• 8 Dicembre 2022 15:12

Vite ben vissute: Ritzi Jacobi (1941 – 2022)

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*Foto in evidenza: Ritzi Jacobi al lavoro sulla serie Exotica, Ritzi e Peter Jacobi, cotone, pelo di capra e sisal, 114″ x 60″ x 6″, 1975. Foto fornita dall’artista


Insieme ad artisti come Magdalena Abakanowicz e Jagoda Buic, Ritzi Jacobi è stata uno dei pionieri europei dell’arte tessile, che a partire dagli anni Sessanta ha realizzato lavori con fibre tessili in installazioni espansive, gestuali e impulsive a livello internazionale. Jacobi è nata a Bucarest, in Romania, nel 1941 e ha studiato all’Accademia d’Arte di Bucarest. I rilievi e gli oggetti che ha creato insieme al marito Peter Jacobi hanno fatto scalpore già alla Biennale Internazionale dell’Arazzo di Losanna, in Svizzera, nel 1969 (la prima delle 11 a cui ha partecipato) e alla Biennale di Venezia del 1970. Le opere erano densamente tessute con fibre vibranti, e la loro massa “ispida” e le dimensioni monumentali trasmettevano una fisicità ruvida, che ricordava le montagne della loro patria transilvana. Rappresentavano la natura e l’arcaico e allo stesso tempo trattavano di esperienze elementari consce e inconsce. Gran parte della freschezza del movimento dei “nuovi arazzi” derivava da questa giustapposizione di strati e dall’attenzione ai materiali, ha osservato Giselle Eberhard Cotton (“The Lausanne International Tapestry Biennials (1962-1995) The Pivotal Role of a Swiss City in the ‘New Tapestry’ Movement in Eastern Europe After World War II”, Textile Society of America, Symposium, settembre 2012).

Dettaglio di Breeze, Ritzi Jacobi, fibra di cocco, sisal, cotone 49" x 49" x 8", 2000. Foto di Tom Grotta

Dopo essersi trasferiti in Germania nel 1970, Ritzi e Peter Jacobi hanno inizialmente continuato a lavorare insieme con le varie fibre tessili e gli strati di carta fragile, per poi dedicarsi separatamente ad altri campi di lavoro. Nel suo lavoro, Ritzi Jacobi ha continuato a creare grandi rilievi che sottolineavano le possibilità scultoree della fibra, disegnando in tre dimensioni, creando luci e ombre con cavi di fibra e gemme di fibre avvolte. Ritzi Jacobi ha lavorato anche con grandi elementi di cartone non trattato, che conquistavano lo spazio circostante in modo succinto e determinato. Dagli anni Novanta ha ampliato il suo repertorio di materiali al metallo e anche in questo caso ha mostrato tratteggi astratti e stratificazioni tra superficie e spazio, concentrazione e dissoluzione. Mostre personali e alcune con Peter Jacobi hanno avuto luogo alla National Gallery of Victoria di Melbourne, al Musée d’Art Moderne di Parigi e al Cleveland Institute of Art dell’Ohio. Opere dell’artista si trovano nei principali musei del mondo. Negli ultimi anni, Ritzi Jacobi ha lavorato principalmente su arazzi di grande formato, in parte su commissione, ed è stata richiesta a livello internazionale come esperta in giurie e commissioni. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Minneapolis Art Institute, in Minnesota, e dell’Arkansas Museum of Fine Arts, a Little Rock. I lavori di Ritzi e Peter Jacobi sono presenti in numerose collezioni, tra cui il Museum of Arts and Design, New York, New York; il Detroit Institute of Arts, Michigan e la Toms Pauli Foundation Collection, Losanna, Svizzera. La sua ultima mostra personale si è tenuta alla Galerie Diehl di Berlino nel 2019. È morta a Düsseldorf, dove viveva dal 2000, dopo una lunga e grave malattia.

Adattato da un necrologio di Thomas Hirsch

Ritzi Jacobi, Blue Zone, coconut fiber, acrylic paint, 57" x 57" x 3"; 145 x 145 x 8cm, 2007
Floating Matter, coconut fiber, acrylic paint, 53.5" x 53.5" x 6"; 145cm x 145cm x 8cm, 2007. Photo by Tom Grotta.