Focus On

“Seta, fettucce e merletti”. Filati e stoffe fra le carte d’archivio

Archivio di Stato di Roma, Sala Alessandrina
Giornate Europee del Patrimonio
22 settembre 2019, ore 15-19

Mostra documentaria a cura di Vincenzo De Meo, Giovanna Mentonelli e Angelo Restaino

La mostra rimarrà aperta fino al 13 ottobre
www.archiviodistatoroma.beniculturali.it

La mostra si propone di far scoprire al pubblico il mondo delle manifatture tessili nello Stato pontificio fra la fine del sec. XVI e il secolo XIX (tra cui quelle di assoluta eccellenza di San Michele a Ripa) attraverso un percorso composto da documenti di varia natura: più di venti disegni, cinque editti a stampa, sette statuti di corporazioni di mestiere (lanaioli, setaioli etc.), tra cui uno statuto manoscritto risalente al 1595. La parte sicuramente più originale e importante è però costituita da elementi apparentemente “estranei” alle carte d’archivio: nove campioni di filati e stoffe lavorate, oggetti vivi nascosti fra le carte che consentono di osservare direttamente i tessuti, giunti fortunatamente fino a noi come all’interno di una “capsula del tempo”. Si tratta di frammenti di tela, seta, lana, non lavorati o colorati e stampati a motivi ornamentali che mostrano la varietà della produzione tessile nello Stato della Chiesa: dalla tela grezza degli indumenti dei carcerati di Civitavecchia ai merletti che guarnivano i vestimenti papali. Anche i disegni esposti sono assolutamente eccezionali: si va da splendide illustrazioni di telai e impianti di lavorazione alla rappresentazione dei meccanismi di filatura e tessitura, a una notevole selezione di “figurini” che mostrano l’abbigliamento del pontefice e di alti funzionari della corte papale, contrapposto a quello più umile di artigiani e lavoranti di estrazione popolare i cui abiti erano confezionati in Grecia, nella zona di Zagoria in Epiro, e importati attraverso gli scali di Ancona e Civitavecchia.
Il materiale esposto è organizzato in quattro sezioni tematiche:

  1. Le macchini tessitrici
  2. I filati, le stoffe, i merletti
  3. Figurini e costumi
  4. Le regole del tessere e del filare: bandi e statuti delle arti

La documentazione proviene da fondi archivistici e bibliografici conservati presso l’Archivio di Stato di Roma: dall’archivio del Ministero del commercio e industria ricco di progetti e disegni depositati per la concessione di brevetti riguardanti la produzione di filati particolari e all’utilizzo di macchinari tessili all’avanguardia, alla Miscellanea di Soldatesche e galere per la fornitura di tele e tessuti per gli indumenti destinati ai condannati alle galere, alle ricevute di pagamento della Tesoreria della Camera Apostolica per l’acquisto di stoffe preziose per il papa e la sua corte, alla Collezione dei bandi relativi alla pubblicazione di regolamenti a tutela della qualità della produzione tessile, di tariffe per le prestazioni dei lavoranti e di norme “sopra la moderazione del lusso nello Stato ecclesiastico”.

Focus On

“Silk, webbing and lace.” Yarns and fabrics among archival papers

Translation by Chiara Cordoni

State Archives of Rome, Sala Alessandrina

European Heritage Days

22 September 2019, 3:00 p.m. to 7:00 p.m.

Documentary exhibition curated by Vincenzo De Meo, Giovanna Mentonelli and Angelo Restaino

The exhibition will be open until October13

www.archiviodistatoroma.beniculturali.it

The exhibition,through a series of documents of various kinds,aims at accompanying the public in discovering the world of textile manufacturing in the Papal State between the end of the 16th and 19th centuries (including those of absolute excellence in San Michele a Ripa): more than twenty drawings, five printed edicts, seven statutes of trade corporations (wool merchants, silk dealers, etc.), including a manuscript statute dating back to 1595. The most original and important part certainly consists of elements that are apparently “foreign” to archival papers: nine samples of yarns and textured fabrics, lively objects hidden among papers that consent the direct observation of fabrics, which luckily reached us as if transported by a “time capsule”. They are fragments of linen, silk, wool, unworkedtextiles or coloured and printed with ornamental motifs that show the variety of the textile production in the Papal State: from the unbleached cloth of the prisoners’ clothes in Civitavecchia to the laces that garnished the papal robes. The drawings on display are also  absolutely extraordinary: they range from stunning illustrations of looms and processing plants to the representation of spinning and weaving mechanisms, to a remarkable selection of “croquis” showing the attire of the pontiff and senior officials of the papal court, as opposed to the more humble one of artisans and workers of popular extraction whose clothes were made in Greece, in the area of Zagoria in Epirus, and imported through the ports of Ancona and Civitavecchia.

The material on display is organized into four thematic sections:

  1. Weaving machines
  2. Yarns, fabrics, laces
  3. Croquis and costumes
  4. The rules of weaving and spinning: proclamations and statutes of the arts

The documentation comes from archival and bibliographic collections from the State Archives of Rome: from the archive of the Ministry of Commerce and Industry, rich in projects and drawings filed for the granting of patents concerning the production of particular yarns and the use of avant-garde textile machinery, to the Miscellaneous Soldateschee galere for the supply of linen and fabrics for garments destined to prisoners, payment receipts of the Treasury of the Apostolic Chamber for the purchase of precious fabrics for the Pope and his court, the Collection of proclamations relating to the publication of regulations in protection of the quality of textile production, the rates for the performance of workers and regulations “regarding the moderation of luxury in the Ecclesiastical State”.

Maria Rosaria Roseo

English version Dopo una laurea in giurisprudenza e un’esperienza come coautrice di testi giuridici, ho scelto di dedicarmi all’attività di famiglia, che mi ha permesso di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari di mamma. Nel 2013, per caso, ho conosciuto il quilting frequentando un corso. La passione per l’arte, soprattutto l’arte contemporanea, mi ha avvicinato sempre di più al settore dell’arte tessile che negli anni è diventata una vera e propria passione. Oggi dedico con entusiasmo parte del mio tempo al progetto di Emanuela D’Amico: ArteMorbida, grazie al quale, posso unire il piacere della scrittura al desiderio di contribuire, insieme a preziose collaborazioni, alla diffusione della conoscenza delle arti tessili e di raccontarne passato e presente attraverso gli occhi di alcuni dei più noti artisti tessili del panorama italiano e internazionale.