Sapevate che…

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La " Scarsella"

Qualcosa di misterioso che arriva dal passato? Macché il nome deriva dal nome di un artista del ‘400 o giù di lì, Scarsellino,che la indossava abitualmente, come facevano molti a quell’epoca, portandola anche sotto l’armatura. Non mi addentro di più nella ricerca etimologica ma il legame con l’aggettivo ‘scarso’ è lecito e i modi di dire derivati infiniti (es.: metter mano alla scarsella).
Quella che vedete nella foto ha avuto bisogno di un tappezziere e di un fabbro, molto elegante, oggi sarebbe una degna borsa da sera, certo l’abito dovrebbe essere adeguato.
Compitino: guardate con attenzione la pittura medievale e ne vedrete appese alla cintura di dame e cavalieri.
Io amo i borsellini e ne faccio tanti, anche le borse, dirà qualcuna delle mie amiche, di sicuro non ho bisogno di un fabbro anche perché oggi lo cercherei invano.

Il BOTTONE

A proposito di BOTTONE, sì al singolare e tutto maiuscolo, lo merita.
Denis Diderot, autore dell’Enciclopedia che cambiò il volto della storia del XVIII secolo, scusate la citazione,  dedicò ben otto pagine ai bottoni e a quelli che li realizzavano.
Amo i bottoni, mi incantano, specialmente quelli semplici, di madreperla con quel retro ruvido e colorato ricordo di una conchiglia, del mare…
Ci sono bottoni da Museo, bottoni da merceria, da super-market; oggi bottoni on line; bottoni con miniature; bottoni vere opere d’arte quelli dei musei.
Bottoni d’osso, di ferro, di pietre preziose, di materie plastiche colorate, montagne di bottoni come monete,  e questo è vero.
I cinesi indossano tuniche con cinque bottoni simbolo delle principali virtù: umanità, giustizia, ordine, prudenza e rettitudine. Loro i cinesi hanno fatto anche di più si sono inventati il loro bottone, che vedete nella foto qui sotto.