Valerie Brathwaite: WHERE HAVE ALL THE FLOWERS GONE?

Valerie Brathwaite, Sala Mendoza, Caracas (1973). Photo by Rudy Stejskal. Courtesy Henrique Faria New York

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Henrique Faria, 35 East 67th Street 4th Floor, New York, NY  10065
9 Settembre – 24 Ottobre, 2021
Orario: dal martedì al sabato dalle 11 alle 18
Info www.henriquefaria.com  eugenia@henriquefaria.com

Henrique Faria New York presenta Where Have All The Flowers Gone? (Dove sono finiti tutti i fiori?), la prima mostra personale di Valerie Brathwaite con la galleria. Questa presentazione riunisce una selezione di opere in diversi media che vanno dalla fine degli anni ’60 al 2021. La mostra prende il titolo da un brano creato da Brathwaite nel 2018-2019, dal nome dell’omonima canzone ampiamente interpretata scritta nel 1955 da Peter Seeger, che si collega strettamente alla ciclicità della vita e dell’arte.

Valerie Marie Brathwaite è nata a San Fernando, Trinidad e Tobago, nel 1940. Si è evoluta come artista in Europa durante i suoi anni di formazione mentre studiava interior design e arte all’Hornsey College of Art e al Royal College of Art di Londra, e all’École des Beaux Arts di Parigi tra il 1959 e il 1964. Incoraggiata da Gego (Gertrude Goldschmidt), un’artista immigrata che aveva incontrato durante una visita a Caracas nel 1969, Brathwaite si trasferì in Venezuela quello stesso anno dove venne presentata ad importanti curatori e critici come Miguel Arroyo, Lourdes Blanco, Roberto Guevara e Marta Traba che divennero grandi sostenitori del suo lavoro.

Where Have All The Flowers Gone? Longtime Pasing! 2018-2019. Painted wood and stuffed fabric. 26 3/8 x 21 5/8 x 15 5/8 in.(67 x 55 x 40 cm) Courtesy Henrique Faria New York

Nel corso della sua carriera di oltre 50 anni, la pratica di Valerie Brathwaite ha tratto ispirazione principalmente dalla natura. Scultrice prima di tutto, crea forme di astrazione organica utilizzando semplici volumi scultorei e linee sinuose che ricordano la flora, la fauna e il paesaggio dei Caraibi e del Sud America. In occasione della prima mostra personale museale di Brathwaite, intitolata Sculture di Valerie Brathwaite, al Museo di Belle Arti di Caracas nel 1975, il critico d’arte Juan Calzadilla descrive nel saggio del catalogo alcune delle caratteristiche delle opere di scultura classica e delle opere di Brathwaite.

Untitled (Sebucán Series) 2010. Painted wood and stuffed fabric 21 5/8 x 22 3/4 x 17 1/4 in. (55 x 58 x 44 cm) Courtesy Henrique Faria New York

Brathwaite ha avuto una profonda formazione accademica nella scultura lavorando con artisti come Hubert Dalwood a Londra e Ossip Zadkin a Parigi durante un periodo in cui la scultura si stava evolvendo dal moderno al contemporaneo. Fajardo-Hill scrive: “La sua scelta di forme e motivi, così come i materiali, supera i confini della tradizione. Si va da quelli consolidati a quelli sperimentali, tra cui cemento, gesso, argilla, alluminio, bronzo, argento, sculture morbide di tessuto imbottito, e più recentemente MDF, dimostrando sia la libertà che l’intraprendenza nella materialità e nel fare. L’uso dei colori di Brathwaite, spesso brillanti e trovati nella natura, sono fondamentali nell’abbracciare la forma e sono spesso applicati a strati per diventare un elemento integrante della scultura. Il colore è una caratteristica sorprendente e non convenzionale del suo lavoro, poiché la scultura modellata non è quasi mai policroma, distinguendola dai suoi insegnanti e coetanei dagli anni ’60. Una delle caratteristiche che rende il lavoro di Brathwaite così eccezionale è che non è possibile identificare chiare influenze nel suo lavoro, sia all’inizio della sua carriera che come artista consolidato, tuttavia bisogna riconoscere importanti relazioni e vicinanza con artisti internazionali e venezuelani senza prescrivere influenze dirette. Ad esempio, la natura organica dei volumi di Brathwaite dialoga con la scultura di Barbara Hepworth, Jean Arp e Hubert Dalwood; la sensualità delle sue forme voluttuose dialoga con il lavoro di Louise Bourgeois, Niki de Saint Phalle, l’ultimo lavoro di Ana Mendieta e Margot Römer; e l’orizzontalità radicata di gran parte del suo lavoro parla con artisti come Henry Moore.

Untitled (Sebucán Series) 2010. Fabric and threads stuffed with various materials 75 x 17 x 11 in. (190 x 44 x 29 cm) Courtesy Henrique Faria New York

Valerie Brathwaite (Trinidad e Tobago, 1940) ha studiato all’Hornsey College of Art e al Royal College of Art di Londra e all’Ecole des Beaux-Arts di Parigi. Scultrice prima di tutto, si occupa anche di incisione, pittura e disegno. Crea forme di astrazione organica utilizzando semplici volumi scultorei e linee sinuose, che ricordano la flora e la fauna dei Caraibi. Nel 1969 si è trasferita in Venezuela, e da allora ha mostrato il suo lavoro al Periférico Caracas, Caracas (2008); Società d’Arte di Trinidad e Tobago a Port of Spain (2010); Galería G7, Cento de Arte los Galpones, Caracas (2011); CAF Development Bank of Latin America, Caracas (2012); Oficina#1, Centro Los Galpones, Caracas (2014). Il suo lavoro è nelle collezioni di The Museum of Contemporary Art, The Museum of Fine Arts, The National Art Gallery, The Alejandro Otero Museum, tutti a Caracas e The Art Museum of the Americas a Washington, D.C.