• 24 Settembre 2022 9:21

Gisella Meo – dal Modulo alle Squame

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*Foto in evidenza: Gisella Meo – Il Libro Nori, 1992, cartone, pagine fotografiche e carta semitrasparente


A cura di Chiara Diamantini e Simona Zava
Museo Nori De’ Nobili – Villino Romualdo- Piazza Leopardi, 32 loc. Ripe, Trecastelli (Ancona)
fino al 2 ottobre 2022
Orari di apertura del Museo Nori De’ Nobili. L’ingresso e le visite guidate, sia alla mostra che al museo, sono gratuiti.
Informazioni  Ufficio Turistico tel. 071. 7957851 – trecastelliufficioturistico@gmail.com – museonoridenobili@gmail.com  – www.museonoridenobili.it

Gisella Meo - Zero -Seme, 1981, Libro oggetto scritto con Mirella Bentivoglio – carta Fabriano – chiuso 32x13x1,8 cm – aperto a uovo 30,5x26 cm

Il Museo Nori De’ Nobili della Città di Trecastelli ha inaugurato lo scorso 28 luglio 2022 la mostra Gisella Meo – dal Modulo alle Squame, a cura di Chiara Diamantini e Simona Zava. Il progetto ha il patrocinio della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche e si avvale della collaborazione del Museo d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia di Senigallia e dell’Associazione Carlo Emanuele Bugatti – Amici del Musinf.

L’esposizione è ospitata nelle sale del Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee del Museo di Trecastelli e ripercorre tappe significative dell’incessante ricerca di Gisella Meo, protagonista di rilievo internazionale. Tra le opere in mostra Il Cristo Nero, 1976, Aperta 96 e la sequenza fotografica di Square’s Square, 1979, che, dopo l’evento al Museo Nori De’ Nobili, entreranno a far parte delle collezioni del prestigioso Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Gisella Meo - Zero -Seme, 1981, Libro oggetto scritto con Mirella Bentivoglio – carta Fabriano – chiuso 32x13x1,8 cm – aperto a uovo 30,5x26 cm

Nata a Treviso nel 1936, Gisella Meo dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia inizia ad esporre già dalla fine degli anni Cinquanta. Nel corso degli anni ’60 vive in Africa e dopo aver esordito con lavori informali e polimaterici, nel 1970 alla Galleria Numero di Fiamma Vigo, imprime una svolta in ambito Concettuale sancita da dichiarazione di Poetica, dove trova nel “quadrato” il suo modulo perfetto. A partire da quegli anni si consolida il suo interesse per la FiberArt, anche attraverso grandi installazioni e interventi di animazione urbana: Vestire una fontana (Frascati,1977), Il cilindro mobile (Gubbio,1979), Le onde del quadrato (Venezia, Canal Grande, 1980), La maglia umana (Reggia di Caserta, 1982), Tombknitting (Cerveteri, necropoli etrusca, 1984-86),  fino all’installazione nel 2002 in occasione del primo anniversario dell’attacco alle Torri Genelli Imbragare una torre – alla Torre di Bagnaia, Viterbo.

Gisella Meo, Leviatan, 1978 (chiuso) Libro oggetto di stoffa e cartone telato 26x28x6,5 cm
Gisella Meo, Leviatan, 1978 (aperto) Libro oggetto di stoffa e cartone telato 26x28x6,5 cm

L’artista ha partecipato a diverse Biennali di Venezia, tra cui quella del 1978, curata da Mirella Bentivoglio. Nel 1992 ha esposto al MOMA di New York. Il suo libro-oggetto Leviatan attualmente si trova nella Special Collection of rare books del Getty Center for the History of Art and Humanities di Los Angeles e altre opere sono in collezioni pubbliche e private italiane e straniere. È presente nel volume “La pittura in Italia – le ultime ricerche” di Enrico Crispolti (Ed. Electa 1994) e nel volume di “Storia dell’Arte Italiana del Novecento” di Giorgio Di Genova (Ed. Bora 2000).

Gisella Meo – immagine di intervento sul territorio Il Telaio Urbano, torre di Bagnaia, 11 settembre 2002, stampa in bianco e nero 120x70 cm