Cambi di prospettiva:le opere di Agata Ciechomska

“Decisive Orange-detail”, 2017, 65x65 cm, copyright Agata Ciechomska

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Agata Ciechomska

Agata Ciechomska è una giovane e talentuosa artista originaria di Lodz, Polonia. Le sue superfici tessili, create utilizzando un metodo di lavorazione manuale denominato Hand Tufting, esplorano il fenomeno della miscelazione ottica che si verifica quando piccole aree di colore poste l’una accanto all’altra, viste a distanza e da diverse angolazioni, si fondono in un nuovo colore prodotto direttamente dall’occhio dell’osservatore.
Il movimento dello spettatore anima l’opera, ne modifica la percezione, crea inaspettati effetti cromatici e materici cosicchè, grazie anche all’uso combinato di filati diversi, l’opera appare vibrante, mutevole e iridescente.
La luce, i colori, i materiali e i metodi della ricerca artistica diventano, nelle intenzioni di Agata Ciechomska, uno strumento per coinvolgere lo spettatore e includerlo nell’attuazione dell’opera d’arte che cessa così di essere il prodotto esclusivo dell’azione dell’artista, per compiersi invece pienamente attraverso la presenza attiva del pubblico.

Di seguito il link al sito web dell’artista:

http://agataciechomska.com

Decisive Orange”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

Decisive Orange”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska“

Decisive Orange”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

Decisive Orange-detail”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

Agata, puoi raccontarci della tua storia di artista, come hai iniziato e perché hai scelto il tessile come mezzo espressivo?

Sono di Lodz, la città costruita nei tempi d’oro dell’industria tessile e danneggiata dalla sua crisi, il tema del tessile è sempre statopresente nella coscienza sociale in un modo o nell’altro.

Per me il tessile è sempre stato importante come prodotti della vita quotidiana, per questo ho scelto di studiare design tessile alla University of Technology di Lodz, dove mi sono laureata. Come suggerisce il nome dell’università, i miei studi si sono concentrati più sul disegno industriale tessile, ma alcune materie artistiche hanno stimolato il mio interesse per l’arte tessile.  L’Università di Lodz mi ha dato molte opportunità di viaggiare e studiare all’estero. È così che sono finita a fare il mio master in Svezia ed è stato lì che ho capito che potevo esprimermi nell’arte tessile.Tuttavia mi sento ancora una principiante come artista, c’è ancora molto da scoprire e da imparare.

Nel percorso che ha intrapreso per diventare un’artista tessile, c’è stato un evento o una persona fondamentale per la tua crescita professionale?

Come ho detto prima, il master alla Swedish School of Textiles è stato per me una svolta. Gli inizi lì sono stati duri, non ero sicura di essere nel posto giusto, ma tutte le difficoltà sono valse il risultato. Grazie a grandi maestri ho scoperto ciò che è importante per me come artista e ho trovato il modo di esprimerlo.

Swedish School of Textiles, WorkSpace

“Solaris”, 2017, Triptych 95×240/95×240/95×240 cm, copyright Agata Ciechomska

“Solaris-detail”, 2017, Triptych 95×240/95×240/95×240 cm, copyright Agata Ciechomska

Nelle tue opere esplori le potenzialità espressive di materiali inusuali, con una ricerca che mira a valorizzare il colore e soprattutto il modo in cui la percezione del colore varia al variare della luce. Da dove nasce questo interesse? Puoi parlarne?

Il colore e la luce sono il fulcro della mia ricerca, ma è il materiale che può sottolineare l’effetto o ridurlo al minimo. Per me osservare i colori e i fenomeni cromatici è come vivere la magia. Lavoro a stretto contatto con le teorie del colore e sono consapevole dei risultati creati da particolari combinazioni cromatiche, tuttavia non ho mai smesso di sorprendermi della facilità con cui i nostri occhi e il nostro cervello vengono ingannati, di come vediamo colori che non sono realmente presenti nell’opera d’arte, o di quanto i colori diventano forti esaltandosi a vicenda.

“Tickled Pink”, 2018, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska 

“Tickled Pink”, 2018, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska 

“Tickled Pink_detail”, 2018, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska 

“Tickled Pink_detail”, 2018, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska 

Cito un commento molto interessante che ho letto nella tua biografia: “Perché l’arte diventi reale, è essenziale la partecipazione attiva dello spettatore”.
Cosa intendi per “partecipazione attiva” e in che modo la consideri un elemento fondamentale per la comprensione delle tue opere?

È l’occhio dello spettatore che percepisce tutte le trasformazioni che avvengono nell’opera d’arte con una diversa angolazione e distanza di visione. Le opere d’arte viste di fronte sembrano avere dei colori meno densi e intensi, mentre se viste da un’angolazione diversa, appaiono più omogenee e i colori diventano più vivaci, quindi l’esperienza è fragile ed è solo un istante che provoca questa transizione davanti agli occhi dello spettatore. Inoltre, il colore dei fili si fonde quando guardiamo l’opera a distanza, creando un nuovo colore che in realtà non esiste ma che si produce direttamente nella retina dell’occhio dello spettatore stesso.  Quindi senza il movimento dello spettatore non ci sarebbe la magia dei cambiamenti di colore, quindi non ci sarebbe magia nell’opera d’arte, tutta la tridimensionalità andrebbe perduta.

“All That Glitters”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

“All That Glitters”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

“All That Glitters”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

Nelle tue opere, originali e innovative, c’è ancora un riferimento o un legame con le tradizioni della tessitura?

Io faccio tessitura e handtufting (che è considerato un tipo di tessitura a mano), quindi non c’è solo un riferimento o un legame, la tessitura è esattamente quello che sto facendo. Ma utilizzando materiali non tradizionali sono in grado di mettere in discussione i preconcetti sulla tessitura e sulla tecnica handtufting e di proporre nuove possibilitàper uno dei mestieri più antichi.

“Lush”, 2017,105×105 cm, copyright Agata Ciechomska

“Lush-detail”, 2017,105×105 cm, copyright Agata Ciechomska

“Lush” HandtuftingMachine, 2017,105×105 cm, copyright Agata Ciechomska

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Ci sono artisti, correnti artistiche o tendenze dell’arte contemporanea che stimolano la tua immaginazione?

La materia, il colore e la luce stessa sono per me gli aspetti più stimolanti. Poiché questi attributi non sono necessariamente associati al tessile, cerco riferimenti anche nelle belle arti e nell’architettura. È difficile elencare tutti i grandi artisti, ma la mia top 5 sarebbe: OlafurEliasson, James Turrell, Carlos Cruz-Diez, Astrid Krogh e Faig Ahmed. Questi artisti realizzano un corpus di opere completamente differente l’uno dall’altro, ma ho avuto il piacere di vedere mostre che presentavano i loro lavori ed è sempre stata un’esperienza molto intensa.

Che tipo di ricerca e di progettazione fai quando inizi un nuovo lavoro?

Dipende. Molto spesso il lavoro su un nuovo pezzo inizia con una riflessione su precedenti esperimenti e opere che ho già eseguito. Cerco elementi che hanno avuto successo e quelli che potrebbero essere sviluppati ulteriormente o fatti meglio. Ma a volte cerco nuovi riferimenti nello stato dell’arte già esistente o libri e documenti che potrebbero essere interessanti.

“Galvanise”, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

“Galvanise”, HalfNormal, HalfWithaFlashlight, 2017, 65×65 cm, copyright Agata Ciechomska

Puoi descrivere la tua opera “Polymorphic Pink“? Come nasce?

Se cerchi “polymorphic” in un dizionario, trovi significati come poliedrico, mutevole, eterogeneo, ed è proprio a questo che si riferisce il mio lavoro, il rosa che ha molte sfumature. Questo pezzo mette in evidenza la spazialità della tecnica dell’handtufting. Ci sono delle strisce verticali rosa nel retro della tessitura, ma ci sono anche delle strisce orizzontali, semitrasparenti rosa, quindi è possibile un’interazione tra tutti questi diversi fili rosa. Quando l’opera è vista dal davanti, è chiaramente visibile un motivo a quadri e tutti i colori si mescolano. Ma quando si guarda da un angolo, le strisce verticali scompaiono e invece si vede solo una delicata nebbia di strisce orizzontali colorate. Quindi, ancora una volta, è il movimento dello spettatore che permette di vedere tutte queste variazioni e dà un senso al titolo.

“Polymorphic Pink”, 2017, 105×105 cm,copyright Agata Ciechomska

“Polymorphic Pink – detail”, 2017, 105×105 cm,copyright Agata Ciechomska

Tra le sue opere ce n’è una in particolare che ti rappresenta maggiormente e alla quale è particolarmente legata?

Sono legata ad ogni opera ma per motivi diversi. Non credo di poterne scegliere una sola.

A cosa stai lavorando in questo momento? Vuoi parlarci dei tuoi attuali progetti tessili e delle mostre presenti o future?

Sto finendo un nuovo pezzo in questo momento e ho già dei progetti per il prossimo, ma tutte le idee sono nel mio sketchbook e hanno bisogno di essere sviluppate.

Fino al 15 marzo potrete vedere una delle mie opere al Central Museum of Textiles di Lodz, nell’ambito della 16° Triennale Internazionale del Tessile.

Con altri due miei amici e artisti tessili, Maike Jansen e Lola van Praag, stiamo pianificando un progetto tessile e una mostra, siamo ancora in fase di elaborazione, ma speriamo che possa essere realizzata quest’anno.
Inoltre sto facendo domanda per alcuni bandi. Vediamo cosa ci porterà il futuro.

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