RITORNO A MONTE VERITÀ: TRA ARTE, NATURA E CULTURA

Francesca Gagliardi, Corona

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Come ogni anno, la Fondazione Monte Verità di Ascona (Svizzera), nonostante le molte incognite dovute alla pandemia, presenta una serie di appuntamenti strettamente connessi alla storia ed alla natura di questo luogo straordinario ed alla sua vocazione di ricerca e sperimentazione affidata ad artisti contemporanei.

Tra gli eventi, a maggio è in programma la rassegna Giardini in Arte, ispirata alla relazione tra arte e natura che caratterizza l’attività di Monte Verità sin dalla sua nascita. Protagonisti di questa edizione quattro artisti italiani e svizzeri – Francesca Gagliardi, Marco Cordero, Johanna Gschwend e Moritz Hossli – che dopo la residenza della scorsa estate presenteranno una serie di lavori ispirati all’identità del luogo.

Partendo da trine e ricami, Francesca Gagliardi realizzerà scudi in bronzo e alluminio, allegoria di una femminilità forte e volitiva, e una scultura monumentale a forma di rossetto, feticcio totemico che allude alla fragilità della bellezza e alla caparbia fermezza femminile. Marco Cordero, invece, ha realizzato un calco della celebre roccia affacciata sul Lago Maggiore, uno dei punti magnetici del Monte Verità, e quello di una parete di pietra, prelievo semantico di una porzione di natura. Inoltre, nella biblioteca del barone von der Heydt, l’artista modificherà lo spazio con volte di libri cuciti, scavati, scolpiti, mattoni di un’architettura di carta.

Johanna Gschwend e Moritz Hossli presenteranno un video del dialogo aperto tra il lavoro di Gagliardi e Cordero e l’ambiente circostante, documentando il loro avvicinamento allo spirito originale del Monte Verità.

Marco Cordero, Cora

Il Monte Verità

Il Ticino fu un polo di attrazione per chi all’inizio del secolo scorso cercava una vita alternativa ai due blocchi – capitalista e comunista – che si andavano allora delineando, In quegli anni giunse sul Monte Monescia, sopra Ascona, un gruppo di solitari anticonvenzionali in cerca dell’ambiente giusto per seminare quell’utopia – un santuario per lo spirito alternativo al mondo sempre più industrializzato – che altrove non erano riusciti a coltivare. Uniti da un ideale comune, sul Monte che ribattezzarono “Verità”, Henry Oedenkoven da Anversa, la pianista Ida Hofmann dal Montenegro, l’artista Gusto Gräser e il fratello Karl Gräser dalla Transilvania diedero vita ad una colonia.

Organizzati secondo un sistema sociale basato sulla cooperazione e l’autarchia, vestiti con gli indumenti “della riforma”, lavorarono giardini e campi, costruirono capanne in legno rilassandosi con l’euritmia e i bagni di sole. Adoravano la natura di cui predicavano la purezza e che interpretavano simbolicamente come opera d’arte ultima.

Nel tempo, questo luogo fu frequentato da teosofi, riformatori, anarchici, comunisti, socialdemocratici, psicoanalisti, scrittori, artisti ed emigrati di entrambe le guerre mondiali. Al Monte Verità approdarono anche figure come Hermann Hesse o il coreografo Rudolf von Laban, le danzatrici Mary Wigman e Isadora Duncan, gli artisti Hugo Ball, Hans Arp, Marianne von Werefkin e Alexej von Jawlensky. Nel 1926 fu acquistato dal Barone von der Heydt, banchiere dell’ex imperatore Guglielmo II, che diede nuova linfa al Monte. La costruzione di un albergo in stile Bauhaus, affidata all’architetto Emil Fahrenkamp, portò molti maestri dello stesso Bauhaus ad abitare la collina: Gropius, Albers, Bayer, Breuer, Feiniger, Schlemmer, Schawinksy o Moholy-Nagy, furono tutti sedotti e affascinati da questo luogo.

Oggi Monte Verità è di proprietà del Cantone Ticino ed è gestito dall’omonima fondazione. Dal 1989 è piattaforma congressuale del Politecnico di Zurigo, è un albergo e ristorante e un centro culturale. Il Complesso museale comprende Casa Anatta, con l’esposizione permanente Monte Verità. Le mammelle della verità di Harald Szeemann, il Padiglione Elisarion che ospita il dipinto circolare Il Chiaro mondo dei beati di Elisàr von Kupffer, Casa Selma e Casa dei russi, le prime abitazioni dei fondatori della colonia.

Il calendario culturale che ogni anno propone esposizioni e incontri dedicati ad arte, filosofia, letteratura e attualità inaugura nel 2021 giovedì 1 aprile con la riapertura al pubblico del grande polittico di Elisàr von Kupffer (1872-1942), Chiaro mondo dei beati, esposto nel Padiglione Elisarion, dopo un importante restauro ritardato dalla pandemia: nove metri circa di tela circolare che immergono letteralmente il visitatore nel dipinto panoramico.

Prosegue a maggio, oltre alla già citata Giardini in Arte, con una nuova versione del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, realizzata con le pietre della collina, che l’artista donerà poi al Monte; a luglio Fabrizio Dusi porterà un nucleo di opere site-specific e ad agosto, il Cabaret Voltaire proporrà performance e letture sceniche con artisti internazionali. Completeranno il programma, appuntamenti di riflessione e di approfondimento, in presenza e online: dall’omaggio a Joseph Beuys nel centenario dalla sua nascita agli incontri dedicati a figure femminili di Casa Anatta.

Programma completo e informazioni sul sito www.monteverita.org oppure contattando la Fondazione Monte Verità di Ascona T. +41 91 785 40 40, F. +41 91 785 40 50, info@monteverita.org

Esercizio di euritmia sul Monte Verità, 1904. Al centro, Raphael Friedeberg (con cappello), poi da s. a d. Henri Oedenkoven e Ida Hofmann, Anni Pracht, Cornelius Gabes Gouba e Mimi Sohr. Sullo sfondo, Casa Selma. Courtesy Fondazione Monte Verità e Fondo Harald Szeemann

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