PIETRINA ATZORI – I pezzinni

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I pezzinni
Installazione con clip su tela di 4 piccole sculture (1 di 6); avvolgimento, annodamento, ricamo; tessuti, fili, legno (interno sculture). 30×30 cm. anno 2020

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Description

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PIETRINA ATZORI

Il nostro contemporaneo è sempre più impegnato nella riflessione e nell’individuazione di azioni volte a contrastare le disastrose conseguenze del consumismo e dell’inevitabile spreco delle risorse naturali, ambientali ed alimentari. Da qui il bisogno di individuare uno sviluppo sostenibile in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future. Ognuno nel suo piccolo può fare la sua parte adottando comportamenti che riducano il consumo e lo spreco ad esso inevitabilmente correlato.

Lo ‘stimolo sociale’ è stato tradotto qui in ‘arte circolare’ con la creazione di piccole sculture realizzate con sfridi minimi di tessuto raccolti dal cestino del suo studio. Avvolti, cuciti e ricamati a mano con sfilacciature di tessuto e agugliate di filo, che quasi non ha senso infilare nella cruna dell’ago, gli scarti si elevano a piccole poesie.

Lattenzione a minimizzare gli sprechi è un pensiero guida nel lavoro dell’artista che, in particolare, per realizzare i PEZZINNI ha selezionato i materiali utilizzando come incipit un detto giapponese che recita:

“non bisognerebbe buttare pezzi di stoffa abbastanza grandi da avvolgere tre fagioli”

Pietrina Atzori è un’artista sarda i cui medium spaziano dalle fibre naturali a quelle artificiali, dai materiali vergini a quelli di recupero, realizzando opere che si rifanno a temi della contemporaneità. Assemblaggio e ricamo, tessitura e annodamenti, manipolazioni di tessuti e tintura naturale, anche in forma sperimentale, sono inseriti a pieno titolo nella sua ricerca artistica. Attraverso il “filo” da corpo alle sue visioni, al suo immaginario, alle suggestioni che agitano la sua sensibilità. Con esso realizza opere installative, anche urbane, performance e arte partecipativa. Sostenitrice del valore antropologico dell’arte, conduce la sua personale ricerca partendo dall’idea dell’arte come strumento di coscienza e conoscenza individuale e collettiva. Da molti anni è impegnata della valorizzazione delle fibre naturali, specialmente della lana della pecora nera di Arbus, promuovendo e partecipando artisticamente a vari progetti in Europa, Italia e Sardegna. È di settembre 2019 il suo più importante progetto di arte sociale da lei finora realizzato. Messo da parte il telaio si avventura con uno scooter a tessere un’ordito di 3500 km su tutta l’Italia recapitando ai Sindaci delle città che ha attraversato il filo della pecora nera di Arbus. Diverse sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Dal 2021 una sua opera installativa è entrata a far parte della collezione del Museo di Arte Contemporanea di Aosta. Di lei è stato scritto nel libro “IO Sono Arte” di Emanuela Scuccato edizioni Il Gattaccio. Numerose le tesi di Laurea in cui è inserito il suo lavoro di artista. Ha all’attivo mostre personali e collettive in Italia ed all’estero.