• Dom. Dic 5th, 2021

Fili, corde e tessiture

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La Fiber Art al Festival del tempo di Sermoneta

Fino al 25 ottobre disseminate nel borgo di Sermoneta (LT, Italia) sono visitabili le installazioni artistiche della seconda edizione del FESTIVAL DEL TEMPO, un progetto ideato e curato da Roberta Melasecca, che quest’anno porta la riflessione sul rapporto tra tempo e ambiente e sul tempo effimero e precario.

Isabella Corda. Performance

Un’edizione questa in cui hanno trovato spazio opere di Fiber Art, un linguaggio comune a diversi artisti selezionati declinato attraverso un alfabeto personale. A partire dalla performance inaugurale IL FILO DEL TEMPO di Isabella Corda con Daniele Casolino e Tiziana Cesarini dove i segni del tempo prendono forma grazie ad un’installazione di corde realizzata live, in interazione con la musica e la danza. Le corde ci legano come gli anni che scorrono, senza pausa. Ogni corda è un’esperienza, un frammento, il ricordo di un’emozione passata; ma così come ci lega il tempo contemporaneamente ci rende liberi e capaci di godere il momento presente.

Isabella Corda. Performance

FLOWS di Daniela Frongia utilizza moduli realizzati durante i viaggi dell’artista, elementi che hanno assorbito le emozioni ed il respiro dei luoghi in cui sono stati creati, paesaggi tessili, tessiture rimosse da installazioni precedenti di cui conservano spirito e memoria e che mai saranno riallestite nello stesso modo in spazi differenti. Così come la vita l’atto installativo e l’opera stessa sono in perenne divenire, in un continuo fluire che tempo e spazio rendono sempre uguali a se stessi eppure sempre diversi.

Daniela Friongia. Flow

L’installazione ambientale (e la performance omonima tenutasi all’inaugurazione) NON ABBIAMO LA STOFFA DELLE TARTARUGHE unisce la trama di fili di Emanuela Lena, i testi poetici di Giovanna Iorio, le immagini di Silvia Stucky, i brani eseguiti da Pierluigi Puglisi (fruibili tramite codici QR), che si intersecano tra i rami degli alberi, invitando a riflettere sui legami di armonia ed equilibrio che permettono la vita poiché, come insegnano scienza e natura, tutto è interconesso.

Silvia Stucky e Emanuela Lena

Il tema dell’interconessione e la riflessione sull’ambiente ritorna anche nel doppio intervento di Biagio Castilletti; in particolare nell’installazione con spago, elementi recuperati in spiaggia e plastica riciclata dal titolo CENT’ANNI che è il tempo media che impiega questo materiale a biodegradarsi.

Biagio Castilletti

Quattro cerchi rivestiti da una tessitura circolare di foglie a rappresentare le quattro età del mondo ed il ciclo della natura: l’installazione di Saba Najafi riprende il simbolo comune a molte culture dell’UROBORO, serpente o drago che si morde la coda formando un cerchio senza inizio né fine, apparentemente immobile ma in eterno movimento, rappresentazione del potere che divora e rigenera se stesso, l’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, l’unità, la totalità del mondo.

Il Festival del Tempo aderisce all’Agenda 2030 e ai 17 obiettivi ONU.

Saba Najafi