ATTILIANA ARGENTIERI

Personaggi,1980,1999, scultura tessile polimaterica, da cm 160 a cm 220 di altezza

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Tra antiche e moderne trame

Attiliana Argentieri nasce a Viareggio nel 1932, ma vive a lungo a Venezia. La sua maestra di tessitura è Anna Akerdhal Balsamo Stella, artista e design di origini svedesi, insegnante presso l’Istituto Statale d’Arte ai Carmini di Venezia dove Argentieri si diploma nel 1950. Veneziana per adozione, appena completati gli studi  progetta e tesse i primi arazzi presso lo studio Balsamo, di proprietà della sua insegnante, che oltre ad essere stata un’esperta di tessitura era un designer della vetreria artistica S.A.I.A.R. Ferro Toso di Murano. Espone le sue opere a Ca’ Pesaro e partecipa alle mostre collettive promosse dalla Fondazione Bevilacqua La Masa (BLM). Entusiasta e fiera di essere una toscana, insieme a Titta Luporini, nel 1951 apre nel centro storico di Lucca un laboratorio di tessitura.  Poco dopo organizza la sezione “Arte del tessuto” presso l’Istituto Statale d’Arte di Castelmassa (Rovigo). Nel 1956 espone alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, dov’è presente anche nelle edizioni successive (1960-68-70). Negli anni Settanta diventa membro del Centre International d’Etude des Textiles Anciens (CIETA, Lione, Francia) e approfondisce gli studi sulle tecniche dei tessuti antichi (uniti e operati).

Le immagini delle opere di Attiliana Argentieri Zanetti sono tratte dal catalogo della mostra Attiliana Argentieri Zanetti, tra Lucca e Venezia, 1950-2008, costruire con le fibre e la “fiber art”, a cura di Domenica Digilio, Lucca 2008.

Dal 1971 al 1985 insegna “Progettazione Tessile” presso l’Istituto Statale d’Arte “Giovanni Sello” di Udine, dove opera in sinergia con Gina Morandini e Carmen Romeo, entrambe insegnanti di “Laboratorio di Arte della Tessitura, Arazzo e Tappeto”. La sua presenza è determinante e dà nuovo e vigoroso impulso alla “Sezione Tessitura” dell’Istituto udinese. Dalle fine degli anni Settanta, per la sua conoscenza dei tessili storici viene scelta per tenere i corsi di  “Tecniche della tessitura” e “Storia delle manifatture”, promossi dal Centro Regionale di Catalogazione e Restauro del Friuli-Venezia Giulia (Villa Manin, Passariano, Udine).  Nel 1979 è fra i soci fondatori del Centro Italiano per lo Studio della Storia del Tessuto (CISST) e si dedica con impegno alla ricerca storica, studia la produzione tessile tradizionale del Friuli. Argentieri non tiene solamente per sé il suo sapere, ma lo trasmette ad allievi e colleghi, condivide e realizza inediti progetti didattici[1].  Pubblica il Dizionario Tecnico della Tessitura[2], articoli e saggi, ponendo l’accento in particolare sulla manutenzione e conservazione dei tessili antichi e la loro tecnica di costruzione: quest’ultima tanto importante quanto sconosciuta e poco indagata. Collabora alla mostra  Tesori d’Arte in Carnia. Paramenti sacri e tradizione tessile (Tolmezzo-Udine, Palazzo Frisacco, dal 9 ottobre 1987 al 9 gennaio 1988)[3]. Argentieri per prima studia i libri/quaderni manoscritti dei tessitori carnici (libri di tacamenti)[4], in particolare quello di Jacopo Linussio (1764)[5], il fondatore della celebre manifattura carnica del Settecento. Dal 1996 al 2001, Attiliana Argentieri intensifica l’attività artistica, spesso insieme al marito Gianfranco Zanetti anch’egli docente e artista, ed espone in mostre collettive e personali. Le sue opere sono presenti in musei e collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. L’esperienza a livello storico e tecnico guida Attiliana nella realizzazione di opere tessili, a volte mini-tessili, in altri casi arazzi monumentali, dove esprime tutto il suo slancio per la ricerca e la sperimentazione cromatica e materica. Nascono in quel periodo opere di forte vigore plastico realizzate con flati naturali, non tinti e con i materiali più diversi (nastri, merletti, pelle, legno).  La sua espressione artistica si colloca a pieno titolo nella corrente artistica contemporanea della Fiber Art.

[1] Attiliana Argentieri Zanetti, I TESSILI, in I Sello “falegnami” in Udine, coordinamento di Gina Morandini Fenu, Istituto Statale d’Arte di Udine, stampa “Arti Grafiche Friulane”, 1983.

[2] Dizionario Tecnico della Tessitura, a cura di Attiliana Argentieri Zanetti, Edizioni Villa Manin di Passariano, 1987.

[3] In occasione della mostra, viene pubblicato il catalogo Tesori d’Arte in Carnia. Paramenti sacri e tradizione tessile, a cura di Gilberto Ganzer, con testi di Paolo Bensi, Donata Devoti, Francesco Pertegato e SCHEDE TECNICHE di Attiliana Zanetti Argentieri,  Edizione Comunità Montana della Carnia, stampa “Grafiche Lema” di Maniago (Pordenone), 1987

[4] I tacamenti sono disegni per tessuto che scaturiscono dall’intreccio dei fili dell’ordito con la trama; il temine deriva dal verbo tacar, attaccare fra loro  licci e pedali del telaio.

[5] Linussio nasce nel 1691 a Villa di Mezzo, frazione di Paularo-UD, e muore nel 1747 a Tolmezzo-UD); il prezioso manoscritto, di proprietà degli eredi Linussio di Tolmezzo (Udine), è il più antico presente nella Regione Friuli-Venezia Giulia.

Attiliana Argentieri Zanetti si spegne a Pasian di Prato (Udine) all’età di 86 anni, ma il suo importante insegnamento rimane vivo in tutti quelli che l’hanno conosciuta, di persona oppure attraverso i suoi numerosi scritti, mostre, manifestazioni. Sono grata a Giovanna Zanetti per i materiali che mi ha gentilmente fornito per la stesura di questo breve articolo.

Attiliana Argentieri Zanetti al telaio nel suo laboratorio