• 27 Novembre 2022 11:07

Sum of the Parts: Dimensions in Quilting

English (Inglese)

*Foto in evidenza: Kathryn Clark, Map of Washington, DC, After Trump Arrived, 2020-22. Ricamo, cucitura a macchina e a mano su organza di cotone, 74 x 84 x 4 pollici (come da immagine). Per gentile concessione dell’artista

 29 Maggio – 11 Settembre, 2022
Craft Contemporary, 5814 Wilshire Blvd., Los Angeles, CA 90036
Artisti: Kathryn Clark, Carlos Spivey, Lavialle Campbell, Sabrina Gschwandtner, Jade Yumang
Crediti: Curata da Holly Jerger, Senior Exhibitions Curator, questa mostra è sostenuta in parte dal Los Angeles County Board of Supervisors attraverso il Los Angeles County Department of Arts and Culture e dal City of Los Angeles, Department of Cultural Affairs.

Ingresso: GRATUITO tutte le domeniche; regolarmente 9 dollari per gli adulti; 7 dollari per studenti, insegnanti, anziani; gratuito per i membri del Craft Contemporary
Orari: Mercoledì – domenica, dalle 11:00 alle 17:00

Carlos Spivey, Queen Mother, 2018. Quilt con immagine dipinta a mano su tela di mussola e fiori 3D, 37x 32 pollici. Per gentile concessione dell'artista.

I cinque artisti di The Sum of the Parts alla Craft Contemporary esplorano la dimensionalità fisica e concettuale insita nel quilting. Tradizionalmente, i quilt sono composti da piùi strati – di solito una base, un soffice strato di imbottitura e un retro – uniti tra loro con una cucitura. I punti della cucitura sono funzionali e possono produrre disegni e trame elaborate. Gli artisti presenti in questa mostra vanno oltre la struttura convenzionale, tagliando, incorporando elementi tridimensionali e aggiungendo la luce come componente attiva del loro lavoro.

Gli artisti vogliono mantenere la struttura primaria del quilting. I loro materiali e le loro azioni di stratificazione, di cucitura e di incorporazione di ricordi nei materiali registrano storie che sono state ignorate e, a loro volta, diventano illustrazioni dei loro desideri per un mondo più equo. Il loro lavoro ci ricorda che i quilt sono sempre stati luoghi di espressione radicali, che riuniscono le persone per la costruzione di comunità e azione politica. Le opere in mostra sono provocatorie per le loro strutture fisiche e per le narrazioni che conservano e rilanciano. Le storie delle opere degli artisti di Sum of the Parts ci ricordano che le trapunte e l’astrazione esistevano ben prima del Modernismo. I quilt possiedono una consistenza tangibile ed emotiva che è infusa in ogni punto e pezzo di materiale. Come dimostrano questi artisti, un quilt diventa tale grazie all’unione delle sue numerose e complesse parti.

Per l’artista Kathryn Clark, la passione per il quilting è pari a quella per la raccolta di dati, sviluppata durante gli anni in cui ha lavorato come urbanista. I suoi quilt decostruiti sono una mappa o una registrazione storica dell’erosione della democrazia dopo l’insediamento di Donald Trump nel 2016. Clark tratta ogni superficie del quilt come una topografia, mettendo insieme sezioni di un tessuto di organza di cotone velato per rendere visivamente aree ed edifici governativi di Washington D.C. Poi taglia via porzioni del suo patchwork, lasciando che le cuciture tengano insieme i pezzi. Attraverso il quilting, l’artista cerca di dimostrare la fragilità della struttura della democrazia.

Carlos Spivey è un artista multimediale che ha iniziato il quilting nel 2015, attratto dal mezzo per la sua morbidezza e portabilità. Usa la pittura per tessuti Dye-Na-Flow su mussola per creare ritratti che applica alle sue trapunte colorate. Attingendo al suo background di animatore, rappresenta le immagini positive dei neri che non ha mai trovato nei media. Il quilting offre a Spivey la possibilità di esplorare i molti strati dell’esperienza dei neri d’America, in particolare la loro immaginazione ottimistica e la loro visione spirituale. Nei tre quilt in mostra, Spivey ha creato un lussureggiante strato di fiori tridimensionali da cui nascono i suoi soggetti.

Conosciuta come improvisational quilter, Lavialle Campbell crea spesso quilt in gran parte monocromatici, esplorando la profondità che può essere raggiunta attraverso un ampio lavoro di cucitura, piegatura e trapuntatura. Usa il linguaggio dell’astrazione e l’atto del quilting come strumenti per affrontare la malattia fisica e per parlare di narrazioni più ampie di guarigione e sopravvivenza per altre donne nere americane. I pezzi in mostra fanno parte di una serie in corso che ha iniziato mentre lavorava a un grande progetto di collaborazione con un’amica. Nella serie, Campbell contrappone composizioni luminose di giallo e chartreuse a composizioni scure di viola, grigi e neri, dimostrando anche una drammatica gamma di scale di colore dei suoi quilt.

Sabrina Gschwandtner ha iniziato a realizzare quelli che definisce “quilt cinematografici” dopo aver ricevuto una scatola di pellicole da 16 mm deaccessibili al Fashion Institute of Technology e consegnatele dall’archivista dell’Anthology Film Archives. I film erano brevi documentari tessili, datati tra il 1950 e il 1980, che esaminavano i tessuti e ritraevano le donne che li producevano. Dopo aver visto i filmati, Gschwandtner si è rattristata per il fatto che non erano stati considerati abbastanza preziosi da essere archiviati e ha deciso di commemorare questo archivio del “lavoro delle donne” – sia le creatrici ritratte nei filmati sia le donne creatrici e montatrici che continuano a non essere riconosciute. Per costruire le sue trapunte cinematografiche, Gschwandtner taglia e cuce insieme lunghezze di pellicola, facendo riferimento ai tradizionali modelli di trapunta americani, e attacca i suoi pezzi a una scatola luminosa. I suoi pezzi riattivano le narrazioni dei film, illustrando l’intensa abilità e il tempo di tutti i creatori di riferimenti e facendo letteralmente luce su queste storie non valorizzate.

Jade Yumang lavora in serie intensive, basate sulla ricerca, che esaminano come l’ottica queer permea la cultura. In questa mostra sono incluse diverse costruzioni scultoree della serie Drum, che fanno riferimento all’omonima rivista queer degli anni Sessanta. Drum si differenziava dalle altre pubblicazioni queer dell’epoca perché mescolava in modo evidente sessualità, politica, letteratura e umorismo. Ogni costruzione trapuntata della serie rappresenta una pagina del numero di Drum che fu sequestrato dall’Ufficio Postale degli Stati Uniti e usato per incriminare l’editore. L’artista ha stampato digitalmente ogni pagina su un tessuto, che è stato poi ricamato e trapuntato e assemblato con oggetti trovati, mobili e tappezzerie. Le decorazioni, i motivi e i colori riflettono l’estetica queer dello stesso periodo della rivista.

Jade Yumang, Pagina 34 ("bar, bagni e altri luoghi di interesse"), 2018. Quilt fatto a mano su rivista omofila scannerizzata stampata con inchiostro d'archivio su cotone, imbottitura, maglia a coste a righe, schiuma, nastro in maglia di cotone, occhielli in plastica, nodo a serpente su corda intrecciata in poliestere, perline di legno, acrilico su cicuta e ferramenta, 31,5 x 13 x 21,5 pollici. Per gentile concessione dell'artista.