Igshaan Adams: Kicking Dust

Installation view Igshaan Adams, Sleep, Crawl and Carry, When Dust Settles Courtesy of the artist and Blank Projects, Cape Town, South Africa

English (Inglese)

A cura di Assistente Curatore della Hayward Gallery Tarini Malik e dell’Assistente Curatoriale Marie-Charlotte Carrier
Date 19 maggio – 25 luglio 2021
Sede Hayward Gallery, Southbank Centre, Belvedere Road, London SE1 8XX
Orari di apertura 11:00 – 19:00, mercoledì – sabato 10:00 – 18:00, domenica. Chiuso lunedì e martedì
Informazioni www.southbankcentre.co.uk / customer@southbankcentre.co.uk

Igshaan Adams – Cloud V, 2019 – Wire, beads and mixed media – 112 x 173 x 128c ©Igshaan Adams
Courtesy of the artist and Blank Projects, Cape Town

Nel maggio 2021, la Hayward Gallery presenta la prima mostra personale nel Regno Unito dell’artista sudafricano Igshaan Adams (nato nel 1982). Vincitore nel 2018 del prestigioso Standard Bank Young Artist Award, Igshaan Adams vive e lavora a Cape Town. La pratica interdisciplinare dell’artista combina aspetti di tessitura, scultura e installazione ed affronta temi relativi alla razza, alla religione e alla sessualità.

I suoi intricati lavori tessili sono realizzati con una serie di materiali sia naturali che sintetici tra cui corde, spago, filo di rame, seta, legno, osso, vetro e perline di plastica. Adams è influenzato dagli insegnamenti del sufismo, vale a dire dall’idea di guardarsi dentro per definire se stessi. Attraverso la sua pratica artistica, è in grado di navigare nella complessa relazione tra la sua fede e la sua sessualità attingendo alle iconografie materiali e formali dell’Islam, nonché alle storie socio-politiche delle comunità creole a Cape Town. Le sue straordinarie costruzioni ibride testimoniano stati interiori dell’essere e la possibilità di arrivare a un senso di pace nella trama contraddittoria della vita quotidiana.

La mostra consiste in gran parte di nuovi lavori prodotti durante una residenza d’artista intrapresa da Adams presso la A4 Foundation di Cape Town e in occasione della mostra. Presentata come un unico ambiente immersivo con sculture sospese, grandi tessuti sul pavimento e arazzi appesi al muro, l’installazione risponde all’iconico spazio della galleria brutalista di Hayward. Ogni opera, e la mostra nel suo insieme, è composta da molteplici modelli che esplorano il potenziale del materiale intrecciato per riflettere non solo le molteplicità dell’identità di Adams, ma anche un più ampio scambio culturale.

Il titolo Kicking Dust fa riferimento alla danza “Indigenous Riel” del Northern Cape a cui Adams ha assistito da bambino. Descritto come “ballare nella polvere”, il riel è considerato uno dei più antichi stili di danza indigeni dell’Africa meridionale. Durante la mostra, sculture simili a nuvole fatte di fili a spirale e perline pendono dal soffitto della galleria, riecheggiando l’immagine della polvere che si alza da terra quando i danzatori colpiscono il suolo.

Partendo da questo senso di movimento e di viaggio, i visitatori seguiranno i percorsi creati attraverso la galleria dai tessuti posizionati sul pavimento. Simili a forme tettoniche come la natura stessa delle trame, i percorsi evocano le “linee del desiderio”, percorsi che le persone seguono intuitivamente piuttosto che percorsi prestabiliti.

Igshaan Adams – Detail of Cloud V, 2019 – Wire, beads and mixed media – 112 x 173 x 128c ©Igshaan Adams
Courtesy of the artist and Blank Projects, Cape Town

Adams ha mappato le “linee del desiderio” nei parchi e nelle aree esterne di un quartiere in cui è cresciuto chiamato Bonteheuwel, così come nelle aree circostanti nel sud-est di Città del Capo. Negli anni ’60, questi quartieri, ritenuti aridi e indesiderabili dal governo dell’apartheid, erano il luogo in cui molte comunità di colore venivano trasferite con la forza. Ad oggi queste aree mantengono la maggioranza di una particolare demografia razziale, con Bonteheuwel che ospita in gran parte una comunità di colore, e l’area vicina, Langa, che ospita i neri sudafricani. Gli assi centrali dell’installazione sono percorsi che sembrano incrociarsi l’uno sull’altro. Questi sono mappati dall’artista da vere e proprie “linee di desiderio” che i residenti hanno calpestato ripetutamente al confine di queste due aree, nonostante una storia preconcetta di ostilità razziale e religiosa tra le diverse comunità.

Per gli arazzi appesi alle pareti della galleria, Adams si ispira al formato del tappeto da preghiera e trascrive nella trama i percorsi tracciati dall’interno delle case delle persone a Bonteheuwel, trattando in modo pittorico la corda, il metallo e le perline di diverso colore. In ogni composizione sono inclusi motivi astratti tracciati da pavimenti in linoleum trovati in queste case. Questi sono stati raccolti dall’artista nel corso di diversi anni e compaiono in una serie di sue precedenti installazioni su larga scala. L’artista chiama questi tracciati e resti “documenti”: mappe personali che sono inscritte in un ambiente attraverso l’usura e la presenza.

Per Adams, questi percorsi scelti, sia nello spazio domestico che nel paesaggio circostante, si prestano all’archiviazione delle esperienze vissute e alla conservazione della memoria. Il legame con i residenti di Bonteheuwel sottolinea che queste “linee di desiderio” rappresentano sia la libertà che la trasgressione. Questo senso di “desiderio” si manifesta fortemente nella pratica di Adams mentre cerca di liberarsi da costrutti omogenei di identità.

Durante la creazione del suo lavoro, Adams collabora spesso con donne che si sono stabilite nell’area di Cape Town e hanno abilità tessili tradizionali tramandate di generazione in generazione. Questo processo di collaborazione è parte integrante della sua pratica. Le storie orali, il folklore e le storie personali che i suoi collaboratori condividono in studio mentre lavorano finiscono spesso per informare le opere stesse.

Ralph Rugoff, Direttore della Hayward Gallery, afferma: “Siamo entusiasti di poter presentare una nuova importante installazione di Igshaan Adams, uno dei giovani artisti più innovativi che lavorano oggi. Le sculture e gli arazzi intricati di Adams, modellati con una gamma ampia ed esilarante di materiali, riflettono sulle complesse interconnessioni che contribuiscono alle identità contemporanee. La sua installazione alla Hayward ci invita a reimmaginare il modo in cui navighiamo in complessi paesaggi sociali definiti da una trama in continua evoluzione di differenze e desideri.”

Igshaan Adams – Detail of Kicking Dust, 2020 – Beads, rope, cotton twine, wire, fabric – Variable dimensions      ©Igshaan Adams, Courtesy of the artist

Igshaan Adams, n. 1982, vive e lavora a Cape Town, Sud Africa. Adams ha tenuto mostre personali presso Akershus Kunstsenter (Oslo), Blank projects (Cape Town), A Tale of a Tub (Rotterdam), Rongwrong Gallery (Amsterdam), AVA Gallery (Cape Town). Le mostre collettive includono il Museum of African Contemporary Art Al Maaden (Marrakech, 2019), il Seattle Art Museum (2018), la Galerie des Galeries (Parigi, 2017) Grazer Kunstverein (Graz, 2015) e la Wanås Foundation (Knislinge, 2015). Adams è stato selezionato per numerose residenze artistiche, tra cui la A4 Arts Foundation a Cape Town, Sommerakademie im Zentrum Paul Klee a Berna, Svizzera e la residenza IAAB / Pro Helvetia, Basilea. Nel 2018, Adams ha ricevuto lo Standard Bank Young Artist Award for Visual Art. Presentato ogni anno, il prestigioso premio culmina in una presentazione personale del lavoro del destinatario, conducendo un tour nazionale di musei e istituzioni.

Igshaan Adams – Oor die Drimpel, 2020 – Beads, rope, cotton twine, wire, fabric – 260 x 185cm – Photo credit: Mario Todeschini ©Igshaan Adams, Courtesy of the artist and Casey Kaplan, New York

La Hayward Gallery

La Hayward Gallery, parte del Southbank Centre, ha una lunga storia di presentazione del lavoro degli artisti più innovativi del mondo, comprese le principali mostre personali di artisti emergenti e affermati e mostre di gruppo dinamiche. Tra queste ricordiamo i progetti di Bridget Riley, Martin Creed, Antony Gormley, Tracey Emin, Andy Warhol, Ed Ruscha, Jeremy Deller, Anish Kapoor, René Magritte, Francis Bacon e David Shrigley, oltre a influenti mostre collettive come Africa Remix, Light Show, Edifici psicopatici e traslatori spaziali. Inaugurata da Sua Maestà la Regina nel luglio 1968, la galleria è uno dei pochi edifici rimasti del suo stile. L’edificio brutalista è stato progettato da un gruppo di giovani architetti, tra cui Dennis Crompton, Warren Chalk e Ron Herron e prende il nome da Sir Isaac Hayward, ex leader del London County Council.

Igshaan Adams – Detail of Oor die Drimpel, 2020 – Beads, rope, cotton twine, wire, fabric – 260 x 185cm – Photo credit: Mario Todeschini ©Igshaan Adams, Courtesy of the artist and Casey Kaplan, New York

A proposito del Southbank Centre

Il Southbank Centre è il più grande centro artistico del Regno Unito e una delle cinque principali attrazioni turistiche del Regno Unito, che occupa una posizione prominente lungo il fiume nel mezzo del quartiere culturale più vivace di Londra, sulla riva sud del Tamigi.

Il sito ha una straordinaria storia creativa e architettonica che risale al Festival of Britain del 1951. Il Southbank Centre è composto dalla Royal Festival Hall, dalla Queen Elizabeth Hall, dalla Purcell Room e dalla Hayward Gallery, oltre ad essere sede della National Poetry Library e dell’Arts Council Collection. Ospita anche quattro orchestre residenti (London Philharmonic Orchestra, Philharmonia Orchestra, London Sinfonietta e Orchestra of the Age of Enlightenment) e quattro orchestre associate (Aurora Orchestra, BBC Concert Orchestra, Chineke! Orchestra e National Youth Orchestra of Great Britain).

Igshaan Adams – Agter Om, 2020 – Beads, rope, cotton twine, wire, fabric – 263 x 208cm – Photo credit: Mario Todeschini ©Igshaan Adams, Courtesy of the artist and Casey Kaplan, New York

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