Interviste

Intervista con Lydia Predominato

La carriera artistica di Lydia Predominato inizia con la prima mostra alla Biennale di Gubbio nel 1976.

Nel 1985 la sua opera “Solid Speech Puzzle” viene ammessa alla Biennale di Losanna e da qui prende l’avvio un percorso che la porta a divenire un’artista prolifica di fama internazionale.

Le sue opere tessili si trovano oggi presso collezioni private e Musei quali La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Il Museo delle Arti e Tradizioni, ambedue in Roma.

Insegnante presso l’Accademia d’Alta Moda “Koefia” e titolare della cattedra di tessitura presso la Scuola delle Arti Ornamentali del Comune di Roma per oltre venti anni, Lydia ha anche collaborato, tra le altre numerose attività, come curatrice per le mostre Off Loom I e Off Loom II tenutesi nella Capitale nel 2000 e nel 2017.

Di seguito il link al sito dell’artista:

http://www.lydiapredominato.net

“Libro Tessile”, 2004, carta fatta a mano, filati diversi, plexiglas (scatola), tecnica personale, 34cm x 25cm x 5cm, copyright Lydia Predominato

“Antico Passaggio”, fil di ferro, filati diversi, ferro tecnica dell’avvolgimento, tecnica personale, video, (installazione), 300cm x 250cm x 100cm, copyright Lydia Predominato

Lydia, molte delle tue opere tessili mostrano una profonda vicinanza con l’arte concettuale. Sono arte tessile d’avanguardia, si spingono oltre i confini tradizionali della Fiber Art e attuano una interessante contaminazione con le arti visive. Opere come “Tessuti Televisivi”, “Solid Speech Puzzle” e “Pagine Tessili” ne sono un chiaro esempio. Ce ne puoi parlare?

I Tessuti Televisivi derivano da una sperimentazione della fine degli anni ’70. Il mio intento era quello di combinare le tecniche classiche della tessitura con i multimedia più sofisticati del momento. Un ordito di rame, montato su un telaio del ‘600 al museo di Città di Castello, era legato all’antenna di un televisore di quei tempi, non schermato, così che ad ogni colpo di pettine sul telaio si produceva un’interferenza sul monitor. Un fotografo riprendeva queste immagini.  Esse venivano poi stampate su tela fotosensibile o riusate come progetto per un lavoro a telaio. Si aveva così la produzione dell’immagine e il suo riuso per la produzione di un’immagine ancora nuova. A metà degli anni ’80 ho sperimentato l’interazione tra suono e la tattilità propria dell’arte tessile.Pronunciavo parole tessili in un microfono collegato con un computer che stampava il grafico della mia voce in un modello bi o tridimensionale. L’immagine grafica veniva fotografata e stampata su tela fotosensibile su cui poi intervenivo tessilmente.  La parole diveniva così tridimensionale.”Pagine Tessili” iniziano la ricerca del libro d’artista.

“Solid Speech Puzzle”, 1985, tela fotosensibile, filati diversi, stoffe varie, fotografia, ricamo, tecnica personale, 185cm x 120cm x 15, copyright Lydia Predominato

“Tessuti Televisivi”, 1977, copyright Lydia Predominato

“Pagine Tessili”, 2005, tarlatana, carta di riso, manipolazione, tecnica personale, plexiglas (supporto), 20cm x 20cm x 10, copyright Lydia Predominato

Che ruolo ha avuto e che ruolo ha, oggi, “il telaio”, nella tua espressione artistica? 

E’ stata la base di partenza per poi andare off loom. Tuttora l’ho usato per fare il “Cencione”.

Inoltre, tesso per una produzione limitata di sciarpe e scialli. Tessere è bello.

“Cencione”, materiali tessili riciclati e tessuti a mano su telaio artigianale, copyright Lydia Predominato

Basandoti sulla tua importante esperienza di docente di arti tessili e di artista, quale è la differenza più importante, a tuo parere, tra un artigiano e un artista tessile?

L’opera deve contenere un messaggio.

Tra i tuoi lavori, quale è quello che ti rappresenta di più o a cui ti senti più legata?

Il “Puzzle” che è stato il mio primo lavoro internazionale alla Biennale di Losanna.  Poi metterei “lunga vita alla Fiber Art” e “Femminicidio”.

Il tema del labirinto è un simbolo e un concetto spesso presente nei tuoi lavori, penso a “Spirale” e a “Via d’Uscita per un Cuore Trattenuto”. Quale è il suo significato?

Prima di affrontare il labirinto ho studiato x quasi due anni.  Il labirinto è un mio video del 2007.

Il labirinto è un percorso di presa di coscienza e di rinnovamento (quando ne esci).

“Spirale-Labirinto”, 2006, tarlatana, carta di riso, plexiglas, manipolazione, tecnica personale, 90cm x 90cm x 10cm, copyright Lydia Predominato

“Via di Uscita Per un Cuore Trattenuto”, 2012, tela fotosensibile, filo di ferro, fili vari, fibra da imbottitura, telo di lino, stampa, tecnica dell’avvolgimento, graffio, cucitura, 170cm x 110cm x 10cm, copyright Lydia Predominato

Lydia, come già accennato nell’introduzione a questa intervista, nel panorama della Fiber Art hai avuto ed hai tuttora, ruoli e meriti molteplici, come artista ma anche come organizzatrice e promotrice di importanti manifestazioni del settore. Ci puoi parlare di questa esperienza?

Lavoro sia come artista che come curatrice.  Me lo sento quasi un dovere far conoscere la mia arte e portare avanti i miei allievi.

Nel panorama artistico italiano, in questo momento ed in base alla tua esperienza, quale ruolo e quali spazi vengono riconosciuti alla Fiber Art?

Stanno crescendo finalmente. Ci sono tanti giovani che hanno intrapreso questa strada artistica. (vedi Premio Valcellina e la Biennale di Spoleto)

“Catalogo combusto dei materiali tessili”. Come è nato e a cosa si ispira questo lavoro?

Questa è un’opera per una mostra alla Casa della Memoria e era dedicata a tutte le vittime delle fabbriche tessili che sono per lo più andate bruciate. Era il catalogo degli intrecci andato bruciato.

Ci puoi parlare di “Femminicidio”?

Quest’opera fa parte di una serie di cosidette opere politiche.  Prima c’è stato “Non abbiamo più archi alle nostre frecce”, “Dialogue Erotique” e un’altra opera che presenterò al Macro nella mia settimana di atelier (30 aprile – 5 maggio)

“Dialogue èrotique”, 2009, struttura di ferro, fettuccia di cotone, tintura, annodatura, tessitura, proiezione video, 150cm x 220cm x 35, copyright Lydia Predominato

“Cut”, 2008-2010, tarlatana, carta di riso, filati di vario tipo, manipolazione, ricamo a mano, 300cm x 70cm, copyright Lydia Predominato.

Non Abbiamo Più Archi Alle Nostre frecce”, 2010, strutture in metallo, filati e tessuti di vario tipo, struttura in legno, avvolgimento, tecnica personale, 120cm x 200 x 20cm (bersagli), 50cm x 155cm x 5cm, copyright Lydia Predominato

Interview

Interview with Lydia Predominato

Lydia Predominato’s artistic career began with her first exhibition at the Gubbio Biennial in  1976.

In 1985 her work “Solid Speech Puzzle” was admitted to the Lausanne Biennale and from

there began her journey to becoming a prolific artist of international renown.

Her textile works can now be found in private collections and museums such as the

National Gallery of Modern Art and the Museum of Arts and Traditions, both in Rome.

Teacher at the Academy of High Fashion “Koefia” and professor of weaving at the School ofOrnamental Arts in the City of Rome for over twenty years, Lydia, amongst various other activities, has also collaborated as curator for the exhibitions Off Loom I and Off Loom IIheld in the capital in 2000 and 2017.

Below is the link to the artist’s website:

http://www.lydiapredominato.net

“Libro Tessile”, 2004, carta fatta a mano, filati diversi, plexiglas (scatola), tecnica personale, 34cm x 25cm x 5cm, copyright Lydia Predominato

“Antico Passaggio”, fil di ferro, filati diversi, ferro tecnica dell’avvolgimento, tecnica personale, video, (installazione), 300cm x 250cm x 100cm, copyright Lydia Predominato

Lydia, many of your textile works reveal a close vicinity to conceptual art. They are avant-garde textile art, beyond the traditional boundaries of Fiber Art and show an interesting affinity with visual arts. Works such as “TessutiTelevisivi (Television Fabrics), “Solid Speech Puzzle” and “PagineTessili (Textile Pages) are clear examples.
Can you tell us about it? 

Television Fabrics were derived from the experimentation made in the late ’70s. My intention was tocombine classic weaving techniques with the most sophisticated existing multimedia. A copper warp was mounted onto a 17th century loom at the City of Castello museum, and connected to the antenna of an unshielded television set, so that every stroke of the comb on the loom caused interference on the monitor. A photographer took these pictures which were then printed on photo sensitive canvases or utilized for projects on the loom. Thus, we produced images and reprocessed them to create still newer images.

In the mid-80s I experiment edoninter action between sound and tactility in textile art. Using a microphone connected to a computer I pronounced textile words printing thegraphic so obtained in a two or three dimensional mode. The graphic image was photographed and printed on photosensitive canvases where I then intervened with textiles. The words so became threedimensional. “Textile Pages” began the research for the artist’sbook.

“Solid Speech Puzzle”, 1985, tela fotosensibile, filati diversi, stoffe varie, fotografia, ricamo, tecnica personale, 185cm x 120cm x 15, copyright Lydia Predominato

“Tessuti Televisivi”, 1977, copyright Lydia Predominato

“Pagine Tessili”, 2005, tarlatana, carta di riso, manipolazione, tecnica personale, plexiglas (supporto), 20cm x 20cm x 10, copyright Lydia Predominato

What role did the loom play and what role does it still play in your artistic expressionof today?

It was the starting point to go off loom. I still used it to make the “Cencione”. And again for a limited production of scarves and shawls. Weaving is beautiful.

“Cencione”, materiali tessili riciclati e tessuti a mano su telaio artigianale, copyright Lydia Predominato

Based on you significant experience as an artist and teacher of textile arts, what is the main difference, in your opinion, between a craftsman and a textile artist?

The work must contain a message.

Which of your works do you consideryourmost representative and which do feel most most attached to?

I would place the “Puzzle”, my first international work at the Lausanne Biennale first, afterthat “Long Life to Fiber Art” and lastly “Femicide”.

The theme on the labyrinth is a symbol and a concept often present in your work, “Spirale (Spiral) and “Via Di Uscita per un CuoreTrattenuto (Way out for a Restrained Heart) comes to mind. What is the meaning?

Before tackling the labyrinth I studied fortwo years; it’s a video of mine made in 2007.  The labyrinth is a path of awareness and renewal (after leaving).

“Spirale-Labirinto”, 2006, tarlatana, carta di riso, plexiglas, manipolazione, tecnica personale, 90cm x 90cm x 10cm, copyright Lydia Predominato

“Via di Uscita Per un Cuore Trattenuto”, 2012, tela fotosensibile, filo di ferro, fili vari, fibra da imbottitura, telo di lino, stampa, tecnica dell’avvolgimento, graffio, cucitura, 170cm x 110cm x 10cm, copyright Lydia Predominato

Lydia, as already mentioned in the introduction to this interview,you have and still play animportant part, with numerous merits in the panorama ofFiber Art, not only as an artist but as an organizer and promoter of important events in this sector. Can you tell us about this experience?

I work both as an artist and curator. I feel it’s almost my duty to make my art known and to further my students.

On the basis of your experience, what roles and spaces does Fiber Artoccupyin the Italian art scene today? 

They are finally growing. There are many young people who have undertaken this artistic path. (see Valcellina Prize and the Spoleto Biennial)

Catalogo Combusto dei Materiali Tessili” (BurntTextileCatalogue).How was this work born and what inspired it?

This work is for an exhibition at the House of Remembrance and was dedicated to all the victimsburned in textile factories and alsocatalogued the burnt weaves.

Can you tell us about “Feminicide”?

This work is part of a series of so-called political works.  First there was “We have no more bows to our arrows”, “Dialogue Erotique” and another work that I will present at the MacroAsilo Museum in my week of atelier (April 30 – May 5).

“Dialogue èrotique”, 2009, struttura di ferro, fettuccia di cotone, tintura, annodatura, tessitura, proiezione video, 150cm x 220cm x 35, copyright Lydia Predominato

“Cut”, 2008-2010, tarlatana, carta di riso, filati di vario tipo, manipolazione, ricamo a mano, 300cm x 70cm, copyright Lydia Predominato.

Non Abbiamo Più Archi Alle Nostre frecce”, 2010, strutture in metallo, filati e tessuti di vario tipo, struttura in legno, avvolgimento, tecnica personale, 120cm x 200 x 20cm (bersagli), 50cm x 155cm x 5cm, copyright Lydia Predominato

Maria Rosaria Roseo

English version Dopo una laurea in giurisprudenza e un’esperienza come coautrice di testi giuridici, ho scelto di dedicarmi all’attività di famiglia, che mi ha permesso di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari di mamma. Nel 2013, per caso, ho conosciuto il quilting frequentando un corso. La passione per l’arte, soprattutto l’arte contemporanea, mi ha avvicinato sempre di più al settore dell’arte tessile che negli anni è diventata una vera e propria passione. Oggi dedico con entusiasmo parte del mio tempo al progetto di Emanuela D’Amico: ArteMorbida, grazie al quale, posso unire il piacere della scrittura al desiderio di contribuire, insieme a preziose collaborazioni, alla diffusione della conoscenza delle arti tessili e di raccontarne passato e presente attraverso gli occhi di alcuni dei più noti artisti tessili del panorama italiano e internazionale.