire dalla performance inaugurale IL FILO DEL TEMPO di Isabella Corda con Daniele Casolino e Tiziana Cesarini dove i segni del tempo prendono forma grazie ad un’installazione di corde realizzata live, in interazione con la musica e la danza. Le corde ci legano come gli anni che scorrono, senza pausa. Ogni corda è un’esperienza, un frammento, il ricordo di un’emozione passata; ma così come ci lega il tempo contemporaneamente ci rende liberi e capaci di godere il momento presente.

Isabella Corda. Performance

FLOWS di Daniela Frongia utilizza moduli realizzati durante i viaggi dell’artista, elementi che hanno assorbito le emozioni ed il respiro dei luoghi in cui sono stati creati, paesaggi tessili, tessiture rimosse da installazioni precedenti di cui conservano spirito e memoria e che mai saranno riallestite nello stesso modo in spazi differenti. Così come la vita l’atto installativo e l’opera stessa sono in perenne divenire, in un continuo fluire che tempo e spazio rendono sempre uguali a se stessi eppure sempre diversi.

Daniela Friongia. Flow

L’installazione ambientale (e la performance omonima tenutasi all’inaugurazione) NON ABBIAMO LA STOFFA DELLE TARTARUGHE unisce la trama di fili di Emanuela Lena, i testi poetici di Giovanna Iorio, le immagini di Silvia Stucky, i brani eseguiti da Pierluigi Puglisi (fruibili tramite codici QR), che si intersecano tra i rami degli alberi, invitando a riflettere sui legami di armonia ed equilibrio che permettono la vita poiché, come insegnano scienza e natura, tutto è interconesso.

Silvia Stucky e Emanuela Lena

Il tema dell’interconessione e la riflessione sull’ambiente ritorna anche nel doppio intervento di Biagio Castilletti; in particolare nell’installazione con spago, elementi recuperati in spiaggia e plastica riciclata dal titolo CENT’ANNI che è il tempo media che impiega questo materiale a biodegradarsi.

Biagio Castilletti

Quattro cerchi rivestiti da una tessitura circolare di foglie a rappresentare le quattro età del mondo ed il ciclo della natura: l’installazione di Saba Najafi riprende il simbolo comune a molte culture dell’UROBORO, serpente o drago che si morde la coda formando un cerchio senza inizio né fine, apparentemente immobile ma in eterno movimento, rappresentazione del potere che divora e rigenera se stesso, l’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, l’unità, la totalità del mondo.

Il Festival del Tempo aderisce all’Agenda 2030 e ai 17 obiettivi ONU.

Saba Najafi

Events

Threads, ropes and weavings

Fiber Art at Sermoneta’s “Festival of Time”

Until the 25th of October, you’ve time to visit the installations part of the “Festival del tempo” second edition held in Sermoneta (LT, Italy).

For this festival edition, the founder and curator Roberta Melasecca wanted to address the relationship between time and environment and reflect on time’s ephemeral and precarious aspects.

Isabella Corda. Performance

In this unique frame, Textile Art has found a proper space. It is a shared medium among the selected artists but expressed in diverse languages.

Isabella Corda’ performance with Daniele Casolino and Tiziana Cesarini opened the festival; an interaction between dance and music to accompany the live interweaving of a ropes’ installation meant to give shape and mark time.

Ropes bind us together like the years that pass by, without a pause. Each string is an experience, a fragment, the memory of a past emotion, but just as time binds us simultaneously; it makes us free and capable of enjoying the present moment.

Isabella Corda. Performance

Daniela Frongia’s “FOWS” uses modules made by the artist during her trips. These elements embody the emotions and the “breath” of the places where they were produced. Textile landscapes, woven pieces taken from previous installations that behold their spirit and memory, will never be installed like before when in a new space.

As life is a continuous becoming, the artwork and the installation process are a never-ending flow where time and space are always the same and yet always different.

Daniela Friongia. Flow

The environmental installation and homonymous performance “NON ABBIAMO LA STOFFA DELLE TARTARUGHE”, which was held at the opening event, brought together Emanuela Lena’s weft of threads Giovanna Iorio’s poetic texts, Silvia Stucky’s images and Pierluigi Puglisi’s music (accessible via QR codes).

These elements, installed among the tree branches, invite reflection on the bonds of harmony and balance that sustain life. As science and nature teach us, everything is interconnected.

Silvia Stucky e Emanuela Lena

Themes as interconnection and reflection on the environment returns in Biagio Castilletti’s double intervention. In his work: CENT’ANNI, he uses twine, elements recovered from the beach and recycled plastic, referring (in the title) to the time it takes for these materials to decay and disappear entirely.

Biagio Castilletti

Four circles covered by a circular weaving made out of leaves represent the world’s four ages and the cycle of nature. Saba Najafi’s installation refers to the symbol familiar to many UROBOROS’ cultures. A snake or dragon bites its tail, forming a circle with no end and beginning, apparently motionless but constantly in movement. This image conveys the power that destroys and regenerates itself, the universal energy consumed and renewed, the unity, the world’s totality.

The “Festival del Tempo” adheres to the 2030 Agenda and the 17 UN goals.

Saba Najafi