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ORANTI – IL RICAMO COME PREGHIERA

Lea Constestabile e Florencia Martinez
A cura di Barbara Pavan
Inaugurazione domenica 20 agosto 2023, ore 17:30. Intervento musicale di Mariko Masuda, violino
Monastero di Sant’Amico, via Sant’Amico 7– L’Aquila

Dal 20 al 31 agosto 2023
Info mob. 339 627 4730 – 333 388 7274

FLORENCIA MARTINEZ. ORANTI

Nell’ambito del progetto di ri-generazione urbana promosso dal MuBAq, inaugura domenica 20 agosto 2023, alle ore 17:30 presso il Monastero Sant’Amico a L’Aquila, ORANTI, una mostra che indaga il medium tessile come espressione di spiritualità nell’arte contemporanea attraverso le opere di due artiste – Lea Contestabile e Florencia Martinez – curata da Barbara Pavan, ed inserita tra gli appuntamenti della manifestazione Seminiamo Arte III, con l’intervento musicale di Mariko Masuda al violino.

“Oranti” è una mostra d’arte ibrida: non una bi-personale ma piuttosto un’ampia riflessione sulle declinazioni e i significati della preghiera in relazione al lavoro di ago e filo e in dialogo con gli spazi del Monastero noto a L’Aquila nel corso dei secoli proprio per l’eccellenza dei ricami che qui le monache realizzavano.

L’orante è una persona in atteggiamento di preghiera; l’artista è chi esercita una delle belle arti (cfr vocabolario Treccani): dal confronto tra questi diversi elementi è nata questa mostra che prosegue un cammino in cui arte e spiritualità viaggiano, da millenni, fianco a fianco.

ORANTI, Florencia Martinez, detail

In mostra, opere di grandi dimensioni come “Ricucire la vita”, installazione a parete di Lea Contestabile, che nella stratificazione di rete, lino, stoffe, fili, cartone, spille da balia, aghi, bottoni, tarlatana, si fa testimonianza di una preghiera laica in cui l’artista chiede perdono a sé stessa attraverso quello che Louise Bourgeois chiamava il potere curativo dell’ago che nella ripetizione dei gesti echeggia una litania, un rito, ricuce ferite fisiche, emotive, spirituali. E la grande scultura “Oranti” con cui Florencia Martinez approda alla sfera spirituale indagata nella dimensione del dolore e dell’abbandono fino ad arrivare a una profonda riflessione sul significato dell’affidarsi, l’opera è ispirata alla Pietà Rondanini di Michelangelo in cui l’artista rintraccia la forma assoluta e ideale dell’empatia e quel senso di incompiutezza, di apertura ad infinite possibilità e metamorfosi cui sente affine il suo lavoro.

Il percorso espositivo si articola poi in un corpus di lavori di Lea Contestabile in cui convergono sia i segni di credenze ancestrali e universali che simboli di tradizione cristiana, combinati e rielaborati in una sintesi delle diverse esperienze spirituali e religiose che trova nell’arte un’unica voce plurale, espressione della medesima solitudine, dello stesso smarrimento che tutti gli uomini di qualunque epoca ed a qualunque latitudine sperimentano di fronte all’abisso. E, ancora, con le opere di Florencia Martinez dominate dall’oro, con la sua cifra di sacra immortalità, e dal blu – il colore che, come insegna Michel Pastoureau, a partire dal XII secolo i cristiani associano alla luce e dunque a Dio e che da allora tinge il manto della Vergine diventando simbolo stesso del sacro nell’arte dei secoli successivi. Sculture morbide composte a partire da un modulo base replicato in maniera quasi ossessiva che l’artista cuce ritmicamente con cura meticolosa e ostinata: una pratica che nella ritualità del gesto reiterato ancora e ancora si fa preghiera. Del resto, già Pacomio, padre del monachesimo cenobitico che ha profondamente influenzato la cultura occidentale, nonché la successiva tradizione benedettina, avevano inteso il lavoro manuale come una forma di preghiera. In questa serie di lavori le artiste esplorano la dimensione dell’impermanenza di qualsiasi forma nella sua continua mutevolezza, come lo è in realtà la vita stessa, esprimendo al contempo la speranza che, lungo il cammino dell’esistenza, non venga mai meno la nostra umanità

LEA CONTESTABILE, Ricucire la vita, detail, ph.credit T.Mengo

LEA CONTESTABILE nasce ad Ortucchio (Aq) 01/07/1949. Vive e lavora a L’Aquila. Dopo il liceo scientifico si iscrive ad Architettura e successivamente all’Accademia dii Belle Arti dell’Aquila diplomandosi in pittura nel 1973. Nello stesso anno con una borsa di studio dall’Accademia di San Luca diretta da Mino Maccari opera come incisore presso la Calcografia Nazionale di Roma diretta da Carlo Bertelli. Si diploma in tessitura all’Istituto d’arte di Penne nel 1977 e nel 1991 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università agli Studi dell’Aquila. Dal 1976 al 2014 insegna all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Ad un’intensa attività artistica documentata da esposizioni in Italia (Roma, Milano, Napoli, Firenze, Termoli, Forlì, Ascoli Piceno, Pescara, Teramo, Pieve di Cento, Spoleto, Enna, Frascati, Palermo, Bologna, Todi, Trevi, Salerno, Bari, Busto Arsizio, Gaeta…) e all’Estero (America Latina, Neuchatel, Hamilton, Rottweil, Toronto, Budapest, Craiova, Calafat, Mosca, Istanbul, Bilbao, Madrid, Bodrum, Parigi, Tangeri, Zagabria, Berlino, Iasi…) affianca un interesse crescente per il mondo della formazione per infanzia e nel 1995 fonda e dirige il MuBAq – Museo dei Bambini L’Aquila, associazione che fa parte dell’organizzazione internazionale dei Musei dei bambini Hands On! Europee. Dopo il terremoto del 2009 raccoglie fondi per la costruzione del VILLAGGIO D’ARTE DEI BAMBINI a Fossa (Aq). Artista versatile crea libri d’arte, video e spettacoli, sperimentando ogni tipo di commistione di linguaggi. Con i musicisti Carlo Crivelli, Maurizio. Fischione, Orazio Tuccella, Giorgio Battistelli, Sabatino Servilio, Erasmo Gaudimonte e con gli Enti e le Associazioni Teatro Stabile dell’Aquila, Società dei Concerti Barattelli, Sinfonica Abruzzese, Solisti Aquilani, Officina Musicale, Gruppo Serafino Aquilano realizza spettacoli multimediali come Il mondo sonoro di Escher, C’era una volta il XX° Secolo, Musica per arte sacra, C’era una volta…al Castello. Nell’ambito dei Cantieri dell’Immaginario presenta L’arcobaleno liquido della creatività con i Solisti Aquilani e I quipus della memoria con il Teatro Stabile e il MUNDA- Museo Nazionale d’Abruzzo. Nel 2022 per Il sogno di una notte di mezza estate della Compagnia Torre del Bardo a Villa Sabucchi, Pescara realizza installazioni ed elementi scenografici. Nel 2011 è invitata alla Biennale di Venezia e nel 2013 e nel 2017 alla Biennale di Bodrum (Turchia). Dopo il sisma del 6 aprile si dedica alla “ricostruzione” con progetti quali Arte sotto le tende nelle tendopoli, Un paese ci vuole progetto internazionale che coinvolge bambini finladesi e turchi, Arteambiente e i Cantieri dei Talenti finanziato dalla Comunità Europea. Con il MuBAq progetta e dirige manifestazioni nazionali e internazionali come Etnorami-Nomadismi dell’arte contemporanea, Il Giardino della memoria – l’angolo delle piccole stelle, L’ Arcobaleno liquido della creatività, Seminiamo Arte.

LEA CONTESTABILE, Ricucire la vita, detail, ph.credit T.Mengo

Florencia Martinez è nata in Argentina nel 1962. Tra le sue mostre personali recenti, Tundra a Gilda Contemporary Art di Milano, a cura di Cristina Artese e Andrea Lacarpia; Roundly Resident allo Spazio Curva Pura, Roma e, ancora, Al Eachway Museum di Shenzen, Cina, curata da Barbara Santoni; alla Triennale di Milano, a cura di Angelo Crespi; al MACRO di Roma, alla Zaion Gallery di Biella, al Chiostrino a Como, curata da Chiara Canali e Ivan Quaroni. Ha partecipato a innumerevoli progetti espositivi collettivi in Italia ed all’estero. Tra questi: Unclassifiable, Sala delle Pietre, Todi, a cura di ArtOUT; Luco, F’Art Spazio per le arti contemporanee, L’Aquila; Fiberstorming, Ex Ateneo Bergamo per BG BS Capitali della Cultura; The soft revolution, Museo del Tessile Busto Arsizio, a cura di B.Pavan per 25WTA World Textile Art; #NOINONLAVREMMOFATTO, performance per MILANOSCULTURA, Fabbrica del Vapore, a cura di Valerio Dehò e Ilaria Centola; Il respiro dell’arte a Palazzo Ducale, Genova, a cura di Virginia Monteverde; alla Biennale Fiber Art, Spoleto, Palazzo Collicola; alla Biennale del Bangladesh; TRIA. Rethimno. House of Culture, Creta; Back To Zante, Centro Culturale Solomos, Zante, Grecia; Context Art Miami Basel con Galleria Stefano Forni, Bologna; Delicartesen, Galeria Montoriol, Barcelona; Imago Mundi, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, a cura di L.Beatrice; Pop Up Revolution, Caserma XXIV Maggio a cura di Achille Bonito Oliva; Pop Up Italian Show, Hubei Museum of Arts, Wuhan, Hubei. È stata tra gli artisti del Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 2011. Hanno scritto sul suo lavoro: Valerio Dehò, Alessandra Redaelli, Vittorio Sgarbi, Jolanda Insana, Piero Colaprico, Dino Messina, Giorgio Bonomi, Barbara Pavan, Paola Tognon, Elvira Seminara, Maurizio Stupiggia, Cristina Gilda Artese, Andrea Lacarpia, Fabio Carnaghi, Giorgio de Finis, Anna Maria Panzera. Gallerie di riferimento: Gilda Contemporary Art, Milano; Galleria Stefano Forni, Bologna; Zaion Gallery, Biella; Galleria Ester Montoriol, Barcellona. Insegna dal 2014 fotografia all’ACME di Milano. Vive e lavora a Milano.

Florencia Martinez. Que el dolor no me sea indiferente
Florencia Martinez. Que el dolor no me sea indiferente, detail
Florencia Martinez. Que el dolor no me sea indiferente, detail