• 27 Novembre 2022 11:10

Studi comunitari: narrazioni tessili

English (Inglese)

*di Maria Ortega

Progetto di ricerca e sperimentazione 2020
Mateixes Mancances (Leia Goiria e Berta Vallvé)
Centro Grau-Garriga di Arte tessile contemporanea

La mostra “Estudi comunitari: narratives tèxtile” (Studi comunitari: narrazioni tessili) è il risultato di una ricerca comunitaria sulla genealogia e l’eredità delle donne nelle arti tessili, spesso trascurate dalla narrativa egemonica della storia dell’arte secondo una strategia politica di valutazione delle tecniche femminili legate alla domesticità.

Partendo della necessità di creare un senso di comunità, è stato organizzato un incontro con artiste ed esperte che lavorano col medium tessile dove il pensare in comune, la riflessione e la condivisione delle esperienze hanno accompagnato la creazione.

La mostra presenta un’installazione partecipata che unisce visivamente i dialoghi avvenuti durante il simposio rendendoli pubblici. L’opera si è configurata grazie ai diversi contributi intrecciati con l’obiettivo di mettere sul tavolo nuove prospettive e parlare di arti e linguaggi tessili.

“Studi comunitari: narrazioni tessili” è la traccia lasciata dall’incontro tra esperte ed artiste che hanno il mezzo tessile come denominatore comune, per pensare insieme e condividere visioni connesse a queste pratiche artistiche.

L’incontro ha avuto luogo il 18 settembre 2021 al Centro Grau-Garriga per l’arte tessile contemporanea dove si è riunito il gruppo di artiste invitate da Leia Goiria e Berta Vallvé, membri dell’associazione e creatrici del progetto Matiexes Mancances.

Alcune delle domande emerse durante l’incontro sono state: quali pratiche consumiamo, quali riferimenti tessili abbiamo?

Da queste, è nata una conversazione collettiva stimolante con l’obiettivo di generare un’Installazione interattiva per coabitare, costruire e intervenire collettivamente nello spazio, generando un luogo di dialogo orale e pratico e facendo convivere nello stesso ambiente la creazione artistica e la riflessione relativa ai linguaggi tessili.

L’installazione è stata il risultato di questa giornata di incroci nati dal rendere collettive e politiche, esperienze personali. Come gruppo, abbiamo accordato dei principi comuni raggiungendo un consenso sui concetti e le proposte dai quali partire per dare forma all’opera, eliminando il concetto di paternità del lavoro.

La proposta iniziale per Mateixes Mancances si basava su una figura esagonale realizzata con assi di legno ispirata alla forma di una capanna dell’artista Cecilia Vicuña che incorporava strati di Orgal bianco, simili ad una tenda. A partire da questa forma di base, abbiamo pianificato collettivamente le modalità di intervento e mutazione per tradurre efficacemente le conversazioni in linguaggi tessili.

La sensazione di calore e intimità domestica, sprigionata da questa disposizione, è una delle caratteristiche che abbiamo scelto di mantenere eliminando però la solida struttura in legno per creare un nuovo supporto più organico e dinamico.

Abbiamo, così, destabilizzato la struttura principale per configurarne di nuove facendo sì che i fili e i nastri sostenessero una forma più circolare e connessa per emulare le relazioni stabilite tra di noi intorno al pezzo.

In un esercizio di ritorno all’origine, il legno stesso, che inizialmente abbiamo rifiutato, è stato recuperato e riportandolo in vita attraverso un rituale di cure e lenti processi di rivalorizzazione.

Allo stesso modo, il tessuto strappato è stato ricostruito, rammendato o cucito, riproducendo la gestualità della cura e rendendo omaggio alle nostre madri, nonne e antenate.

Il pezzo parla di quelle pratiche associate alla femminilità che abbiamo rifiutato per anni e che sono state rivalutate per necessità, volontà o a seguito di un’intuizione profonda secondo una nuova prospettiva.

Le aperture presenti in entrambi i pezzi ne permettono il dialogo e invitano al transito, facilitando l’esperienza del corpo all’interno dell’opera.

Con l’obbiettivo di rendere pubblico ciò che è privato, abbiamo reso visibile il processo di esecuzione e configurazione del lavoro raccontandolo graficamente attraverso la fotografia che ne ha colto i successi, i dubbi e le conversazioni.

Mateixes Mancances (2018) è un collettivo artistico formato da Berta Vallvé e Leia Goiria. Partendo dalla nostra formazione comune, abbiamo adottato il tessile come supporto per riflettere sui concetti di genere e spazio e sul ruolo delle donne nell’arte contemporanea.

Artisti partecipanti: Iratxe Larrea, Ana Musma, Anna III, Luna Acosta, Mireia Coromina, Tania Berta Judith, Mateixes Mancances (Leia Goiria e Berta Vallvé) e María Ortega.

Progetto sviluppato con il sostegno della borsa di ricerca artistica de La Escocesa 2020 e del Centre Grau-Garriga d’Art Tèxtil Contemporani.

Fotografie: Eva Carasol

Se volete sapere o partecipare al progetto potete trovarci all’indirizzo:

Web: estudicomunitari.hotglue.me Email: mateixesmancances@gmail.com

Instagram: @mm         mateixesmancances