L’Arazzeria Scassa

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                                                       “…La lettura di un’opera attraverso la sua traduzione in arazzo richiede una raffinatissima analisi delle strutture compositive, cromatiche e materiche. È attraverso questa analisi che io posso dirigere il lavoro delle mie tessitrici. Ritengo che l’arte dell’arazziere sia paragonabile a quella di un maestro concertatore.” 

(da un’intervista di Franco Fanelli a Ugo Scassa)

L’Arazzeria Scassa, unica arazzeria ancora attiva in Italia, si trova all’interno della Certosa di Valmanera presso Asti; il monastero ospita anche il laboratorio di restauro e il Museo Scassa.

La manifattura inizia la sua attività nel 1957 grazie all’entusiasmo del suo fondatore, Ugo Scassa. Con il nome “Italia disegno”, vengono prodotti, principalmente, tappeti annodati a mano poi, dal 1960, viene allestito un laboratorio di tessitura di arazzi con telai ad alto liccio.

Quello stesso anno, l’arazzeria vince il concorso per la decorazione del salone delle feste del Transatlantico Leonardo Da Vinci con la presentazione di 16 arazzi; questo è anche il momento in cui inizia la collaborazione con l’artista Corrado Cagli che, rimarrà vicino all’arazzeria fino al 1976, anno della sua morte.

Tale collaborazione fu accompagnata da numerosi successi come la decorazione per le turbonavi Michelangelo e Raffaello e altri due arazzi, conservati nelle Gallerie Pontificie: Cristo risorto e San Giorgio.

Corradi Cagli è solo uno dei numerosi artisti che, nel corso degli anni affiancarono e contribuirono alla produzione dell’Arazzeria Scassa; la lista è lunga e prestigiosa e annovera, tra gli altri: Casorati, Vedova, Guttuso, De Chirico e Renzo Piano che, commissiona la trasposizione ad alto liccio dei suoi disegni.

Le Esposizioni Internazionali consacrarono l’Arazzeria Scassa come una delle più importanti e riconosciute del periodo, l’arazzo “I Gemelli” fu esposto alla III Biennale di Parigi e in seguito acquistato per le Collezioni dello Stato Francese.

La ruota della fortuna – Archivio Corrado Cagli, Copyright Corrado Cagli

L’ eco dei successi ottenuti moltiplicano l’impegno della manifattura con numerose commissioni pubbliche e private da tutto il mondo, alcune delle quali particolarmente onerose per le dimensioni dell’opera, “L’Europa dopo la pioggia” tratto dall’opera di Max Ernst, misura 204*478 cm, e per tessere un metro quadro ad alto liccio si impiegano intorno alla 500 ore di lavoro.

Dalla sua apertura, l’Arazzeria Scassa ha tessuto più di 220 panni istoriati, alcuni partendo da cartoni originali, altri, mirabili trasposizioni di opere che omaggiano artisti immortali come Klee, Mirò e Dalì.

da Paul Klee “Giardino zoologico” arazzo ad “alto liccio” in lana – 191 x 259 cm. – Tessitura: Arazzeria Scassa – Asti – Asti – Museo Provinciale degli Arazzi Scassa

da Giorgio de Chirico “La torre rossa” arazzo ad “alto liccio” in lana – 196 x 273 cm. Tessitura: Arazzeria Scassa – Asti: Museo Provinciale degli Arazzi Scassa

 Circa una trentina di arazzi è entrata a far parte della Galleria degli Arazzi che, dal 2002, è stata trasformata nel Museo degli Arazzi Scassa, ad esso si associa una scuola di formazione voluta dalla provincia di Asti, volta all’insegnamento dell’antica tecnica di tessitura di arazzi ad alto liccio.

La tecnica utilizzata per tessere rispecchia l’antica tecnica di tessitura ad alto liccio, nonostante il nucleo dell’antico sapere sia rimasto immutato, i vari passaggi di lavorazione sono stati velocizzati tramite alcune innovazioni introdotte nei vari passaggi di lavorazione.

Nel solco della tradizione italiana, Ugo Scassa predilige scegliere il cartone tra tutta la produzione pittorica del singolo artista, a differenza dei francesi che commissionano direttamente il cartone con caratteristiche idonee alla trasposizione in arazzo. La scelta dell’arazziere italiano accorda massima libertà di espressione al pittore che, non è vincolato dai limiti del futuro utilizzo dell’opera ma, anche, al tessitore che, avrà la responsabilità, con sensibilità e competenza, di rendere al meglio gli effetti pittorici e cromatici del cartone. Le diverse possibilità interpretative diventano la firma dell’arazziere aumentando la qualità e il valore artistico del manufatto.

Ugo Scassa (fonte Corriere – Torino)

Il bozzetto prescelto viene proiettato, tramite diapositiva, sui fili dell’ordito e riportato con segno indelebile, permettendo così, una maggiore fedeltà grafica della trasposizione; prima di iniziare la vera e propria tessitura, si provvede a selezionare e tingere il materiale necessario, che andrà a comporre diverse matassine moltiplicando gli effetti cromatici possibili. Le grandi campiture monocrome diventano vibranti, le sfumature non sono fatte tramite la tecnica del tratteggio ma, con la tecnica del tessuto cangiante.

Il gioco cromatico rivela tutta la sensibilità dell’arazziere che possiede contemporaneamente la visione dell’opera finita e l’effetto che, il particolare su cui sta lavorando, avrà nell’insieme.

Ugo Scassa muore nel 1988 ma, il suo lavoro continua con l’impegno della sua famiglia.

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