IL SANGUE DELLE DONNE. TRACCE DI ROSSO SUL PANNO BIANCO

Nicole Voltan, “Il ciclo della donna”, 2016, pannolino, acrilico, aghi; serie di 8 tele 26 x 14 cm cad.

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Tutte le fotografie sono fornite dalle artiste

Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco. è un progetto artistico nato nel 2014 da un’idea di Manuela De Leonardis dopo aver trovato in un mercatino della capitale diverse pezzette di lino chiaro che, fino agli anni ’60 del Novecento, venivano utilizzate come pannolino (panno-di-lino, appunto) per tamponare ed assorbire il flusso mestruale. Fenomeno naturale e fisiologico che ha da sempre effetti significativi sulla vita delle donne di tutte le generazioni, non solo in termini fisici, psicologici ed esistenziali ma determinando anche comportamenti sociali condizionati da fattori esterni legati alla cultura, alla tradizione e – non ultimo – all’ignoranza.

Lea Contestabile, “SANGUE del mio SANGUE. Dedicato a mia madre”, 2018, pannolino, ricamo, filo di cotone, carta, colla a caldo, spille da balia, 53×55 cm

Il sangue delle donne è, insieme al medium del pannolino che ogni artista ha ricevuto per trasformarlo in opera d’arte, il filo conduttore che accomuna i lavori delle artiste che partecipano a questa mostra itinerante dando voce in una pluralità di tecniche e materiali ad un’altrettanta pluralità di temi, sottraendo al sussurro ed al silenzio i molti aspetti del femminile che ancora necessitano di un amplificatore per farsi comprendere e conoscere. L’arte dunque agisce come tale, aumenta il volume, amplia la platea d’ascolto delle riflessioni del femminile, che non è qui espressione autoreferenziale bensì dialogo con l’altro, confronto con il mondo esterno ed estraneo alla dimensione intima e famigliare nella quale sono state per secoli relegate; è il punto di vista femminile sulle molte istanze dell’esistenza, della società, della storia, della memoria attraverso opere che abbracciano trasversalmente le molte culture e le diverse generazioni cui appartengono le donne che qui rendono testimonianza, tributo, narrazione.

Carolle Bénitah, “J’ai honte”, 2018, pannolino, ricamo, filo rosso, 15×26 cm

Donne e artiste che restituiscono una lettura poliedrica e assertiva della realtà femminile: opere autobiografiche o ispirate dall’esperienza personale per raccontare la cifra individuale eppure universale dei fenomeni ma anche e soprattutto che sanno interpretare e sconfiggere i tabù che ancora oggi, in molte parti del mondo, avvolgono nel silenzio del rifiuto o dell’emarginazione molti aspetti della vita delle donne (e non solo) – la nascita, la pubertà, le mestruazioni, la menopausa, la sessualità, i legami familiari, la violenza, il femminicidio.

Silvia Giambrone, “Cheers!”, 2016, pannolino, bottiglia di vetro, dimensioni reali

Le artiste Ilaria Abbiento, Manal AlDowayan, Adele Angelone, Elizabeth Aro, Wafa Bahai, Alessandra Baldoni, Carolle Bénitah, Takoua Ben Mohamed, Saša Bezjak, Tomaso Binga, Rosina Byrne, Giovanna Caimmi, Primarosa Cesarini Sforza, Rupa Chordia-Samdaria, Sara Ciuffetta, Lea Contestabile, Karmen Corak, Mila Dau, Vlasta Delimar, Kristien De Neve, Maria Diana, Isabella Ducrot, Nilüfer Ergin, Cristiana Fasano, Maimuna Feroze-Nana, Simona Filippini, Emita Frigato, Pilar, Barbara e Stella Marina Gallas, Silvia Giambrone, Felicity Griffin Clark, Maïmouna Guerresi, Susan Harbage Page, Sasha Huber, Susan Kammerer, Fariba Karimi, Eglė Kuckaitė, Hanako Kumazawa, Silvia Levenson, Wenwen (Vivienne) Liu, Lôw (Estabrak Al Ansari, Raiya Al Rawahi, Tara Al Dughaither), Barbara Luisi, Anja Luithle, Victoria Manganiello, Florencia Martinez, Patrizia Molinari, Elly Nagaoka, Ana Maria Negară, Yasuko Oki, Novella Oliana, Sonya Orfalian, Lina Pallotta, Sara Palmieri, Chiara Pellegrin, Sofia Rocchetti, Elisa Roggio, Anna Romanello, Paola Romoli Venturi, Virginia Ryan, Cinzia Sarto, Ivana Spinelli, Silvia Stucky, Ketty Tagliatti, Judy Tuwaletstiwa, Laura VdB Facchini, Maria Angeles Vila, Nicole Voltan, Ruchika Wason Singh e Deborah Willis hanno accolto l’invito – e la sfida – a partecipare a questo progetto corale trasformando queste piccole pezze di lino in portavoce di riflessioni che superano l’ambito di genere.

Simona Filippini, “Le cose rosse”, 2018, pannolino, stampe fotografiche fine art colorate a mano, cucitura, 52×49 cm

Yasuko Oki, “Blood and Cosmos”, 2017, pannolino, pellicola a colori negativa, stampa a getto d’inchiostro, carta di cotone, fili di cotone, 50×50 cm

Ogni artista ha accompagnato l’opera con un testo scritto e nel gennaio 2019, con il sostegno della Fondazione Pasquale Battista e della sua direttrice Annalisa Zito, è stato pubblicato da Postmedia Books il libro “Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco. The Blood of Women. Traces of white on a red cloth” (Italiano/ Inglese). Il volume contiene il testo critico di Manuela De Leonardis, l’opera “Ciclo” di Mirella Bentivoglio, le immagini delle 68 opere delle artiste con i loro testi e i contributi di personalità di ambiti diversi, dall’etnologia alla psicoanalisi.

Tomaso Binga, “San guè”, 2016, pannolino, stampa, spille da balia, 70×66 cm

La mostra, curata da Manuela De Leonardis, con il coordinamento di Dino Lorusso e Ninni Castrovilli, è stata realizzata in diverse sedi in Italia ed in Croazia ed altri appuntamenti sono programmati per il 2021, compatibilmente con le restrizioni dovute al COVID19.

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