Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto

Joan Jonas, The Hand Reverts to Its Own Movement..., Spazio Culturale Antonio Ratti, 2007. Foto M. Ricci

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Promotore  Fondazione Antonio Ratti
10 ottobre 2021 – 31 gennaio 2022
Villa Olmo, Villa del Grumello, Villa Sucota
Chilometro della Conoscenza, Como
A cura di  Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni
Info Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota, Via per Cernobbio 19, 22100 Como, Italia, fondazioneratti.org

Matt Mullican, Mullican’s Bridge: Between the Subject and the Elements, 2018 ph. Luca Bianco

Terza mostra dedicata ad Antonio Ratti – dopo quella a Palazzo Te a Mantova nel 2017, e alle Terme di Diocleziano a Roma nel 2018 – Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto approfondisce ulteriormente la visione e la storia dell’imprenditore, ampliando il progetto e dialogando direttamente con i luoghi in cui ha vissuto e lavorato per tutta la vita.

Il percorso di mostra si articola fra spazi pubblici e privati di grande interesse e la sede della Fondazione, creata da Ratti nel 1985, dove ancora oggi è conservata la sua collezione tessile.

Opere realizzate appositamente per l’occasione contribuiscono a creare una relazione visiva coesa tra la ricerca artistica, i tessuti antichi, la storia di Antonio Ratti e gli spazi interni ed esterni della mostra.

Prende forma, nuovamente, la sua idea che esperienza e conoscenza, arte e sperimentazione siano strumenti fondamentali per comprendere il proprio tempo e generare nuove idee.

Villa Olmo

Villa Sucota

Opere realizzate appositamente per l’occasione contribuiscono a creare una relazione visiva coesa tra la ricerca artistica, i tessuti antichi, la storia di Antonio Ratti e gli spazi interni ed esterni della mostra.

Prende forma, nuovamente, la sua idea che esperienza e conoscenza, arte e sperimentazione siano strumenti fondamentali per comprendere il proprio tempo e generare nuove idee.

La mostra è ospitata nelle sale di Villa Olmo e di Villa Sucota, nei loro parchi e in altri luoghi della città, creando una rete fra punti focali del tessuto culturale comasco.

Cuore della mostra è Villa Olmo. Grazie all’allestimento firmato dall’architetto Philippe Rahm e dalla veste grafica di Wolfe Hall, materiale d’archivio e tessuti antichi dialogano con le opere d’arte contemporanea nelle sale neoclassiche della villa. Artisti che negli anni hanno collaborato con la Fondazione, come John Armleder, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Walid Raad, Yvonne Rainer, Julia Brown, Vincent Ceraudo, Zishi Han e Moira Ricci, hanno realizzato opere pensate appositamente per questi spazi, capaci di raccontare la visione e l’eredità di Antonio Ratti. Un documentario realizzato da Domenico Palma, visibile all’interno della Villa, racconta Antonio Ratti attraverso le parole e i ricordi di chi con lui ha collaborato, condiviso sogni e visioni. Si compone così un ritratto vivo e intenso dell’imprenditore e mecenate comasco.

La mostra si estende nei giardini della Villa e nel Chilometro della Conoscenza, incluso il parco di Villa del Grumello, con le opere di Ilya e Emilia Kabakov, Liliana Moro, Giulio Paolini e Rä di Martino. Il percorso espositivo si conclude a Villa Sucota, finale della mostra e sede della Fondazione Antonio Ratti. Il parco della Villa, che già ospita opere permanenti di Gerry Bibby, Jimmie Durham, Liliana Moro, Matt Mullican e Richard Nonas, sarà arricchito da installazioni di artisti che negli anni hanno partecipato all’Artists’ Research Laboratory, tra i quali Invernomuto, Daniel Jablonsky e Oscar Santillan.

All’interno della Villa vengono raccontate altre sezioni dell’archivio tessile di Antonio Ratti: attorno ai grandi tavoli, si snodano opere di artisti che da anni collaborano con l’istituzione, da Jimmie Durham a Giuseppe Gabellone, da Mario Garcia Torres a Melanie Gilligan, e ancora Joan Jonas, Christina Mackie, Tomas Nervi, Walid Raad.

La mostra si estende infine alla città, occupando strade e edifici di Como con opere e performance di Hans Haacke, Alfredo Jaar e Oriol Vilanova.

L’esposizione costituisce un’occasione non solo per raccontare la vita e la storia di un imprenditore visionario, ma anche per perseguire quell’idea da lui ricercata e sostenuta, di diffusione e condivisione di valori culturali.

Antonio Ratti

Antonio Ratti, imprenditore e mecenate comasco, creatore dell’omonima azienda e Fondazione, costruì la propria impresa sulla ricerca di innovazione e sull’attenzione costante al contesto sociale e all’ambiente lavorativo. Nel suo lavoro, l’attività culturale e artistica è stata da sempre un elemento imprescindibile per la creazione di un prodotto di estrema qualità. Antonio Ratti partiva dal presupposto che il tessuto fosse a tutti gli effetti un prodotto culturale. Nel pionieristico edificio costruito da Tito Spini nel 1958 per la Ratti S.p.A., la Palazzina dei Servizi Sociali veniva utilizzata di giorno come mensa, mentre alla sera ospitava concerti, spettacoli teatrali, corsi e dibattiti per i lavoratori. La necessità di trovare ispirazione per la creazione di nuovi disegni tessili lo portò a collezionare tessuti antichi provenienti da tutto il mondo. La prestigiosa collezione che ne è derivata è divenuta nel 1985 il cuore di una Fondazione a scopo culturale che ancora oggi porta il suo nome. Qui, oltre allo studio e alla conservazione dell’archivio tessile e della collezione, si tiene ogni anno il programma CSAV– Artists’ Research Laboratory, in cui giovani artisti di tutto il mondo hanno l’opportunità di approfondire le proprie pratiche a contatto con i grandi maestri del panorama contemporaneo. La Fondazione Ratti è diventata negli anni un punto di riferimento per la ricerca, un’incubatrice di idee, un luogo di discussione e sperimentazione.