Kramer contro Kramer

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Due grandissimi attori, ancora giovanissimi ma non alle prime armi Meryl Streep e Dustin Hoffman sotto la direzione di Avery Corman. Il film è del ’79, un tema famigliare molto in discussione, l’affidamento di un figlio dopo la separazione. Temi ancora validi. Il film resiste al tempo.

Siamo a New York, Ted (Dustin Hoffman) fa il pubblicitario nella città più caotica del mondo, sua moglie Joanna (Meryl Streep) non ne può più vuole il suo spazio, ritrovare sé stessa e abbandona il tetto coniugale lasciando il marito a doversi occupare del figlio Billy. Lui è impreparato, non sa nulla di come si fa, il bimbo gli fa da maestro e i loro incontri mattutini e le corse verso la scuola sempre in ritardo, sono le scene più divertenti.

Si crea tra i due un legame molto forte e l’indifferente padre capisce che la presenza del bimbo lo rende felice, Billy diventa la sua priorità e capisce quanto la sua vita sia cambiata in meglio. Dopo molti mesi, quando Joanna ritorna ritrova intatto l’affetto del bambino e lo rivuole con sé. La soluzione diventa una battaglia legale per l’affidamento. Naturalmente il bambino viene assegnato alla donna. Ted non vuole rinunciare al bimbo però non ricorre in appello, per non dover portare Billy davanti al Giudice. Sarà Joanna alla fine a capire che quel bambino ha bisogno di suo padre più di ogni altra cosa e rinuncerà a riprendersi il figlio.

La sequenza dove compare il quilt menzionato nel titolo è quella in cui il bimbo spaventato da incubi notturni dopo molti rifiuti del padre s’infila nel grande letto e i due si svegliano la mattina dopo insieme.

Notina. Guardare un film con Dustin Hoffman in originale è spiazzante, senza togliere niente, alla bravura del suo doppiatore, questo bravissimo attore ha un tono così profondo da fare invidia ad una voce da basso.

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