Interviste

Intervista con Stewart Kelly

Stewart Kelly è un artista inglese di fama internazionale che ha esposto le sue opere in numerose mostre in Europa, Stati Uniti , Canada e Cina.

Stewart ha conseguito una laurea in Fashion & Textiles Design presso la Liverpool John Moores University, specializzandosi in arte tessile e design.

Il suo lavoro ruota attorno alla figura umana che l’artista rappresenta trasfigurandola attraverso un processo di sovrapposizione di immagini. Queste, durante l’iter creativo, si trasformano perdendo in parte la loro natura fisica e ne assumono una più spiccatamente concettuale.

Le sue figure si distaccano dalla materialità della vita concreta e rappresentano l’esperienza che fa l’artista dell’umanità e del suo evolversi nel tempo.

Del suo lavoro è stato scritto:”Stewart, come artista, mostra che l’esperienza umana è molto più della somma delle sue parti materiali, che ogni vita è un’esperienza multipla. Attraverso la sua coerente sovrapposizione(…) di più immagini della forma umana, (…) sta celebrando il viaggio che tutti noi compiamo vivendo.  Egli ritrae attraverso il suo lavoro, attraverso il simbolismo delle linee cucite, i fili delle nostre vite, fili che sono sia fisici che sensoriali. Stewart ritrae la forma umana in tutta la sua pienezza, come espressione della completezza dell’esperienzadella vita.”

Capire il lavoro di Stewart è capire che niente è mai veramente immobile, che tutto è movimento e gesto. La fluidità e lo scorrere del tempo generano cambiamenti, è ciò è perfettamente reso attraverso le linee, il punto e i fili che intrecciandosi nell’immagine fanno trasparire, inoltre, la stretta connessione tra l’artista e il suo soggetto.

Qui i link per seguire l’artista:

www.stewartkellyartist.com
www.axisweb.org/p/stewartkelly
www.bankley.org.uk/artist-stewart-kelly
www.facebook.com/stewartkellyartist
www.twitter.com/SKellyArtist
www.instagram.com/stewartkellyartist
www.linkedin.com/in/stewartkellyartist
www.pinterest.com/stewartkellyartist

“Face to Face 1”, 2015
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm.
copyright Stewart Kelly

Face to Face 1–detail”, 2015,
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm                  
copyright Stewart Kelly

Stewart, ci puoi parlare della scelta di utilizzare i fili come medium della tua arte?

Sono sempre stato interessato all’ambiguità del tessile, alla possibilità di lavorare con questo mezzo e alla sua capacità di trascendere i confini tra arte, artigianato e design.

Trovo che la possibilità di collocare le tecniche tradizionali in un contesto contemporaneo, accanto alla possibilità di disegnare con il filo e dipingere con il punto, sia una fonte inesauribile di ispirazione.

Credo che questa ambiguità alluda alla condizione umana e continui ad avere una rilevanza particolare per le mie idee creative.

“Life Lines 8”
Monoprint and Machine Embroidery on Paper
Copyright Stewart Kelly

“Life Lines 11
Monoprint and Machine Embroidery on Paper
Copyright Stewart Kelly

Le tue opere hanno una base figurativa, poi strato dopo strato, si trasformano in immagini astratte. Può parlarci di questo rapporto tra rappresentazione figurativa e rappresentazione astratta nei tuoi lavori?

Il sovrapporsi di linee disegnate e cucite all’interno dei miei lavori si traduce spesso nella creazione di immagini astratte.

Sono interessato a come i pezzi si evolvono in questo modo e a come questo processo fornisca una metafora all’interno dell’opera. Quando le immagini figurative si sovrappongono più volte, diventano astratte, acquistano una nuova identità e sono soggette a reinterpretazione.

L’androginia delle figure incarna un distacco dal genere, dalla cultura e dal pensiero. Credo che l’aspetto universale delle figure inviti lo spettatore ad abitare l’opera e a sperimentare i gesti e i movimenti.

“Face to Face 2”, 2015
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm
Copyright Stewart Kelly

“ Face to Face 2 (Detail)”, 2015
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm.
Copyright Stewart Kelly

Qual è per te il significato della stratificazione, che è una caratteristica costante delle tue opere?

Il processo di stratificazione ha un significato particolare nella creazione di ciascuna delle mie opere.

Inizialmente, faccio disegni che hanno lo scopo di sviluppare una figura. Lavoro intuitivamente per creare disegni espressivi che mirano a catturare le sottigliezze del gesto e del movimento. Riporto spontaneamente le mie risposte, concentrandomi quasi interamente sul soggetto, inconsapevole dell’immagine che si evolve sulla carta. Man mano che le linee si accumulano e si sovrappongono, l’immagine diventa astratta. Le figure diventano meno riconoscibili, quasi mimetizzate tra la moltitudine di linee. Ogni segno è unico e documenta un momento nel tempo. Le mie osservazioni e risposte sono sintetizzate nella linea.

Poi trasformo e sviluppo i disegni tagliando, ricomponendo e cucendo. Le linee disegnate già esistenti, vengono enfatizzate con l’uso delle cuciture, mentre ulteriori linee, derivanti da uno studio ulteriore e separato del soggetto, vengono imposte sulla superficie. La diversità tra le linee disegnate e quelle cucite, crea texture uniche e influisce sulla qualitàdi tutto il lavoro. La linea disegnata è immediata, mentre la cucitura è più lenta e frutto di diversa riflessione. Occasionalmente le figure sono riconoscibili, mentre in contrasto una linea può rappresentare un gesto o un breve momento nel tempo. Gli strati di linee disegnate e cucite registrano un accumulo di osservazioni, una sorta di mappa di incontri ed esperienze. I pezzi sono complessi e intensi nella loro costruzione. Costruirli è spesso un processo quasi fisico e continuo. Diventano l’incarnazione dell’artista e la registrazione del tempo impiegato per produrli.

L’opera esplora gli effetti della sovrapposizione di più immagini. Lo spettatore è tenuto a interpretare l’immagine creando un dialogo tra il corpo fisico e quello inconscio. Gli strati di materiali e processi diversi creano immagini che cercano di raggiungere un’ambiguità deliberata, dando origine a molteplici possibilità di interpretazione. Lo spettatore è incoraggiato a considerare dove un processo finisce e un altro comincia. L’opera richiede allo spettatore il tempo per comprendere e interpretare le diverse linee e ombre e dare un senso al loro significato sulla base delle proprie molteplici esperienze su più livelli. La qualità e la gamma dei segni incoraggia lo spettatore a riflettere sulla complessità e sulle espressioni che si trovano all’interno dello spettro della natura umana.

Work in progress

Work in progress

Puoi parlarci dell’ultima serie Face to Face?

La serie Face to Face è stata completata tra il 2015 e il 2017. E’ composta da undici opere.

Questa serie di lavori sviluppati dai miei precedenti progetti Fragments, Life Lines and Traces. Questi progetti si sono concentrati su un’interpretazione astratta della forma umana. Tuttavia, la serie Face to Face è volutamente più figurativa e ha una funzione dialettica provocatoria nel suo aspetto. È stata anche un’opportunità per esplorare il colore.

I pezzi sono stati costruiti in più fasi. Inizialmente, ho fatto diversi studi di voltiutilizzando inchiostro su carta. Poi ho tagliato tutte le facce e ho iniziato a disporle in forma di collage. Infine, ho cucito a macchina su una superficie per migliorare le linee e mescolare i colori.

Il lavoro esplora la correlazione tra processo e soggetto. Mi interessava creare una serie di opere che non fossero né esclusivamente disegni né esclusivamente tessuti. I pezzi sono ambigui sia nel processo che nel soggetto.

Il mio lavoro riflette spesso gli eventi della mia vita e ho avuto la fortuna di esporre queste opere in tutto il mondo. Ad oggi questi pezzi sono stati esposti nel Regno Unito, Ucraina, Repubblica Slovacca, Stati Uniti, Canada e Cina. Il progetto The Face to Face mi ha permesso di incontrare e connettermi con artisti, autori e curatori di tutto il mondo.

“Face to Face 4”, 2016
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm
copyright Stewart Kelly

“Face to Face 4 (Detail)”, 2016
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm
copyright Stewart Kelly

Stewart, le tue opere non sono particolarmente grandi, ad es.Fragments e Life Lines sono di piccole dimensioni. Puoi parlarci della tua scelta stilistica?

Le serie Fragmentse Life Lines hannoinaugurato un ulteriore momento di successoper il mio lavoro.

Dopo gli studi, sono tornato a disegnare. Sentivo che il primato del disegno mi avrebbe incoraggiato a tornare a qualcosa di semplice e familiare.

Inoltre, ho iniziato a frequentare l’OpernPrintmaking Studio (OPS), per approfondire le tecniche di  collage e l’incisione.

Nel corso del 2008 sono entrato a far parte della BankleyStudios& Gallery di Manchester. L’acquisizione di uno studio ha offerto al mio lavoro un rinnovato interesse. Ho portato con me la ricchezza di materiale da disegno e stampa che avevo prodotto negli anni precedenti. Ho iniziato a considerare come poter mettere in relazione questo lavoro con la mia pratica tessile.

Volevo esplorare la forma umana come tema, ma non in senso figurativo, qualcosa di più astratto.

Inizialmente, ho usato un mirino per selezionare piccole sezioni di disegni e stampe. In seguito ho iniziato ad abbellire questi pezzi con cuciture a macchina, concentrandomi sulla qualità della linea all’interno dei disegni. I pezzi che ne risultano sono piccoli modelli di disegni su carta e stoffa, che raffigurano aspetti della forma umana.

“Life Lines 1”
Monoprint and Machine Embroidery on Paper

Copyright Stewart Kelly

“Life Lines 4”
Monoprint and Machine Embroidery on Paper

Copyright Stewart Kelly

Come si è evoluto il tuo lavoro nel tempo? Quali sono le differenze tra i tuoi primi lavori e quelli più recenti?

La forma umana e l’esperienza umana sono stati temi ricorrenti nel mio lavoro durante tutta la mia carriera.

Come artista emergente laureato, il mio lavoro è stato spesso introspettivo, a volte autobiografico. Inizialmente, questo includeva anche la documentazione di esperienze personali di passeggiate nel paesaggio naturale. In seguito la figura è diventata centrale nel mio lavoro. Mi sono interessato ad esplorare temi che includevano l’autoritratto, la proiezione dell’identità e la rappresentazione del genere e della sessualità.

Negli ultimi anni, il mio lavoro si è concentrato sull’osservazione degli altri, documentandone i movimenti e le espressioni.

La mia pratica creativa mira alla rappresentazione di  esperienze personali e alla comunicazione delle emozioni. Pertanto, sembrerebbe pertinente che la forma umana sia al centro del mio lavoro.

Inoltre, le mie opere riflettono spesso diversi aspetti della mia vita. Attraverso il mio futuro lavoro e la mia ricerca, spero di acquisire una comprensione più profonda della connessione tra me stesso e la mia creatività.

Face to Face 11”, 2017
Ink & Machine Embroidery on Paper, 140cm X 90cm
copyright Stewart Kelly

“Face to Face 11 (Detail)”, 2017
Ink & Machine Embroidery on Paper, 140cm X 90cm
copyright Stewart Kelly

Come scegli i soggetti o il tema delle tue opere, cosa ti ispira?

I miei lavori recenti sono ispirati dal disegno della forma umana.

Molti artisti figurativi hanno influenzato il mio lavoro nel corso degli anni: David Hockney, Lucian Freud, Francis Bacon, Alberto Giacometti, EgonSchiele, Gustav Klimt, Henry Moore, Frank Auerbach, Vincent Van Gogh, Paula Rego, Frida Kahlo, Willem de Kooning, EuanUglow, Richard Deibenkorn, Jenny Saville, Robert Maplethorpe e Bill Viola per citarne solo alcuni…..

Anche il cinema, il teatro, la danza contemporanea, gli artisti performativi e i fotografi hanno influenzato il mio lavoro.

Può parlarci delle ragioni che ti portano a lavorare in serie, cioè a creare opere che sono connesse in successione?

Dal punto di vista creativo, penso spesso in termini di tema o progetto. Il vantaggio di lavorare in questo modo mi permette di concentrarmi sullo sviluppo di un corpus di lavori per un periodo di tempo. Mentre stavo completando i miei progetti recenti, ero interessato a vedere come i pezzi si sarebbero evoluti in sequenza.

Guardando al futuro, intendo esplorare le possibilità di produrre opere individuali che non necessariamente formano una sequenza, e considerare come possono collegarsi tra loro in un modo diverso.

“Face to Face 5”, 2016
Ink & Machine Embroidery on Paper, 50cm X 155cm.
copyright Stewart Kelly

“Face to Face 5 (Detail)”, 2016, Ink & Machine Embroidery on Paper, 50cm X 155cm, copyright Stewart Kelly

“Face to Face 7”, 2017
Ink & Machine Embroidery on Paper, 230cm X 80cm
copyright Stewart Kelly

Secondo te, è più importante la tecnica o l’idea? Cosa pensi che determini il successo di un’opera?

Idee e processi di lavoro si informano a vicenda. Il processo può, di per sé, diventare una metafora.

Credo che il successo di un’opera sia determinato dalla sincerità e dal dialogo con il pubblico.

Come artista si porta qualcosa nella vita di qualcuno. Sia che vedano il tuo lavoro in una mostra o online, è un’opportunità per ispirare o educare in qualche modo. Per un breve periodo di tempo, è possibile incoraggiare le persone a fermarsi e pensare. Per alcuni, quell’intervento può essere fugace, per altri può accadere qualcosa di potenzialmente potente e dinamico.

L’arte è connessa alla comunicazione. È un linguaggio che si deve creare. Come artista nonnecessariamente trovi te stesso attraverso il tuo lavoro, ma costruisci te stesso. Credo che la mia identità creativa si sia formata attraverso tutte le mie esperienze personali e professionali.

Face to Face 7 (Detail)”, 2017,
Ink & Machine Embroidery on Paper, 230cm X 80cm
copyright Stewart Kelly

Qual è secondo te la differenza più importante tra un artigiano che lavora con fili e tessuti e un artista tessile?

Non mi considero esclusivamente un bravo artista, un designer o un artigiano, ma la mia pratica ha in sé qualcosa di tutti questi aspetti.

Da un punto di vista commerciale, capisco perché esistono categorie per individuare artisti e artigiani. Tuttavia, da un punto di vista creativo, le etichette non hanno senso per me.

Come laureato e artista emergente, è difficile vedere la tua carriera a lungo termine. Ho visto che potrei lavorare a un progetto di design o esporre disegni in una mostra allo stesso tempo. Ho perseguito diverse opportunità e ho lavorato in modi diversi. Nel corso del tempo, la mia pratica si è evoluta in modo organico e il mio lavoro attuale è una fusione di tutte le aree in cui ho lavorato.

Stewart, nella tua biografia ho letto che come artista hai lavorato anche in collaborazione con istituzioni e organizzazioni nel campo della salute mentale. Dalla tua esperienza, in che modo l’arte può avere anche una funzione terapeutica?

Ho un interesse professionale nello studiare come le arti visive possono essere utilizzate come mezzo per migliorare il benessere di un individuo.

Quando siamo creativi, i nostri cervelli rilasciano dopamina, che è un antidepressivo naturale. La creatività di solito richiede concentrazione e può portare alla sensazione di un effetto naturale. Pertanto, partecipare ad attività creative può anche aiutare ad alleviare la depressione.

La persona media sperimenta 60.000 pensieri al giorno. Il 95% di questi pensieri sono simili su base giornaliera. Immergendoti in un’attività creativa produci uno stato quasi meditativo in cui la tua mente si impegna in quello che stai facendo al punto che puoi dimenticare temporaneamente le tue preoccupazioni. Al fine di trovare la calma, la pace e la felicità nella propria vita, l’attenzione deve essere concentrata sul proprio io interiore. Questo si può ottenere diventando disciplinati in un’attività creativa, che naturalmente diminuirà l’importanza e quindi l’impatto su quelle migliaia di pensieri negativi che sperimentiamo ogni giorno.

“Trace 9”.
Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper.
copyright Stewart Kelly

“Trace 9 (Detail)”
Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper

copyright Stewart Kelly

Su cosa stai lavorando in questo momento? Ci vuoi parlare dei tuoi progetti tessili attuali?

Nel corso del 2018 mi sono concentrato sul completamento di una serie di lavori su commissione.

Il progetto è nato nel 2015 durante la mia mostra personale e residenza presso il Bankley Studio & Gallery di Manchester.

Diversianni fa, hoscritto“Introduction to the Profession of Art Therapycon la British Association of Art Therapists.L’arte terapia è una forma di psicoterapia in cui la creazione di immagini e oggetti gioca un ruolo centrale. L’essenza dell’arteterapia risiede nel rapporto tra arte e terapia. Come tale, l’arteterapia coinvolge sia il processo e i prodotti dell’attività immaginativa sia la creazione di un ambiente sicuro all’interno del quale è possibile per gli individui scoprire, esplorare e condividere il significato che le loro immagini o oggetti possono avere per loro.

Durante il corso ho potuto sperimentare e partecipare a molte attività creative e riflessive che i terapisti dell’arte utilizzano nella loro pratica. Il corso era illuminante e mi interessava mettere questa esperienza nel contesto della mia pratica sotto forma di un progetto specifico.

Successivamente, ho iniziato un progetto personale che incorporava testo, punto e tintura per creare una serie di opere che incarnano lo spazio tra disegno, tessuti e scultura.

All’inizio dell’anno sono stato invitato a sviluppare una serie di opere da fotografare e pubblicare in un libro di prossima pubblicazione che esplora il tema dell’arte e della medicina. L’autore ha selezionato alcuni artisti per presentare opere che riflettono su come la creatività può aiutare un individuo a riprendersi da un periodo di malattia fisica o mentale.

Questa commissione ha offerto un nuovo focusal progetto e mi ha portato a  produrre tre nuovi lavori tessili scultorei, 40 Hands, 40 Heads e Me & My Shadow.

 Foto della galleria (Copyright Stewart Kelly)

  • FOTO 1   “Face to Face 8”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • FOTO 2  “Face to Face 8 (Detail)”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • FOTO 3  “Face to Face 9”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • FOTO 4  “Face to Face 9 (Detail)”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • FOTO 5  “Face to Face 3”, 2016, Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm.
  • FOTO 6  “Face to Face 3 (Detail)”, 2016, Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm, copyright Stewart Kelly
  • FOTO 7  Face to Face 6”, 2016, Charcoal, Hand & Machine Embroidery on Paper, 75cm X 80cm
  • FOTO 8   “Face to Face 6 (Detail)”, 2016, Charcoal, Hand & Machine Embroidery on Paper, 75cm X 80cm.
  • FOTO 9  “Trace 4”, Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper.
  • FOTO 10   “Trace 4 (Detail)”. Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper.
Interview

Interview with Stewart Kelly

Stewart Kelly is an internationally renowned British artist who has exhibited his works in numerous exhibitions in Europe, United States, Canada and China.

Stewart holds a BA (Hons) in Fashion & Textiles Design from Liverpool John Moores University, which specializes in textile art and design.

His work revolves around the human figure that the artist represents, transfiguring it through a process of overlapping images. During the creative process, these images are transformed, losing some of their physical nature and taking on a more conceptual nature.

His figures detach themselves from the materiality of concrete life and represent the artist’s experience of humanity and its evolution over time.

It was written of his art work: “Stewart, as an artist, taps into, he understands that physical observation can only take you so far, that the human experience is so much more than the sum of its material parts, that each life is a multiple experience. Through his consistent overlapping of the projection of multiple imagery of the human form in observation and experience, he is celebrating the journey that weare all on.
That is the special significance that Stewarts’s work plays within our conception of life. He portrays through his work, through the symbolism of his line, the strands of our lives, strands that are both physical and sensory, materially commanding and emotionally poignant. Stewart portrays the human form in all its fullness, as the completeness of experience
.”

www.stewartkellyartist.com
www.axisweb.org/p/stewartkelly
www.bankley.org.uk/artist-stewart-kelly
www.facebook.com/stewartkellyartist
www.twitter.com/SKellyArtist
www.instagram.com/stewartkellyartist
www.linkedin.com/in/stewartkellyartist
www.pinterest.com/stewartkellyartist

“Face to Face 1”, 2015
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm.
copyright Stewart Kelly

Face to Face 1–detail”, 2015,
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm                  
copyright Stewart Kelly

Stewart, can you talk about your choice to work with threads as the medium of your art?

I have always been interested in the ambiguity of textiles, the potential for working in this medium, and its ability to transcend the boundaries between fine art, craft and design.

I find the possibilities of placing traditional techniques in a contemporary context, alongside the potential to draw with thread and paint with stitch an endless source of inspiration.

I believe this ambiguity alludes to the human condition and continues to hold a specific relevance to my own creative ideas.

“Life Lines 8”
Monoprint and Machine Embroidery on Paper
Copyright Stewart Kelly

“Life Lines 11
Monoprint and Machine Embroidery on Paper
Copyright Stewart Kelly

Your works have a figurative basis, then layer by layer, they are transformed into abstract images. Can you tell us about this relationship between figurative representation and abstract representation in your works?

The accumulation of drawn and stitched lines within my pieces frequently results in the creation of abstracted images.

I am interested in how the pieces evolve in this way, and how this process provides a metaphor within the work. When figurative images are overlaid multiple times they become abstracted,they acquire a new identity, and are subject tore interpretation.

The androgyny of the figures embodies a detachment from gender, culture and thought. I believe the universal appearance of the figures invites viewers to inhabit the work, and experience their gestures and movements.

“Face to Face 2”, 2015
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm
Copyright Stewart Kelly

“ Face to Face 2 (Detail)”, 2015
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm.
Copyright Stewart Kelly

What is the meaning of stratification for you, which is a constant feature of your works?

The process of layering holds a particular significance in the creation of each of my works.

Initially, I make observational drawings in response to the figure. I work intuitively to create expressive drawings which aim to capture the subtleties found in both gesture and movement. I record my responses spontaneously, focusing almost entirely on the subject, unaware of the image evolving on the paper. As the lines accumulate and overlap, the image becomes abstracted. The figures become less recognizable almost camouflaged amongst the multitude of lines. Each mark is unique and documents a moment in time. My observations and responses are distilled into line.

I then transform and develop the drawings by cutting, re-assembling and stitching. Existing drawn lines are emphasized with stitch whilst additional lines derived from separate studies are imposed over the surface. The diversity of drawn and stitched marks creates unique textures and quality of lines throughout the work. The drawn line is immediate whilst stitching is slower and more reflective. Occasionally figures are identifiable, whilst in contrast a line may represent a gesture or brief moment in time. The layers of drawn and stitched lines record an accumulation of observations, mapping encounters and experiences. The pieces are complex and intense in their construction. Constructing them is often physical and enduring. They become the embodiment of the artist and a record of the time taken to produce them.

The work explores the effects of overlaying multiple images. The viewer is required to interpret the image creating a dialogue between the physical and unconscious body. The layers of different materials and processes create images which seek to achieve a deliberate ambiguity giving rise to the many possibilities of interpretation. The viewer is encouraged to consider where one process ends and another begins. The work demands the viewer’s time to understand and interpret the different lines and shadows and make sense of their meaning based upon their own multi layered experiences. The quality and range of marks encourages the viewer to reflect upon the complexities and expressions found within the spectrum of human nature.

Work in progress

Work in progress

Can you tell us about the most recent series Face to Face?

The Face to Face series was completed between 2015 and 2017. There are eleven works in this series.

This series of works developed from my previous projects Fragments, Life Lines and Traces. These projects focused on an abstract interpretation of the human form. However, the Face to Face series is intentionally more figurative and confrontational in its appearance. It was also an opportunity to explore colour.

The pieces were constructed is several stages. Initially, I made severalobservational studies of faces from life using ink on paper. I then cut out all the faces and began to arrange them in the form of a collage. Finally, I machine stitched over the surface in order enhance lines and blend colours.

The work explores the correlation between process and subject matter. I was interested in creating a series of works which are neither exclusively drawings or textiles. The pieces are ambiguous in both the process and subject matter.

My work often reflects events in my own life, and I have been fortunate to exhibit these works around the World. To date these pieces have been shown in the UK, Ukraine, Slovak Republic, USA, Canadaand China.
The Face to Face project has enabled me to meet and connect with artists, authors and curators around the World.

“Face to Face 4”, 2016
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm
copyright Stewart Kelly

“Face to Face 4 (Detail)”, 2016
Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm
copyright Stewart Kelly

Stewart, your works are not particularly large, such as Fragments and Life Lines are small in size. Can you tell us about your stylistic choice?

The Fragments and Life Linesseries marked a new successful period in exhibiting my work.

Following my studies, I returned to exclusively drawing for a period of time. I felt the primacy of drawing would encourage me to return to something basic and familiar.

In addition, I began to attend an open printmaking studio in order to studycollagraph and etching.

During 2008, I joined Bankley Studios &Gallery in Manchester. Acquiring a studio offered my practice a renewed focus. I took with me the wealth of drawing and print material I had produced during the previous couple of years. I began to consider how I could relate this work to my textile practice.

I wanted to explore the human form as a theme, but not in a figurative sense, something more abstract.

Initially, I used a view finder to select small sections of drawings and prints. I later began to embellish these pieces with machine stitching focusing on the quality of line within the drawings. The resulting pieces are small portals in to drawings on paper and cloth, depicting aspects of the human form.

“Life Lines 1”
Monoprint and Machine Embroidery on Paper

Copyright Stewart Kelly

“Life Lines 4”
Monoprint and Machine Embroidery on Paper

Copyright Stewart Kelly

How has your work evolved over time? What are the differences between your early works and your more recent ones?

The human form and human experience have been enduring themes in my work throughout my career.

As a graduate and an emerging artist, my work was often introspective, sometimes autobiographical. Initially, this included documenting personal experiences of walking in the natural landscape. Later the figure became central to my work. I became interested in exploring themes which included self-portraiture, the projection of identity and the depiction of gender and sexuality.

Over the last few years, my work has focused on observing others, documenting their movements and expressions.

My creative practice aims to document personal experiences and communicate emotions. Therefore, it would seem pertinent that the human form is central to my work.

In addition, my work often reflects different aspects of my life. Through my future work and research, I hope to gain a deeper understanding of the connection between myself and my creativity.

Face to Face 11”, 2017
Ink & Machine Embroidery on Paper, 140cm X 90cm
copyright Stewart Kelly

“Face to Face 11 (Detail)”, 2017
Ink & Machine Embroidery on Paper, 140cm X 90cm
copyright Stewart Kelly

How do you choose the subjects or the theme of your works, what inspires you?

My recent worksare inspired by drawing the human form.

Many figurative artists have influenced my work through the years including; David Hockney, Lucian Freud, Francis Bacon, Alberto Giacometti, Egon Schiele, Gustav Klimt, Henry Moore, Frank Auerbach, Vincent Van Gogh, Paula Rego, Frida Kahlo, Willem de Kooning, Euan Uglow, Richard Deibenkorn, Jenny Saville, Robert Maplethorpe and Bill Viola to name but a few…

Film, theatre, contemporary dance, performance artists and photographers have also influenced my work.

Can you tell us about the reasons that lead you to work in series, that is, to create works that constitute the development of each other?

Creatively, I often think in terms of a theme or a project. The advantage of working in this way means I can focus on developing a body of work over a period of time. Whilst completing my recent projects, I was interested to seehow the pieces would evolve sequentially.

Looking ahead, I intend to explore the possibilities of producing individual works which do not necessarily form a sequenceand consider how they may link together in a different way.

“Face to Face 5”, 2016
Ink & Machine Embroidery on Paper, 50cm X 155cm.
copyright Stewart Kelly

“Face to Face 5 (Detail)”, 2016, Ink & Machine Embroidery on Paper, 50cm X 155cm, copyright Stewart Kelly

“Face to Face 7”, 2017
Ink & Machine Embroidery on Paper, 230cm X 80cm
copyright Stewart Kelly

Is the technique or the idea more important? What do you think determines the success of a work?

Ideas and working processes inform one another. The process can, in itself, become a metaphor.

I believe the success of a piece of work is determined by sincerity and establishing a dialogue with an audience.

As an artist you bring something to someone’s life. Whether they view your work in an exhibition or online, it is an opportunity to inspireor educate in some way. For a short time, you can encourage people to stop and think. For some, that intervention may be fleeting, for others something potentially powerful and dynamic may happen.

Art is about communication. It is a language you have to create. As an artist you do not necessarily find yourself through your work, but you make yourself. I believe, my creative identity has been formed through all my personal and professional experiences.

Face to Face 7 (Detail)”, 2017,
Ink & Machine Embroidery on Paper, 230cm X 80cm
copyright Stewart Kelly

What do you think is the most important difference between a craftsman who works with threads and fabrics and a textile artist?

I do not consider myself exclusively a fine artist, a designer or a craftsperson, however, my practice contains an element of all of these.

From a business point of view, I understand why categories exist in order to locate artists and makers. However, from a creative point of view, labels do not make sense to me.

As a graduate and an emerging artist, it is difficult to see your career long term. I found I would often be working on a design project or exhibiting drawings in an exhibitionat the same time. I pursued diverse opportunities and worked in different ways. Over time, my practice has evolved in an organic way, and my current work is a fusion of all the areas I have worked.

Stewart, in your biography I read that as an artist you have also worked in collaboration with institutions and organizations in the field of mental health. From your experience, how can art also have a therapeutic function?

I have a continuing professional interest in studying how the visual arts may be utilised as a means to enhance an individual’s wellbeing.

When we are being creative, our brains release dopamine, which is a natural anti-depressant. Creativity usually takes concentration and it can lead to the feeling of a natural high. Therefore, participating in creative activities may even help alleviate depression.

The average person experiences 60,000 thoughts a day. 95% of those thoughts are similar on a daily basis. Immersing yourself in a creative activity produces an almost meditative state where your mind becomes engaged in what you are doing to the extent that you may temporarily forget your worries. In order to find calm, peace, and happiness in one’s life, the focus needs to be on one’s inner self. This can be achieved by becoming disciplined in a creative activity that will naturally lessen the importance and therefore impact on those thousands of thoughts we experience every day.

“Trace 9”.
Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper.
copyright Stewart Kelly

“Trace 9 (Detail)”
Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper

copyright Stewart Kelly

What are you working on right now? Do you want to tell us about your current textile projects?

During 2018 I have focused on completing a series of commissioned works.

The project was originally established in 2015 during my Bodyworks solo exhibition and residency at Bankley Studio & Gallery in Manchester.

Several years ago, I completed an Introduction to the Profession of Art Therapywith the British Association of Art Therapists. Art therapy is a form of psychotherapy in which making images and objects plays a central role. The essence of art therapy lies in the relationship between art and therapy. As such, art therapy involves both the process and the products of imaginative activity and the provision of a safe environment within which it is possible for individuals to discover, explore and share the meaning their images or objects may have for them.

During the course, I was able to experience and participate in many creative and reflective activities art therapists utilise in their practice. The course was enlightening and I was interested in placing this experience in the context of my own practice in the form of a specific project.

Subsequently, I established a personal project which incorporated text, stitch and dye in order to create a series of works which embody the space between drawing, textiles and sculpture.

Earlier in the year, I was invited to develop a series of works to be photographed and published in a forthcoming book exploring the theme of art and medicine. The author has selected certain artists to submit works which reflect upon how creativity can assist an individual in recovering from a period of physical or mental ill health.

This commission offered a renewed focus for the project and resulted in three new sculptural textile pieces, 40 Hands, 40 Heads and Me & My Shadow.

 Photo of gallery (Copyright Stewart Kelly)

  • PHOTO 1   “Face to Face 8”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • PHOTO 2  “Face to Face 8 (Detail)”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • PHOTO 3  “Face to Face 9”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • PHOTO 4  “Face to Face 9 (Detail)”, 2017, Ink & Machine Embroidery on Paper, 180cm X 90cm.
  • PHOTO 5  “Face to Face 3”, 2016, Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm.
  • PHOTO 6  “Face to Face 3 (Detail)”, 2016, Ink & Machine Embroidery on Paper, 60cm X 60cm, copyright Stewart Kelly
  • PHOTO 7  Face to Face 6”, 2016, Charcoal, Hand & Machine Embroidery on Paper, 75cm X 80cm
  • PHOTO 8   “Face to Face 6 (Detail)”, 2016, Charcoal, Hand & Machine Embroidery on Paper, 75cm X 80cm.
  • PHOTO 9  “Trace 4”, Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper.
  • PHOTO 10   “Trace 4 (Detail)”. Ink, Wax and Machine Embroidery on Paper.

Maria Rosaria Roseo

English version Dopo una laurea in giurisprudenza e un’esperienza come coautrice di testi giuridici, ho scelto di dedicarmi all’attività di famiglia, che mi ha permesso di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari di mamma. Nel 2013, per caso, ho conosciuto il quilting frequentando un corso. La passione per l’arte, soprattutto l’arte contemporanea, mi ha avvicinato sempre di più al settore dell’arte tessile che negli anni è diventata una vera e propria passione. Oggi dedico con entusiasmo parte del mio tempo al progetto di Emanuela D’Amico: ArteMorbida, grazie al quale, posso unire il piacere della scrittura al desiderio di contribuire, insieme a preziose collaborazioni, alla diffusione della conoscenza delle arti tessili e di raccontarne passato e presente attraverso gli occhi di alcuni dei più noti artisti tessili del panorama italiano e internazionale.