“WITNESS – IL TESTIMONE” Usa 1985

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Oggi tocca ad un bellissimo film e non lo dico solo io: ha vinto un Oscar per la sceneggiatura ed è il primo ruolo importante per Harrison Ford, insieme al bambino Lukas Haas, vero coprotagonista. Un grande storico del Cinema lo definisce un prodotto di intrattenimento, io gli avrei dato qualche stella in più.

Dopo molti anni, l’ho riguardato come attraverso i grandi occhi di quel bambino tutto vestito di nero, testimone di un delitto, che scopre che al mondo c’è anche il Male, che non è tutto tranquillo e pacifico come nel posto in cui vive, un piccolo villaggio insieme alla mamma vedova tra gli Amish in Pennsylvania.

Il regista Peter Weir, che al tempo, parliamo di 35 anni fa, era molto affascinato dal mondo Amish così separato, ma anche dal genere western quello alla John Ford che proponeva l’eterna lotta, tra il bene e il male, il buono e il cattivo, con il trionfo finale…

Nel film compaiono bellissimi quilt, tradizionali e ormai noti in tutto il mondo, stanno appesi, infatti, nei Musei. Gli uomini coltivano la terra, le donne creano e commerciano lavori tessili, coperte di tutte le misure da vendere anche come pannelli, abbellimenti per la casa, per i turisti che numerosi raggiungono quei villaggi nei giorni di mercato.

Sunshine and Shadow Quilt
Susan Beechy (dates unknown)
Topeka, Indiana 1935–1940
Cotton 88 1/4 x 73 3/4 in.
American Folk Art Museum, gift of David Pottinger, 1980.37.27

Broken Star Quilt
Clara Bontraeger (dates unknown)
Haven, Kansas 1926
Cotton 73 1/2 x 67 1/4 in. sight
American Folk Art Museum, gift of David Pottinger, 1980.37.47

La parola “Amish” riporta in mente un’immagine: cavalli e calessini, luce di candela e niente acqua corrente in casa, cuffiette bianche, gonne lunghe e zoccoli ai piedi, uomini con lunghe barbe e vestiti di nero, un mondo fuori del mondo, una vita senza comodità, piena di doveri e di rispetto delle regole.

Una breve storia: gli Amish arrivarono in America emigrando dalla Germania e Svizzera nel ‘700 e continuarono a parlare dialetti alemanni, pur imparando a comunicare, necessariamente, in inglese. Come religione sono definiti Protestanti Conservatori, e nella pratica religiosa hanno molti punti in comune con altre Chiese dette libere, per esempio Mennoniti e Quaccheri. La regola principale: stare lontani dal mondo e dalle altre comunità, in modo da restare separati e lontani dalle tentazioni.

I primi quilt nascono, a quanto se ne sa, non prima del 1870.  Dobbiamo arrivare alla fine dell’’800 perché il quilting si diffonda e diventi abbastanza comune. Le prime trapunte Amish erano fatte in colori solidi, marrone, blu, ruggine o nero, i disegni geometrici, semplici. I colori richiamavano i prodotti della terra, l’arancio della zucca, il verde scuro dell’oliva e il rosso scuro dell’uva, in tonalità profonde. Gradualmente sono stati aggiunti altri colori di base. I contatti col resto delle quilter americane non contaminò il loro stile, ma lo arricchì. Tipico della tradizione delle trapunte Amish è un grande diamante centrale, di tessuto scuro, un solo bordo largo tutto intorno.

Mentre in USA nasceva un nuovo stile che usava stoffe dalle fantasie più diverse, fino ad arrivare ad uno stile detto “crazy” le donne Amish adottarono soltanto alcuni dei blocchi di base americani. Per esempio: “nove pezze”, “intorno al mondo” e “sunshine” rientrano nella loro produzione. Lo stare isolate le ha aiutate nella conservazione di uno stile. Quelle donne realizzavano anche grandi coperte di lana o cotone, a maglia e crochet, poche con le sete che erano costose e considerate troppo mondane. Gli Amish avevano una ricetta vincente, il colore nero come parte essenziale del quilt. Il gioco del nero insieme ai colori, creava un insieme vibrante e unico. L’uso del nero anche nel quilt americano si diffonderà solo con l’’Art quilt’ e parliamo di XXI secolo.

Rolling Stone Quilt
Artist unidentified; initialed LM
Indiana 1925
Cotton 82 1/4 x 69 in.
American Folk Art Museum, gift of David Pottinger, 1980.37.24

Ocean Waves Variation Quilt
Artist unidentified
Midwestern United States 1915–1925
Cotton 84 3/4 x 72 1/4 in. sight
American Folk Art Museum, gift of David Pottinger, 1980.37.65

Nel trapunto, essenzialmente a mano, avevano un’abilità e un’invenzione davvero grandi: piume, curve e griglie geometriche: si trattava di trapunte fatte per l’uso quotidiano, oppure per essere messe in mostra per le occasioni speciali. Gli Amish impararono, col tempo, ad usare la macchina da cucire ma per loro il ‘bel trapunto’ è sempre stato quello fatto a mano, ed era un’occasione per raccogliersi intorno al telaio e trapuntare tutte assieme. Vivere come parte della comunità era ed è fondamentale per gli Amish e quelle riunioni di donne si inseriva perfettamente nel loro modello di vita. Il senso di condivisione, il rispetto della tradizione hanno avuto una grande importanza e la dimostrazione è che ancora oggi sono in molti ad ammirare e seguire e imitare quello stile.

I cambiamenti erano possibili solo con l’approvazione della comunità. Le linee guida, spesso non scritte, erano molto individuali. Negli anni ’40 del ‘900 cominciarono ad aggiungere altri colori, tipo pastello e solo in rari casi tessuti stampati. Molte comunità permisero più libertà nel disegno e lo stile ‘appliqué’ li conquistò. Nasceva un mercato. Gli americani scoprirono l’arte Amish del quilt che insieme al rinnovato interesse per studio del passato di questa Arte fece crescere l’interesse verso le minoranze (per esempio: i nativi). Oggi lo stile Amish è un perfetto e ricercato oggetto di commercio.

A questo punto si colloca la storia del film, ambientato ai nostri giorni.

Il piccolo Amish è stato il testimone oculare di un omicidio, I suoi occhi si identificano col punto di vista della macchina da presa e aggiunge più dramma a tutte le sequenze. Il detective Harrison lo protegge e si prende una pallottola in una gamba. I tre, perché c’è anche la mamma del bambino, la bellissima Kelly McGillis, vedova con la cuffietta candida devono scappare. Il rifugio sarà il villaggio Amish dove la ferita verrà curata e i legami con il bambino con il suo eroe si rinforzeranno.

Due scene tratte dal film

Un amore nasce tra i due, inevitabile seppur impossibile. Gli inseguitori, che sono poliziotti corrotti, verranno sconfitti con la collaborazione di tutta la comunità, nella quale si è ormai inserito che con il cuore a pezzi, dovrà riprendere la sua strada verso la peccaminosa, grande città.

 Questo film è bello anche per alcune scelte di luce e colore: la perfetta ambientazione contiene molte sequenze  che sono delle vere immagini ‘impressioniste’ e di ispirazione a quadri fiamminghi, questo dà al racconto cinematografico un’eleganza unica.

Quilting bee nel film

Un momento non è finito, avevo annunciato una breve sorpresa-aggiunta sempre in questo ambito. Si tratta di un film da ‘storia del Cinema’, un musical:

“Sette Spose per Sette fratelli”

1954, USA, regia Stanley Donen con: Howard Keel, Jane Powell e tanti altri, attori e attrici, cantanti e ballerini.

Quelle, giovani come me (sic), se lo ricorderanno bene. Film improponibile oggi perché estremamente scorretto nei confronti delle donne, però collocato nel tempo e nello spazio si può guardare con piacere.

Oregon 1850. La trama è ispirata da “il ratto delle Sabine” di romana memoria, come l’ha raccontata Plutarco. A più di sessanta anni di distanza il film continua a essere un irripetibile spettacolo. Le sequenze acrobatiche di ballo e le canzoni sono ancora felicemente riproposte, imitate. Ma il punto che ci interessa è l’abito indossato da Jane Powell dove sono incastonati blocchi di patchwork. Con questo abito l’attrice si presentò alle serate più importanti di promozione del film, compresa quella delle nomination agli Oscar ed è stata quindi immortalata dovunque.

Il costumista del film, Walter Plunkett, chiese aiuto all’Esercito della Salvezza e si fece donare vecchie trapunte trasformandole in abiti d’epoca, un genio!

I due film, così lontani nel tempo, possono essere accostati anche per un altro particolare: il gran ballo dei 7 fratelli e la grande riunione nel villaggio degli Amish nascono per festeggiare la costruzione di una grande stalla, chissà se Weir, regista di “Witness” si è ispirato a quel musical.

Due film che rivedere mi ha quasi commosso, sinceramente un invito a riguardarli, magari con occhi diversi,  e attenti ai particolari.

Tullia Ferrero, “Un film al mese”

Le fonti: Amish Quilts & Quilting History: Beauty in Simplicity, Il Mereghetti, Dizionario di Cinema, Wikipedia e Pinterest.

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