• Mar. Lug 5th, 2022

THREADS OF TIME

English (Inglese)

Sede espositiva: No 20 Arts, 20 Cross Street London N1 2BG
dal 10 Dicembre 2021 al 26 Febbraio 2022

Questa mostra collettiva alla No 20 Arts presenta opere che si legano alla tradizione artigianale, reinterpretata da artisti emergenti di origine asiatica. In mostra Yang-En Hume, Seungwon Jung, Shivanjani Lal, and Sunghoon Yang. Questi artisti rielaborano il passato attraverso le loro memorie personali, parlando della storia di tutti.

Accanto alla delicatezza femminile delle superfici ricamate e dei pizzi vaporosi si trovano al contempo superfici tattili e provocanti che scavano nella memoria: tappeti, grovigli, grosse cuciture.

Le opere in mostra vogliono coinvolgere e colpire lo spettatore riportando alla luce quelle pratiche artigianali spesso lasciate ai margini, come le storie ad essa legate.

Shivanjani Lal, Ganna ki khet (piccolo) (2021), Gesso e haldi (curcuma) (provenienza Deptford, Londra), Dimensioni variabili
Yang-En Hume, Fossil 4 (2019), Inchiostro sensibile al sole su carta da acquerello, 59 x 42 cm

Yang-En Hume è un’artista di origine australiana-singaporiana che vive a Londra e si esprime usando i tessuti, installazioni e fotogrammi. Interessata alle pratiche d’archivio, Hume si interroga sul perché solo certi oggetti trovino posto nei musei.

Utilizzando pizzi usati, tessuti e fotografie di famiglia provenienti dai mercati delle pulci, Hume crea installazioni sospese e fotogrammi. Scansioni e fotografie di oggetti sono stampate su un tessuto traslucido e spesso incontrano il ricamo. Nella loro stratificazione e distorsione, incarnano la natura frammentaria della memoria, rappresentando momenti del passato e storie private.

Dettaglio, YANG-EN HUME’s Her Shroud, 2019, stampa digitale su organza e voile e filo da ricamo. 90 × 80 cm. “Threads of Time,” No 20 Arts, London, 2021. Tutte le immagini sono dell’artista e di No 20 Arts.

La sua installazione, Mausoleum (2020), è il fulcro della mostra. Su una rete di organza che scende dal soffitto al pavimento, sono visibili ritratti di donne cuciti, interi o violentemente tagliati. Volti anonimi, resi volontariamente difficilmente riconoscibili. Queste immagini, trovate nei mercati delle pulci, all’interno di Mausoleum diventano elementi essenziali di un archivio di storie quotidiane, quelle che si raccontano al di fuori del circuito della narrativa istituzionalizzata.

YANG-EN HUME’s Her Shroud, 2019, stampa digitale su organza e voile e filo da ricamo. 90 × 80 cm. “Threads of Time,” No 20 Arts, London, 2021. Tutte le immagini sono dell’artista e di No 20 Arts.

Nata a Seoul, Corea del Sud, Seungwon Jung vive e lavora a londra. Jung crea opere che si situano tra artigianato digitale e tradizionale, usando la fotografia per creare arazzi, sculture e stampe.

I suoi soggetti sono immagini di depositi di roccia che hanno formato strati geologici. Ogni strato è associato a un periodo di tempo, rivelando così milioni di anni di storia. L’immagine della roccia viene traslata digitalmente in un motivo tessile che costituisce la traccia sulla quale l’artista annoda l’arazzo, a mano, riflettendo sul passaggio del tempo.

Seungwon Jung, Ductile Deformation (2021)

Shivanjani Lal è un’artista australiana con origini indo-fijane che vive e lavora in Australia e nel Regno Unito. Attingendo a documenti storici, fotografie di famiglia e materiali specificatamente scelti per il loro legame concettuale al progetto; Lal crea sculture, installazioni e lavori su carta.

In questa mostra, fili rossi ricamati su delle mappe mostrano la rotta delle navi britanniche che hanno trasportato gli antenati di Lal dall’India alle Fiji per lavorare come braccianti a contratto nei campi di canna da zucchero. Il suo lavoro vuole portare alla luce questa storia, esplorando la tematica della migrazione familiare e delle perdite ancestrali per arrivare a un futuro in cui la guarigione si possa attuare.

Lungo la parete di fondo della galleria le mappe sono mostrate in ripetizione; la scala, la serialità e l’esattezza clinica che le caratterizzano tracciano lo sviluppo di questo sfruttamento anno dopo anno, dal 1879 al 1920. Bucando la carta, i punti rossi di Lal su questi atlanti sono una mappatura letterale delle lotte coloniali attraverso il tempo e lo spazio: comunità sfollate, sfruttamento di manodopera e l’eredità delle crisi identitari che si ripercuotono sulle generazioni nate nella diaspora.

Una connessione con lo zucchero torna nelle sculture di Lal. Ognuna è stata creata colando del gesso, a volte arricchito di curcuma, all’interno di calchi di canna da zucchero. Le parti rotte di queste fragili sculture parlano delle storie frammentate delle comunità della diaspora. Il prospetto della mostra elencava le origini dei materiali dell’installazione di Lal, identificando le comunità del lavoro: carta marrone da Marine Lines, Bombay, filo rosso per aquiloni da Byculla, Bombay, sacchi di zucchero da Sigatoka Town, Fiji, tra gli altri. Anche se ancora incompleto, questo approccio percettivo suggerisce l’inizio di una riparazione necessaria per una futura guarigione.

Detail view of SHIVANJANI LAL’s Yaad Karo [1879-1920]: Empire Edition, 2021, brown paper from Marine Lines, Bombay and red kite thread from Byculla, Bombay, dimensions variable, “Threads of Time,” No 20 Arts, London, 2021.

Sunghoon Yang è un artista sudcoreano che vive a Daegu. Partendo da cataloghi e fotografie di ceramiche tradizionali coreane, Yang crea dipinti che esplorano concetti di memoria e tempo.

Memory I e Memory II mostrano un’unica ceramica che riempie la tela. Ispirate da “vasi luna” trovati in musei nazionali, collezioni nazionali e private, queste opere danno espressione alle mani che hanno lavorato e toccato le ceramiche per centinaia di anni. Le crepe e le imperfezioni visibili sulla superficie, incarnano le storie di ogni persona che le ha possedute.

Sunghoon Yang, Memory I (2015), Oli su tela, 130 x 130 cm

“Threads of Time” ci fa riflettere su eventi che non sono stati accettati dalla storiografia ufficiale. Riportando a galla memorie sepolte, e muovendo una critica all’istituzionalizzazione dei ricordi e all’egemonica narrazione che ne sussegue.

Informazioni su No 20 Arts

Inaugurato nel gennaio 2017, No 20 Arts è un centro per le arti contemporanee e uno spazio multifunzionale. La galleria ospita un programma di mostre, performance ed eventi che supportano artisti sia emergenti che affermati che lavorano tramite media differenti.

Per ulteriori informazioni e prezzi, si prega di contattare info@no20arts.com
No 20 Arts +44 (0)207 226 9083
20 Cross Street info@no20arts.com
Londra N1 2BG no20arts.com