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MARTA MINUJIN: A SURVEY

*Foto in evidenza: Untitled, 2022 Fluorescent paint on matress 47.2 × 29.5 × 15.7 in. 120 × 75 × 40 cm


Henrique Faria e Herlitzka + Faria
35 East 67th Street, 4° piano
New York, NY 10065

9 settembre – 29 ottobre 2022
Da martedì a sabato, dalle 11.00 alle 18.00

Matress, 2015 Fluorescent paint on matress 15.7 × 10.6 × 6 in. 40 ×

Henrique Faria e Herlitzka + Faria sono lieti di presentare Marta Minujín: A Survey, la terza mostra personale dell’artista in galleria e una delle tante realizzate a New York dagli anni Sessanta. La mostra presenta una selezione di opere di varie modalità, dalla pittura alla scultura, dal video all’installazione, e rappresenta una posizione privilegiata da cui osservare, o sondare, i movimenti creativi e dinamici che Minujín ha compiuto nel corso della sua carriera lunga sei decenni. Queste opere rappresentano temi importanti che Minujín ha affrontato e le principali tendenze in cui Minujín si è cimentata. Soprattutto, queste opere rivelano la crescita personale di un’artista che si sforza sempre di rimanere aperta a nuovi mezzi di espressione e sperimentazione, ma soprattutto di rimanere fedele a se stessa.

Un principio centrale della pratica di Minujín è stato quello di sostenere il primato dell’esperienza dell’opera d’arte. Lo dimostrano i suoi primi esperimenti con l’Informale: il suo desiderio di costruire e manipolare fisicamente la superficie della tela in un mare di astrazione, pur sapendo che, data la natura dei materiali che utilizzava (cartone e gommalacca pirossilina), questa stessa superficie poteva sgretolarsi ed erodersi nel tempo. Il carattere monocromatico dei suoi dipinti informali lascia presto il posto a un’esplosione di colore con la serie dei “colchones”, o materassi, all’inizio degli anni Sessanta. Ispirata dall’etica della controcultura dell’epoca e dagli esperimenti psichedelici con le droghe allucinogene, Minujín, secondo quanto afferma lo storico dell’arte Rodrigo Alonso nel testo della mostra, mirava “ad espandere la propria coscienza e a realizzare visioni altrimenti bloccate da un’immaginazione vincolata ai confini sociali e alla razionalità”. I materassi dalla forma organica e dipinti in modo fluorescente giacevano in posizioni suggestive e languide lungo le pareti e il pavimento dello studio di Minujín, incoraggiando un impegno sostenuto e sensoriale da parte degli spettatori. Mentre quasi tutti i materassi realizzati da Minujín nei primi anni Sessanta, insieme a molte altre opere degli esordi, sono stati distrutti in un happening performativo di combustione rituale, La destrucción (Distruzione, Parigi 1963), il ritorno di Minujín alla serie nel 2010 dimostra ancora una volta l’impegno creativo dell’artista, che ha imparato, cambiato e sperimentato il mondo per sperimentare il proprio lavoro in nuovi contesti.

Il coinvolgimento sensoriale diretto, sia attraverso il processo di creazione dell’opera d’arte da parte dell’artista, sia attraverso l’esperienza dell’opera da parte dello spettatore, è invocato nella successiva installazione Laberinto Minujinda (1985), un ambiente stimolante che conduceva gli spettatori attraverso “situazioni multisensoriali”, tra cui una stanza tattile, pareti dipinte con colori vivaci e un tunnel di televisori, e un tunnel di televisori ed è applicata in modo toccante nell’installazione di grandi dimensioni The Parthenon of Books (1983), in cui l’artista celebra il ritorno dell’Argentina alla democrazia e la restituzione delle libertà civili ricreando un modello di impalcatura a grandezza naturale del Partenone e rivestendolo di libri proibiti che gli spettatori possono portare a casa gratuitamente per leggerli e condividerli. Attraverso la messa in discussione attiva dei monumenti pubblici e culturali, il loro esame, la loro critica e persino il loro rovesciamento, insiti in opere come The Parthenon of Books o The Statue of Liberty Falling Down (1983), e la capacità di avvicinarsi a queste opere sia intellettualmente che fisicamente, Minujín incoraggia coraggiosamente gli spettatori a lavorare attraverso i propri processi di criticità e a guardare con occhi nuovi credenze o siti da tempo consolidati.

Passion + Passion = Pasion, 2015 Matress fabric painted by hand cut and glued 39.37 × 39.37 in. 100 × 100 cm

Marta Minujín mette in scena il suo primo happening, intitolato La destrucción, a Parigi nel 1963. Nel 1966 realizza Simultaneidad en Simultaneidad, nell’ambito del Three Countries Happening che condivide con Allan Kaprow (New York) e Wolf Vostell (Berlino). Tra le sue opere effimere, molto frequentate, ricordiamo El Partenón de libros [Il Partenone dei libri] (1983), Carlos Gardel de fuego [Carlos Gardel in fiamme] (1981), La Torre de Babel con libros de todo el mundo [La Torre di Babele fatta di libri da tutto il mondo] (2011). A sua volta, ha realizzato dipinti trans-psichedelici, materassi in technicolor e performance. Le sue opere si trovano in collezioni argentine e internazionali, tra cui: Il Museum of Modern Art (New York), il Guggenheim Museum (New York), la Tate Modern (Londra), l’Art Museum of the Americas (Washington D.C.), il Walker Art Center (Minneapolis), il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid), l’Olympic Park (Seoul), il Museo Nacional de Bellas Artes (Buenos Aires) e il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA), oltre che in importanti collezioni private. Negli ultimi decenni ha tenuto numerose mostre personali e retrospettive; tra queste spicca Marta Minujín. Obras 1959- 1989 (MALBA, 2010) e La Menesunda según Marta Minujín (Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, 2015-2016). Ha partecipato a mostre collettive presso il Guggenheim Museum (New York), Place du Palais Royal (Parigi), il Museum of Modern Art (New York) e la Fundación PROA (Buenos Aires), tra le altre prestigiose istituzioni artistiche. Nel 2016 le è stato assegnato il Premio Velázquez a las Artes Plásticas (Madrid). Nel 2017, a Documenta 14, a Kassel, ha presentato le opere Pago de la deuda externa griega con olivas a Angela Merkel [Pagamento del debito estero della Grecia in olive ad Angela Merkel] (Atene) e El Partenón de libros prohibidos [Partenone dei libri proibiti]. All’inizio del 2018 le è stato conferito l’Americas Society Cultural Achievement Award a New York. Nel 2019 ha presentato Menesunda Reloaded al New Museum (New York) e ha ricevuto il Premio Nacional a la Trayectoria Artística dal Salón Nacional de Artes Visuales in Argentina. Nel marzo 2021, la sua opera Pandemia (2020-2021) è stata presentata al Museo Nacional de Bellas Artes (Buenos Aires), ha tenuto la mostra personale Implosión! alla Fundación Santander Rio e nel luglio dello stesso anno ha presentato il progetto Big Ben Lying Down with Political Books nell’ambito del Manchester International Festival, Regno Unito. La sua videoinstallazione Minucode (1968) è attualmente esposta al MoMA come parte della collezione permanente.

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MARTA MINUJIN: A SURVEY

Henrique Faria and Herlitzka + Faria
35 East 67th Street, 4th Floor
New York, NY 10065

Sept. 9 – Oct. 29, 2022
Tuesday to Saturday, 11 am to 6 pm

Matress, 2015 Fluorescent paint on matress 15.7 × 10.6 × 6 in. 40 × 27 × 15 cm

Henrique Faria and Herlitzka + Faria are pleased to present Marta Minujín: A Survey, the artist’s third solo exhibition in the gallery and one of many held in New York City since the 1960s. This exhibition features a selection of works across various modalitiesranging from painting, sculpture, video, and installation and holds a privileged position from which to view, or survey, the creative and dynamic movements Minujín has made throughout her six-decade long career. These works represent important themes that Minujín has addressed and the major trends that Minujín has dipped her toes into. Most importantly, these works reveal the personal growth of an artist who is always striving to remain open to new means of expression and experimentation, but above all, to remain true to herself.

A central tenet of Minujín’s practice has been to uphold the primacy of the experience of the work of art. This has been demonstrated through her early experiments with Informalism: her desire to physically build up and manipulate the surface of the canvas into a sea of abstraction, all the while knowing that given the nature of the materials she was using (namely cardboard and pyroxylin shellac), this very surface could crumble and erode over time. The monochromatic character of her Informalist paintings soon gave way to an explosion of color in the shape of her “colchones”, or mattresses, series in the early 60s. Inspired by the counter-culture ethos of that time and by psychedelic experiments with hallucinogenic drugs, Minujín, according to art historian Rodrigo Alonso in the exhibition text, aimed “to expand her consciousness and achieve visions otherwise barred by an imagination bound within social confines and rationality.” The organically shaped and fluorescently painted mattresses lay in suggestive and languid positions along the walls and floor of Minujín’s studio, encouraging a sustained and sensorial engagement from viewers. While nearly all of the mattress works fashioned by Minujín in the early 1960s, along with many other early works, were destroyed in a performative happening of ritualistic burning, La destrucción (Destruction, Paris 1963), Minujín’s return to the series in the 2010s again evidences the artist’s creative commitmentas an artist who has learned and changed and experienced the worldto experience her own work in new contexts.

Direct sensory involvement, whether through the artist’s process of creating artwork or the viewer’s experience of that artwork, is invoked in Minujín’s later installation Laberinto Minujinda (1985), a stimulating environment that led viewers through “multi-sensorial situations”including a tactile room, brightly painted walls, and a tunnel of televisionsand is poignantly applied in the large scale installation The Parthenon of Books (1983), in which the artist celebrated Argentina’s return to democracy and the restitution of civil liberties by recreating a life-size scaffold model of the Parthenon and lining it with forbidden books that spectators could take home for free to read and share. Through the active questioning of public and cultural monumentstheir examination, critique, and, even, topplinginherent in works such as The Parthenon of Books or The Statue of Liberty Falling Down (1983) and the ability to approach these works intellectually as well as physically, Minujín courageously encourages viewers to work through their own processes of criticality and to look on long-held beliefs or sites with new eyes.

Passion + Passion = Pasion, 2015 Matress fabric painted by hand cut and glued 39.37 × 39.37 in. 100 × 100 cm

Marta Minujín staged her first happening, entitled La destrucción, in Paris in 1963. In 1966 she mounted Simultaneidad en Simultaneidad, as part of the Three Countries Happening she shared with Allan Kaprow (New York) and Wolf Vostell (Berlin). Some of her ephemeral works, massively attended, include El Partenón de libros [The Parthenon of Books] (1983), Carlos Gardel de fuego [Carlos Gardel Ablaze] (1981), La Torre de Babel con libros de todo el mundo [The Tower of Babel Made of Books from Around the World] (2011). In turn, she made trans-psychedelic paintings, technicolor mattresses, and performances. Her works are found in both Argentine and international collections, among them: The Museum of Modern Art (New York), the Guggenheim Museum (New York), Tate Modern (London), the Art Museum of the Americas (Washington D.C.), the Walker Art Center (Minneapolis), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid), Olympic Park (Seoul), Museo Nacional de Bellas Artes (Buenos Aires) and Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA), as well as in major private collections. Over the last decades she has had numerous solo exhibitions and retrospectives; outstanding among them, Marta Minujín. Obras 1959- 1989 (MALBA, 2010) and La Menesunda según Marta Minujín [MM’s “Mayhem”] (Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, 2015-2016). She has taken part in group shows at the Guggenheim Museum (New York), Place du Palais Royal (Paris), the Museum of Modern Art (New York), and Fundación PROA (Buenos Aires), among other prestigious art institutions. In 2016 she was awarded the Premio Velázquez a las Artes Plásticas (Madrid). In 2017, at Documenta 14, in Kassel, she presented the work Pago de la deuda externa griega con olivas a Angela Merkel [Payment of Greece’s Foreign Debt in Olives to Angela Merkel] (Athens) and El Partenón de libros prohibidos [Parthenon of Banned Books]. In early 2018 she was awarded the Americas Society Cultural Achievement Award in New York. In 2019, she presented Menesunda Reloaded at the New Museum (New York) and was awarded the Premio Nacional a la Trayectoria Artística by the Salón Nacional de Artes Visuales in Argentina. In March 2021, her work Pandemia (2020-2021), was presented in the Museo Nacional de Bellas Artes (Buenos Aires), and had the solo show Implosión! at Fundación Santander Rio and in July, of the same year, she presented the project Big Ben Lying Down with Political Books as part of the Manchester International Festival, UK. Her video installation Minucode (1968) is currently on view at MoMA as part of its permanent collection.

She lives and works in Buenos Aires.