• 8 Dicembre 2022 14:14

L’ARTE DEL DENIM: BERTO INDUSTRIA TESSILE

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Quella di Berto Industria Tessile è un’eccellenza tutta italiana in cui si intrecciano storia famigliare ed aziendale. Un’impresa sempre proiettata verso il futuro e che da oltre un secolo sa anticipare e interpretare lo spirito del tempo. Questa capacità di guardare avanti e di leggere la contemporaneità è confermata anche dal recente progetto di collaborazione con il duo di artisti Federica Patera e Andrea Sbra Perego, una sinergia tra industria e arte di cui ci ha raccontato – insieme a molto altro – Francesca Polato dell’ufficio marketing dell’azienda, in questa intervista esclusiva.

Una lunga storia tessile che intreccia quella famigliare a quella imprenditoriale. Come condensare questa avventura lunga oltre un secolo in poche righe?

È molto difficile in poche righe raccontare la storia imprenditoriale della famiglia Berto perché stiamo parlando della storia di 4 generazioni di una famiglia che in 135 anni è riuscita, e riesce ancora oggi a trovare, il suo spazio nel panorama Tessile e Moda nazionale ed internazionale. Questa lunga avventura nasce a Bovolenta, una piccola città in provincia di Padova, dove l’azienda si trova ancora oggi, grazie ai fratelli Giuseppe ed Egidio Berto che iniziano a tessere le vele per le navi ed i pescherecci della vicina Venezia. L’azienda poi passa negli anni attraverso vari settori, dal Tessile per la casa all’abbigliamento da lavoro, il tessuto protagonista di quest’ultimo settore è la “Massawa”, dalla quale nasce poi l’interesse ad inoltrarsi verso le straordinarie ed inimitabili peculiarità dell’indaco e del denim, tessuto appunto tinto con indaco. Ciò accadde intorno agli anni ’70. Ancora oggi è il denim il prodotto principale di Berto. Berto dunque grazie all’esperienza maturata negli anni, unita all’innovazione, è in grado di proporre ai più importanti brand di moda nazionali ed internazionali i suoi tessuti Denim di qualità e sostenibili.

Copyright Berto Industria Tessile

Un’impresa la vostra che ha nel suo DNA valori sociali e etici – dal lavoro all’ambiente – che coltiva attraverso una ricerca continua e nuove collaborazioni…

Nel DNA dell’azienda ci sono le 5R, 5 parole, 5 verbi, 5 esortazioni che racchiudono la nostra filosofia. Queste 5 parole sono RISPETTA, RIDUCI, RIUSA, RICICLA e RIPARA. Ognuna di esse guida la proprietà e i dipendenti nelle scelte e nella vita di ogni giorno, dai rapporti con i fornitori a quelli con i clienti, dai rapporti tra dipendenti stessi, o tra l’azienda e il territorio circostante.

Bovolenta ospita l’azienda dal 1887 appunto, e l’azienda da sempre ha dato lavoro alle persone del territorio circostante. Ne nasce quindi un rapporto necessariamente stretto, intenso, e indubbiamente rispettoso. Berto rispetta il territorio, Berto rispetta e ha cura dei propri dipendenti. Berto oltre alle generazioni della famiglia alla guida dell’azienda ha visto al suo interno più generazioni di famiglie di dipendenti, dando lavoro al figlio come forma di riconoscenza di quanto negli anni addietro aveva fatto il padre. È importante sottolineare che la sostenibilità ambientale è strettamente legata alla Ricerca e all’Innovazione, negli anni infatti tutti i processi sono stati implementati e ripensati per raggiungere la massima efficienza in termini di utilizzo di risorse (acqua) ed emissioni di co2. Le nuove collaborazioni nascono appunto dalla ricerca continua che ci permette di conoscere nuovi fornitori, nuovi clienti, nuove associazioni, nuovi individui grazie ai quali aprire la propria mente ed esplorare nuovi orizzonti.

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Recentemente la vostra attenzione si è rivolta anche verso l’ambito culturale, in particolare quello artistico, in un’ottica di upcycling che consente di trasformare gli scarti in opere d’arte. Tra le prime partnership quella con il duo di artisti Federica Patera e Andrea Sbra Perego. Com’è nata questa collaborazione e come si è concretizzata?

La collaborazione con gli artisti Federica e Andrea è nata grazie ad un nostro interesse comune: dare a degli scarti tessili un nuovo valore. Federica e Andrea hanno scritto una mail al nostro indirizzo di posta elettronica alla quale ho risposto personalmente. Mi hanno raccontato del loro lavoro e della loro passione per l’arte e nello specifico per la Fibre Art Contemporanea, mi hanno mandato anche delle foto di esempio delle loro opere e ne sono rimasta piacevolmente impressionata. Lo step immediatamente successivo è stato inviare loro quello che sarebbe stato poi la materia che hanno trasformato in opera d’arte. Concretamente quindi ho raccolto alcuni scarti di filato e di tessuto che inevitabilmente abbiamo in quanto azienda produttiva e glieli ho spediti. Con questi scarti hanno realizzato una bellissima opera d’arte “La città dei libri” che è stata esposta alla Mostra di Perugia. Abbiamo inoltre condiviso sulle nostre pagine social questa bella iniziativa, perché è importante per noi condividere con i nostri followers e con i nostri clienti i vari ambiti in cui Berto si addentra.

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Quale può o dovrebbe essere nell’ottica dell’azienda il ruolo delle imprese nella promozione della cultura?

Noi stiamo iniziando da poco ad avvicinarci all’arte e alla cultura, e lo stiamo facendo grazie a queste piccole collaborazioni con artisti emergenti, ma siamo molto propensi a continuare con questo tipo di relazioni. L’idea di dare nuova vita e soprattutto di INNALZARE rispetto a prima il valore di un materiale che per noi non ne aveva più è una cosa importantissima e segue benissimo la nostra vision aziendale che in tutto e per tutto ci guida: la regola delle 5R che sono RESPECT, REDUCE, REUSE, RECYCLE, REPAIR. Essendo un’azienda di moda che si propone a grandi stilisti anche di alta moda, la promozione della cultura dovrebbe essere molto importante e dovrebbe anche aiutarci a far loro delle proposte ricche di valore aggiunto.

Gli scarti tessili sono protagonisti anche di un progetto che unisce arte e didattica. In cosa consiste?

Si, il progetto si chiama Detox Circul Art. Dal 2016 Berto fa parte del Consorzio Italiano Implementazione Detox, grazie al quale abbiamo sottoscritto l’impegno Detox, promosso da Greenpeace, avviando così un importante percorso di miglioramento. Attraverso la sottoscrizione di questo impegno Berto Industria Tessile riconosce l’importanza di eliminare le sostanze pericolose dal ciclo produttivo. Condividiamo questo impegno con un gruppo di aziende del distretto tessile di Prato, con il coordinamento di Confindustria Toscana Nord.

Questo nuovo percorso vuole arricchire il nostro costante impegno nel rispetto dell’ambiente e della salute dei lavoratori e dei consumatori attraverso prodotti e lavorazioni di qualità. Nell’ambito di questo, il consorzio Detox ha appunto organizzato DETOX CIRCULART. DetoxCirculArt è il progetto di circolarità tessile che vede protagoniste aziende del Cid, insieme all’artista Francesca Pasquali, gli studenti dell’Accademia Costume e Moda con il professore Santo Costanzo e Terramedia project. L’opera realizzata con gli scarti tessili dell’azienda del consorzio (tra cui i nostri) sarà visibile dall’8 giugno nella sede milanese dell’Accademia.

Quali potrebbero essere in futuro gli sviluppi di questo impegno nell’arte contemporanea?

È ancora presto per dirlo in quanto siamo agli inizi, ma sicuramente sarebbe molto bello unire delle opere di Fibre Art Contemporanea ai reperti storici presenti in azienda e realizzare una mostra che unisce il PASSATO e il FUTURO del tessile. Berto è nata nel 1887 e quindi sono presenti in azienda diversi documenti, macchinari e strumenti molto antichi ai quali sarebbe bellissimo dare luce.