FIBER LAB - Risorse Creative

Lo Sketchbook: un’importante risorsa

Lo sketchbook è un modo di pensare e di pianificare.
Altrimenti detto, il quaderno degli schizzi è un mezzo molto efficace per annotare idee sotto forma di disegno ( ma non solo), per memorizzare e per elaborare concetti.
Molti artisti lo utilizzano per esplorare temi, fare studi compositivi o registrare semplicemente spunti creativi. Pensiamo ai 178 quaderni di schizzi realizzati da Picasso durante la sua vita!
Lo sketchbook perciò, può anche essere considerato come un diario dell’artista che gli permette, in modo semplice e informale, di raccogliere immagini, fotografie personali, piccoli campioni di materiali, fare disegni basati sull’ispirazione del momento, gli permette cioè di conservare tutte quelle idee che potranno poi essere riprese e usate proficuamente  per nuovi lavori.
L’album degli schizzi perciò sarà fondamentale come base e come spunto per dare l’avvio ad un nuovo progetto artistico, ancor di più se si ha la buona abitudine di lavorare in serie. Cioè se si è abituati a produrre lavori che siano tra loro collegati, che siano uno lo sviluppo dell’altro, muovendosi nell’ambito di un processo di evoluzione creativa che si snoda intorno ad un’ idea che fa da cardine.
(per un approfondimento del tema del “working in a series”si rinvia al link: https://www.artemorbida.com/2018/09/12/working-in-a-series/ ).

Questi album  sono anche molto utili per valutare la propria crescita artistica perché consentono di avere una panoramica sui progressi nel metodo di lavoro, nell’uso di una o più tecniche e nel processo di pensiero del soggetto che li realizza nel tempo.
Inoltre, sono importanti per documentare la paternità di un lavoro ai fini della normativa sul copyright. In questo senso l’album è prezioso come l’opera finale, perché ne testimonia la nascita e l’evoluzione, quindi le sue origini.
Si può perciò concludere che lo sketchbook è realmente un valido aiuto per un creativo e allora mi piacerebbe dedicare qualche riga in più per fare alcune considerazioni sul suo uso come strumento di progettazione.

In concreto, come si può utilizzare un album degli schizzi per progettare nuovi lavori?

Molto utile a tale scopo, può essere la  lettura delle considerazioni che l’illustratore Steven Reddy ha sapientemente inserito nel suo libro: “Everyday Sketching & Drawing: Five steps to a Unique and Personal Sketchbook Habit”.

Alcuni spunti tratti dalla guida:

1) Lo sketchbook è un album di schizzi, non un lavoro perfetto e finito, completo in tutti i suoi elementi.

Reddy consiglia in sostanza, di non rincorrere la perfezione quando si usa l’album, perché lo scopo è finire il disegno che si sta facendo, per poter catturare e fissare in modo chiaro l’idea, quell’emozione connessa ad un segno o a una forma che in quel preciso momento ti interessa. “Non perfetto: finito”.

2) Non farsi sedurre dai materiali artistici. Disegna, scarabocchia, incolla senza essere ossessionato dalla matita o dai pennelli perfetti, o dalla carta ideale.

3) Cerca di trasferire nell’ album, attraverso il disegno o il collage (o qualunque sia la tecnica che usi) la tua esperienza, il concetto di quel luogo e di quel momento. L’idea. Sarà infatti l’idea, il concetto, ad essere fondamentale quando dovrai iniziare una nuova opera.

Qualsiasi idea può essere inserita nel quaderno degli schizzi, in forma di disegno, fotografia o materiale come stoffa o plastica… Prenditi il tempo necessario e aggiungi progressivamente le tue idee. Se ti piace il disegno trovato su una rivista, disegnalo nell’album oppure riproducilo usando la carta da lucido, traccia le linee fondamentali, quelle che ad un primo impatto ti hanno colpito di più .
Quelle linee apparentemente anonime che oggi hai fissato nel tuo album, col passare del tempo potrebbero diventare forme e pattern inaspettatamente utili.

Se di un paesaggio ammiri i colori, fotografalo e incolla la foto nello sketchbook, oppure con le matite colorate riporta su di esso i colori inserendoli in proporzione alla loro quantità nella foto. In tal modo rispetterai l’equilibrio e il dosaggio cromatico  che ti ha colpito.

Lavora su quello che ti interessa così nel tempo vedrai che l’album avrà il tuo stile e sarà espressione della tua personalità creativa.

A questo punto il tuo album è diventato una risorsa essenziale a cui attingere. Potrai partire da un’idea contenuta in esso e svilupparla aggiungendo particolari, modificando le dimensioni, provando i materiali e scegliendo quello più adatto al caso.
Dopo un primo approccio di questo tipo, potrai valutare e riorganizzare il lavoro, inserire nuovi elementi, correggere errori, modificare alcune scelte iniziali, rimanere fedele all’idea che avevi attinto dallo sketchbook  oppure ampliarla e trasformarla in qualcosa d’altro.

Tutto questo processo sarà stato reso più semplice, anzi sarà stato reso possibile grazie al lavoro costante fatto col tuo album degli schizzi.

LO SKETCHBOOK DIGITALE: SEMPLICE, INTUITIVO, UTILE E DIVERTENTE.

Proseguiamo nel discorso dedicato agli album degli schizzi, perché finora abbiamo parlato “soltanto” dello sketchbook cartaceo.
Nonostante questo sia il punto di partenza essenziale per raccogliere materiale e per renderlo utilizzabile all’occorrenza, molto interessanti sono oggi le potenzialità degli album digitali.
Nell’era in cui la tecnologia domina le nostre vite, conservare un legame con la carta è essenziale, ma bisogna comunque darsi la possibilità di conoscere le potenzialità degli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, poiché il vostro, lavoro di creativi, se ne potrebbe giovare ampiamente.

Infatti, i device digitali rendono spesso più veloce il lavoro, lo semplificano e permettono di ottenere risultati inaspettati e altrimenti impossibili da raggiungere a breve termine con i soli supporti cartacei.
Lasciando da parte quegli strumenti informatici che potrebbero essere molto complessi da comprendere ed utilizzare, ne vorrei segnalare altri che perfino io, che ho poco tempo a disposizione da dedicare alla mia personale istruzione informatica, riesco ad utilizzare e trovo perfino semplici ed intuitivi.
Sul mercato esistono vari prodotti e per lo più si basano sulla possibilità, utilizzando particolari penne e app, di trasferire il disegno o il testo scritto, dal foglio di carta al computer, ( ma anche tablet o smartphone) in tempo reale.

Ovviamente tutto il materiale può essere memorizzato e archiviato sul proprio dispositivo e poi ripreso e sviluppato, o modificato in seguito. Si tratta perciò di strumenti che si possono portare tranquillamente con sé in qualunque luogo.
Uno dei più noti è la tavoletta grafica “The Slate 2” dell’azienda francese ISKN.

Si posiziona un foglio sulla lavagna, si ferma con gli appositi ferma fogli, si prende l’anello magnetico presente nella confezione e lo si inserisce su una qualunque penna, matita  o colore che volete usare per disegnare. Collegate la tavoletta con l’apposito cavo al computer, e iniziate a disegnare. Vedrete che contestualmente il disegno si trasferirà sul vostro dispositivo, sul quale avrete scaricato l’app gratuita di ISKN.

Per una interessante recensione del prodotto, potete visitare il sito: https://www.labdesign80.it/iskn-the-slate-2-recensione/

In modo simile funziona lo Smart Writing Set di Moleskine in cui, il disegno fatto con la Pen + Ellipse su un apposito quaderno cartaceo della moleskine, viene digitalizzato istantaneamente. Il disegno, o il testo scritto viene cioè scaricato automaticamente sulla app moleskine che avrai scaricato sul tuo smartphone, Ipad, computer.

Per informazioni più dettagliate si può visitare il sito della Moleskine:

https://it.moleskine.com/smart-writing-set-ellipse/p1314

Ancora:le tavolette grafiche WACOM INTUOS e INTUOS PRO.  Le istruzioni per il funzionamento sono analoghe. Sono consigliate per chi è alle prime armi con questi strumenti e non intende farne un uso professionale.

Sul sito  WACOM troverete tutte le informazioni necessarie.

https://www.wacom.com/it-ch/discover

Ovviamente se avrete la pazienza di fare una ricerca mirata on line, troverete varie tipologie  e marchi di tavolette grafiche  e tra queste ci sarà sicuramente quella che fa per voi e che vi aiuterà a snellire e semplificare la progettazione delle vostre opere creative.

FIBER LAB - Creative Resources

The Sketchbook: an important resource

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Eh no, non si nasce creativi. Si può avere, più di altri, l’attitudine a sviluppare più facilmente dei pensieri creativi, ma non si nasce “creativi” già belli confezionati e pronti a produrre genialità.
Beh, se così fosse sarebbe una pacchia!

Direi che innanzitutto è necessario sapere  cosa si intende per “creatività”.

Lasciando da parte le tantissime e e diversissime definizioni che sono state date nel tempo, riassumendo si può dire che la creatività è un modo di pensare che produce intuizioni e riguarda molti ambiti diversi, come l’arte, la matematica, la tecnologia…

Sfatando un mito, si può certamente affermare che creare non vuol dire inventare qualcosa dal niente. Il niente non produce niente!

Il creativo infatti, combina elementi preesistenti in modo nuovo e originale, così da risolvere un problema o produrre un risultato nuovo ed efficace. La creatività quindi è una capacità produttiva di risultati efficaci.

Abbandoniamo l’idea stereotipata secondo cui un pensiero o un comportamento trasgressivo, originale o stravagante, sia segno di creatività: pensieri e azioni devono essere  efficaci e produttivi.

CARATTERISTICHE DELLA CREATIVITA’

La creatività è una capacità: nonostante esista certamente il talento ( e ne parleremo in un altro articolo), è ormai certo che la creatività si apprende, si coltiva e si sviluppa.

La frase di rito in questo caso è: tutti possiamo essere creativi! Vero.
Vediamo cosa vuol dire però.

Ciò che induce una persona ad essere creativa, è la curiosità, il bisogno di risolvere problemi, il coraggio, la motivazione.  Ma per risolvere un problema o rimuovere un ostacolo, bisogna prima conoscerlo bene perché solo così si possono elaborare delle soluzioni efficaci.

E questo vale per ogni disciplina, dall’ arte alla fisica.
La creatività perciò si giova dell’attitudine ( non guasta!) , ma soprattutto richiede fatica e tempo.

Anzi: fatica, tempo, determinazione e motivazione.
Si deve studiare per poter imparare e si deve anche sbagliare per poter imparare. Perciò serve anche il fallimento.

Creare è una dote innata ma  non solo, perché con il talento, senza motivazione e applicazione, non si può produrre nulla.

La creatività alimenta la cultura e il progresso e la cultura e il progresso sono elementi che influenzano la creatività.

La creatività è una capacità produttiva:   cioè deve produrre idee che portino soluzioni o abbiano un riflesso su ambiti della vita, idee concretizzabili, opere d’arte, nuove regole utili, invenzioni… e chiaramente riguarda ogni ambito delle attività umane.

Non basta avere un’idea geniale, non basta avere talento, non basta avere un progetto rivoluzionario: se non lo realizziamo, non abbiamo creato. Siamo “potenziali creativi” in attesa di .

In questo senso diciamo perciò che la creatività è una capacità produttiva di risultati efficaci.

Allora, per rispondere alla domanda iniziale: si nasce creativi?
Possiamo dire che si può diventare creativi, con la motivazione, la passione, il tempo, il fallimento (parleremo anche del fallimento nei prossimi articoli) e il duro lavoro!

 

 

Maria Rosaria Roseo

English version Dopo una laurea in giurisprudenza e un’esperienza come coautrice di testi giuridici, ho scelto di dedicarmi all’attività di famiglia, che mi ha permesso di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari di mamma. Nel 2013, per caso, ho conosciuto il quilting frequentando un corso. La passione per l’arte, soprattutto l’arte contemporanea, mi ha avvicinato sempre di più al settore dell’arte tessile che negli anni è diventata una vera e propria passione. Oggi dedico con entusiasmo parte del mio tempo al progetto di Emanuela D’Amico: ArteMorbida, grazie al quale, posso unire il piacere della scrittura al desiderio di contribuire, insieme a preziose collaborazioni, alla diffusione della conoscenza delle arti tessili e di raccontarne passato e presente attraverso gli occhi di alcuni dei più noti artisti tessili del panorama italiano e internazionale.