INTERVISTA A DANIELA EVANGELISTI

Daniela Evangelisti | NELLE SEGRETE STANZE | 2018 | 5 pannelli cm 64x170 Nelle segrete stanze, nel petto, tra carne e ossa, si depositano i nodi purpurei delle “cose” inespresse. Dolore, sconfitte, umiliazioni, speranze disattese, illusioni. Le parole mai dette, i segreti inconfessabili - Photo by Evançon Paola Rosetta

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Daniela Evangelisti

Daniela Evangelisti è nata ad Aosta e oggi vive e lavora a Verrès, piccolo comune all’imbocco della Val d’Ayas. Laureata in Pedagogia, da sempre nutre una grande passione per i tessuti, in modo particolare per le tele di canapa grezza tessute a mano, merletti, pizzi antichi, biancheria di lino. Dapprima oggetti da collezionare, divengono presto preziosi strumenti creativi, materiali da cui partire per dare forma a concetti profondi. Se in una prima fase della sua sperimentazione artistica utilizza i tessuti come vere e proprie tele su cui scrive con antichi ricami, fili di cotone, pizzi, con il tempo rompe la barriera della bidimensionalità per creare installazioni e sculture di più ampio respiro che abitano gli spazi. I suoi lavori sono stati esposti a Parma per Trame a Corte, a Palazzo Opesso a Chieri, al Fuori Salone di Milano ed in mostre in gallerie private e spazi pubblici.

Daniela Evangelisti | TRAME DI MEMORIA | 2020 |cm 29x10x18
L’esile struttura è la difesa di qualcosa di antico che è stato e che non si vuole lasciare andare. Quasi un testimone da passare a chi verrà. È una memoria che custodisce dentro di sé le voci di chi è stato offeso, lacerato, ucciso…ed affida all’uomo che passa i ricordi struggenti di cui parlano quelle voci (quei frammenti di pizzo di seta)
Photo by Evançon Paola Rosetta

Per le tue opere utilizzi stoffe, pizzi, merletti, ricami antichi e…fili di metallo. Come sei arrivata alla scelta di materiali così diversi, i primi delicati e artigianali, il secondo robusto e industriale?

Le mie opere, tutte costituite da qualche frammento del passato, sono nate per dare valore, visibilità, considerazione all’operato femminile. Sono stata una collezionista attratta da tessuti di canapa, pizzi, merletti, ricami antichi che trovavo, quasi abbandonati, sulle bancarelle dei mercatini di antiquariato. Questi frammenti di vita mi attraevano e l’acquisto rappresentava una necessità, un richiamo a cui non potevo sottrarmi. In un secondo momento ho sentito l’urgenza di dare un valore diverso a quegli operati attualizzandoli e cercando di puntare l’attenzione sulla bellezza di piccoli frammenti preziosi.

L’uso dei fili di metallo si contrappone alla leggerezza di alcuni tessuti. Da un lato questa scelta indica la forza femminile espressa e sottesa che, come un fil-rouge, accompagna da sempre – e probabilmente continuerà ad accompagnare – l’opera delle donne. Dall’altro lato, l’uso di vari metalli quali l’acciaio, il rame, il ferro potenzia il valore dell’ereditarietà. Penso che l’acciaio, oggi, rappresenti un materiale attuale, ma duraturo, quasi perenne, in grado di traghettare elementi del passato e condurli verso un tempo futuro.

Daniela Evangelisti | AUREO MOBILE | 2020 | cm 170×70
Movenze di giostra, sospesa tra cielo e terra, scompongono aurei riflessi lunari in bianchi microcosmi stellari
Photo by Evançon Paola Rosetta

Che ruolo ha la ‘parola’, l’altro ‘materiale’ di cui sono fatte le tue opere?

La parola è un elemento fondamentale della mia arte. Molto spesso nasce prima il titolo dell’opera stessa e, anche quando succede il contrario, dedico molto tempo allo studio delle parole. La ricerca nella letteratura è una fonte inesauribile per le mie opere che sempre metto in atto quando mi si affaccia un’idea, un concetto da esprimere.

Le letture a tema mi guidano e/o mi ispirano, insieme a quel patrimonio infinito di ‘saperi’ del passato che, inconsapevolmente, ci vengono tramandati e ai quali penso di attingere costantemente.

A volte sento l’esigenza di scrivere alcune parole sull’opera stessa per rafforzare dei concetti, per enfatizzare dei particolari, per esplicitare dei significati sottesi.

No, non potrei concepire le mie opere senza le parole.

Daniela Evangelisti | LEGGII DI EMOZIONI | 2019
L’opera è composta da 6 elementi; ogni singolo pezzo misura cm.250x250x112
INQUIETUDINE – PACE – DEPRESSIONE – GIOIA – AMORE – ANGOSCIA;
Photo by Evançon Paola Rosetta

Molti tuoi lavori affrontano con grande garbo diversi aspetti della condizione femminile, universale e particolare. Quali messaggi veicolano?

Tenendo fra le mani i lavori realizzati da molte donne mi è sembrato di percepire emozioni, stati d’animo della loro vita. È stato quindi inevitabile riflettere sulla condizione femminile, così come si è sviluppata nel tempo. In una seconda fase si è manifestata l’esigenza, dapprima inconsapevole, e poi sempre più voluta ed urgente, di rappresentare situazioni personali e collettive comuni a tutte le donne.

Se le mie opere veicolano messaggi, questi riguardano l’attenzione – sempre maggiore – che occorre riservare alle scelte e ai modi di vita delle donne. Esse infatti, da sempre, sono condizionate da una sorta di dicotomia tra la libera aspirazione alla realizzazione personale e l’obbligo imposto dalle responsabilità e dai carichi di lavoro legati alla gestione della famiglia ma anche combattute, tra l’esigenza di esprimere le proprie aspirazioni più intime e la responsabilità rispetto ai figli e alla vita familiare. È proprio questa ‘vita in bilico’ tra due poli d’attrazione che uniforma le loro esistenze e che, in determinati casi può arricchirle, se in loro si fa strada la consapevolezza.

Daniela Evangelisti | SENSO DEL DOVERE | 2019 | cm 25x40x48
Le donne forti, anche se hanno paura, trovano il coraggio di caricarsi sulle spalle il loro fardello, forza nella fragilità e un’ombra di sorriso conservata per i giorni buoni
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti | INFERRIATE DOMESTICHE | 2017| 2 pannelli di canapa per lenzuola, piccoli tubi in plexiglass, frammenti di pizzi | cm 55×250
Le inferriate che imprigionano e trattengono desideri e velleità non sono solo sbarre di ferro, spesso sono garbate, eleganti e delicate all’apparenza. Sono trasparenti come l’acqua, ma dure come il ghiaccio. Sono pesanti come il senso del dovere; non lasciano respiro e cristallizzano, per sempre, desiderio di infinito
Photo by Evançon Paola Rosetta

Pensi che l’arte abbia un potere catartico e/o terapeutico, per l’artista ma anche per l’osservatore/fruitore?

Si, ritengo che l’arte abbia sicuramente un potere catartico e, in molti casi, anche terapeutico. Infatti la focalizzazione di una determinata situazione permette una ricerca, un’analisi approfondita, una ‘presa in carico’ del problema che in qualche modo si sviscera per il tramite del gesto creativo e diventa un pensiero lucido e consapevole.

Anche l’osservatore dell’opera se ne è attratto e se la percepisce può diventare un fruitore consapevole sia quando la condivide e quindi ritiene che lo rappresenti, sia quando non si sente compreso e viene spinto a dissentire.

Daniela Evangelisti | STOFFA DI SOGNO | 2016 | cm 20×20
Evanescenti, leggeri, costruiti sapientemente, trasparenti, bianchi. Così sono rappresentati i sogni che dipartono dalle circonvoluzioni del lobo destro del cervello. Ogni sogno radicato nella personalità di ciascuno, è tessuto di immagini, emozioni, desideri che si librano nello spazio onirico
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti | STOFFA DI SOGNO | 2016 | cm 20×20 – Particolare
Evanescenti, leggeri, costruiti sapientemente, trasparenti, bianchi. Così sono rappresentati i sogni che dipartono dalle circonvoluzioni del lobo destro del cervello. Ogni sogno radicato nella personalità di ciascuno, è tessuto di immagini, emozioni, desideri che si librano nello spazio onirico
Photo by Evançon Paola Rosetta

La rete è un elemento che ritorna spesso nei tuoi lavori. Che significato ha?

La rete è un elemento modellabile, un sostegno, ma è anche aerea, aperta. Dà la possibilità di creare oggetti quasi trasparenti. Dà valore a ciò che incamera, ma può renderlo evanescente. Alcune volte ho sottolineato la trama della rete con fili di lino o cotone che evidenziano delle geometrie colorate, altre volte è la rete stessa che diventa protagonista.

Daniela Evangelisti |TRONCO | 2019 | cm 180×10
Il fusto di questo albero è realizzato da tre parti di tronco recisi, tagliati di netto, che costituiscono però un’unica storia di vita
Photo by Evançon Paola Rosetta

Chi sono le ‘Presenze’ della mostra permanente alla casa/forte ‘L CASTEL di Pont Saint Martin?

“Presenze volteggianti si intrecciano nello scorrere inesorabile del tempo”, queste sono le parole che accompagnano l’esposizione, intendendo come ‘presenze’ l’essenza delle persone che hanno vissuto momenti della loro vita in quegli abiti. La presenza è simbolica e contemporaneamente attuale perché ci fa considerare il nostro ruolo nella storia e nel tempo. Tutti noi individui singoli con il nostro operato, le nostre aspirazioni, le attitudini e i talenti contribuiamo a creare quell’energia vitale indispensabile al progredire della Storia. In qualche modo ‘Presenze’ è un omaggio agli uomini e alle donne di sempre.

Daniela Evangelisti | PRESENZE | 2017
Mostra permanente a L’CASTEL, Pont St. Martin (AO)
Presenza. Entità anche non fisicamente percepibile ma che si avverte
Photo by Evançon Paola Rosetta

“(…) contiene sogni, auguri di una vita felice e parole nascoste all’interno delle cuciture di un vestito. Una profezia nascosta tra le pieghe di una veste. Un cuore di fili e ricami in un rigido corpetto dal quale si respira a fatica”: ‘Lo scrapolario’ è uno dei tuoi lavori che trovo più struggenti. Mi racconti il tuo dialogo con la dimensione magica, profetica, immateriale dell’universo femminile?

La storia dello scrapolario, descritta nel libro di Cristina Caboni, “La stanza della tessitrice”, mi ha incantata perché fa parte di quel patrimonio magico dell’universo femminile. Ancora una volta l’ereditarietà dei saperi, dei legami tra donne, dei riti, delle tradizioni femminili mi ha colpita spingendomi alla rappresentazione.

Mi piace pensare ad un filo che unisca le esistenze di chi ha tessuto, ricamato, cucito e che arrivi fino a me, che, a mia volta assumo il compito di trasmettere e tramandare emozioni e sogni.

L’obiettivo ultimo non è quello di creare un bel manufatto, ma di arrivare a rappresentare l’essenza di un’emozione.

Daniela Evangelisti | SCRAPOLARIO | 2019 | cm 39x12x42
LO SCRAPOLARIO contiene sogni, auguri di una vita felice e parole nascoste all’interno delle cuciture di un vestito. Una profezia nascosta tra le pieghe di una veste.
Un cuore di fili e ricami in un rigido corpetto dal quale si respira a fatica
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti | LIBRETTO CON LE DEFINIZIONI DI SCRAPOLARIO | cm 12×20
Photo by Evançon Paola Rosetta

Prediligi i colori neutri per i tuoi lavori. È una scelta tecnica dettata dai materiali oppure ha un significato altro?

Mi piacciono i colori forti, ma non nelle mie opere. I colori neutri mi paiono più adeguati ai tessuti e ai frammenti che impiego e che sono appartenuti ad altri. È una sorta di discrezione nel volermi avvicinare alle esistenze passate. Inoltre questa scelta è innata, perché anche quando decido di aumentare le intensità dei colori, mentre lavoro realizzo toni più pacati.

Daniela Evangelisti | ALI | 2017 | cm 70×64, plexiglass 20×15
Quelle ali così fragili sono al sicuro. Il ricamo bianco sopravvive ai decenni, da un secolo all’altro sotto la protezione di una forza sconosciuta ma onnipresente. I rami, trovati durante una passeggiata nel bosco, sono come ali scese dal cielo portatrici di un messaggio di speranza e di conforto
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti | N.1 | 2012 | cm 30×30
Photo by Evançon Paola Rosetta

Qual è – se c’è – un’opera a cui sei particolarmente legata o in cui maggiormente ti riconosci?

L’opera s’intitola “Desideri inespressi” e ha segnato un cambiamento nel mio percorso di ricerca. È nata per caso, come un abito leggero, elegante, attraverso il quale, dall’interno, dei tenaci fili d’acciaio spingono verso l’esterno i desideri inespressi, rappresentati da frammenti di tessuto e organza antica. Questa fioritura è inconsapevole, ma presente nel profondo e, a volte, si esprime malgrado la razionalità e il buonsenso che ci governano.

Daniela Evangelisti | DESIDERI INESPRESSI | 2018 | cm 47×187
Dal profondo sbocciano, si materializzano i desideri inespressi
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti | DESIDERI INESPRESSI | 2018 | cm 47×187 – Particolare
Dal profondo sbocciano, si materializzano i desideri inespressi
Photo by Evançon Paola Rosetta

Progetti in fieri o sogni nel cassetto?

Da poco, grazie anche al caso – che ha un’importanza notevole nella mia vita – ho fatto un incontro particolare. Da qui è nato un progetto, ancora in fieri. Ho conosciuto un’aiuto-biografa, che è diventata una buona amica e con la quale abbiamo ipotizzato un’esperienza innovativa.

Si tratta di realizzare una mostra abbinata ad un momento di scrittura autobiografica. Si prevede che ogni visitatore/visitatrice scriva liberamente e spontaneamente sulla base dei titoli e delle opere stesse, orientato da frammenti letterari scelti, soprattutto poesie. Questi testi accompagneranno il percorso dell’esposizione e dovranno offrire occasione di ricordi, di riflessioni su momenti, figure, tempi della propria vita.

Daniela Evangelisti |IMITANDO FABERGE’ | 2014 | cm 9×19 – Particolare
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti |IMITANDO FABERGE’ | 2014 | cm 9×19
Photo by Evançon Paola Rosetta

Daniela Evangelisti |IMITANDO FABERGE’ | 2014 | cm 9×19
Photo by Evançon Paola Rosetta

DANIELA EVANGELISTI   mailtrapuntini@libero.it
CREDIT FOTOGRAFICA EVANÇON PAOLA ROSETTA – VERRÈS

1 Comment on "INTERVISTA A DANIELA EVANGELISTI"

  1. Serenella Brunello | 14 Settembre 2020 at 16:57 | Rispondi

    Andare oltre la quotidianità,intercettare per caso paesaggi diversi che ci lasciano senza parole e ci spingono ad un’ulteriore,instancabile ricerca … all’evasione oltre il muro della routine…
    Nella fattispecie ciò che ci arriva dalle opere di Daniela Evangelisti, ci affascina ed evoca la dimensione di una realtà nascosta nelle pieghe del pensiero, del sentimento, del ricordo. Bello lasciarsi catturare da questa suggestione e diventare noi stessi fruitori di scenari e scene in cui il passato e il presente si accarezzano in un quadro di serena e rarefatta intimità e dove l’ordinarietà è diventata stra-ordinarietà.

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