Interviste

Intervista con Meredith Woolnough

Meredith Woolnough è un’artista visuale che lavora e vive vicino alla regione costiera di Newcastle NSW, Australia. Le sue eleganti trame catturano la bellezza e la fragilità della natura attraverso delicati e fragili ricami tridimensionali. Il lavoro di Meredith è presente in molte collezioni private e aziendali in tutto il mondo. Le sue opere esprimono l’essenza della sua arte meglio di quanto possano fare le semplici parole. I delicati intrecci tessili, declinati sui temi e i colori della natura, sono montati su supporti che ne enfatizzano la preziosa lavorazione.

Questo è il link al suo sito web:

http://meredithwoolnough.com.au/

Spiramirabilius”,front and angle, copyright Meredith Woolnough

Meredith, come è nata la tua passione per il ricamo a macchina?

Ho sempre trovato il ricamo rilassante e divertente, ma è diventata una passione solo quando all’Università ho frequentato corsi di ricamo a mano libera. Questa tecnica mi ha permesso di disegnare con la macchina da cucire.La mia mente è piena di idee e possibilità.

Ho poi passato l’intero anno concentrandomi sulla tecnica del ricamo a macchina a mano libera, lavorando in particolare su tessuti idrosolubili. Ho imparato molto e ho fatto di questo processo il punto focale del  mio lavoro tessile. Quell’anno ho commesso molti errori mentre cercavo soluzioni nuove e sperimentavo. Ora, quasi 13 anni dopo, sto ancora scoprendo nuovi modi di lavorare con questo tipo di ricamo che amo molto.

Embroidery process, work in progress, copyright Meredith Woolnough

I soggetti del tuo lavoro sono esclusivamente elementi del paesaggio naturale. Perché questa scelta?

Sono sempre stata attratta dal mondo naturale e vi trovo infinite fonti di ispirazione. Sono un’appassionata di scienza e mi piace combinare il mio amore per la biologia e la botanica con la passione per il ricamo.

“Azure Ammonite”, 2015, 93 x 103cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Wolnough

Clear resin collection, copyright Meredith Woolnough

“Hydrangea leaf”, 2018, copyright Meredith Woolnough

Caladium”, 2016, 81.5 x 66cm, embroidery thread and pins on paper

La tua tecnica di ricamo prevede l’uso di un supporto tessile che si scioglie in acqua. Il lavoro completato è delicatamente tridimensionale. Puoi raccontarci la tua tecnica e come l’hai sviluppata?

Il tessuto idrosolubile è l’ingrediente magico del mio lavoro. Questo materiale è ciò che mi ha fatto venire voglia di esplorare questo tipo di ricamo. Mi è piaciuta molto l’idea di poter fare un disegno in filo e poi lavare via il tessuto di base. Mi sentivo come se stessi liberando il mio disegno dal tessuto, dandogli nuova vita come oggetto tridimensionale.

Non ho sviluppato io la tecnica del ricamo a macchina a mano libera, né il suo utilizzo su tessuti idrosolubili. Non posso pretendermi questo merito. Ma certamente ho sviluppato determinati approcci specifici alla tecnica che mi danno risultati particolari in funzione di obiettivi specifici.

Il processo a mano libera è in realtà molto semplice. Spengo tutte le impostazioni della mia macchina da cucire in modo che ci sia solo ago che va su e giù molto velocemente. Poi muovo il  tessuto di base intorno all’ago per creare un disegno in filo. È l’equivalente di spostare un foglio di carta piuttosto che una matita per fare un disegno. Il tessuto di base idrosolubile che uso funge da superficie temporanea per il mio disegno. Una volta che la struttura disegnata è completa, lavo via questo tessuto di base lasciando il disegno in filo intatto. Questo disegno può poi essere modellato per fargli assumereuna forma tridimensionale. Generalmente monto i ricami superni particolari che servono da supporti per l’esposizione. L’idea mi è venuta dallo studio delle collezioni di esemplari di insetti.

Embroidery process, work in progress, copyright Meredith Woolnough

Tiny black piece inspired by frog eggs, copyright Meredith Woolnough

 Embroidery in progress

Che tipo di filati usi per il tuo lavoro? Ti piace sperimentare con materiali insoliti?

Sono piuttosto tradizionalista nell’uso del filo. Lavoro esclusivamente con filo per ricamo a macchina in poliestere perché è affidabile e mi piace la qualità della superficie che produce quando è molto cucita in sovrapposizione. Non ho sperimentato a lungo con molti altri tipi di filo. Non ne ho sentito il bisogno. Di tanto in tanto sperimenterò cucendo altri materiali nei miei disegni. Intrappolerò foglie fresche, carte e tessuti tra i miei punti di sutura.  Ma non sono ancora soddisfatta di questi esperimenti, quindi li considero un gioco d’arte piuttosto che un’opera d’arte.

 

Utilizzi un quaderno degli schizzi per disegnare e creare le tue opere d’arte? Utilizzi anche strumenti informatici come la stampa digitale, photoshop…?

Utilizzo il  miosketchbookin maniera intensiva, come guida e sviluppo dei progetti. Ho un certo numero di ‘diari sulla natura’ che uso per documentare  immagini naturalistiche che attraggono la mia attenzione. Questi schizzi e note portano spesso a ulteriori ricerche e, infine, ai disegni che diventano i miei ricami.

Occasionalmente uso Photoshop per modificare le fotografie che ho scattato durante il lavoro sul campo. Ma questoaccade  più raramente. E ‘per lo più tutto fatto con carta e matita. Sono un po’ “vecchia scuola”,  tradizionalista.

Amazonian Water Lily” (2014) 69 x 69cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Woolnough

“Amazonian Water Lily – detail” (2014) 69 x 69cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Woolnough

Grazie all’uso di fili, alla trasparenza e all’assenza di un tessuto come sfondo per il tuo lavoro, le tue sculture esprimono un’idea di fragilità e leggerezza. Qual è più precisamente il ruolo dei vuoti (trasparenza) nelle tue opere d’arte?

Aspiro a catturare leggerezza e fragilità nel mio lavoro – quindi sono molto contenta che tu abbia colto questo aspetto.

Il motivo principale per cui ho inserito lo spazio negativo nei miei ricami è perché permettono la creazione di meravigliose ombre. Quando i miei pezzi sono ben illuminati c’è una danza di motivi d’ombra proiettata dietro l’opera d’arte. Faccio di tutto per montare sempre il mio lavoro a pochi centimetri dal pannello di supporto o dalla parete della galleria in modo da ottenere questo effetto ombra. Sento che queste proiezioni aggiungono un’altra dimensione al lavoro e danno vita ai miei ricami.

Ginkgo Florette – detail”, 2014 in the morning light, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgo Circle”, 2014, 40 x 40cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgo Florette”, 2014, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgobilobastudy”, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgo Florette”, 2014, copyright Meredith Woolnough,

Meredith, qualche settimana fa, abbiamo inserito nel nostro sito ArteMorbida la recensione del tuo libro “OrganicEmbroidery”. Puoi parlarci di come è nato il progetto di questo libro e dei suoi contenuti?

Il libro è nato perché tante persone mi chiedevano informazioni relative alle tecniche che uso. Sembra che ci sia molto interesse per il mio lavoro e per questa specifica forma di ricamo. Così, quando mi è stata offerta l’opportunità di scrivere un libro, ho colto al volo la possibilità. Se avessi saputo quanto lavoro avrebbe comportato, forse avrei esitato. Ma ora che è tutto fatto sono molto contenta del risultato.

In OrganicEmbroidery condivido tutto quello che so e amo del lavoro con elementi naturalistici e del processo di ricamo che uso per creare le mie opere d’arte. Parlo della mia pratica dall’inizio alla fine, raccontando le storie sulle mie opere preferite lungo il percorso. Ci sono molti elementi didattici in tutto il libro.

“Stitched specimens”, 2015, dimensions variable, embroidery thread, wall installation, copyright Meredith Woolnough

“Nature Studies”, 2014, embroidery thread and pins on paper, each measuring 40 x 40cm, copyright Meredith Woolnough

Come è evoluto il tuo lavoro dai primi pezzi fino ad oggi?

Il mio primo lavoro era puramente sperimentale. Giocavo con le possibilità di questa tecnica di ricamo, scarabocchiando ogni sorta di forme e strutture per vedere cosa sarebbe successo nel momento in cui avessi lavato via il tessuto di base. Fondamentalmente, all’inizio ho cucitoparecchi pasticci aggrovigliati. Mentre ero ancora all’Università ho sviluppato un modo di cucire densamente per poter creare forme più solide e mirate.

Una volta usciti dall’università sono passata al lavoro ispirato dalla natura, centrando il tema fondamentale del mio percorso artistico. Ho iniziato con una serie di piccoli pezzi circolari ispirati a motivi di corallo. Questa gamma era molto popolare, così ho continuato a lavorare su questo tema per alcuni anni, rimanendo profondamente affascinata dal corallo e dalle sue forme.

In seguito alla mia ossessione per il corallo ho iniziato a introdurre altri soggetti nel mio repertorio, come foglie e conchiglie. Sono stata attratta da questi soggetti perché, come il corallo, hanno strutture belle e intricate. Oggi mi concentro ancora sulle strutture naturali. Continuo ad andare sempre più in profondità. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e affascinante da studiare e rappresentare in filigrana.

Mushroom coral Mandala”, 2015, 93 x 93cm, embroidery thread and pins on paper

The New Neighbours”, 2017, Tamworth Regional Gallery Install, copyright Meredith Woolnough

The New Neighbours detail”, copyright Meredith Woolnough

A cosa stai lavorando in questo momento? Vuoi parlarci dei tuoi attuali progetti tessili e delle tue mostre presenti o future?

In questo momento sto lavorando ad un nuovo corpus di opere per le mostre che ho in programma quest’anno. Sto studiando alcune piante autoctone della mia zona, concentrandomi sulle foglie di alcune specie di Banksia ed eucalipto. Comincio raccogliendo un mucchio di foglie vere, studiandole e disegnandole. Poi svilupperò un disegno che si tradurrà in ricamo, dopo vari studi del soggetto dal punto di vista naturalistico e tecnico.

Sto progettando una serie di grandi composizioni circolari con questi tipi di foglie, insieme ad alcuni studi più piccoli. Finora ho fatto un grande “cerchio di foglie” che è una disposizione stretta composta da oltre cento foglie. Mi ci è voluto più di un mese per cucire. Speriamo che gli altri non siano così dispendiosi in termini di tempo perché  nelle prossime mostre dovrò riempire molti muri vuoti nelle stanze delle esposizioni!

“Leaf circle”, 2018 (front view)

Leaf Circle”, 2018 (angle view)

First four Leaf studies of 2019, copyright MeredeithWoolnough

 “Leaf circle”, 2018 (detail)

Interview

Interview with Meredith Woolnough

Meredith Woolnough is a visual artist that works and lives near the coastal region of Newcastle NSW, Australia. Her elegant embroidered traceries capture the beauty and fragility of nature in knotted embroidery threads. Meredith’s work is held in both private and corporate collections worldwide. Her works express the essence of her art better than simple words can.

This is the link at her website:

http://meredithwoolnough.com.au/

Spiramirabilius”,front and angle, copyright Meredith Woolnough

Meredith, can you tell us how your passion for machine embroidery started?

I have always found embroidery relaxing and enjoyable but I didn’t get excited about machine embroidery until I was introduced to the freehand embroidery technique while at University. This technique allowed me to drawwith my sewing machine and my mind just burst with ideas and possibilities.

I then spent my entire honours year focusing on the freehand machine embroidery technique, specifically working ontowater-soluble fabric. I learnt so much and really fell in love with the process along the way. I made lots of mistakes that year as I tried to push the limits of the technique. Now almost 13 year later I am still discovering new ways to work with this embroidery process and I still love it!

Embroidery process, work in progress, copyright Meredith Woolnough

The subjects of your work are exclusively elements of the natural landscape. Why this choice?

Quite simply, I have always been drawn to the natural world and find endless sources of inspiration in it. I am a bit of a science nerd and I love to combine my love for biology and botany with my passion for embroidery.

“Azure Ammonite”, 2015, 93 x 103cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Wolnough

Clear resin collection, copyright Meredith Woolnough

“Hydrangea leaf”, 2018, copyright Meredith Woolnough

Caladium”, 2016, 81.5 x 66cm, embroidery thread and pins on paper

Your embroidery technique involves the use of a textile support that dissolves in water. The completed work is delicately three-dimensional. Can you tell us about your technique and how you developed it?

Water-soluble fabric is the magic ingredient in my work. This material is what made me want to explore this type of machine embroidery in the first place. I loved the idea that I could do a drawing in thread and then wash the base fabric away. I felt like I was liberating my drawing from the fabric and giving it new life as a three dimensional object.

I didn’t develop the freehand machine embroidery technique, nor it’s use on water-soluble fabrics. I can’t claim any of that. But I have certainly developed specific approaches to the technique that give me the results I want.

The freehand process is actually very simple. I turn all the settings on my sewing machine off so that it is just that needle going up and down really fast. I then move my base fabric around the needle to build up a drawing in thread. It is the equivalent of moving a sheet of paper rather than a pencil to do a drawing. The water-soluble base fabric that I use acts as a temporary surface for my drawing. Once the drawn structure is complete, I wash away this base fabric leaving my threaddrawing behind. This drawing can then be shaped and molded to give it more form. I generally mount my drawings onto pins to display them. I got that idea from studying insect specimen collections.

Embroidery process, work in progress, copyright Meredith Woolnough

Tiny black piece inspired by frog eggs, copyright Meredith Woolnough

 Embroidery in progress

What kind of yarns do you use for your work? Do you like to experiment with unusual materials?

I am pretty traditional in my use of thread. I work exclusively with polyester machine embroidery thread because it is reliable and I like the surface quality it produces when it is densely stitched. I haven’t experiment with many other thread types for a long time. I haven’t felt the need to. I will occasionally experiment by stitching other materials into my drawings. I will trap fresh leaves, papers and fabrics in between my stitches.  But I haven’t been happy with these experiments just yet, so I am counting them as art play rather than art work.

 

Do you use a sketchbook to design and create your art work? Do you also use computer tools such as digital printing, photoshop…?

I do a lot of sketchbook work as a lead up to my designs. I have a number of ‘nature journals’ that I use to document the things that interest me from the natural world. These sketches and notes often lead to further research and eventually to the designs that become my embroideries.

I occasionally use Photoshop to edit photographs I have taken while doing fieldwork. But this is rare. It’s mostly all done with pencil and paper. I’m a bit ‘old school’ like that.

Amazonian Water Lily” (2014) 69 x 69cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Woolnough

“Amazonian Water Lily – detail” (2014) 69 x 69cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Woolnough

Thanks to the use of threads, transparency and the absence of a fabric as a background for your work, your sculptures express an idea of fragility and lightness. What is more precisely the role of empty spaces  (transparency) in your art works?

I aspire to capture lightness and fragility in my work – so I am very glad that you identified that.

My main reason for including negative space in my embroideries is because they allow for creation of wonderful shadows. When my pieces are lit well there is a dance of shadow patterns projected behind the artwork. I go to great lengths to always mount my work a few centimeters proud of the backing board or gallery wall so that I get this shadow effect. I feel these shadows add another dimension to the work and give my embroideries life.

Ginkgo Florette – detail”, 2014 in the morning light, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgo Circle”, 2014, 40 x 40cm, embroidery thread and pins on paper, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgo Florette”, 2014, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgobilobastudy”, copyright Meredith Woolnough,

“Ginkgo Florette”, 2014, copyright Meredith Woolnough,

Meredith, a few weeks ago, we included in our ArteMorbida website the review of your book “Organic Embroidery”. Can you tell our readers how the project of this book and its contents was born?

The book came about because so many people were begging for it. There seems to be a lot of interest in my work and in this specific form of embroidery. So when I was offered the opportunity to write a book, I jumped at it. If I had known how much work it was going at the time I may have hesitated. But now that it is all done I am very happy with how it turned out.

In Organic Embroidery I share all that I know and love about working from nature and the embroidery process that I use to create my artworks. I discuss my practice from start to finish with lots of stories about my favorite artworks along the way. There are plenty of instructional elements throughout the book as well.

“Stitched specimens”, 2015, dimensions variable, embroidery thread, wall installation, copyright Meredith Woolnough

“Nature Studies”, 2014, embroidery thread and pins on paper, each measuring 40 x 40cm, copyright Meredith Woolnough

How has your work evolved from the first pieces to date?

My early work was purely experimental. I just played with the possibilities of this embroidery technique, scribbling all sorts of shapes and structures to see what would happen when I washed the base fabric away. Basically, I made a lot of tangled messes to begin with. While still at University I developed a way of stitching densely so I could create more solid, purposeful forms.

Once out of university I moved onto nature inspired work. This began with a series of small circular pieces inspired by coral patterns. This range was very popular so I kept making work along this theme for a few years, becoming deeply fascinated by coral as a result.

Following my coral obsession I started to introduce other subjects into my repertoire; such as leaves and shells. I was drawn to these because, like coral, they have beautiful and intricate structures. Today I am still focused on natural structures. I keep going deeper and deeper down that rabbit hole. I am always on the look out for something new and fascinating to study and depict in thread.

Foto 17

Mushroom coral Mandala”, 2015, 93 x 93cm, embroidery thread and pins on paper

The New Neighbours”, 2017, Tamworth Regional Gallery Install, copyright Meredith Woolnough

The New Neighbours detail”, copyright Meredith Woolnough

What are you working on right now? Do you want to tell us about your current textile projects and current or future exhibitions?

Right now I am working on a new body of work for the exhibitions I have coming up later this year. I am studyingsomenative plants in my local area, focusing on the leaves from certain Banksia and Eucalypt species. I start by collecting a bunch of real leaves, studying and sketching them. Then I will develop a drawn design that will translate well into embroidery.

I am planning on having a series of large circular arrangements featuring these leaf types, along with some smaller studies. So far I have made one large ‘leaf circle’ which is a tight arrangement made up of over one hundred leaves. It took me over a month to stitch. Hopefully the others won’t be so time consuming because I have lots of wall space to fill in those upcoming exhibitions.

“Leaf circle”, 2018 (front view)

Leaf Circle”, 2018 (angle view)

First four Leaf studies of 2019, copyright MeredeithWoolnough

 “Leaf circle”, 2018 (detail)

Maria Rosaria Roseo

English version Dopo una laurea in giurisprudenza e un’esperienza come coautrice di testi giuridici, ho scelto di dedicarmi all’attività di famiglia, che mi ha permesso di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari di mamma. Nel 2013, per caso, ho conosciuto il quilting frequentando un corso. La passione per l’arte, soprattutto l’arte contemporanea, mi ha avvicinato sempre di più al settore dell’arte tessile che negli anni è diventata una vera e propria passione. Oggi dedico con entusiasmo parte del mio tempo al progetto di Emanuela D’Amico: ArteMorbida, grazie al quale, posso unire il piacere della scrittura al desiderio di contribuire, insieme a preziose collaborazioni, alla diffusione della conoscenza delle arti tessili e di raccontarne passato e presente attraverso gli occhi di alcuni dei più noti artisti tessili del panorama italiano e internazionale.